
Le serre fotovoltaiche vengono additate da più parti come soluzione all’eterna diatriba agricoltura-fotovoltaico, che vuole i terreni sottratti alla produzione agricola alimentare per la produzione di energia rinnovabile. Sotto i pomodori, sopra il pannello, insomma tutti produttivi e contenti, con gli agricoltori che riescono a sostenere più facilmente le spese energetiche, a dir poco esose, delle serre.
Anche nel caso del fotovoltaico su serra, però, bisogna fare molta attenzione al rischio di speculazioni, leggi falsi agricoltori che farebbero finta di coltivare in serra pur di bypassare le norme sull’impatto ambientale e ricevere gli incentivi, per Legambiente troppo alti, concessi dal recente decreto legge sulle liberalizzazioni, il cosiddetto “Cresci Italia”, esattamente dall’articolo 65, comma 3, che le equipara agli impianti su edifici. Edoardo Zanchini, vice-presidente Legambiente, tuona:
Il Dl potrebbe dare il via libera a speculazioni per ottenere incentivi pari a quelli delle coperture integrate negli edifici, che sono molto più alti di quelli per i pannelli al suolo.

E’ da Guinness il parco serricolo fotovoltaico Su Scioffu inaugurato un paio di giorni fa a Villasor, comune a 25 km da Cagliari. l’impianto è composto da 26 serre fotovoltaiche per un totale di 84mila pannelli in grado di alimentare 10mila famiglie e far risparmiare 25mila tonnellate di CO2.
In serra, contestualmente saranno coltivati angurie, melone, zucchine, finocchi e i frutti dell’amore, ossia la rosa da bacca molto richiesta in Olanda.
Scrive Unione Sarda:
Il grande parco fotovoltaico stabilisce un record mondiale per dimensione e potenza installata: 20MW su una superficie di 27 ettari, dotata di 84mila pannelli in un solo campo solare e 134 serre. La centrale verde è stata realizzata con un investimento di 70milioni di euro dall’indiana Moser Baer Clean Energy (Mbcel) in collaborazione con il colosso americano General electric (Ge). La gestione agricola è affidata alla Twelve Energy che ha coinvolto cinque cooperative e che potrà contare su 90 nuovi posti di lavoro. Le coop si occuperano della commercializzazione e vendita dei prodotti, garantendosi una sicura fonte di reddito.
Peccato che questo progetto non preveda capitali sardi. Qualche mese fa il sindaco di Villasor Walter marongiu commentava così, come riporta il VulcanoNews:
Non ci siamo potuti opporre alle loro scelte nelle maestranze. Non esistono in Sardegna, e tanto meno a Villasor, imprese o aziende competitive nel settore. L’unica cosa che si è potuto fare, pur non avendone la competenza e neanche il potere, è stato di chiedere alla Twelve che fossero impegnate a lavorare anche le imprese di Villasor; per cui, anche se per pochi mesi, si è riuscito ad occupare, almeno nella fase di costruzione dell’impianto, una cinquantina di persone. Poi quando l’impianto andrà a regime saranno circa otto le cooperative impegnate che, per una serie di questioni difficili da spiegare, erano inizialmente tre di Villacidro e una di Decimoputzu. Poi visto che l’impianto è stato ulteriormente ampliato, stiamo cercando, attraverso un accordo, di inserire anche alcune cooperative agricole di Villasor. Altra nota positiva è che per il Comune vi sarà un ritorno economico: circa 40 mila euro l’anno; una bazzecola dirà qualcuno, ma che di questi tempi, dopo i tagli che vedranno i Comuni incapaci di poter mantenere anche i servizi più essenziali, non sono da buttare. Sia chiaro che queste somme non arriveranno al nostro ente come un favore fatto dall’azienda alla nostra comunità, fatto questo che costituirebbe un reato, ma saranno semplicemente il pagamento di imposte dovute dall’azienda al nostro Comune quale realtà produttiva operante nel nostro territorio .
Via | Sardegna Oggi, Unione Sarda, VulcanoNews, Sardegna
Foto | GE Energy
Le serre fotovoltaiche, ossia serre ricoperte di pannelli fotovoltaici sono sia un sistema per produrre energia da fonte rinnovabile sia un interessante sistema di integrazione del reddito per gli agricoltori. I pannelli solari però modificano l’ambiente della serra con una penombra che rende diverso il ciclo vegetativo delle piante.
A Imperia, dopo diversi tentativi di coltivare piante e fiori che avessero poca necessità di luce sono passati a coltivare funghi. Per ora è un esperimento e serve a capire la resa e la spesa. A seguire la coltivazione di cardoncello Pleurotus eryngii il CIPAT di Imperia con l’Università di Genova e l’azienda Gelone Davide che nelle proprie serre fotovoltaiche ha iniziato a coltivare i funghi molto noti e consumati in Puglia.
Via | Sanremonews
Foto | Agraria

Ci vuole una serra per combattere l’effetto serra? Forse sì, di sicuro può aiutare se è una serra fotovoltaica che produce energia rinnovabile senza emettere CO2 nell’ambiente. Solo che non bisogna fare i furbi, visto che le serre fotovoltaiche sono la nuova frontiera del settore, orfano dei ricchi incentivi del secondo Conto Energia (superato dal fantasma del terzo e sotterrato dal macigno del quarto).
Più volte mi sono dichiarato fermamente contrario alla drastica riduzione degli incentivi statali al fotovoltaico realizzata dal ministro “ammazza rinnovabili” Paolo Romani (spettatori non paganti: Stefania Prestigiacomo e il Gifi di Confindustria). Tuttavia la legge e legge, e si rispetta sempre anche se è sbagliata.
Dove sta il problema? Sta nel fatto che con gli ultimi due aggiornamenti del Conto Energia si è tolta la definizione di “impianto integrato”, “parzialmente integrato” o “non integrato” per sostituirla con quella, molto più semplice, di “impianto sugli edifici” e “impianto a terra”. Il primo prende più incentivi, il secondo pochissimi.
Continua a leggere: Serre fotovoltaiche? Sì, ma solo se coperte di pannelli al 50%