
Ricordate il Climategate che scandalizzò l’opinione pubblica americana (quella italiana manco sa di cosa si stia parlando) a proposito delle mail che sembrava smentissero il riscaldamento globale? Ebbene, Phil Jones, lo scienziato al centro della vicenda, ha dichiarato al Times di avere più volte pensato al suicidio poiché la campagna denigratoria che ne è seguita lo ha profondamente ferito.
In sintesi la vicenda era questa: un centinaio di mail conservate sul server della University of East Anglia (UEA) furono divulgate, dopo un attacco hacker, una settimana prima del vertice di Copenhagen. Le mail erano il frutto del confronto tra diversi scienziati a proposito del riscaldamento globale e, dei cambiamenti climatici e alcuni mettevano seriamente in discussione che i dati, che fin li avevano confortato il cambiamento in atto fossero corretti. In dubbio, però, era messa anche la buona fede degli stessi scienziati accusati di manipolare a piacimento i risultati che attestavano il global warming.
Ma The Independent scrive:
Alcune associazioni che si occupano di cambiamenti climatici, come Atlas Economic Research Foundation negli Stati Uniti o International Policy Network in Uk hanno ricevuto da ExxonMobil centinaia di migliaia di sterline e entrambe le associazioni hanno sempre promosso seminari contro i cambiamenti climaitci.
Richard North, uno scettico del cambiamento climatico e blogger, ha respinto le accuse di un complotto, come ‘ridicole’ e ha negato di avere un legame con i presunti interessi della Exxon e ha detto:
Chiunque mi conosce sa che sono un solitario. Nessuno mi dice cosa fare. Ho le stesse preoccupazioni delle persone di tutto il mondo su come approvvigionarsi di energia e ridurre gli effetti dei gas serra.
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Il Senato della Repubblica italiana ha cancellato dalla sua agenda il problema dei cambiamenti climatici, dopo l’approvazione di una mozione, proposta dagli esponenti del Pdl Marcello Dell’Utri, Domenico Nania e Adriana Poli Bortone, che nega esplicitamente la responsabilità umana nel riscaldamento climatico.
Il documento, firmato da 34 senatori della maggioranza e approvato all’inizio di aprile, contesta in primo luogo:
l’attribuzione della responsabilità del riscaldamento globale in atto da circa un secolo nell’atmosfera terrestre all’emissione dei gas serra antropogenici (e tra questi soprattutto all’anidride carbonica prodotta dall’uso dei combustibili fossili)
Certezza che è poi alla base di tutte le politiche internazionali sull’argomento, ultimamente sostenute anche dagli Stati Uniti e dalla maggior parte dei Paesi in via di sviluppo, a partire dall’accordo “20-20-20″ della Commissione Europea, che punta:
ad un drastico cambiamento della politica energetica finalizzato all’ottenimento di una rilevante riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
che a sua volta potrebbe comportare:
un rilevante aumento del costo dell’energia termica e in particolare dell’energia elettrica, con pesanti conseguenze sulla capacità competitiva internazionale degli Stati membri dell’Unione, in mancanza del coinvolgimento di importanti paesi industrializzati e in via di sviluppo.
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