
Apprendo dagli amici di 02Blog che un Giudice di Pace di Milano ha accolto il ricorso di un cittadino contro una multa fatta per violazione dell’Ecopass, cioè della zona interdetta o limitata al traffico. La cosa, onestamente, mi sconcerta alquanto. Non tanto per il concetto di Ecopass in sé, che è certamente controverso, bensì per il fatto che a decidere su un tema del genere sia un Giudice di pace. Ma, prima di tutto, leggiamo i dettagli della sentenza, come riportata da 02Blog:
pur non affermando che le delibere comunali istitutive dell’area Ecopass sono in sicuro contrasto con la legge e pur non affermando che sono illegittime per violazione di legge, ritiene che sono illegittime per eccesso di potere per disparità di trattamento […] non si giustifica il diverso trattamento tra coloro che accedono all’area Ecopass in un giorno feriale e coloro che vi accedono in un giorno festivo, o tra coloro che vi accedono in diverse fasce orarie
La risposta del Comune di Milano non si è fatta attendere e il vice sindaco e assessore alla Mobilità e Trasporti, Riccardo De Corato, ha ribadito il concetto che a pronunciarsi sull’Ecopass non può essere un Giudice di pace principalmente perchè il provvedimento in questione, oltre ad avere fini ambientali, ha soprattutto fini educativi:
Continua a leggere: Ecopass, quando a decidere è il Giudice di pace. La strana storia di Milano

Una maxi truffa organizzata dal clan Sarno di Napoli è stata scoperta dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Napoli. Questa volta, oggetto dei traffici illegali della camorra, erano i carburanti. Le fiamme gialle, infatti, hanno scoperto un giro da almeno 16 milioni di litri di gasolio adulterato (500.000 dei quali sono stati sequestrati), hanno arrestato 57 persone (44 ai domiciliari, i restanti in carcere) e ne hanno denunciato in totale 150.
L’operazione, chiamata Dirty Oil, ha messo in luce un clamoroso traffico internazionale di “olio farmaceutico” (in pratica vasellina o poco più) proveniente da Stati Uniti e Slovenia che poi veniva miscelato al normale gasolio. Il risultato era un carburante di pessima qualità, totalmente fuori da ogni standard internazionale, che faceva malissimo ai motori delle auto e, soprattutto, all’ambiente.
Ben poco, infatti, potevano i catalizzatori e i filtri antiparticolato delle auto che erano costrette a “digerire” questo carburante tanto economico quanto taroccato. Alla fine andava tutto in atmosfera contribuendo ad avvelenare, come se ce ne fosse stato bisogno, l’aria di Napoli che quanto a smog sta già messa bene.
Via | Tele Capri News
Foto | Flickr

A Milano l’aria è troppo malata per la sopravvivenza delle piante, figuriamoci per l’uomo. Entro fine anno saranno 2400 gli alberi abbattutti soltanto nel 2009, per colpa dello smog e del cemento che asfissiano Milano.
I dati provengono dal convegno tenutosi al Festival dell’Ambiente, nel quale si è discusso lo stato di salute degli degli alberi in città. Purtroppo, secondo quanto sostengono agronomi e botanici interpellati dal Corriere, l’ambiente urbano di Milano, cementificato, densamente popolato, e bloccato dal traffico, è un ambiente ostile agli alberi.
La questione del delicato equilibrio tra l’aria di Milano e la sopravvivenza dei suoi alberi, perchè si fermi questo numero di 6 alberi uccisi al giorno, ora passa a Palazzo Marino. Il comune prevede di far fronte al problema con uno screening sulla salute degli alberi e con un progetto di riforestazione e piantumazione su 14 ettari verdi, quali parco Argelati, via dei Missaglia e quartiere Terrazze.
Foto | Flickr

Lo smog fa male, e questo si sapeva, ma la novità è che fa male in particolare a chi soffre di cuore. E’ il risultato di uno studio condotto dall’equipe di ricercatori guidata dal professor Marcello Lotti, del Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica dell’Università di Padova, che ha valutato i rischi a breve termine dell’esposizione alle poveri sottili in persone affette da asma o cardiopatie.
