Poco tempo fa abbiamo parlato del problema dei residui derivanti da impianti nucleari, d’origine industriale o sanitaria, in particolare dello smaltimento in maniera ecologica delle scorie radioattive. A Campobasso un sito di stoccaggio non a norma sta destando l’attenzione pubblica a seguito delle fuoriuscite radioattive.
Stivate in una vecchia cantina di un vecchio palazzo, si trovano delle scorie derivanti perlopiù da utilizzi industriali e sanitari. Il sito di stoccaggio rinominato la “Chernobyl fai da te” si trova in pieno centro accanto al municipio e della cattedrale, in una zona (come un po’ tutta l’Italia) caratterizzata da rischio sismico ed idrogeologico.
Eventi che si sono verificati anche recentemente, con un sisma nel 2002 ed un’alluvione nel 2003 e che potrebbero aver leso la struttura e peggiorato una situazione già difficile dal punto di vista igienico: un sito sprovvisto di piano di sicurezza, di porte solide o di qualsivoglia forma di protezione per un pericolo effettivo come quello derivante dalle scorie nucleari.
Ciò che appare è una semplice cantinetta, con finestrelle arrugginite, porte di legno e nessun cartello che possa avvertire della pericolosità dell’area. Certamente non è un sito adeguato, ma il fatto che esista e che fosse noto sia all’amministrazione locale sia alla nazionale da almeno 20 anni, fa sorgere tanti dubbi sul futuro (ma anche sul presente) delle scorie radioattive italiane.
Via | LaStampa.it
Foto| diasUndKompott
Il riciclaggio sarà il nuovo oro nero? A giudicare dalla notizia che giunge dalla Gran Bretagna sembrerebbe proprio di si. Le discariche di plastica del Regno potrebbero diventare delle vere e proprie “miniere d’oro” e fronteggiare l’impennata del prezzo della materia arrivata ormai a 200 sterline alla tonnellata. Secondo gli esperti ci sarebbero più di 200 milioni di tonnellate di plastica sepolte nelle discariche.
Entro il prossimo decennio - spiega Peter Mills di New Earth Solutions, ditta specializzata nel trattamento e nel recupero dei rifiuti da discariche - queste miniere saranno economicamente vantaggiose. Dati i prezzi sempre più alti delle materie prime, soprattutto del petrolio, i materiali riciclabili sono sempre più preziosi. La plastica di seconda mano può essere infatti trasformata in maniera più economica e con meno emissioni di anidride carbonica di quanto si possa fare con quella nuova. Certi materiali hanno anche un alto valore calorifico, rendendoli quindi un buon combustibile. L’estrazione della plastica servirebbe inoltre a creare nuovo spazio nelle discariche, in aree dove le località adatte allo smaltimento dei rifiuti sono sempre più rare.
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In Europa non si sa dove va a finire il 75% dei rifiuti tecnologici, nonostante la recente entrata in vigore della nuove norme europee sullo smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE). Un’idea della destinazione di questi prodotti se l’è fatta Greenpeace che in un rapporto denuncia un’alta contaminazione di alcuni siti del Ghana proprio come conseguenza della errata gestione di vecche tv, monitor, computer, ecc.
Secondo l’associazione l’origine di questi rifiuti elettronici è anche europea: Germania, Corea, Svizzera, Olanda e Italia. In partenza sono “beni di seconda mano”, in arrivo rifiuti da cui ricavare metalli da vendere come il rame e l’alluminio. La cosa più grave è che ad occuparsi dello smaltimento sono bambini e ragazzi tra gli 11 e i 18 anni che, senza alcuna protezione, provvedono a smontare e a fondere i prodotti.
In particolare, Greenpeace ha condotto alcune analisi in due siti del Ghana: al mercato di Abogbloshie nella capitale Accra e in un cantiere della città di Korforidua, a nord della capitale. Piombo, cadmio, antimonio sono stati rilevati nei suoli dove i rifiuti vengono bruciati a cielo aperto fino a cento volte superiore alla normale concentrazione . Riscontrati anche cloro, bromo e diossine.
