Come si serve un caffè nel modo più ecofriendly possibile? Per Kickstand bastano due bici per gustare un caffè ecosostenibile per le strade di New York.
Kickstand - mobile coffee ha come mission quella di offrire la miglior tazza di caffè con il minor impatto ambientale e per riuscire nella sua opera ha costruito due bar mobili: le bici servono a far gustare il caffè lungo un percorso a tappe e a fornire parte dell’energia che serve per preparare il caffè stesso.
Kickstand pedala e serve caffè per sensibilizzare la gente ad uno stile di vita più ecologico e sostenibile. Fareste una pedalata solidale per un caffè?
Tra le varie invenzioni nell’ambito dell’edilizia sostenibile, alla ricerca di materiali per la costruzione meno impattanti e più ecologici, abbiamo già parlato su Ecoblog dei mattoni fatti con spazzatura compressa, di quelli fatti con buste di plastica riciclate e di mattoni impastati con la cenere. A questi si aggiungono i mattoni fatti di sabbia, batteri, urea e cloruro di calcio, vincitori del premio Metroplis 2010 Next Generation.
In un laboratorio dell’Università di Sharjah, negli Emirati Arabi, Ginger Krieg Dosier, assistente di Architettura, ha realizzato dei mattoni sfruttando le reazioni chimiche e microbiologiche dei batteri della sabbia, ed il risultato sono dei mattoni duri come il marmo. L’idea per ora è stata prodotta su piccola scala, messa a punto per il concorso, ma potrebbe presto essere pronta una macchina per la produzione su larga scala, così come si legge nella descrizione del progetto:
“Se questi mattoni potessero rimpiazzare ogni nuovo mattone che viene prodotto nel mondo, si ridurrebbero le emissioni di circa 800 milioni di tonnellate all’anno“.
via | metropolismag

Nel marzo 2009 la Provincia di Parma ha bandito un concorso di architettura verde per la costruzione di una sua nuova sede: requisito fondamentale dell’edificio deputato ad ospitare gli affari della provincia è l’ecosostenibilità, sia nella scelta dei materiali che nelle procedure di costruzione, sia nelle emissioni di CO2, richieste pari a zero. Quello che vedete nella foto è il progetto classificatosi al secondo posto.
Dello StudioDosi, realizzato con il contributo di numerosi architetti e ingegneri, l’edificio ha una doppia natura: uno strato interno permette all’aria di circolare tra gli spazi, mentre lo strato esterno è fatto di una pelle verde, trama di piante e tessuti vegetali che agiscono come climatizzatori e fanno sì che la luce sia quanto più possibile naturale. La funzionalità dell’edificio ed i criteri di sosteniblità richiesti dal concorso sono stati tutti rispettati, con un costo inferiore ai 10 milioni, come richiesto dal bando.
Questo, che potete ammirare nella gallery in dettaglio, il progetto per il futuro Palazzo dell’Ambiente, dell’Agricoltura e dell’Innovazione della Provincia di Parma, classificatosi secondo. A me sarebbe piaciuto vederlo realizzato, a voi?
via | Studiodosi
Il gruppo francese Casino, proprietario di una catena di supermercati, ha deciso di mettere al bando i prodotti a base di olio di palma non certificato per tutelare l’ambiente e la salute dei suoi clienti. Per cominciare, entro la fine di quest’anno spariranno dagli scaffali dei supermercati circa 200 prodotti, ed entro un periodo di circa 7 anni quasi 571 prodotti verranno sostituti.
L’olio di palma è usato nella maggior parte dei prodotti per la cura della persona e l’igiene e anche in molti prodotti alimentari, ma gli alti livelli di grassi saturi ne fanno un prodotto sconsigliato per la salute.
La scelta di Casino per i prodotti alimentari si orienta verso una messa al bando dei prodotti a base di olio di palma, mentre per quanto riguarda i prodotti per la cura e la bellezza del corpo la catena si muove verso la sostituzione dei prodotti a base di olio di palma non certificato con prodotti a base di olio di palma certificato come sostenibile o la cui produzione ha rispettato i criteri di sostenibilità.