La ricerca ha guadagnato le pagine del prestigioso “European Heart Journal”, spiegando i problemi creati dalle polveri ultrafini alle persone che soffrono di asma e problemi di cuore. I risultati hanno evidenziato come per gli asmatici non vi sia alcun peggioramento della malattia, se non una percezione individuale della stessa in maniera più acuta. Diversa la situazione per i cardiopatici: l’esposizione alle polvere sottili comporta una ridotta variabilità della frequenza cardiaca e, di conseguenza, un maggiore rischio di malattia coronarica.
Il professor Lotti ha spiegato che:
In collaborazione con il Politecnico di Milano si è creata una camera di esposizione alle polveri sottili e alle nanoparticelle. Questo ambiente permette di confrontare i diversi effetti sulla salute delle polveri ultrafini, derivate dall’inquinamento urbano, e delle nanoparticelle artificiali.
Via | European Heart Journal
Foto | Flickr
Parte la procedura di infrazione da parte dell’Europa perchè i livelli di PM10 nell’aria italiana sono troppo elevati. Insomma una bella multa in arrivo anche ad altri 9 Stati membri (Cipro, Estonia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Slovenia, Spagna e Svezia) che non si sono attenuti alle direttive comunitarie in vigore dal 2005.
L’Italia a questo punto potrebbe chiedere una proroga anche se come ha detto Stravos Dimas, Commissario europeo per l’Ambiente:
L’inquinamento atmosferico ha gravi ripercussioni sulla salute, le norme devono essere la nostra priorità assoluta. Le proroghe sono consentite a determinate condizioni e non dovrebbero ritardare l’adozione di misure volte a ridurre le emissioni. È inoltre essenziale che, quando le proroghe non sono applicabili, le norme siano pienamente rispettate. Questo è il motivo per cui la discrezionalità lasciata agli Stati membri sarà soggetta a severi controlli da parte della Commissione.
Continua a leggere: La nostra aria è troppo inquinata da Pm10: arriva la messa in mora dall'Europa
Dopo aver scoperto nel 2007 che l’aria di Roma è inquinata oltre che da PM10 e smog anche da cocaina, anche nelle Marche si è deciso di andare a misurare quanta polvere bianca resta sospesa nell’atmosfera.
La ricerca rientra in una sperimentazione voluta dall’ISS (Istituto superiore di Sanità) e che coinvolgerà altre sette regioni, sulla base di uno studio del CNR che Ecoblog segnalò due anni fa. Secondo Stefano Orilisi, responsabile del Servizio Rifiuti e Suolo del dipartimento provinciale Arpam di Ancona, l’ente che sta svolgendo il monitoraggio per conto dell’ISS:
L’eventuale presenza di cocaina non comporterà rischi alla salute, ma la sua rilevazione serve come monitoraggio sociale.
Le cabine che effettueranno il monitoraggio sono state collocate ad Ancona, Pesaro, Ascoli e Macerata, mentre quella che darà il punto bianco, cioè un punto esente da inquinamento, è stata messa a Villa Potenza. Lo scopo dello studio è di dimostrare che il particolato è composto da molteplici sostanze e non solo da agenti inquinanti provenienti dalle emissioni delle auto o dai riscaldamenti, ad esempio, ma concorrono varie fonti a renderlo pericoloso quali appunto anche tracce di sostanze stupefacenti.
Via | Il resto del Carlino
Foto | Flickr
Mentre a Bruxelles si discute del pacchetto clima, leggiamo di fatti piustosto insoliti. L’ARPA pugliese ha valutato positivamente il trend dei valori di inquinamento da polveri sottili registrate nella città di Bari negli ultimi cinque anni. I valori di concentrazione delle polveri sottili (Pm 10) sono in costante discesa: 145 superamenti (su 35) dei limiti di legge nel 2004, 104 nel 2006, 79 nel 2007, 63 (ad oggi) nel 2008, peraltro in una sola delle sei centraline della rete.
Di tutt’altro tenore i risultati nel cuore della capitale del Barocco salentino. A Lecce si è registrata la “peggiore” aria di Puglia. Più dettagliatamente il Pm10 ha raggiunto i 35 sforamenti consentiti dalla legge nell’arco di un anno. I dati sono riferiti a giorni sia feriali sia festivi. Ma, se per i primi, i valori massimi si registrano nella prima mattinata, all’uscita degli studenti dalle scuole e di sera, nei festivi i numeri più preoccupanti riguardano solo la serata.
