
E’ possibile unire un’architettura ecologica ed olistica alle antiche discipline orientali che si relazionano con l’energia? La risposta è si. Esiste e concilia le attività e i comportamenti umani con le preesistenze ambientali e i fenomeni naturali e si sintetizza nel progetto Low Energy House dell’Arc Studio, a Brandýs nad Labem, nella Repubblica Ceca. Qui gli aspetti del paesaggio interagiscono a livello immateriale, viene sfruttata interamente la potenzialità del luogo e conservato un ambiente salutare, dove viene attuato il risparmio energetico unitamente all’utilizzo di materiali tradizionali.
L’ approccio ecologico in architettura, definito oggi dalla sempre più grave situazione climatica danneggiata dal forte sfruttamento delle risorse ambientali e dall’aumento esponenziale dell’inquinamento, è determinato non solo dalla somma delle tecnologie verdi applicabili ma da precise scelte filosofiche e da una visione olistica del costruire che si confronta con l”ambiente, sintetizzandosi nelle nuove discipline dell’ecosostenibilità e della biocompatibilità.
Continua a leggere: Un approccio olistico all'architettura ecologica

L’offerta di svariati impianti per il riscaldamento domestico, ampliatesi negli ultimi anni, ha reso la questione, per chi deve scegliere l’impianto da installare ed il combustibile da utilizzare, ingarbugliata. Una cosa è certa invece: trovare soluzioni efficaci a costi contenuti, parallelamente alla riduzione delle emissioni inquinanti.
Queste ultime sembrano aver invertito la rotta nel periodo successivo agli accordi di Kyoto: EurActiv afferma infatti che i Paesi firmatari del protocollo di Kyoto hanno prodotto il 7,5% di gas serra in meno nel periodo successivo all’accordo sino al 2010. Il problema delle emissioni inquinanti, concentrazioni di particolato e ozono, non è però terminato, lo ha dimostrato il Summit di Durban, conclusosi con un nuovo progetto, un nuovo trattato vincolante per ridurre le emissioni di gas serra entro il 2015.
Ora, se pensiamo ai combustibili utilizzati e ai sistemi installati dovremmo avere chiare le seguenti informazioni: oltre il 70% dei sistemi utilizzati per il riscaldamento, tra stufe tradizionali a legna e camini hanno una bassissima efficienza, oltre che essere le sorgenti inquinanti per l’uomo con alti livelli di monossido di carbonio e composti organici volatili.
Nel rispetto degli obiettivi dell’Unione Europea, di riduzione delle emissioni di Co2 e del consumo energetico, la sostenibilità dei progetti edilizi è un tema che dobbiamo affrontare. Ma in che modo? Prima di tutto gestendo le risorse in modo sostenibile, che ci permetterebbe quanto meno di ridurre l’impatto ambientale. Le tecniche di costruzione alternative, aumentano la sostenibilità dei processi costruttivi, dobbiamo solo entrare in confidenza con le tecnologie disponibili e approfondire la nostra conoscenza sui diversi metodi da utilizzare. Ad esempio, quando parliamo di costruzioni sostenibili ci riferiamo solitamente ad edifici che osservano una serie di caratteristiche quali:
Continua a leggere: Breve guida all'architettura bioclimatica e case passive

Ieri scrivevo della villa The Hole sotto terra e del fatto che fosse alimentata grazie all’energia geotermica, notoriamente energia geotermica è energia pulita, sostenibile e a basso costo.
In questa ultima parte vi scrivo della produzione di energia a partire dalla risorsa geotermica con nuove tecnologie, fatto di sicuro interesse anche su scala mondiale. Lo è ancora di più per un paese come il nostro che compra energia dall’estero a caro prezzo. Attualmente in Toscana una centrale geotermoelettrica produce 5,5 Twh di energia. Numerosi enti, tra cui Agip ed Enel, consci del fatto che l’Italia è interessata da aree di elevata anomalia geotermica, hanno puntato la loro ricerca su Lazio, Campania e Sicilia, ma i problemi di natura geologica e fattori socio-economici hanno bloccato lo sfruttamento.
Continua a leggere: Impianti geotermici e case sottoterra - Parte 3