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La campagna elettorale negli Stati Uniti sta iniziando a macinare, ed ecco le prime risposte per quanto riguarda la crisi energetica.
Gli Stati Uniti sotto McCaine volterebbero decisamente verso il nucleare. L’eroe di guerra ha promesso che se verrà eletto costruirà nuovi 45 reattori nucleari entro il 2030, con l’obiettivo finale di 100 nuove centrali. Attualmente le centrali nucleari presenti negli Stati Uniti sono 104, che generano il 20% dell’elettricità del Paese.
Nello stesso tempo McCain ha promesso stanziamenti di 2 miliardi di dollari l’anno per lo studio e la ricerca di energia da fonti rinnovabili.
Ad oggi Obama non si è ancora espresso in maniera altrettanto inequivocabile sulla materia, facendo però sapere di essere preoccupato per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie radioattive prodotte dalle centrali.
Lui:”Ciao cara, andiamo al ristorante?”
Lei:” Anche stasera?”
Lui:” E devo fare il pieno!”
Non è il pieno che immaginate voi! Non si tratta né di alcolici né di delikatessen, ma di olio usato per le fritture. Negli Stati Uniti una community da diverso tempo ricicla l’olio delle fritture come carburante delle auto a diesel. Passano al pub, al ristorante, al fast-food, al ristorante cinese con le loro taniche, le riempiono e le versano nel serbatoio della loro auto.
In alcuni casi senza spendere un cent, in altri possono al massimo spendere 90 cent di $, cioè circa 20 cent di €. E la felicità dei ristoratori è immensa, altrimenti devono pagare le ditte autorizzate per il ritiro e lo smaltimento del loro olio. A quanto riferiscono entusiasti gli appartenenti alla community, l’olio vegetale ha delle ottime performance sui motori a diesel e riesce anche a mantenerli meglio. Ovviamente non si tratta di prendere l’olio dalla padella e passarlo nel serbatoio. Bisogna prima depurarlo con filtri speciali che costano circa 10$. E la manutenzione è di routine.
Un giornalista forlivese, Emanuele Chesi, racconta sul suo blog la sua prima esperienza di conferimento di rifiuti differenziati alla stazione ecologica di Hera, l’azienda che in Emilia Romagna gestisce molti servizi pubblici come lo smaltimento dei rifiuti e l’acqua.
Il conferimento diretto della spazzatura differenziata garantisce all’utente uno sconto in bolletta, che opera da incentivo per i cittadini a riciclare anche i rifiuti ingombranti o tecnologici.
Il racconto di Emanuele è istruttivo ed è anche esilarante. Riporto qui di seguito un piccolo passaggio, mentre per leggere il resto potete recarvi direttamente sul suo blog:
[…] tutto fila liscio finché l’operatore fintocrinito non punta il dito verso un oggetto metallico orrendamente sfigurato: è l’hard disk del mio vecchio computer che, in difesa della privacy, ho preso metodicamente a martellate (giuro che non volevo scaricare quel film di Cicciolina, io cercavo il documentario di Al Gore…). ‘E questo cos’è?’ dice lui. ‘E’ un pezzo del computer’ rispondo io sul vago. ‘Allora buttalo tra gli elettrodomestici’. Evvai, esame passato!
Via | message in a bottle
» Come risparmiare sulla bolletta rifiuti sul sito del Gruppo Hera
E’ una ricerca tutta mediterranea. Dagli scarti dei pomodori si ricava materiale biodegradabile per l’agricoltura. Non solo. Ma anche una vernice spray, fatta di amidi naturali biodegradabili, per “foderare” il terreno ed evitare che crescano piante infestanti.
Gli autori della scoperta lavorano al Cnr diPozzuoli e sonoMario Malinconico, Barbara Nicoalus e Barbara Immirzi. A raccontare i nuovi usi possibili del pomodoro è Maria Teresa Dimitri che sull’ Almanacco delle scienza edito dal Cnr spiega il valore di questa ricerca e i suoi possibili usi.
