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Tutti gli articoli con tag salute

La lista dei 17 profumi contenenti sostanze chimiche nascoste

pubblicato da missunderstanding

profumi sostanze chimiche

Ewg, associazione no-profit nata con lo scopo di proteggere la salute delle persone e dell’ambiente informando i consumatori, ha appena pubblicato il rapporto Not So Sexy, sulle sostanze chimiche nascoste nei profumi, nei deodoranti e nelle fragranze per il corpo. Cosa nasconde in realtà un’essenza di rosa e quale combinazione tra le 3100 sostanze chimiche in uso nell’industria cosmetica viene davvero usata per creare quell’essenza?

Secondo il rapporto di EWG, le essenze usate nei profumi sono di solito composte con un mix di sostanze chimiche che non vengono riportate sull’etichetta, e la maggior parte della volta sono sostanze derivate dal petrolio. Alcuni test di laboratorio commissionati nell’ambito della Campagna per l’uso di Cosmetici Sicuri, analizzati appunto da EWG, hanno rilevato l’uso di 38 sostanze nascoste in ben 17 famosi profumi, tra cui Chanel, Acqua di Giò, Eternity di Calvin Klein.

I prodotti testati contengono in media 14 sostanze chimiche non riportate sull’etichetta, molte delle quali non sono indicate per l’uso in prodotti per l’igiene e la bellezza della persona, perché causa di reazioni allergiche o tossiche per l’organismo. Il vostro profumo preferito è nella lista?

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Il Ministero della Salute contro gli Ogm: orientati solo al profitto

pubblicato da Peppe Croce

Il Ministero della Salute contro gli Ogm: orientati solo al profitto

Dura presa di posizione del ministro della Salute Ferruccio Fazio sulle piantagioni Ogm. Il ministro, infatti, pur non escludendo in assoluto la possibilità di discutere l’argomento mette in evidenza come, fino a questo momento, gli Ogm siano solo serviti ad abbattere i costi, e aumentare i profitti, delle grandi coltivazioni:

Ritengo che l’Ogm ad oggi abbia avuto uno sviluppo fondamentalmente orientato a creare risparmi su grandi produzioni e non è stato invece sufficientemente orientato al consumatore

Diverso, continua Fazio, è il discorso se gli Ogm fossero pensati per un miglioramento anche qualitativo dei prodotti agricoli:

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Edipower: ottenuta l'Aia riparte la centrale di San Filippo del Mela. Ma l'ambientalizzazione è parziale

pubblicato da Peppe Croce

Riparte la centrale elettrica Edipower di San Filippo del Mela: ma l'ambientalizzazione Ã�¨ parzialeEdipower ha comunicato venerdì di aver completato i lavori di ambientalizzazione della centrale elettrica ad olio combustibile di San Filippo del Mela, in provincia di Messina, previsti dal recente decreto di Autorizzazione integrata ambientale (Aia) con prescrizioni.

L’azienda afferma di aver preso provvedimenti per tutti e sei i gruppi produttivi della centrale da 1280 Mw totali. Ma ogni coppia di gruppi ha subito lavori differenti:

Gli interventi hanno riguardato l’installazione su ciascuno dei gruppi 1&2 da 160 MW degli impianti di desolforazione e denitrificazione (i cosiddetti sistemi di ambientalizzazione), con un investimento complessivo di circa 90 milioni di euro. Gli interventi di natura impiantistica realizzati comportano un significativo abbattimento delle emissioni in atmosfera dell’impianto.

In particolare, le emissioni si confermano inferiori ai limiti fissati dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (pari a 200 mg/Nm3 per gli ossidi di zolfo e a 100 mg/Nm3 per quelli di azoto). I limiti prima dell’ambientalizzazione erano pari 870 mg/Nm3 per gli ossidi di zolfo e a 400 mg/Nm3 per quelli di azoto

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Venti anni dopo la tragedia della Exxon Valdez il petrolio intossica ancora gli animali

pubblicato da missunderstanding

morette arlecchino exxon valdez

Sono passati più di 20 anni dal giorno in cui la Exxon Valdez, petroliera della Exxon Mobil, si incagliò nello stretto di Prince Williams, in Alaska, riversando in mare 38 milioni di litri di petrolio. Il disastro, noto come uno degli 8 disastri più gravi al mondo causati dall’uomo, fa sentire ancora le sue conseguenze per quanto riguarda lo stato di salute degli animali dell’Alaska, che 20 anni dopo, continuano ad ingerire residui tossici.

Un nuovo studio dell’Università della British Columbia, pubblicato su Environmental Toxicology and Chemistry, ha analizzato l’esposizione degli animali al petrolio attraverso un nuovo indice, il biomarker CYP1A.

