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L’apporto della tecnologia è ormai fondamentale per la nostra vita, da moltissimi anni. Usi potenzialmente infiniti, nuove possibilità, ma non soltanto a beneficio di noi essere umani. Un gruppo di ingegneri tedeschi sta mettendo a punto un innovativo software che adatti le scoperte sul riconoscimento facciale alle scimmie. Uno strumento del genere potrebbe essere fondamentale per realizzare un monitoraggio e un censimento della reale popolazione delle specie in pericolo.
Il lavoro di censimento costringe i ricercatori a lavorare per mesi sul campo, entrare “in confidenza” con gli animali e affidarsi alla propria memoria con il solo supporto fotografico. L’idea degli ingegneri è quella di applicare gli stessi metodi in uso principalmente alle unità anti-terrorismo anche al servizio degli scienziati che si occupano di studiare le scimmie ed in questo modo di tutelarle con maggiore efficacia dal rischio d’estinzione.
Telecamere e fotocamere azionati in remoto aiutano già oggi nel monitoraggio degli esemplari, ma un software del genere consentirebbe di non affidare più agli uomini il lavoro “manuale” di riconoscimento e conta, fondamentali per valutare se una popolazione è in un diminuzione o in aumento e quali fattori la influenzano.
Via | The Engineer
Foto | Flickr

Soltanto 10 anni fa l’Iguana Blu, meglio nota come Iguana Blu della Grand Cayman, era ad un passo dall’estinzione. Soltanto gli ultimi 20 esemplari, questo erano tutto ciò che rimaneva dell’animale tipico della più estesa fra le Isole Cayman, note all’opinione pubblica per essere fra i principali paradisi fiscali del pianeta. I risultati dell’incessante lavoro svolto dai membri della Wildlife Conservation Society sono ormai evidenti. L’obiettivo di 1000 esemplari liberi di muoversi nel loro habitat naturale all’interno di una specifica zona protetta è vicinissimo.
Le Iguane Blu sono state recuperate dalla cattività e liberate dopo uno screening medico che ne certificasse la possibilità di riprodursi. Questo successo è particolarmente significativo per tutte le specie animali che rischiano l’estinzione grazie all’impatto delle attività umane sulla terra. Nel caso della particolare Lucertola dal caratteristico colore blu si sono superati tutti i problemi relativi alla consapevolezza dell’importanza di preservare le specie in pericolo con un progetto condotto per oltre 10 anni quando ogni speranza sembrava vana.
Il CTS propone per Natale - ma si può fare anche nel resto dell’anno - di contribuire alle attività dei suoi centri di ricerca sui delfini mediterranei - che la IUCN, tanto per cambiare inserisce nella Lista Rossa delle specie a rischio di estinzione - con un’adozione a distanza di delfini. Il contributo richiesto è di (26,00 euro per l’adozione, a cui vanno aggiunti 4,50 euro per le spese di spedizione. In cambio si riceve un attestato, foto, peluche, più materiale informativo sui Cetacei.
Il primo centro di ricerca è nato nel 2000 sull’isola di Caprera, mentre il secondo si trova a Lampedusa ed è arrivato un anno dopo. Si occupano di svolgere censimenti per determinare consistenza numerica e distribuzione dei delfini italiani. Nel periodo estivo sono impegnati anche in un’intensa attività di divulgazione ed educazione ambientale aperta a tutti.
Per scoprire dove vivono e cosa fanno i delfini da adottare basta andare sul sito dell’iniziativa. C’è pure una galleria multimediale sulle attività dei centri di ricerca.
Allo Zoo di Perth sono nate tre tigri di Sumatra gemelle. I tre cuccioli hanno fatto il loro debutto in pubblico il 17 novembre. Oggi sono rimaste meno di 500 esemplari di questo splendido felino. Questi animali tanto per cambiare sono minacciati dalla distruzione del loro habitat da parte dell’uomo. Uno scempio che continua persino nei parchi nazionali…
Tra il 1998 e il 2000 hanno calcolato che siano state uccise 66 tigri - più o meno il 15% della popolazione totale. Fortunatamente, nel 2007 il Ministero delle Foreste indonesiano ha stabilito una cooperazione con gli zoo austrialiani per la conservazione di questa specie.
Via | National Geographic, Wikipedia