Il land grabbing (l’accapparramento delle terre) uccide il diritto a produrre delle popolazioni locali. Ad affermarlo, le onlus Terra Nuova e Crocevia all’indomani di una conferenza sul tema tenutasi in Mali e fortemente voluta dalle organizzazioni contadine africane.
Attualmente, è in atto una vera e propria espoliazione di terre fertili da parte di multinazionali e governi nei Paesi del sud del mondo. Il fenomeno, però, riguarderebbe anche il nostro Paese.
I terreni confiscati alle popolazioni rurali da aziende e corporazioni servono in genere per la produzione di bio fuel, in modo da agevolare il passaggio a quella “mobilità sostenibile” prevista dalla Commissione Europea entro il 2015. Altre volte, la terra serve ad andare incontro alle richieste alimentari degli Stati più ricchi. Il metodo di coltivazione previsto, in ambedue i casi, è quello della monocoltura che depaupera il suolo e rilascia quantità ingenti di pesticidi. Con grosse ricadute in termini di preservazione degli ecosistemi e tutela della biodiversità. Le popolazioni locali, intanto, vengono private dell’accesso alla terra e ingrossano le sacche della popolazione affamata del pianeta.
Continua a leggere: Land grabbing : fame e distruzione degli ecosistemi

I Super Vegetable Gardens sono un progetto di giardinaggio speciale, inteso a combattere la povertà, i cambiamenti climatici e ad assicurare un’alimentazione sana. Sono stati testati sulle piccole comunità di contadini del Senegal e sono pronti ad essere piantati nelle aree tropicali del mondo per far fronte a povertà e fame.
Lo scorso giugno il progetto dei super orti è approdato in Senegal: oggi si contano 150 orti coltivati con questo metodo in tutto il Paese. I Super Vegetable Gardens sono il risultato di 30 anni di ricerche, testati per la prima volta lungo il delta del Niger nel 2007, frutto di una collaborazione tra l’Associazione Internazionale Pro-Natura e il gruppo francese JTS Seeds.
Ogni orto inizia con un singolo kit, una specie di cassetta per gli attrezzi per orticoltori in erba, destinato ad un’area di 60mq. Il kit contiene semi di carote, cavoli, pomodori, meloni e frutta non OGM, oltre al concime, al fertilizzante ed ad una copertura che protegge le piante.
Ogni Super Vegetable Garden è destinato a sfamare una famiglia di 10 persone, con un lavoro quotidiano di 2 ore. La frutta e la verdura che avanza, può essere rivenduta al mercato, con un margine di guadagno che permette alle famiglie di sopravvivere e di reinvestire nella coltivazione.
via | voanews
Foto | Pronatura

É stato un suicidio di massa delle balene quello cui hanno potuto assistere i senegalesi sulle spiagge di Yoff da Tongor a Layène, nei pressi di Dakar. Esemplari di cetacei da 2 a 5 metri hanno cominciato la loro agonia martedì verso sera mentre i curiosi giunti sul posto s’interrogavano sul da farsi.
A nulla sarebbe valso provare a rimettere in mare quelle che cantavano o che muovevano la coda agonizzati perché a detta di molti per “solidarietà” sarebbero tornate sulla spiaggia a lasciarsi morire; non è il primo caso di suicidio collettivo delle balene che si verifica al mondo. Secondo alcuni studiosi dell’università della Georgia, l’insabbiamento è la risposta allo stress e all’istinto della terraferma da cui provengono (in quanto mammiferi). Dall’Università di Cambridge proviene invece un’altra teoria: le balene s’insabbierebbero quando cambia il magnetismo terrestre poiché seguendo le linee dei campi magnetici, spiaggerebbero sulla terraferma.
Ad ogni modo sulle spiagge di Yoff ora c’è il problema della decomposizione dei corpi che potrebbe portare diversi problemi alle popolazioni locali e a quelle marine: è il primo “spiaggiamento massiccio” da 30 anni in Senegal, di cui alcuni pescatori e marinai locali hanno rimesso in acqua 48 globicefali mentre altri 33 rimanevano morenti sul bagnasciuga. La Direzione della pesca marittima ha prelevato diversi campioni dei cetacei per accertare le cause del tragico evento.
Via | Seneweb.com

Moussa Traore è uno scultore ambientalista che ha allestito una mostra delle sue opere a Milano, in occasione del Salone del Mobile. Lavora a Dakar, in Senegal, dove raccoglie gli scarti e e i rifiuti della città, li rielabora e ridà loro una funzione e un po’ di dignità.
Oggi alle 18.30 è in programma il cocktail di inaugurazione, la mostra, allestita alla Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4, sarà visitabile dalle 10 alle 19 fino al 20 Aprile 2008. Ingresso libero
L’artista sostiene con la vendita delle sue opere il progetto di sviluppo agricolo “Defaral sa bopp” promosso dall’Associazione Sunugal. Sunugal in lingua wolof significa “la nostra barca” ed il nome dell’associazione è stato scelto per riassumere l’azione di ponte tra gli immigrati in Italia e la loro zona di origine. Sunugal cerca di sostenere sia chi emigra, sia la famiglia dell’emigrante che resta a casa.
Ad organizzare l’esposizione è il laboratorio teatrale Maschere Nere, che propone viaggi di scoperta del Senegal naturale e culturale e laboratori di teatro per spiegare agli europei come funziona l’Africa e viceversa.