La notizia giunge come un fulmine verso la fine di maggio. Il ministro Scajola annuncia che: “Entro la fine della legislatura metteremo la prima pietra per la costruzione nel Paese di centrali nucleari di nuova generazione”. Viene subito spalleggiato dalla neo-presidente di Confindustria, Emma Mercegaglia, per la quale l’energia è troppo cara in Italia, ed è più cara che negli altri paesi - e la soluzione sarebbe il nucleare.
Intanto il 3 maggio il ciclone Nargis mette in ginocchio il Myanmar (Birmania) mentre il 13 maggio una violenta scossa di terremoto mette in ginocchio il Sichuan e la Cina. Ecoblog raccolse le prime testimonianze dei blogger scampati al sisma.
Il 20 settembre, poi, il Presidente del Consiglio dichiara ufficialmente che entro la primavera del 2009 il governo presenterà un Piano Energetico Nazionale che specificherà meglio come l’Italia ritornerà al nucleare. Mentre entro gennaio arriverà anche il ritorno formale al nucleare - secondo un esponente del PDL.
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L’incredulità degli americani all’annuncio di Mr. Berlusconi e Mr. Scaiola di voler iniziare la costruzione di centrali nucleari in Italia è stata, come dire? immensa. E pronta la risposta arriva via Wall street journal che dalle sue colonne affida l’editoriale di oggi alla penna sagace di Henry Sokolski executive director del Nonproliferation Policy Education Center una associazione no-profit che ha al suo attivo collaborazioni con il Senato e la prima amministrazione Bush.
Scrive Sokolski:
Perché, allora, il signor Berlusconi ha annunciato ora il nucleare? La riduzione promessa la settimana scorsa sulle accise su benzina e diesel fa pensare che il Governo stia progettando e predisponendo soluzioni rispetto agli aumenti dei carburanti.
Gli esperti in materia di energia, però, sospettano qualcosa di più sinistro. L’annuncio potrebbe essere parte di uno sforzo a lungo termine da parte della più grande Utility europea per spingere i concorrenti più piccoli ad organizzare massiccio sostegno al Governo per i grandi e costosi programmi delle centrali nucleari. Italiani ed europei possono solo sperare che questa speculazione sia sbagliata. Al contrario l’Ue incoraggia la concorrenza e l’eliminazione delle sovvenzioni pubbliche nel settore energetico.
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