Fino a qualche anno fa l’entusiasmo per il nucleare sembrava dormiente, non si costruivano centrali nucleari nuove in USA e praticamente in tutto il mondo occidentale, la Germania nel 2000 annunciava di volersi affrancare dal nucleare a partiva con una massiccia campagna di investimenti nelle rinnovabili, oltre al personale orgoglio per l’Italia che con un referendum ha votato l’atomo fuori dai propri confini.
Poi tutto è cambiato. Negli Stati Uniti hanno introdotto i sussidi statali per nuove centrali (grazie Bush) e la corsa è ripartita, e qui da noi la Finlandia ha deciso di riprendere una strada che sembrava quasi abbandonata. Perché? Negli Usa si è fatta molto forte la lobby dell’atomo, forse la paura per la scarsità del petrolio, ufficialmente hanno tirato in ballo i cambiamenti climatici. Ovvero, costruiamo le centrali nucleari così possiamo continuare a consumare un sacco di energia senza emettere CO2, quindi abbiamo la coscienza a posto.
E’ questo il caso della Finlandia (ma anche degli Stati Uniti). Anche se la scelta un po’ gli si sta ritorcendo contro.
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