
A progettare la serra pieghevole che vedete nella foto e’ stato Daniel Schipper, un designer olandese in cerca di una ditta interessata a mettere in produzione il suo prototipo. Il piccolo formato si adatta ai piccoli balconi nordici e ai tetti terrazzati olandesi, generalmente raggiungibili grazie ad una scala che porta ad un oblò. Qualsiasi cosa che vogliate portare sul tetto deve passare dall’oblò mentre la tenete in mano stando sulla scala, ecco che una serra leggera, flessibile e pieghevole torna utile.
La serra e’ composta interamente da plastica riciclata, non e’ retta da supporti, ma si sostiene grazie alle pieghe realizzate applicando la tecnica origami. Grazie agli automatici (le due strisce di bottoni neri che vedete nella foto) potete aprire anche una sola sezione della serra, invece di piegarla tutta.
Un trattore che va a olio di girasole. E una serra che si riscalda grazie al medesimo combustibile vegetale. Non è una trovata pubblicitaria ma la geniale soluzione che si sta sperimentando a Firenze presso l’azienda agricola Cammelli. Il progetto fa parte del programma “Voice” promosso dal Centro ricerca energie alternative e rinnovabili (Crear) dell’Università di Firenze, supportato dalla Commissione europea DG ambiente attraverso il programma Life-Ambiente.
L’obiettivo della sperimentazione è dimostrare come il comparto agricolo possa, attraverso la logica della filiera, divenire nel tempo sempre più autonomo producendo assieme alla quantità di energia necessaria per il normale funzionamento dell’azienda, energia pulita.
Il seme di girasole, infatti, dopo le operazioni di spremitura meccanica (a freddo) e filtraggio può trasformarsi in carburante bio per alimentare trattori, bruciatori-riscaldatori e mezzi agricoli. L’impianto, situato presso l’azienda Agricola di Mondeggi/Lappeggi della Provincia di Firenze, è composto dalle attrezzature per la spremitura e filtrazione e garantirà una capacità produttiva di circa 40 kg/h di olio impiegata per alimentare generatori da 6 kWel e 50 kWel e co-generatori da 5 kWel oltre ad una micro-turbina da 30 kWel. L’olio vegetale-combustibile prodotto alimenterà il bruciatore che nel periodo invernale tiene caldo l’habitat delle serre dove l’azienda produce ortaggi sostituendosi al gasolio.
Foto | Flickr

Ieri sono cominciate, in commissione ambiente del Senato, le audizioni relative al decreto sull’emergenza rifiuti. Fra gli altri, è intervenuto il direttore generale del ministero dell’ambiente Gianfranco Mascazzini, che ha informato i senatori che ”Bruxelles ha chiesto all’Italia un dossier” sui 4 siti individuati in Campania per lo smaltimento dei rifiuti.
Bene: scopro con piacere di essere in ottima compagnia nel voler capire quali sono i motivi che hanno indotto il commissariato a “privilegiare” oasi naturalistiche su siti ritenuti molto più idonei per le discariche, sia da esperti indipendenti che, a quanto pare, da tecnici del ministero dell’ambiente.
Ora che anche le istituzioni europee attendono spiegazioni, spero che queste spiegazioni arrivino.
L’incontro dei funzionari italiani con quelli europei è previsto per l’11 giugno, ma se Bertolaso volesse illuminarci prima, noi naturalmente non ci offenderemmo!
» Rifiuti: bruxelles chiede dossier su 4 siti Campania su ansa.it

Il decreto dell’11 maggio sull’emergenza rifiuti ha individuato quattro siti per sversare il pattume che imperversa sulle strade campane: Savignano Irpino (Avellino), Terzigno (Napoli), Sant’Arcangelo Trimonte (Benevento) e Serre (Salerno).
Di questi, ben due - Terzigno e Serre - si trovano dentro o in prossimità di un parco naturale. 2 su 4: un record. Capisco l’emergenza, ma la domanda sorge più che spontanea: non si trovava proprio niente di meglio delle oasi per aprire le discariche?
Per il geologo Giovan Battista dè Medici, che pare abbia collaborato a titolo gratuito col commissariato per i rifiuti dal gennaio di quest’anno, l’alternativa esiste e come.
