
Il sindaco di Wildpoldsried si chiama Arno Zengerle e sarà in visita nella Tuscia Viterbese il 18 e 19 gennaio dove in un incontro pubblico conoscerà i sindaci della zona. L’incontro è organizzato dall’Accademia Kronos mentre il 20 gennaio in Campidoglio a Zengerle sarà assegnato il premio Un bosco per Kyoto.
Ma perché Arno Zengerle è così importante nel mondo dell’ambientalismo? Un passo indietro fino al 1997 è necessario per raccontare come il piccolo comune di Wildpoldsried in Bavaria, in cui vi abitano poco più di 2500 persone sia riuscito a diventare una comunità energeticamente indipendente. Come si è giunti a tanta libertà? Grazie alle Smart grid, a energie rinnovabili che producono il 321% in più di energia rispetto alle esigenze, a edifici passivi, al riciclo dei rifiuti al recupero delle acque, insomma a tutte quelle buone pratiche che predichiano anche dalle pagine di Ecoblog.
E’ chiaro che la realtà di Wildpoldsried ricorda quella dei molti piccoli comuni italiani e dunque replicare il suo esempio rappresenterebbe un’affrancamento economico, altro che Federealismo!
Via | Occhio Viterbese
Foto | Wildpoldsried
Qualche giorno fa abbiamo parlato della nascita di Metso, sottolineando come attraverso quest’accordo si sarebbero finalmente gettate le basi per la nascita delle reti intelligenti anche in Italia. A tal proposito vorrei segnalarvi un’altra simile iniziativa, questa volta però portata avanti da Enel: la società di distribuzione elettrica ha infatti avviato nella zona di Isernia (con il Progetto Isernia appunto) la prima installazione in Italia (una delle prime anche a livello europeo) di una smart grid. Attraverso questa tecnologia, apprendiamo da una nota di Enel, sarà possibile regolare in modo ottimale il flusso bidirezionale di energia elettrica dovuto alla produzione da fonti rinnovabili sulle reti di bassa e media tensione, permettendo di abilitare nuovi usi dell’energia.
L’investimento complessivo previsto è di 10 milioni di euro. Il progetto coinvolgerà circa 6.000 famiglie; il numero di soggetti è sufficientemente consistente per poter considerare questo banco di prova replicabile a realtà più ampie qualora i risultati si dimostrino positivi. Finalmente quindi, anche nel nostro Paese, ci sarà un primo passo concreto nel campo delle reti intelligenti; detto ciò non si può non affermare come la strada da seguire dovrà essere necessariamente questa se crediamo in un futuro sempre più incentrato sulle rinnovabili e meno sulle fonti tradizionali.
É evidente quindi che si potrebbe parlare all’infinito del fatto che vi sia o meno scarsa volontà politica per permettere alle fonti alternative di raggiungere il salto di qualità tanto atteso oppure discutere sul fatto che molte aziende abbiano poca lungimiranza ad investire su sistemi di produzione energetica a minor impatto ambientale, tuttavia, se mai si creeranno le condizioni affinché esista uno strumento che permetta di utilizzare le fonti aleatorie su ampia scala, mai si riuscirà concretizzare la tanto agognata rivoluzione green.
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Sono riuniti per il IV Forum mondiale sull’energia, 60 paesi del mondo, chiamati a decidere circa la regolamentazione internazionale in materia di energie, ma l’evento - a cadenza triennale - passa quasi del tutto inosservato. Le delegazioni internazionali, le istituzioni ed i rappresentanti delle più grandi imprese al mondo che hanno a che fare con la produzione e la distribuzione di energia, sono presenti al IV World Forum Energy Regulation, in corso ad Atene dal 18 ottobre fino a domani.
I rappresentanti sono chiamati a decidere in materia di regolamentazione dell’energia, assicurando al mondo una gestione efficiente dell’energia, provvedendo alla realizzazione di infrastrutture per superare il divario energetico tra i Paesi, garantendo l’accesso e la tutela da parte dei consumatori più deboli.
Nelle due giornate precedenti l’attenzione del Forum si è concentrata anche sugli sviluppi dell’industria energetica e sui nuovi trend: si è parlato soprattutto delle buone pratiche legate all’uso dei sistemi di rete intelligente Smart Grid e dei paesi in cui l’installazione di contatori ha portato significative percentuali di riduzione sui consumi: tra questi, i migliori esempi sono rappresentati dall’Italia e dalla Svezia.

Le Hawaii sono uno dei paesi che più dipendono dal combustibile fossile e dagli Stati Uniti, ed è per questo che il Dipartimento per l’Energia americano e la Hawaiian Electric hanno deciso di testare il sistema di Smart Grid, ovvero la rete elettrica intelligente, in un centro di resort di lusso a Maui.
La Smart Grid, rete intelligente, consente a più dispositivi diversi di funzionare su una rete comune, condivisa, e flessibile e di inviare il surplus di energia di alcune aree ad altre che accusano un deficit. Si sperà così di ridurre i consumi delle Hawaii del 15% entro il 2012.
La Smart Grid delle Hawaii può contare sull’energia prodotta da sole e vento, risorse che non mancano alle isole, e conservare e convogliare l’energia per i giorni nuvolosi, quando la richiesta di energia di resort e strutture turistiche è maggiore.
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