Dalle analisi è risultato che il tempo di esposizione degli animali ai residui del petrolio è molto lungo e che i residui continuano ad essere ingeriti dagli animali. La ricerca è stata condotta sugli esemplari di Moretta Arlecchino dell’area dello stretto di Prince Williams in Alaska, stimati in circa 14.500 unità tra il 1990 e il 2005.

Dalle analisi condotte sugli esemplari di Moretta Arlecchino dell’area è risultato che i livelli del marcatore CYP1A in questi esemplari è molto più alto rispetto a quello degli stessi esemplari in altre aree. Il che significa che gli animali della zona dello stretto sono stati esposti ai residui del petrolio almeno fino al 2009, ovvero che i residui permangono a lungo. Lo studio dimostra come gli effetti negativi della fuoriuscita del petrolio in mare non siano circoscritti ai pochi anni dopo la tragedia e ai milioni di animali morti nel quinquennio successivo al disastro, perché dopo più di 20 anni dall’episodio di Exxon Valdez i segni del disastro e dell’inquinamento del petrolio continuano ad essere presenti nei corpi degli animali della zona.

via | sciencedaily

Foto | Flickr

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Coca Cola condannata: dovrà risarcire 350 milioni di euro all'India per inquinamento ambientale

pubblicato da Peppe Croce

Inquinamento e prosciugamento della falda: maxi multa per la Coca Cola in IndiaSecondo quanto riporta “Il Manifesto”, la multinazionale delle bevande Coca Cola sarebbe stata condannata a pagare un maxi risarcimento ad uno Stato del sud dell’India: 352 milioni di euro per inquinamento ambientale, danni alla falda acquifera in un villaggio dello Stato di Kerala.

La vicenda, per come la riporta il quotidiano romano, ha i classici connotati dello sfruttamento coloniale: nel 2000 l’azienda americana apre uno stabilimento in un piccolo villaggio e inizia ad attingere acqua potabile dai pozzi della zona. Dopo poco arriva ad emungere un milione e mezzo di litri da sei pozzi lasciando a secco la popolazione locale.

Come se non bastasse, Coca Cola non applica il trattamento dei reflui industriali dello stabilimento ma, al contrario, vende i reflui “tal quali” agli agricoltori del villaggio spacciandoli per compost agricolo. In quel compost, che in realtà era un rifiuto, c’erano parecchi metalli pesanti come il piombo, il cadmio e il cromo; tutta roba che non aiuta nè l’agricoltura nè la salute umana.

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Ambiente e Salute, a Parma la Conferenza dei Ministri per proteggere i bambini dai rischi dell'inquinamento

pubblicato da missunderstanding

bambini inquinamento

Si apre oggi a Parma la V Conferenza Ministeriale su Ambiente e Salute, l’incontro dei ministri di 53 Paesi europei, chiamati a valutare il proprio operato e a stilare le linee d’azione per proteggere la salute dai rischi ambientali e dalle conseguenze dei cambiamenti climatici.

La Conferenza valuterà l’azione europea nei passati 20 anni sulla salute e sulla prevenzione e ci si aspetta che definisca un piano d’azione che valuti la tutela della Salute in stretto rapporto con l’Ambiente. Tra i temi discussi nella conferenza ci sono la protezione della salute da rischi derivanti da condizioni di scarsa igiene e mancanza d’acqua; la scarsa qualità dell’aria e gli effetti dell’inquinamento; l’esposizione a sostanze chimiche nocive; le conseguenze dei cambiamenti climatici sulle popolazioni più a rischio.

Uno tra i punti cardine dell’incontro è la tutela della Salute dei giovani: in alcuni Paesi dell’Europa, soprattutto nell’Est, muoiono ogni anno da 1 a 5 bambini su 100o a causa di disturbi alle vie respiratorie, causati dall’inquinamento. L’esposizione dei bambini all’inquinamento è causa di morte, ed un fattore di rischio tanto elevato non è accettabile in Europa.

E’ necessario proteggere i bambini dall’esposizione al PM, perché il loro organismo è particolarmente vulnerabile: dall’esposizione al particolato derivano asma, allergie, bronchiti, infezioni delle vie respiratorie. Uno tra gli scopi pirncipali della Conferenza di Parma è assicurare che i bambini possano respirare aria pulita e che la loro salute possa essere tutelata, non minata dall’inquinamento ambientale.

Foto | Flickr

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Gela, al via la bonifica dei rifiuti radioattivi

pubblicato da Peppe Croce

Dopo quasi vent'anni inizia la bonifica della discarica di fosfogessi a Gela

Ci sono voluti quasi vent’anni ma forse è la volta buona. Eni sta per iniziare i lavori di bonifica della discarica di fosfogessi adiacente l’ex impianto Enichem che, fino al 1992, produceva fertilizzanti all’interno del polo petrolchimico. La bonifica costerà circa 70 milioni di euro e verrà eseguita dalla Syndial, l’azienda del gruppo Eni che è subentrata all’Enichem.