Continua a leggere: Rifiuti: come discarica, niente di meglio di un'oasi
Dopo cinque mesi di presidio, dialoghi continui con esponenti istituzionali, minacce di azione legale e proteste a volte allegre (come il concerto di martedì a Serre) e a volte anche poco ortodosse (come quando è stato inseguito il capo della Digos), i cittadini di Serre hanno vinto: verrà riaperta la discarica di Macchia Soprana (sempre nel comune di Serre) e non verrà toccata Valle della Masseria. Quella dei Serresi potrebbe però essere una vittoria di Pirro.
Il destino dell’Oasi di protezione faunistica di Persano, una riserva naturale di circa 300 ettari gestita dal WWF, non è ancora scritto.
Il governo ha comunicato ufficialmente di aver accettato l’alternativa a Valle della Masseria che era stata proposta dalla provincia di Salerno e che poi il ministero dell’ambiente aveva fortemente appoggiato.
Continua a leggere: Emergenza rifiuti: a Serre riaprirà Macchia Soprana /2
L’emergenza rifiuti a Napoli e provincia è sempre più grave: aumentano i cassonetti in fiamme, con circa cento segnalazioni di incendi a notte, mentre la situazione igienico-sanitaria rimane precaria. Il prefetto di Napoli Alessandro Pansa ha parlato di una “corsa contro il tempo” per lo smaltimento dei rifiuti. I mezzi dell’Asia lavorano a ciclo continuo per raccogliere la spazzatura e portarla agli impianti CDR di Giugliano e Caivano. Vengono raccolte poco più di 1500 tonnellate di rifiuti al giorno, ma gli impianti non riescono a triturarle tutte velocemente, quindi gli autocompattatori rimangono a lungo in fila di fronte agli impianti. La quantità dei rifiuti in strada è ancora a livelli altissimi.
Napoli scoppia di immondizia: si lamentano i parroci che si trovano anche le chiese annerite dalle fiamme (è successo alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Napoli), si lamentano i genitori che vanno a prendere i figli a scuola e che esasperati rovesciano i cassonetti per strada, aggravando ulteriormente la situazione (è successo di fronte al cancello della scuola media Palazzi di Casoria).
Continua a leggere: Emergenza rifiuti: situazione tesa a Napoli e provincia /1
Alex Zanotelli era a Milano, due giorni fa, e ha raccontato parecchie cose sul presidio alla discarica di Serre a cui lui sta partecipando di persona. Zanotelli e’ un comboniano (un religioso) che fa il missionario in Italia ed era stato invitato a parlare ad un convegno sull’ecologismo di sinistra.
Come prima cosa, nel suo discorso, si e’ detto dispiaciuto di due cose: non essere al presidio contro la discarica di Serre e aver dovuto prendere l’aereo per arrivare a Milano in tempo. E’ la prima volta che sento un conferenziere scusarsi per aver inquinato per arrivare ad un convegno ed e’ la prima volta che sento un religioso confessare un “peccato ecologico”.
Alex (mi ha detto lui di chiamarlo così e tutti lo chiamano semplicemente Alex), ha raccontato che confessa gente da qualche decina di anni e che nemmeno a lui e’ mai capitato qualcuno che si avvicinasse dicendo “mi perdoni padre perché ho peccato contro l’ambiente”.
Un manifestante presente ieri sul luogo degli scontri a Serre ha filmato i disordini fra polizia e presidianti ed ha caricato il video su YouTube. Sul video si vede che la polizia ha sgomberato l’accesso al futuro cantiere per far passare i mezzi militari.
Con un decreto legge ieri il Consiglio dei Ministri ha aggirato la decisione del Tribunale di Salerno che identificava come inidoneo il sito di Serre (SA) per la costruzione di una delle 4 discariche che dovrebbero accogliere l’immondizia che sta sommergendo la Campania.
La conseguenza è stata che stamattina si sono verificati scontri fra manifestanti e forze dell’ordine. I manifestanti stavano cercando di impedire l’accesso all’area in cui dovrebbero iniziare i lavori di costruzione della discarica. La tensione è altissima. I militari del Genio hanno già avviato i lavori di sbancamento e pulizia all’interno della cava di Valle dei Mulini. Il bilancio dei disordini al momento è di tre contusi.
Continua a leggere: Discarica di Serre: scontri in corso fra polizia e manifestanti