Migliaia di persone in Europa e in America stanno decidendo di vivere in case sotto terra. In Giappone ed in Cina è considerato un ottimo sistema salva spazio e sostenibile. Peccato che la convinzione che queste case possano essere buie, umide, claustrofobiche, o luoghi instabili dove vivere, diminuiscono il potenziale di sostenibilità legato a questa tipologia di edificio.
Ecco infatti i vantaggi di cui godono le case sotto terra rispetto all’edilizia convenzionale:
.
Continua a leggere: Impianti geotermici e case sottoterra - Parte 1

C’è voluto un po’, ma come accade spesso in questi casi la grande corporation cede alla pressioni di una campagna ben studiata e ben realizzata. La Mattel ha annunciato che lavorerà concretamente per aumentare la propria sostenibilità eliminando l’uso di fibre di legno che provengono da “fonti poco chiare” con l’intenzione di tagliare nettamente l’uso di tutte le fibre di legno vergine dal suo packaging.
Già entro la fine dell’anno il 70% della carta utilizzata per impacchettare Barbie e Ken sarà proveniente da materiale riciclato o da fibre “sostenibili”. Entro il 2015 questa percentuale dovrebbe salire fino all’85% del totale. L’azienda che produce giocattoli è rimasta colpita (o spaventata se preferite) dalla compagna virale di Greenpeace. Era molto riuscita la serie di filmati su YouTube che raccontavano di come Ken, lo storico fidanzato, inorridito nello scoprire che Barbie distruggeva le foreste pluviali decideva di rompere con lei.
Mercoledì la Mattel ha annunciato che i propri fornitori non potranno più utilizzare fibre di legno provenienti da aziende collegate alla deforestazione dalle associazioni ambientaliste e l’obiettivo è quello di aumentare le materie prime certificate dal Forest Stewardship Council (FSC). La corporation promette un dettagliato report sulle sue attività entro la metà del prossimo anno.

Una campagna di marketing lanciata in tutto il globo dalla O-I (Owens-Illinois), il più grande produttore mondiale di packaging in vetro, per sensibilizzare e promuovere l’uso di questo materiale per l’industria alimentare e non solo. Ambientalisti, CEO, brand manager, chef e designer spiegheranno perché la scelta del vetro sia imprescindibile per coniugare la sostenibilità, la qualità del materiale, il gusto estetico e il rispetto per le proprietà organolettiche degli alimenti.
Il vetro è “la” soluzione ecologica per definizione. Riutilizzabile praticamente all’infinito, facilmente riciclabile e capace di conservare al meglio tutto ciò che contiene. Ne è convinta anche Céline Cousteau, figlia dell’esploratore oceanografico e realizzatore di film Jean-Michel e nipote del leggendario Jacques Yves Cousteau, che presta il suo volto a “Glass is life” in collaborazione con la O-I. La corporation ha un fatturato di 6,6 miliardi di dollari USA nel 2010 ed impiega 24.000 dipendenti che operano in 80 stabilimenti situati in 21 paesi, Italia compresa con 11 stabilimenti e 1850 dipendenti per una produzione, soltanto nel nostro paese, di circa 7 miliardi di contenitori all’anno.
Glass is life vuole fare leva sulla percezione, già corretta, da parte dei consumatori che amano il vetro. Secondo un’indagine del 2008 gli americani preferiscono nel 91% il vetro nonostante soltanto il 10% di cibi e bevande negli States sia confezionato in questo materiale. Un altro sondaggio dell’aprile 2011 ha rilevato che il 70% dei consumatori hanno affermato che se i prodotti alimentari fossero confezionati in qualsiasi packaging preferirebbero il vetro. Siamo sulla buona strada?