Il fosfogesso è un rifiuto dell’industria dei fertilizzanti e dell’acido fosforico ed è molto pericoloso poichè potrebbe essere fonte di contaminazione radiologica per la popolazione. Come spiega l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nell’annuario Apat:

L’impatto radiologico dell’industria dei fertilizzanti è connesso con l’elevata concentrazione di U-238 nelle
fosforiti (minerali di partenza costituiti da fosfati di calcio) e nei loro derivati. In passato erano presenti in Italia diversi impianti che producevano acido fosforico attraverso il processo a umido, con la formazione di fosfogesso come sottoprodotto; impianti che hanno cessato l’attività. Sono comunque presenti alcune aree in cui sono stoccati e smaltiti i rifiuti (fosfogessi o altri residui) che possono rappresentare una potenziale sorgente di esposizione della popolazione.

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Londra sana, vegetariana e buona da mangiare

pubblicato da missunderstanding

carl warner londra

Il fotografo Carl Warner ed il suo team hanno riprodotto Londra usando soltanto frutta e verdura, per promuovere un’alimentazione sana e corretta, su richiesta del canale Good Food .

Per riprodurre Londra ci sono voluti 26 tipi di ortaggi e frutta diversi, ma l’immagine di alcuni tra gli edifici più noti al mondo è chiara: mangiare frutta e verdura fresche fa bene alla salute della città e dei suoi cittadini. La colonna di Nelson è fatta con un cetriolo, il Parlamento con un mix di asparagi e fagioli. Il Colosseo con cosa lo fareste?

via | dailymail

Los Angeles promuove il No Bag Day contro i sacchetti di plastica

pubblicato da missunderstanding

giornata senza sacchetti di plastica
Domani 17 dicembre, la provincia di Los Angeles celebrerà il No Bag Day, la sua giornata senza buste di plastica. Per tutto il giorno, per 24 ore, si chiede a chi fa acquisti e a chi vende i prodotti di scegliere borsa per la spesa riutilizzabili al posto delle buste di plastica.

L’evento ha lo scopo di promuovere l’uso di borse riutilizzabili tra i cittadini, ai quali verranno distribuite circa 20.000 borse per la spesa e di diffondere il messaggio anche tra i venditori, perché tutti possano contribuire con una piccolo gesto a diminuire l’inquinamento. Si stima che i soli abitanti della provincia di Los Angeles utilizzino circa 6 miliardi di sacchetti di plastica all’anno.

Anche se siamo lontani da Los Angeles possiamo condividere l’iniziativa nei nostri acquisti quotidiani, come dice la bellissima illustrazione che apre questo articolo, home page di HealtheBay, associazione promotrice della giornata senza sacchetti di plastica: anche se l’inquinamento dei sacchetti di plastica colpisce in particolar modo le coste California, tutti dovrebbero dare il proprio contributo perché indirettamente ne risentono la salute e il portafogli di ogni cittadino, indipendentemente dal paese in cui vive.

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Anche gli animali d'allevamento hanno diritto al benessere

pubblicato da missunderstanding

benessere animale

Dopo avervi chiesto un parere sulle gabbie della crudeltà, ovvero sulla provenienza di animali e prodotti d’origine animale che mangiate, vi chiedo oggi un commento sulla questione del Benessere animale.

Anche gli animali d’allevamento hanno diritto al proprio benessere, secondo quanto sanciscono le normative che regolano l’attività veterinaria, la sicurezza alimentare e la normativa UE sull’argomento, che ha riconosciuto il benessere come condizione intrinseca degli animali, e come diritto. Il primo documento relativo al benessere animale, è il Brambell Report, nel quale si enunciano le 5 libertà per la tutela ed il benessere degli animali, ribadite dalla legislazione tutt’ora in vigore:

    1. libertà dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione;
    2. libertà dai disagi ambientali;
    3. libertà dalle malattie e dalle ferite;
    4. libertà di poter manifestare le caratteristiche comportamentali specie-specifiche;
    5. libertà dalla paura e dallo stress.

Le cinque libertà fondamentali degli animali per il benessere animale sono riconosciute dagli Stati dell’Unione Europea, garantite dall’attività di controllo dei medici veterinari che vigilano sulla salute degli animali, e applicate dagli allevatori che sfamano e crescono gli animali per ricavarne un reddito. Tutto ciò, almeno, in teoria, anche se la crescente attenzione da parte dei consumatori verso ciò che si mangia e sui metodi della produzione crea un ulteriore controllo sulla qualità e sui metodi d’allevamento. Supponiamo che ad ogni animale d’allevamento siano garantite le cinque libertà fondamentali per il benessere animale così come richiesto dalla legge: hanno senso se l’animale d’allevamento nasce, cresce e muore soltanto per raggiungere determinati standard di qualità che soddisfano l’uomo che li mangia?

Foto | Flickr