La catena francese è tra i pionieri in Europa a mettere al bando l’olio di palma non certificato, mentre il gigante inglese Marks and Spencer, fa sapere che cominceranno ad usare olio di palma certificato solo dopo il 2015. Così la pensa anche la Nestlè, incurante delle critiche di Greenpeace a proposito dell’uso dell’olio di palma e della deforestazione.
via | foodnavigator
Foto | Flickr

Si è conclusa ieri a Ginevra la trentesima edizione dell’incontro annuale delle Nazioni Unite, International Association for Impact Asessment, incentrata quest’anno sulla transizione verso la Green Economy e sulle conseguenze per la Società e l’Ambiente.
L’economia mondiale è in crisi sotto molti punti di vista e l’obiettivo della conferenza di Ginevra è stato proprio quello di trovare e discutere alternative possibili dello sviluppo economico futuro, miranti alla crescita economica in un’ottica di sostenibilità e tutela dell’ambiente. Il programma della conferenza internazionale è stato incentrato sulla definizione dei principi della Green Economy per aiutare i governi a ripensare politiche ed investimenti da un punto di vista ecologico.
Gli esperti di 75 paesi hanno discusso dell’impatto sociale della transizione all’economia verde, mentre 600 delegati di tutto il mondo hanno esaminato le possibilità di investimento nei 5 settori cardine dell’economia: Industria, Agricoltura, Turismo, Città e Trasporti.
Per la conferenza mondiale questo è il momento di agire e di muoversi verso la Green Economy, vista come soluzione possibile alla risoluzione della crisi mondiale, ma affinché le società si possano muovere in questa direzione di sviluppo, ci dovrà essere l’intesa tra operatori privati e governi. Riusciranno realmente i Paesi e muoversi verso uno sviluppo economico sostenibile? Riuscirà la Green Economy a salvarci dalla crisi?
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Ogni mattina milioni di uomini nel mondo si fanno la barba, molti dei quali con rasoi usa e getta fatti di plastica ed acciaio, che finiscono in discarica. Esistono dei modi per farsi la barba in maniera più ecologica? Se esistono dei consigli per far l’amore in maniera ecosostenibile, di certo ci saranno degli accorgimenti per limitare l’impatto del farsi la barba.
Al posto delle lamette usa e getta è preferibile il rasoio elettrico, e al posto di quest’ultimo è ideale il rasoio che si carica ad energia solare. I più esperti, poi, potranno ridurre il proprio impatto con il rasoio da barbiere per una rasatura manuale, perché l’antico arnese - sempre che lo si sappia usare - è riutilizzabile all’infinito, ed è quindi il rasoio più ecologico di tutti.
Al posto della schiuma da barba si può usare l’olio di oliva, così come consigliano i cugini di Benessereblog: basta passare un po’ d’olio sul viso prima di radersi. L’olio idrata la pelle, lubrifica e protegge la lametta dalla ruggine.
L’acqua: mentre ci si fa la barba, molti lasciano scorrere l’acqua dal rubinetto, con uno spreco enorme. La prima buona pratica sa seguire per una barba più verde è quella di chiudere il rubinetto, o meglio di tappare il lavandino e di riusare l’acqua. Avete altri consigli per una rasatura eco friendly? Non esitate a condividerli con noi!
via | greenme
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Gli attivisti del Guerrilla Gardening, una forma di giardinaggio politico e di azione non violenta, che si ispirano all’uso sostenibile delle risorse naturali, si preparano a diffondere la propria strategia a base di fiori e piante nelle aule dell’Università di Genova.
Per lanciare messaggi di sensibilizzazione e spiegare ai cittadini come riqualificare uno spazio urbano in una notte, grazie a bombe di semi, bulbi, vanghe e terra, l’associazione Terra! ha chiesto aiuto ad Andrea Trasi e Michele Zabiello, rappresentanti del Guerrilla Gardening in Italia. L’incontro per istruire tutti i futuri giardinieri che vivono a Genova, si tiene oggi presso la Facoltà di Architettura, moderato da Giorgio Boratto.