Nel caso degli scarti del pomodoro, gli studiosi hanno messo a punto un prodotto a base di sostanze di origine marina o agricola, polisaccaridi, rinforzati con fibre provenienti dalla lavorazione dei pomodori ottenendo contenitori, completamente biodegradabili, da utilizzare per la coltivazione cosiddetta “tray plant”. In pratica le piantine sono messe a crescere in contenitori di polistirolo (tray o nursery pots) da 15 fori contenenti un substrato costituito principalmente da torba bionda fibrosa. Nel periodo invernale le piante, in pieno riposo vegetativo, sono tolte dai contenitori di polistirolo e, con tutto il substrato e le foglie più giovani, sono poste in terra e portate a crescita.
Il loro accumulo in agricoltura sta diventando un grosso problema ambientale, visto che solo in Italia se ne usano ogni anno decine di migliaia di tonnellate”. “L’idea degli studiosi del Cnr di Pozzuoli è semplice: usare un materiale, completamente biodegradabile, ottenendo contenitori molto leggeri e resistenti che possano essere interrati con tutte le piantine.
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Entra oggi in vigore la riforma del Codice dell’ambiente, ovvero del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Tra le principali novità quella sul concetto di rifiuto considerato come una conseguenza non voluta del ciclo produttivo il cui trasporto e smaltimento sono a carico del detentore e sottoposti a controlli. In particolare, si è abbandonata la definizione di rifiuto quale sottoprodotto e materia prima secondaria sin dall’origine così come indicato dalla Corte di Giustizia Ue che aveva determinato come “restrittiva” la nostra definizione di rifiuto. La riforma ristabilisce infine la gerarchia dei principi di gestione: riduzione, riutilizzo, riciclo.
Viene ripristinata la nozione di scarico diretto, inteso come quello operabile esclusivamente tramite condotta, in modo da precludere la possibilità che i rifiuti liquidi possano venire a confluire nelle acque di scarico esenti da smaltimento e da assicurare la garanzia dei dovuti controlli su tali rifiuti, onde evitare nocumento alla salute pubblica.
In materia di Via (Valutazione d’Impatto Ambientale) si stabilisce che la valutazione andrà eseguita sul progetto definitivo e non più preliminare fino a un massimo di 330 giorni. Più spazio inoltre ai cittadini che potranno intervenire negli iter procedimentali. Viene infine eliminato l’istituto del silenzio-rigetto, secondoil quale in assenza di risposte si considera rifiutata la richiesta di valutazione presentata.
Via | Gazzetta ufficiale
Foto | Oishi Kuranosuke
Fra le tante attività promosse in favore dell’ambiente dalle Camere di Commercio provinciali, c’è un servizio poco conosciuto che invece meriterebbe maggiore attenzione. Sto parlando della Borsa telematica del Recupero (BTR), la piattaforma di scambio a disposizione delle aziende al fine di favorire e promuovere il mercato dei materiali recuperabili e le attività di gestione e di smaltimento dei rifiuti nel rispetto della legge.
Il funzionamento della banca dati telematica del BTR è equivalente a quello di una borsa valori: un grande archivio contiene le inserzioni costituite da dati anagrafici generali della ditta inserzionista e dalle specifiche di ogni prodotto offerto o richiesto, suddivise secondo diversi criteri: per esempio: il settore merceologico, il territorio d’interesse, la codifica, la descrizione e le caratteristiche del materiale, la data o la frequenza della disponibilità, il tipo di imballaggio e la modalità di consegna.
L’incontro di domanda ed offerta per questo “stock exchange italiano dei rifiuti” è gestito telematicamente ed offre i propri servizi a costi molto più contenuti rispetto allo smaltimento tradizionale. Purtroppo come si può vedere dai listini, non è molto movimentato. Perché non è quindi così attivo ed efficiente come potrebbe essere nelle sue potenzialità?

Il Festival dei Popoli è uno dei festival più antichi ed importanti di Italia per il cinema documentario e si svolgerà a Firenze dal 16 al 22 novembre. In particolare per questa edizione si segnala una interessantissima sezione dal titolo: il vero costo del prodotto.
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