Dal 1 al 3 luglio andrà in scena la seconda edizione di Borgo Futuro, Festival della Sostenibilità organizzato dal comune di Ripe San Ginesio. Un fitto programma che prevede convegni, laboratori sulla sostenibilità e concerti “ecologici”. Si parte dall’agricoltura biologica e di qualità con la partecipazione delle associazioni più impegnate nel settore del cibo buono per noi e buono anche per la natura, Slowfood, Coldiretti, Aiab e Res Tipica.
Andrea Vianello, conduttore di Agorà su RaiTre, sarà ospite del convegno su “Le prospettive per un’agricoltura biologica e di qualità” mentre Elio Veltri, ex sindaco di Pavia, racconterà il tema dell’amministrare sostenibile, quello che i sindaci possono fare per rendere migliore la qualità della vita nelle loro comunità a partire dallo sviluppo delle aree verdi e sulla pedonalizzazione delle città.
L’organizzazione delle tre giorni punta sulla riduzione dell’impatto ambientale degli eventi come spiega Damiano Giacomelli, ideatore e direttore artistico di Borgofuturo:
La musica è un elemento strategico per Borgofuturo, perchè aggrega, intrattiene e lascia ampio margine alla riflessione. Abbiamo cercato band e cantautori che avessero forte attinenza con le tematiche della manifestazione e le veicolassero con le loro esibizioni, non solo nei contenuti, ma anche attraverso un sound fresco, libero, ma comprensibile a tutti. Non mancheranno piccoli ma importanti accorgimenti per ridurre l’impatto dei concerti, come l’utilizzo di bicchieri e stoviglie biodegradabili. In un periodo in cui si accusa la musica di essere altamente impattante dal punto di vista ambientale, Borgo Futuro va in netta controtendenza, dimostrando che realizzare concerti ecosostenibili è possibile.
Sul sito ufficiale potete trovare tutti i dettagli sul programma della manifestazione.

L’iniziativa Ocean 2012 ha un obiettivo chiaro: garantire insieme la sostenibilità e la qualità della pesca. Già, perché i due concetti viaggiano parallelamente e lo sfruttamento selvaggio delle risorse ittiche non sta soltanto mettendo a rischio la sopravvivenza di molte specie marine, sta anche drasticamente peggiorando la qualità di uno degli alimenti fondamentali per una dieta sana se non si vuole aderire alla scelta del vegetarianesimo.
Fino al 12 giugno l’organizzazione che mette insieme oltre 100 associazioni sta dando vita alla “settimana della pesca“, una serie di eventi in giro per l’Europa, simbolicamente a cavallo della Giornata degli Oceani dell’Unesco, per una campagna a tutela dei pesci come animali e come prodotto alimentare. Mettere al centro l’oggettiva emergenza legata al sovrasfruttamento delle risorse ittiche dei mari europei, spiegare ai consumatori/cittadini che di questo passo è inevitabile la crescita dell’import ittico dai paesi del sud est asiatico (con evidenti deficit nelle normative a tutela del prodotto).
Il 72% degli stock ittici europei viene pescato in eccesso rispetto alle capacità di riproduzione e il 20% ha superato le soglie dei limiti biologici per la sua stessa sopravvivenza. L’Unione Europea deve rimettere mano alle politiche comunitarie sulla pesca. C’è bisogno di far tornare la pesca entro i limiti della sostenibilità, un problema per la natura, ma anche per le comunità che vivono di pesca e si ritrovano mari sempre più vuoti e con esemplari da pescare nonostante la giovane età. Uta Bellion, coordinatrice di Ocean2012 lo ricorda con chiarezza:
La storia della pesca in Europa fino ad oggi è una storia tragica di sovrasfruttamento dei mari che ha ridotto la loro abbondanza e la produttività, e indebolito la comunità di pescatori che dipendono da loro. L’attuale riforma della politica comune della pesca potrebbe invertire questa tendenza e garantire un futuro sostenibile per le comunità di pescatori in tutta Europa.

Il colosso danese Maersk, azienda leader mondiale nel trasporto intermodale di merci, ha deciso di avviare una politica interna nella direzione dell’ecosostenibilità. Dal gennaio 2011 per la sua flotta da 387 navi, in grado di trasportare più di un milione di container ogni anno, vengono acquistati soltanto contenitori che non abbiano pavimenti in legno tropicale. Ogni anno vengono utilizzati 1,2-1.500.000 di metri cubi di legno per soddisfare la domanda di nuovi container, ma la Maersk sta acquistando soltanto quelli dotati di un pavimento realizzato con legname proveniente da pratiche forestali responsabili o con altri materiali, dal bambù alla plastica riciclata.
Soltanto nei primi sei mesi l’azienda ha acquistato 64.000 contenitori che rispettano la nuova politica e l’impatto che questa piccola decisione potrà avere nei prossimi 5 anni è davvero rilevante visto che Maersk prevede di acquistare circa 3 milioni di nuovi container che contribuiranno a rinforzare la sua leadership nel settore del trasporto merci, il tutto in maniera (leggermente) più ecologica.
[Via | The News Market]