Tutti gli articoli con tag sequestro CO2

Cattura e sequestro di CO2: prevista costruzione di impianti anche in Italia

pubblicato da Simone Muscas in: Clima Tecnologia Italia Internazionale

CO2 libera nell'atmosferaLa cattura della CO2 e successivo sequestro è una soluzione alla lotta ai cambiamenti climatici che, seppur fra mille polemiche e in modo abbastanza lento, prende sempre più quota. A tal proposito è interessante sapere che anche da parte del governo italiano c’è l’intenzione di creare nel nostro territorio impianti di questo tipo. Il progetto nostrano verrà portato avanti con la collaborazione di altri Stati che metteranno a disposizione tecnici esperti in materia.

Ad affermarlo è il Ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, da Londra, dove si è recato per la terza conferenza ministeriale del Forum sul sequestro dell’anidride carbonica (Cslf). Il Ministro ha illustrato il piano d’azione mondiale per individuare venti progetti per la cattura e lo stoccaggio della CO2 entro il 2010. In Italia dovrebbero sorgere due impianti, il primo, dice il ministro, vorremmo che fosse nel Sulcis in Sardegna, mentre l’altro, già finanziato dall’Europa, nascerà a Porto Tolle in Veneto.

Quella della cattura e del sequestro di CO2, ha concluso Scajola in modo abbastanza deciso, è una tecnologia innovativa di importanza enorme perché nel mondo c’è molto carbone; di questo modo se anche col tempo useremo sempre meno questa risorsa fossile potremo però continuare ad utilizzarla nel futuro breve con meno preoccupazione per l’ambiente. Che dire di quest’iniziativa? Gli esperti in materia sono molto divisi e i pareri non sono unanimi sulla questione.

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Alberi sintetici per catturare CO2

pubblicato da Gaia in: Clima Nord America


Gran parte dell’anidride carbonica presente nell’atmosfera viene ciclicamente assorbito dalle piante. Purtroppo questo meccanismo non è in grado di riassorbire da solo il surplus di anidride che immettiamo giornalmente nell’atmosfera. Esiste allora un modo per replicare questa funzione degli alberi, ma in modo migliore? Un professore della Columbia University pensa proprio di sì: Klaus Lackner, con la sua società Global Research Technologies, ha creato un “albero” sintetico in grado di catturare l’anidride carbonica ad una velocità 1000 volte superiore di un albero normale e senza aver bisogno di esposizione alla luce solare.

Il concetto di albero è solo simbolico perchè non sarà altro che un impianto che dispone di “foglie”o placche, di un materiale plastico, che intrappoleranno la CO2 in una sezione interna. Il gas poi verrebbe successivamente liquefatto in modo da poter essere utilizzato per carburanti e fertilizzanti. Ogni impianto, riuscirebbe ad assorbire 800kg di CO2 ogni 1000 emessi, visto che i restanti 200kg servono per l’alimentazione del sistema. In pratica quello che in una giornata produrrebbero 20 automobili.

Questa brillante idea avrebbe all’incirca il costo di un automobile (30.000 dollari) che si pensa di poter compensare aumentando del 5% il prezzo degli autoveicoli stessi. La loro funzione ritornerebbe utile anche in prossimità di fabbriche o impianti con alte emissioni di CO2. In generale l’ideatore del progetto è stato molto generico per quando riguarda i dettagli e ha solo messo nero su bianco i dati rilevati dai test. Vedremo durante gli sviluppi futuri a cosa realmente porterà il progetto.

Foto | Brasile-online
Via | PopSci

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Il Nobel Chu al CNR: "Le scorie nucleari sono un problema risolvibile"

pubblicato da Marina in: Energia Scienza Italia Rifiuti Persone Nord America Rinnovabili Politica Nucleare

Maiani  e Chu Secondo Steven Chu Premio Nobel per la Fisica, nonché Segretario del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti:

Le scorie nucleari sono un problema risolvibile.

La dichiarazione è stata fatto l’altro giorno a Roma, al CNR, alla presenza di illustri scienziati italiani, tra cui proprio Luciano Maiani, il presidente dell’Ente (nella foto Steven Chu e Maiani).

Però Mr. Chu non è andato nei dettagli lasciando così cadere ogni approfondimento.

Comunque, nella relazione di presentazione dei lavori del G8 Energia che si conclude oggi pomeriggio, Chu ha spiegato che nelle politiche energetiche del futuro non si potrà fare a meno delle energie rinnovabili i cui costi si devono ridurre, così come si devono ridurre i consumi e si deve migliorarne, invece, l’efficienza.

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Cattura e sequestro di CO2: ma è davvero fattibile?

pubblicato da Simone Muscas in: Energia Clima Tecnologia Internazionale Persone

Emissioni CO2Fra le soluzioni per la riduzione delle emissioni dei gas serra sta prendendo sempre più corpo la possibilità della cattura e stoccaggio della CO2. A proporla sono soprattutto il settore industriale e quello di generazione elettrica, i quali individuano in questa soluzione una buona alternativa per riuscire a rispettare le direttive imposte dal Protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni.

Ma è davvero possibile intraprendere questa strada? Ancora grossi interrogativi permangono sulla questione. Da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature, sembrerebbe che la CO2 immagazzinata nei depositi geologici si discioglierebbe per la sua maggior parte nelle acque sotterrane. Questo potrebbe essere un problema in quanto la fuoriuscita di queste acque alla superficie restituirebbe all’atmosfera la CO2 sequestrata.

