
Pensato e realizzato da Antonno Versteeg, che si occupa di unire design, creatività e sostenibilità, Solar DJ è un gioco interattivo destinato ai visitatori dei festival all’aperto. Per giocare con Solar DJ ci vogliono 4 partecipanti, ognuno dei quali si sfida cercando di catturare il maggior numero possibile di raggi solari con un pannello solare che viene dato in dotazione all’inizio della partita.
Ogni pannello è collegato al modulo principale, che emette musica a volume maggiore tanti più raggi arrivano: il partecipante che cattura più raggi sente aumentare il volume della propria canzone. Oltre a sentire la propria colonna sonora su tutte le altre, man mano che conquista raggi, il giocatore può salire di livello nel gioco e sfidare il modulo in una competizione uno a uno.
Solar DJ sarà presente in alcuni green festival olandesi, dando ai visitatori l’opportunità di imparare ed informarsi sul valore dell’energia solare, giocando e divertendosi. Che ne dite di una sfida a Solar DJ invece che di una partita alla play?
via | ecofriend

L’Italia aderisce agli Euopean Solar days, che avranno luogo dal 15 al 23 maggio, e celebra l’energia solare con più di 370 eventi e iniziative sparsi su tutto il territorio. Tutti a celebrare e raccontare i moltissimi usi dell’energia solare attraverso punti informativi, visite guidate a impianti, educazione ambientale in aziende agrituristiche sostenibili, conferenze, giochi e laboratori per bambini, incontri tecnici e via dicendo.
Trovate sul sito italiano degli European Solar Days la lunga lista delle iniziative, a testimoniare la fantasia e l’entusiasmo degli organizzatori locali. Io vi segnalo la presenza di 200 stand informativi di Anter nelle maggiori piazza d’Italia e confermo che nella lista degli eventi per i Solar Days si trovano davvero iniziative per tutti: da convegni, laboratori e workshop per informare i grandi a iniziative in collaborazione con le scuole per incantare i bambini.
Qualche esempio? A Lavagna, in provincia di Genova ci sarà il 16 maggio un laboratorio didattico di costruzione di forni solari con materiale di recupero ad opera del Circolo di Legambiente cantiere verde; il 26 maggio, a Lucca, i ragazzi dell’IPSIA Giorgi presentano il dissalatore solare, un dispositivo per l’evaporazione dell’acqua e per la sua successiva condensazione e distillazione che permette di ricavare acqua potabile; a Lecce si apre il Festival dell’energia mentre a Roma il 16 maggio il Servizio Civile Internazionale presenta durante il Mercatino Contadino di San Paolo il documentario “Adotta un kilowatt. La storia del primo impianto fotovoltaico collettivo d’Italia”.
Avete una seettimana di tempo per consultare la lista e scegliere a quali eventi partecipare per celebrare l’energia solare e portare con la presenza il vostro contributo a chi collabora per diffondere conoscenze e pratiche sulle energie rinnovabili.
Le tecnologie tradizionali utilizzate finora nel campo dell’energia fotovoltaica permettono di trasformare in energia più o meno il 17% della luce solare. Ora invece con le celle solari a multigiunzione, realizzate grazie al progetto europeo Fullspectrum, è stato raggiunto un tasso di conversione record del 39,7%. Il 2% in più rispetto al precedente record europeo - ottenuto con la stessa tecnologia - circa due mesi fa.
Questa tecnologia è stata inizialmente sviluppata per applicazioni spaziali, ed utilizza, ovviamente, materiali diversi dal tradizionale silicio, come il gallio, il fosforo, l’indio ed il germanio, che riescono a catturare più fotoni rispetto alle celle convenzionali.
Il record è stato ottenuto perché un pannello è composto da una serie di celle sovrapposte, ognuna delle quali sfrutta al meglio una fetta dello spettro solare e lascia passare la parte restante, che verrà sfruttata da altre celle - e quindi altri semiconduttori.
In teoria, si potrebbe realizzare un pannello formato da un elevatissimo numero di celle, dove ogni cella è composta da un semiconduttore diverso, e viene accoppiata ad una frazione infinitesimale dello spettro solare. L’efficienza teorica raggiungibile sarebbe dell’86%. Nella pratica sono stati utilizzati per ora solo tre semiconduttori e tre tipi di celle sovrapposte, con i risultati di cui abbiamo detto.
Continua a leggere: Nuovi record di efficienza per il solare
A partire dal 2009 la John Brown University, in Arkansas, sarà la prima università con un corso di studi specifico sulle energie rinnovabili, il “Bachelor of Science degree in Renewable Energy”. Gli studenti potranno scegliere fra corsi su solare, eolico, biomasse per poi specializzarsi in uno dei tre indirizzi previsti: progettazione, installazione o sviluppo internazionale.
A questo proposito Fernando Vega, responsabile del nuovo programma di studi ha affermato: “Negli USA le risorse energetiche rinnovabili stanno diventando una quota importante nella fornitura di energia” aggiungendo anche che la “John Brown University sta sviluppando questo programma e cercherà di integrare argomenti sulla sostenibilità negli altri corsi per corrispondere alle domande di questo trend emergente”.
