
E’ online la dodicesima edizione dell’Ecoguida ai prodotti hi-tech, pubblicata da Greenpeace. La classifica verde del settore tecnologico permette all’associazione ambientalista di valutare sia i processi di produzione che i prodotti stessi, per quanto riguarda l’eliminazione di sostanze tossiche, per l’impegno al riciclo dei prodotti usati e, sempre di più, per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.
Come negli ultimi anni, Nokia resiste al primo posto con 7,4 punti su 10, ma Samsung ed Ericsson, al secondo e terzo posto con 7,1 e 6,5 punti hanno recuperato posizioni. Anche LGE, Toshiba e Motorola migliorano il loro punteggio mentre è clamoroso lo scivolone di Sony che passa dal quinto al dodicesimo posto per non aver tenuto il passo degli altri marchi, soprattutto nel riciclo del materiale dismesso.
Brutte notizie anche per Hewlett Packard (HP), Dell e Lenovo che pagano pegno per non aver tenuto fede all’impegno preso di eliminare PVC (polivinilcloruro) e BFRs (ritardanti di fiamma bromurati) dai loro prodotti entro il 2009.
Via | Greenpeace
Foto | Greenpeace

Greenpeace assegna i suoi premi alle aziende elettroniche che meglio si sono distinte nella politica di gestione ambientale: vince Sony Ericsson che si aggiudica il primo posto grazie al pieno punteggio. Infatti la casa elettronica ha messo in commercio nuovi prodotti che non contengono PVC e quelli già in commercio a partire da gennaio scorso sono privi di antimonio, berillio e ftalati. Un po’ di differenze di valutazione e dunque di classifica l’ho riscontrata con quella stilata da Climate Counts, l’associazione americana di consumatori, anche se nei criteri proposti ci sono sia le emissioni di C02 sia l’impatto ambientale.
Scrive Greenpeace nella pagina dedicata ai Greenest Awards:
Oggi, il settore della Information and Communications Technology (ICT) detiene il 2 per cento delle emissioni globali di gas a effetto serra, le stesse prodotte dall’aviazione. Essendo una delle industrie più innovative e in crescita esponenziale, dovrebbe assumersi la leadership nel combattere il cambiamento climatico attraverso la riduzione delle proprie emissioni di CO2. Sia dirette che indirette.
Alla base della campagna di Greenpeace, la pubblicazione della ecoguida nella quale l’associazione ambientalista fa le pulci alle multinazionali elettroniche bacchettandole la dove necessario. Infatti l’obiettivo della guida è proprio mostrare le intenzioni delle aziende e la voglia concreta che hanno di rispettare l’ambiente. Di fatto i criteri per entrare se non tra i premiati tra i volenterosi sono:
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L’ultima edizione dell’Ecoguida per i prodotti tecnologici è stata presentata oggi con canoni sempre più stringenti: non basta più che il prodotto rispetti l’ambiente per i componenti e nelle fasi di produzione, si aggiunge l’attenzione per il consumo energetico e l’assenza di sostanze tossiche ed il riciclo corretto.
Dall’agosto 2006 con la prima guida, GreenPeace è giunta oggi alla settima versione aggiornata aumentando gli standard: le filiere produttive devono ridurre le emissioni di CO2: la Samsung e Toshiba sono ai vertici della classifica grazie alla piena adozione del principio di responsabilità mentre alcune multinazionali come la Philips, la Panasonic e Sharp ignorano ogni tipo di responsabilità legata allo smaltimento dei loro prodotti.
Un buon salto l’ha fatto Motorola con le operazioni di ritiro e riciclo dei prodotti. Due posizioni guadagnate, dalla 14esima alla 12esima. Al contrario la Nokia, non avendolo migliorato nei suoi due mercati principali (Russia e India) si becca le penalizzazioni del caso. La Nintendo va da 0 a 0,3 punti grazie alla politica di gestione dei composti chimici, ma non ottiene alcun punteggio su tutti gli altri criteri.
Per i più curiosi aggiungo il link per la Classifica completa e la 7° edizione dell’Eco Guida in dettaglio.
Via | Greenreport

Telefonini che vanno ad acqua: è questo il progetto di Samsung Electro-Mechanics, che ha annunciato la realizzazione di una tecnologia che unisce un generatore di idrogeno alimentato ad acqua con una micro-cella a combustibile (micro-fuel cell).
Questa invenzione garantirebbe una durata delle batterie doppia rispetto alla durata delle ricaricabili attualmente in uso nei cellulari (10 ore di conversazione anziché 5). La fuel-cell sviluppata da Samsung genera 3W e la sua uscita sul mercato è prevista per il 2010.
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