
Finalmente si è concluso il Vertice di San Pietroburgo finalizzato alla salvaguardia della tigre. Ed è stata scongiurata la solita debacle cui siamo abituati in tema di ambiente e tutela della biodiversità… L’obiettivo sancito a gran voce dai partecipanti, infatti, è stato quello di raddoppiare il numero della regina delle foreste entro il 2022 - il prossimo “anno della tigre” secondo il calendario cinese -.
Il merito, probabilmente, è da individuarsi - come già anticipato - nell’impegno assunto dalla Banca Mondiale e dal Fondo per la Natura che, a tal proposito, si sono impeganti nella sommisnistrazione di prestiti non trascurabili ad alcuni Paesi in difficoltà (Bangladesh, Nepal, Bhutan, Laos, Cambogia e India) perché possano portare avanti efficaci iniziative volte alla tutela della panthera tigris presente nel loro territorio.
Vi ricordate il progetto russo di costruire una centrale nucleare trasportabile, piazzata su una nave che può fare il giro del mondo? A quanto pare il progetto va avanti e pure velocemente: pochi giorni fa, infatti, la BBC (e chiedetevi come mai hanno autorizzato la BBC) ha trasmesso un servizio con il quale mostra la famosa centrale. O almeno la nave che la ospita.
Si tratta di un grosso cargo, ormeggiato a San Pietroburgo, modificato e rinforzato per resistere ai ghiacci dell’artico. Una sorta di incrocio tra una nave da trasporto container, una rompighiaccio e, appunto un impianto di produzione di energia da fonte nucleare. Già tempo fa, ho avanzato dubbi sulla sicurezza per l’ambiente di progetti del genere ma oggi, a vedere la centrale nucleare galleggiante quasi pronta me ne viene un altro.
Nel senso che forse nella insicurezza stessa di questo progetto sta tutto il suo senso: immaginate cosa potrebbe succedere se qualche terrorista o “pirata” riuscisse ad abbordare e sequestrare l’impianto galleggiante. Non sarebbe affatto bello né per i russi né per il resto del mondo. Che si fa, allora? Semplice: la si fa scortare dalla marina militare.
Ecco, l’unica immagine che mi viene in mente è proprio questa: una bella centrale nucleare che va in giro per gli oceani, ovviamente passando per le acque internazionali, accompagnata da una decina di mezzi militari. Sono sempre più convinto che questo progetto non sia una buona idea.
Via | BBC

Tarja Halonen, presidente della Finlandia dalle pagine del “Der Spiegel” lancia l’allarme sul grado di inquinamento del Mar Baltico e teme che l’ecosistema possa ”collassare” .
“Abbiamo uno dei maggiori problemi ambientali in Europa nei nostri porti -ha detto la Presidente Halonen- I livelli di inquinamento da sostanze tossiche nel Mar Baltico dovute agli allevamenti e alle acque di scarico che arrivano da San Pietroburgo, sono sconvolgenti. Il Mar Baltico rischia di crollare e il settore della pesca è in disperato pericolo . Abbiamo bisogno di un cambiamento radicale di direzione”.
E rispetto alle manovre che stanno coinvolgendo la riorganizzazione del bacino del Mediterraneo coordinate da Nicolas Sarkozy, la Presidente Halonen tiene a precisare: “Beh, tutti vogliono ottenere dei vantaggi. Quando la Finlandia ha proposto un piano per una “dimensione settentrionale” per la regione del Mar Baltico e di una più stretta cooperazione con la Russia verso la fine del 1990, siamo stati considerati con sospetto. Ecco perché è importante non chiudersi in un club all’interno dell’Unione europea, come Sarkozy sembra voler fare”.
Foto | Flickr
I musei contengono un sacco di materiale prezioso, molto attraente dal punto di vista di un topo: tele, carte e cavi. Se considerate che spesso i musei si trovano in edifici storici di una certa eta, pieni di fessure, intercapedini, vecchie parti di legno… ecco, capirete come sia difficile tenere i topi lontani dalle opere d’arte e dai sottoservizi.
A San Pietroburgo, il museo dell’Ermitage ospita una cospicua colonia felina esattamente con lo scopo di tenere sotto controllo la popolazione dei topi. I gatti vengono nutriti (non eccessivamente) e sono liberi di andare praticamente ovunque in loro istinto predatorio li porti.
La lotta biologica funziona da decenni nel museo, mi chiedo solo dove si rifaranno le unghie tutti quei gatti.
Via | TG2

La morte di delfini fa sempre notizia, quella degli squali un po’ meno. Uno squalo è stato pescato vicino a San Pietroburgo, nelle acque dolci del fiume Neva. L’esemplare misurava attorno ai due metri. Secondo EnglishRussia, che riporta ulteriori fotografie, è la prima volta che viene pescato o avvistato uno squalo nell’area di San Pietroburgo e in tutta la Russia del Nord Ovest. Rimane da capire come sia arrivato fin li e soprattutto il perchè.