La sfruttamento della biomassa di scarto rappresenta senza dubbio una delle migliori strade da perseguire per lo sviluppo economico del Paese. Questa riflessione nasce da una pratica che sta prendendo sempre più piede in Italia, ovvero quella di utilizzare i sottoprodotti della filiera agroalimentare per la produzione di energia elettrica e termica necessari per i consumi delle aziende del settore.
In relazione a questa riflessione mi sembra interessante riportare la notizia dell’avvio dell’attività di un grande impianto nella provincia di Sondrio alimentato da questo tipo di biomassa. La piccola centrale, realizzata da Sebigas, da AB Energy e dalla collaborazione con Fiper (Federazione italiana per le energie rinnovabili), dovrebbe essere in grado di produrre a regime 3 milioni e 780 mila kWh ogni anno e un’energia termica di 800.000 kWh.
Al di là dell’enorme potenziale energetico di questo impianto, quali le più intriganti caratteristiche? I vantaggi sono tutti da ricercarsi nella grande flessibilità di numerosi matrici organiche che questa tecnologia applicata consentirà di utilizzare nel processo di digestione anaerobica.
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