A questa conclusione è arrivato un team multidisciplinare di scienziati che ha studiato nove depositi naturali di CO2 in tre diversi continenti. La ricerca, guidata da Stuart Gilfillan dell’Università di Edimburgo, ha concluso che le emissioni di CO2 si sciolgono nelle acque sotterranee in una percentuale dell’82%, mentre il resto, in combinazione con calcio o magnesio, da luogo a formazioni rocciose carbonate di calcite, dolomite e talvolta di aragonite.

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Dal 2050 l'industria elettrica promette di eliminare le emissioni di C02. Ma è una buona notizia?

pubblicato da Marina in: Energia Europa Persone Politica Nucleare

produrre energia senza emissioni di C02? Produrre energia senza emissioni di C02? Sottoscrivono l’impegno 61 compagnie di produzione di energia elettrica appartenenti all Unione dell’Industria Elettrica (Union of the Electricity Industry, Eurelectric), in 27 paesi, produttori del 70% del totale dell’energia elettrica prodotta in Europa.

Una buona notizia? Sembra, in realtà, che le compagnie di fatto siano intenzionate ad impegnarsi sia nello stoccaggio di C02, sia nell’ approvvigionamento di energia dal nucleare, il che in un eventuale computo potrebbe portare sulla carta ad una formale riduzione di emissioni di C02. Ma sarebbero emissioni sottratte in maniera pulita?

Ha detto Lars Josefsson Presidente di Eurelectric:

Emissioni zero significa sia ridurre le emissioni sia compensare le emissioni inevitabili e va applicata una misurazione trasparente e verificabile in modo che siano calcolate al netto.

Via | Villaggio Globale, Eurelectric
Foto | Flickr

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Un milione di nuovi alberi in Sardegna

pubblicato da Simone Muscas in: Clima Natura Italia EcoConsigli Persone Politica

Nuovi alberiLa Regione Sardegna ha recentemente approvato un programma ambientale davvero interessante il cui nome è “Un milione di nuovi alberi”. Tale iniziativa è un programma di forestazione e riforestazione il cui scopo è quello appunto di piantare un milione di alberi in tutto il territorio isolano.

L’obiettivo è quello di potenziare l’azione di riqualificazione ambientale e paesaggistica dei sistemi verdi urbani, dei giardini degli istituti scolastici e delle fasce attigue alla viabilità stradale, oltre che creare un sistema di educazione ambientale rivolto agli alunni delle scuole elementari e medie.

Il progetto si inserisce nel contesto della pianificazione forestale ambientale regionale per la gestione e tutela delle aree naturalistiche demaniali e pubbliche, per la difesa del suolo e, non ultimo, per il potenziamento dei serbatoi di carbonio atmosferico.

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Sequestro di C02, per Greenpeace è inutile

pubblicato da Marina in: Inquinamento Clima

La copertina del dossier di GreenpeaceMentre l’Enel firmava accordi con la Cina finalizzati a promuovere la diffusione di “Clean Coal Technologies” relativo alle più avanzate tecniche per la cattura e sequestro della CO2, Greenpeace pubblicava il suo dossier: “Sequestro di C02: una falsa speranza“. Anche Ecoblog in diversi post, (qui e qui) ne aveva parlato. Secondo Greenpeace: “il mondo ha già le soluzioni necessarie per evitare l’immissione di CO2 nell’atmosfera e la tecnologia di sequestro e stoccaggio non potrà essere disponibile prima del 2030″.

Greenpeace fa notare che è entro il 2015 che si devono ridurre le emissioni mondiali: ” si prevede che l’adozione su ampia scala della Ccs annullerà i miglioramenti in termini di efficienza degli ultimi 50 anni e farà aumentare il consumo delle risorse di un terzo; stoccare la CO2 sottoterra è rischioso, CCS comporta significativi rischi di responsabilità civile e costituisce una minaccia per la salute, gli ecosistemi e del clima”.

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Nascondere la CO2 in fondo agli oceani

pubblicato da viviana in: Scienza Acqua

CO2 sotto i mari Ci sono varie idee sul fatto che una soluzione al surplus in atmosfera di CO2 possa venire dagli oceani. Abbiamo parlato di fertilizzazione degli oceani, o di mandare siluri in profondità, oggi parliamo di un sistema simile, ovvero di “salsicciotti” pieni di CO2 liquida depositati sul fondo del mare.

Secondo il Dr. David Keith, esperto canadese di sequesto di CO2, il gas incriminato potrebbe essere preso direttamente alla fonte, dalle industrie e centrali che la producono. Poi convertita allo stato liquido, e trasportata attraverso tubi in fondo all’oceano. Dove troverà riposo sicuro in enormi “sacchetti” fatti di polimeri. Una borsa di dimensioni di 100 metri x qualche chilometro potrebbe ospitare fino a 160 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, circa quello che viene prodotto in 2 giorni e mezzo di emissioni globali.

La CO2 in fase liquida messa ad almeno 3 km di profondità resterà inattiva, a causa delle alte pressioni e delle basse temperature. E lì rimarrà senza mescolarsi alle acque ed alterare l’ecosistema marino. Inoltre, garantisce Keith, a sua volta non verrà disturbata perchè una volta che ci si allontana dalle pendenze continentali, l’oceano profondo risulta essere un ambiente piuttosto tranquilloe non ci sarebbero rischi per i “salsicciotti”. Tutto bene.
Quindi in questo modo la CO2 rimarrebbe inerte, il mare salvo, le borse sarebbero economiche, e il problema risolto. Anche se io preferirei, come per i rifiuti ad esempio, una riduzione a monte piuttosto che l’apertura di “discariche” in fondo al mare.

Via | Science Daily
Foto | Flickr

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