L’incontro, voluto e promosso da Terra!, ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini verso comportamenti sostenibili che fanno bene a tutta la comunità, ed aiutare con consigli e partecipazione attiva le amministrazioni locali che non sempre riescono a sostenere le spese per la manutenzione del verde pubblico, né a gestirle al meglio. Se foste a Genova partecipereste all’iniziativa o non vedete di buon occhio che i cittadini debbano darsi al giardinaggio politico perché le amministrazioni non riescono a gestire il verde pubblico?
Via | CS Terra!Onlus
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Decidere tra la Città Eterna e la Grande Mela sarebbe un dilemma, se non fosse che Roma batte New York per quanto riguarda la vivibilità, nonostante la scasa mobilità sostenibile e i disagi segnalati dai nostri cugini di 06blog. La capitale, battuta di pochissimo da Milano (49esima), si è aggiudicata il 51esimo posto in classifica su 140 città nella classifica mondiale stilata dall’Economist. E tutto grazie all’educazione e alle infrastutture.
Roma peggio di Milano, ma meglio di Londra, New York e Atene, ma molte capitali europee hanno fatto meglio della nostra per quanto riguarda la vivibilità, analizzata dall’Economist secondo 30 indicatori diversi, tra cui ambiente, stabilità e salute ed un punteggio variabile da 1 a 100. Roma si trova nella fascia alta (punteggio 80-100, contro una media di 76 punti circa). Tra le prime 10 al mondo ci sono infatti la vicina Vienna ed Helsinki, uniche capitali d’Europa e figurare accanto a 4 australiane e 2 canadesi, tra cui la prima classifcata, Vancouver.
Tra le città in cui si vive peggio, le asiatiche: Nuova Delhi è al 113 posto e Mumbai al 117, Kathmandu è al 133esimo posto. Il titolo di città meno vivibile al mondo, invece, è andato ad Harare, capitale dello Zimbabwe.
Foto | Flickr

Si è appena concluso a Roma il MoTechEco, la terza edizione del salone della mobilità sostenibile, dedicato alle nuove tecnologie in campo automobilistico per muoversi in libertà nel rispetto dell’ambiente.
Hanno partecipato alla manifestazione, evento a Impatto Zero certificato da LifeGate, circa 50 mila visitatori, interessati ai modelli di auto ecologiche presentati. Tra i modelli più attesi BlueZero E-Cell, il Concept di Mercedes-Benz e la 500 elettrica di Fiat, la city car elettrica a 4 posti perfetta per la guida nei centri delle città. Oltre alla piccola di casa, Fiat ha portato al salone anche la Punto Evo e il suo Qubo, per ribadire la propria posizione in fatto di ibride.
Presenti anche Ford con la Focus dotata del sistema Start e Stop per consumare meno e la Opel con i suoi modelli a Gpl. Per quanto riguarda le novità di casa Citroën, aspettiamo impazienti l’incontro con Jean Philippe Imparato, che ci svelerà in anteprima tutte le novità.

All’interno della cornice di Mediterre 2010, la manifestazione appena conclusasi a Bari, dedicata ai Parchi e alle aree protette del Mediterraneo, la Puglia ha detto sì alla Carta Europea del Turismo Sostenibile.
Nel corso del convegno in cui si è parlato dell’importanza del turismo verde come mezzo per tutelare l’ambiente e come risorsa per far fronte alla crisi, la Puglia ha sottoscritto il protocollo d’Intesa tra i suoi Assessorati al Turismo e all’Ecologia e Federparchi, per l’applicazione dei principi della Carta Europea sul Turismo Sostenibile nelle aree protette della regione.
La Puglia è una regione molto ricca dal punto di vista naturalistico: dai boschi della Foresta Umbra alle Isole Tremiti, dal Parco dell’Alta Murgia alle riserve naturali delle Cesine e di Torre Guaceto, dai Laghi Alimini alle scogliere di Porto Selvaggio, tanti e diverse sono le aree protette e quelle ancora da proteggere, sperando che l’apertura della regione porti ad un turismo davvero sostenibile e non rimanga uno sterile accordo sulla carta.