
Il pericolo dell’estinzione per lo sciurus vulgaris (meglio noto come Scoiattolo Rosso o Scoiattolo comune) è sempre più reale, almeno in Gran Bretagna. Lo certifica il rapporto dell’Università di Oxford sullo stato dei mammiferi nel territorio britannico, che ha individuato come fortemente a rischio la situazione del simpatico roditore. La situazione non è molto diversa nemmeno negli altri paesi europei, ma il report parla di un calo della popolazione del 50% negli ultimi 50 anni, un calo che non accenna a fermarsi.
I problemi sono sempre gli stessi, in primis l’aggressività e la maggior robustezza degli Scoiattoli Grigi di origine nord americana, ma ai loro cugini d’oltreoceano è legata anche la piaga del vaiolo degli scoiattoli che sta decimando la popolazione della specie di roditori europea. Anche i ricci non se la passano poi così bene: dai 30 milioni presenti nel 1950 siamo arrivati ad 1.5 di esemplari in Gran Bretagna, questo nonostante gli sforzi attuati dai programmi tesi a proteggere la biodiversità. I risultati ci sono, ma secondo i due autori dello studio, Dawn Burnham e David MacDonald, non in tutti casi si è riusciti ad ottenere successi per una ragione molto semplice:
Gli ultimi 15 anni sono stati caratterizzati da alcuni successi, in particolare nel recupero di alcune specie rare, tuttavia è ormai chiaro che con il declino in corso fra le specie un tempo molto comuni, come ricci e scoiattoli, gli obiettivi della Convenzione sulla diversità biologica per il 2010 non saranno raggiunti. In generale i maggiori progressi sono arrivati per le specie che vivono in un habitat ristretto, in quei casi gli animali possono beneficiare di specifici sforzi per favorire la loro conservazione, ma si riesce a fare poco per le specie che vivono in zone più vaste.
Via | Ptes
I 14 scoiattoli arrestati in Iran portavano addosso strumenti di spionaggio di agenzie straniere. La faccenda sta provocando un guaio diplomatico: l’Iran accusa le potenze occidentali di minare la sicurezza della nazione.
E’ un giochino ispirato alla famosa pubblicità delle caramelle vigorsol e dello scoiattolo affetto da flatulenza. Lo hanno disegnato i creativi del Naked Penguin Boy.
Razionalmente potrei dirvi che una sorgente puntiforme che emette qualcosa con un ostacolo davanti dovrebbe generare un’ombra (lo scoiattolo sta su un ramo, tra lui e l’incendio c’è il tronco dell’albero, quindi una fetta di bosco con centro nel retro dello scoiattolo, raggio uguale alla potenza di fuoco dello stesso e apertura angolare pari all’arco di circonferenza occupato dal diametro del tronco… dovrebbe continuare a bruciare.)
Leggo su La Stampa che la Regione Piemonte sta studiando una pillola anticoncezionale per scoiattoli.
Già qualche mese fa avevamo pubblicato un post sull’invasione degli scoiattoli grigi che stanno spingendo all’estinzione i nostri scoiattoli rossi. Ora la battaglia sta continuando e si passa alla guerra chimica.
Il primo tentativo di impedire il diffondersi a macchia d’olio degli invasori prevedeva la loro cattura con delle trappole. Agli scoiattoli catturati venivano evitate sofferenze: venivano uccisi in modo indolore, ma il metodo è stato giudicato “barbaro” da alcuni ambientalisti e animalisti fondamentalisti. Anche grazie ai ritardi causati dalle azioni legali di queste proteste oggi ci sono già 10.000 scoiattoli invasori in Piemonte. Nel giro di 5 anni avranno invaso le Langhe, tra 20 le Alpi e tra 50 anni non avremo più scoiattoli rossi in Europa.
Adesso si studierà la pillola, ma mi chiedo: ma non vi sembra uno spreco di risorse, di tempo e di cervelli far tutto ’sto lavoro per poi disperdere dell’altra robaccia chimica nell’ambiente? Mi viene il sospetto che gli interessi in gioco non siano quelli degli scoiattoli.
Sono anche curiosa di sapere se gli animalisti lasceranno che nei laboratori si sperimenti la pillola su degli scoiattoli, che dovranno essere catturati e tenuti in cattività apposta.
» Il sito della European Squirrel Initiative.
» La guerra degli scoiattoli
I grigi sono in vantaggio. Sono grossi il doppio, resistono meglio alle difficoltà invernali e si sono portati dietro una malattia a cui loro resistono ma che è mortale per i rossi. I rossi hanno già perso in quasi tutto il Regno Unito e in Italia la battaglia sta per iniziare. I rossi hanno ancora qualche speranza di resistere, ma solo agendo immediatamente.
Alla gente dovrebbe importare del colore degli scoiattoli? Si, e non solo per la protezione della biodiversità, ma anche perché il problema ha ricadute economiche. I grigi fanno strage di nocciole, i rossi no. I due non convivono; ovunque si siano incontrati, i grigi hanno fatto sparire completamente i rossi. Se vincesse il grigio i danni alle coltivazioni sarebbero ingenti, ma quando gli agricoltori se ne accorgeranno sarà troppo tardi per risolvere il problema. L’unica speranza è agire adesso, tempestivamente.
Io tifo rosso, non per politica, ma perché i rossi sono gli scoiattoli europei minacciati di estinzione dagli scoiattoli americani grigi che stanno dilagando in Piemonte e che in pochi anni potrebbero arrivare ovunque.
Ci sono persone che, per lavoro, raccolgono peli di scoiattoli con tubo legato ad un tronco di un albero, in un bosco frequentato da scoiattoli, con dentro alcune nocciole a fare da esca.
La bestiola le vede, si infila nel tubo e lì dentro una striscia di nastro adesivo trattiene alcuni peli (pochissimi!) dello scoiattolo.
Crudeltà gratuita? No, anzi, tutto il contrario!
Si tratta di un sistema per raccogliere dati sulla distribuzione degli scoiattoli rossi (Sciurus vulgaris) e grigi (Sciurus carolinensis) nei boschi del Lago Maggiore.