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Tutti gli articoli con tag specie invasive

Specie asiatiche invasive, a rischio estinzione le coccinelle europee

pubblicato da AlterEco

estinzione coccinelle

Le coccinelle native della Gran Bretagna e degli altri Paesi europei (Adalia bipunctata) sono in rapido declino a causa della diffusione di una specie invasiva, la coccinella arlecchino, Harmonia axyridis, di origine asiatica. A lanciare l’allarme, confermando i timori sollevati dai biologi negli anni scorsi, è un recente studio pubblicato sulla rivista Diversity and Distributions, a cura di un’équipe internazionale coordinata da Helen Roy del Centre for Ecology and Hydrology di Wallingford, nell’Oxfordshire.

Sette delle otto specie autoctone britanniche sono in declino ed anche in Belgio ed in Svizzera si nota un fenomeno simile. Pensate che la coccinella arlecchino era stata importata per contenere altri parassiti, in un programma di lotta biologica, e ora è diventata una specie invasiva. La diffusione della coccinella arlecchino provoca un impatto devastante sulla resilienza degli ecosistemi, minando gli equilibri naturali e generando un deficit ecologico.

Le Adalia bipunctata sono diminuite del 44% nel Regno Unito e del 30% in Belgio nei cinque anni successivi all’arrivo della coccinella arlecchino, nel 2004. La coccinella Arlecchino condivide l’habitat con le specie autoctone, entrambe vivono sugli alberi decidui ma dal momento che la arlecchino è più grande ha la meglio sulle bipunctata e riesce a sottrarre più cibo (larve).

Via | BBC
Foto | Flickr

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Specie invasive, boschi italiani minacciati dai tarli asiatici

pubblicato da AlterEco

boschi italiani

Il patrimonio forestale italiano è immenso: dodici miliardi di alberi che rivestono una superficie di ben 10 milioni di ettari. I boschi riducono le emissioni di CO2, migliorano la qualità dell’aria che respiriamo e sono parte integrante degli habitat di numerose specie. Inoltre rappresentano una preziosa risorsa per le comunità rurali. Il loro valore complessivo è stimato in un miliardo di euro.

Il Corpo Forestale dello Stato, attivo nel monitoraggio della salute delle foreste, negli ultimi anni ha messo in guardia più volte dai rischi connessi all’arrivo di specie invasive, non autoctone, tramite le importazioni agroalimentari e di specie esotiche. Parassiti che non trovano antagonisti biologici e si riproducono indisturbati, anche in virtù delle temperature più miti che creano un clima meno ostile all’insediamento delle specie esotiche.

In diverse foreste italiane sono stati avviati dei programmi di lotta biologica per introdurre gli antagonisti naturali dei nuovi parassiti che stanno colonizzando i nostri boschi. Le foreste di latifoglie stanno soffrendo in particolar modo a causa della diffusione del tarlo asiatico, proveniente dalla Cina. La Cerambice dalle lunghe antenne in Cina ha provocato l’abbattimento di 50.000.000 di alberi di agrumi. In Italia sta minacciando il Veneto e la Lombardia.

Lo scorso anno abbiamo avuto un autunno enogastronomico anomalo, latitava infatti il frutto protagonista per eccellenza di fiere e sagre autunnali: la castagna. Il cinipede del castagno ha attaccato i nostri castagneti, riducendo di ben il 70% il volume dei raccolti. Le palme italiane stanno invece subendo l’attacco del punteruolo rosso, insetto molto aggressivo originario dell’India.

Foto | Flickr

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La selezione naturale al lavoro: le lucertole iniziano a sfuggire agli attacchi delle formiche di fuoco

pubblicato da pierluigi

formicaGli scienziati della Penn State University hanno scoperto che una specie di lucertola nativa degli Stati Uniti sud-orientali sta modificando il proprio comportamento e la forma del proprio corpo per rispondere agli attacchi, potenzialmente letali, sferrati dalle formiche di fuoco.

Le formiche di fuoco sono delle voraci formiche sudamericane introdotte accidentalmente dall’uomo negli Stati Uniti durante gli anni ’30. Queste formiche attaccano in massa qualunque cosa disturbi i loro nidi iniettando un veleno neuromuscolare che paralizza e uccide il malcapitato in breve tempo.

E’ stato osservato che 12 formiche sono in grado di uccidere una lucertola in meno di un minuto e grossi gruppi sono in grado di mangiare animali grandi come un vitello.

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Gli Stati Uniti temono un’invasione di pitoni moluri a causa dei cambimenti climatici

pubblicato da pierluigi

pitone moluroIl pitone moluro (Python molurus) è un grosso serpente che vive nelle foreste dell’India e del sud-est asiatico. Da adulto può raggiungere 8-9 m di lunghezza e arriva a nutrirsi di grossi mammiferi quali antilopi, cani o maiali.

Alcuni anni fa, degli esemplari di pitone moluro sfuggiti alla cattività sono riusciti ad ambientarsi nelle paludi della Florida e a dar vita a una popolazione cha ha poi iniziato ad aumentare di numero interagendo con la fauna locale e danneggiando il fragile ecosistema delle Everglades.

Infatti questi serpenti predano cervi e altri animali competendo con gli alligatori per il ruolo di predatori di vertice nell’ecosistema delle paludi. Tuttavia il problema, sia pur delicato, è rimasto fino ad oggi circoscritto alla Florida, a causa delle stringenti esigenze climatiche della specie che, come tutti i grandi boidi, è legata a temperature tropicali.

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