Fra i corsi da seguire ci sono argomenti come “pratiche di progettazione”, “costruzioni”, “monitoraggio dei generatori per le energie rinnovabili” ma sarà possibile anche seguire corsi di ingegneria, scienze, tematiche interculturali ed economia.
Che effetto vi fanno notizie come questa in questi tempi di tagli alle nostre università?
Via | www.jbu.edu
Foto | Rainer Ebert
Secondo Ben Bova, prolifico autore di fantascienza nonché presidente della National Space Society, per fronteggiare l’economia in recessione, i mercati finanziari in tumulto, il riscaldamento globale, le guerre e l’aumento dei prezzi, dovremmo rivolgere la nostra attenzione alle stelle.
Bova si è rivolto idealmente al futuro presidente degli Stati Uniti dalle colonne del Washington Post, chiedendo la costruzione di un esercito di satelliti a energia solare (SPS - solar power satellites), una sorta di grandi accumulatori a celle solari, per venire incontro alla fame energetica che attanaglia il nostro pianeta.
Nell’articolo si snocciolano i pro e contro delle varie fonti alternative rinnovabili, quindi l’opzione nucleare non emette CO2 ma produce rifiuti tossici, l’idrogeno è pulito ma costoso da produrre e distribuire, il vento lavora bene solo in certe zone e occorre lo spazio adeguato per gli impianti che sono grandi e rumorosi, l’energia solare sarebbe perfetta ma funziona solo di giorno.
Continua a leggere: L'elettricità dalle stelle: Satelliti a energia solare
L’amministrazione comunale di Sadali, piccolo paesino della Sardegna, ha avviato un progetto davvero interessante per valutare la possibilità di mettere su una Clean Energy Farm. Si tratta in sostanza di un parco di produzione energetica, di potenza nominale complessiva di circa 100 MW, la cui caratteristica fondamentale è quella di essere composto da una triplice tipologia di impianti: un impianto fotovoltaico, uno eolico e uno solare termico. Il progetto (che porterà avanti Uni Wind) potrà essere determinato con puntualità solo a seguito dell’individuazione della combinazione delle tre tecniche di produzione. L’interessante iniziativa permetterà pertanto di creare un sistema con le più mature tecnologie rinnovabili presenti sul mercato.
Il costo medio per la produzione di 1 MW di energia è stato stimato a circa Euro 5,5 milioni per l’ impianto fotovoltaico, circa Euro 1,5 milioni per l’ impianto eolico e a circa Euro 3,5 milioni per quello a tecnologia solare termica. Al momento i rappresentanti dell’amministrazione locale hanno concesso a Uni Wind di installare sui terreni un sistema anemometrico finalizzato a rilevare, per un periodo di 12 mesi, l’andamento della forza e la direzione prevalente del vento. A tal riguardo, l’esito delle menzionate verifiche anemometriche consentirà alla società di poter valutare con precisione la grandezza e la localizzazione dell’impianto di produzione di energia eolica, rispetto agli impianti fotovoltaico e solare termico. Verrà pertanto definita quale potrebbe essere la combinazione ottimale per la realizzazione dell’intero parco energetico.
Via | Milano.finanze.it
Foto | Flickr
Un po di tempo fa, Johnny Depp ha comprato - per 3.000.000 di $ - una piccola isola, in cui, tuttavia, manca l’elettricità, viste le dimensioni ridotte. Ma l’attore, notoriamente impegnato per l’ambiente non ha accettato di risolvere il problema con il classico generatore diesel.
Si è così rivolto a Michael Strizki (un esperto che ha già convertito a idrogeno casa ed auto, nel New Jersey, video) per sviluppare un sistema elettrico a basse emissioni. Il risultato è un sistema ad energia solare, che immagazzina l’energia in eccesso producendo l’idrogeno per le ore notturne, o le giornate nuvolose. L’idrogeno viene compresso ed immagazzinato in appositi serbatoi ad alta pressione e, oltre a produrre elettricità, potrà servire per muovere le imbarcazioni dell’isola. In ogni caso, l’idea è ammirevole, ma costosa: sembra che il progetto costerà tra 250.000 e 500.000$.
Una curiosità: Depp ha avuto l’idea di comprare un’isola da Marlon Brando, che acquistò Tetiaroa dopo aver girato Gli ammutinati del Bounty. Sembra che Brando, durante un incontro con Depp, entusiasta del suo acquisto, gli chiese: “Bene, hai comprato un isola? E come fai per l’elettricità?” Anni dopo, Johnny pare aver trovato la risposta…
Via | Ecorazzi
Foto | lander2006
L’idea non è di quelle da segnalare come “geniali” in se stessa, ma per l’efficacia merita sicuramente una menzione.
Siamo in Thailandia ad una settantina di km da Bangkok, dove un cinquantenne usa un forno solare per cuocere e vendere i propri polletti.
Con un sistema di specchi e lenti di ingrandimento, riesce a cuocere un pollo in circa 10 minuti, utilizzando solo ed esclusivamente l’energia del sole.
Niente fotovoltaico o marchingegni tecnologici costosi, ma solo attrezzature semplici e dal facile utilizzo.
Certo, il suo “negozio” è aperto solo dalle 7 alle 11 del mattino ed è chiuso ogni qual volta è nuvoloso o piove. Il sistema però ha incuriosito molti, e si pensa ad un suo utilizzo in altri Paesi asiatici come il Giappone.