A questo punto rimane da chiedersi il perchè di valori tanto diversi per due città che tutto sommato sono relativamente vicine. Colpa, o merito, degli amministratori o solo condizioni climatiche fortunate? Cosa ne pensate?
Foto | Ramella
Su Ecoblog è già stato trattato come argomento il fatto che colorare i tetti delle case di bianco sia una buona pratica per abbassare la temperatura nel pianeta. Ora è però stato pubblicato uno studio (dal fisico Hashem Akbari del Lawrence Berkeley National Laboratory insieme ad alcuni esperti dell’Università della California) che ha fornito alcuni interessanti numeri sull’efficacia di questa applicazione includendo inoltre l’utilità dei marciapiedi.
Secondo questa ricerca, se ipoteticamente le 100 maggiori città del mondo installassero tetti bianchi e cambiassero i marciapiedi con materiali più riflettenti, si avrebbe un significativo effetto raffreddante. Vediamo il perchè. Le percentuali medie di occupazione di superficie nelle città sono altissime, infatti sono intorno al 25% per quel che riguarda i tetti e al 35 % nel caso dei marciapiedi.
I dati parlano chiaro: se si dovessero sostituire i materiali di queste superfici con altri riflettenti, si risparmierebbero circa 44 miliardi di tonnellate di gas serra, ovvero la quantità di gas che tutti i paesi del mondo emettono in un anno. La spiegazione scientifica sta nel fatto che la radiazione solare incidente verrebbe riflessa sotto forma di onde corte. Queste ultime uscirebbero dall’atmosfera senza trasformarsi in onde lunghe, ovvero calore, che al contrario verrebbe trattenuto dalle molecole dei gas ad effetto serra.
Continua a leggere: Tetti bianchi e marciapiedi più riflettenti contro il riscaldamento globale
Pensavano forse di avercela fatta a presentarci giochi olimpici puliti, ma non è così. A Pechino è tornata la nebbia, quel grigiore che non è solo umidità atmosferica ma è anche tanto particolato inquinante. Le hanno provate tutte, hanno chiuso le fabbriche e introdotto le targhe alterne da pochi giorni, hanno costruito metropolitane, hanno fatto la danza della pioggia (chimicamente?) e negli ultimi giorni sembrava che tutto fosse andato per il meglio. E invece no.
Ovviamente tutte le misure messe in pratica non sono bastate, o perlomeno sono entrate in vigore troppo tardi per avere un reale effetto sull’aria di Pechino dall’8 agosto in poi. E’ bastato un normale peggioramento climatico per riportare afa, inquinamento stagnante e visibilità zero sulla capitale cinese. Quasi come se non avessero fatto nulla. E così gli atleti tornano a preoccuparsi per le loro prestazioni, soprattutto quelli che soffrono di asma (mai sentito parlare di un certo Gebresilassie campione maratoneta? sapete che ha riunciato a partecipare ai giochi preoccupato per la sua salute?)
Pare proveranno qualche “stratagemma” per avere un cielo limpido per venerdì. Il problema dell’inquinamento di Pechino è ovviamente all’attenzione della cronaca per via dei giochi olimpici che stanno per prendere il via, sui quali il governo punta molto per mostrarsi al mondo come nazione più moderna. Ma i poveri cinesi che in quelle condizioni vivono tutti i giorni cosa devono dire?
Via | Reuters
Foto | joris besseling
Come dimostrato dai nostri amici di Blogdolcevita, alcune campagne di protesta riescono a fare il giro del mondo. Con il raid a base di maschere antigas ed antismog sui monumenti romani, Terra! è riuscita a far parlare di sè.
Chi sono quelli di Terra!? Leggiamo dal loro sito:
Terra! (è) Un’associazione indipendente e apartitica che vuole difendere l’ambiente operando sul territorio e attraverso campagne internazionali.
Terra! ha lanciato una campagna per l’efficienza energetica nel settore dell’auto insieme a una rete di associazioni ambientaliste europee. Terra! chiede una legge europea che limiti le emissioni di CO2 delle auto di nuova costruzione entro il 2012.
A quanto pare, quindi, una nuova associazione che si batte su temi specifici. Cosa ne pensate?