Che la situazione del settore trasporti nel nostro Paese non sia di quelle viste come “da esempio” a livello internazionale è cosa abbastanza risaputa. A testimonianza di ciò è interessante leggere uno studio recentemente pubblicato, portato avanti da Assicurazioni.it (primo comparatore online di preventivi RC auto e moto) che conferma questo nostro ritardo e il bisogno imminente da parte di tutti gli attori che gravitano nel settore di trovare nuovi soluzioni.
I dati ci indicano che prendendo in considerazione le vetture assicurate negli ultimi sei mesi e immatricolate con doppia alimentazione fin dall’origine, si rileva come solo il 4% delle persone possieda un veicolo con un’alimentazione “ecosostenibile”. Attenzione a questi dati: si sta infatti parlando di una percentuale in cui rientrano anche le auto a motore gpl o metano, quindi se dovessimo solo analizzare le ibride elettriche o le auto totalmente elettriche staremmo parlando di numeri davvero insignificanti.
Insomma questo 4% è costituito si da veicoli a minore impatto ambientale, ma comunque alimentati per lo più da combustibili di origine fossile, gpl e metano appunto. Detto questo è utile segnalare come la situazione non sia comunque delle migliori; a confermare questa tendenza è anche la scarsa diffusione dei distributori di gpl/metano.
I produttori di biocarburanti sul piede di guerra contro il governo italiano e, nel particolare, con la Finanziaria 2010. La presa di posizione è da ricercarsi sul drastico taglio che si intende apportare in tema di sovvenzioni: è previsto infatti un taglio di oltre il 90% sull’aliquota agevolata per i biocarburanti italiani che, qualora si applichi, passerebbe da 250.000 ad appena 18.000 tonnellate.
Per capirci meglio verrebbe ridotto (e pure parecchio) il contingente di prodotto assoggettato a questo vantaggio fiscale. Questa misura potrebbe causare un vero e proprio blocco degli investimenti (molti dei quali già pianificati dai produttori per il 2010) con conseguenze preoccupanti sull’occupazione.
L’allarme è dell’Unione Produttori Biodiesel, l’associazione aderente a Confindustria che riunisce e tutela i produttori italiani di biodiesel, secondo cui il taglio di oltre il 90% del contingente agevolato, oltre a ledere un diritto introdotto dalla Legge Finanziaria 2007 e confermato dalla Commissione Europea, inciderebbe pesantemente sulla produzione nazionale già esposta in maniera significativa alle importazioni di prodotto da Paesi quali l’Argentina e il Canada.
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Oggi parliamo di un’altra Italia, almeno negli intenti, distante da quella troppo spesso piazzata agli ultimi posti delle varie classifiche internazionali inerenti la ricerca di soluzioni per uno sviluppo più sostenibile. La novità è una soluzione tecnologica a basso impatto ambientale che è stata recentemente brevettata da alcuni ricercatori italiani. Rivoluzione in vista o idea destinata a rimanere solo sulla carta?
Chissà, intanto, nel dubbio, andiamo a vedere di che si tratta e se davvero possono esistere possibilità di applicazione in campo industriale. Gli inventori, fondatori della società Legimac, hanno messo a punto un sistema che promette di ridurre in maniera sensibile i consumi delle automobili (si parla addirittura di risparmi sino al 70%). Il tutto sarebbe possibile attraverso una semplice modifica dei meccanismi di trasmissione del moto alle ruote.
Il sistema è stato denominato “New Global Traction” e si basa sull’idea di decentrare il punto su cui viene scaricata la forza motrice del veicolo spostandolo dal centro della ruota verso il pneumatico per sfruttare così una leva più favorevole. Secondo gli sviluppatori del progetto, questa semplice modifica consentirebbe di utilizzare molta meno energia per lo spostamento delle ruote e permetterebbe quindi significativi risparmi di carburante, nonchè ovviamente, una drastica riduzione delle emissioni.
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L’aumento dei veicoli è un problema a cui non si riesce a porre freno. In riferimento a ciò proprio in questi giorni Ecoblog ha sottolineato come gli italiani, nonostante la crescita esponenziale del fenomeno, facciano sempre più ricorso all’automobile privata anziché al mezzo pubblico. A tal proposito mi sembra interessante segnalare un’iniziativa che sta per prendere piede nel Comune di Trento volta al disincentivo dell’utilizzo del mezzo privato.
Il nuovo e per certi versi particolare sistema è chiamato Jungo. Si tratta di una sorta di car pooling attuato in beneficio degli autostoppisti. In sostanza è una “incentivazione” all’autostop in cui l’imbarco delle persone garantirebbe un piccolo guadagno comprensivo di una quota fissa di 20 centesimi e di altri 10 per ogni chilometro percorso.
Il sistema, attraverso dei cartelli che ne segnalerebbero l’iniziativa in corso, incoraggerebbe le persone ad offrire o chiedere passaggi per la strada, in una cornice di sicurezza reciproca dando l’occasione di attuare un comportamento di alto valore ecologico e sociale. L’iniziativa nasce con l’idea di permettere un risparmio di benzina e rendere le strade più scorrevoli, ma prevede anche un interessante strumento di sicurezza.
Interessante iniziativa quella che sta per prendere piede in California, da tempo impegnata in interessanti progetti nel campo della sostenibilità ambientale. Nello Stato nordamericano stanno infatti per essere adottate nuove misure per ridurre le emissioni di CO2 delle auto, attraverso nuove iniziative che hanno come obiettivo quello di promuovere l’utilizzo di carburanti più puliti.
Il programma, che secondo gli obiettivi dovrebbe permettere di ridurre del 10% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2020, è stato definito dal governo locale come un’iniziativa storica. Gli stessi promotori auspicano infatti che si potrà trarre esempio dalla California ed estendere l’iniziativa a tutti gli Stati Uniti. Il presidente della commissione che ha varato la proposta, Maria Nichols, ha espresso la propria soddisfazione sottolineando come da tale iniziativa ne trarrà vantaggio sia l’economia che la salute dei cittadini.
Il piano, secondo quanto riportato dalle fonti del governo della California, potrebbe rappresentare l’inizio della fine dell’era del petrolio e di un’era di combustibili a basso tenore di carbonio. Il provvedimento consisterà in sostanza in un forte intervento economico dello Stato in iniziative che abbiano come obiettivo quello di mettere a punto automobili alimentate con sistemi alternativi ai combustibili tradizionali e a basso tenore di carbonio.
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