Si sta tenendo in queste ore a Modena il meeting di chi acquista tutto, ma proprio tutto a Km0. Sono coinvolti, nell’incontro Modena Km Zero, modi e luoghi per acquisti corti, Federconsumatori, Movimento Consumatori ,Adiconsum, Agenda 21 e l’Assessorato alle Politiche economiche del Comune di Modena.
Di fatto i gruppi si scambieranno opinioni e esperienze in merito all’acquisto di abbigliamento, energia e prodotti per la casa che non siano alimentari. Il Comune di Modena sostiene i cittadini verso queste scelte che implicano un uso più razionale delle risorse e un risparmio energetico notevole, oltre a corroborare l’economia locale.
Spiega l’assessore comunale alle Politiche economiche Graziano Pini:
Sensibilizzare i cittadini, le imprese e i soggetti istituzionali sul consumo consapevole come possibile leva per rilanciare l’economia; incentivare la filiera corta come modello di sviluppo sostenibile dell’economia territoriale; rendere pubblica una mappa delle esperienze e dei servizi locali.
Via | Sassuolo2000
Foto | AmbienteMola

Altro che spesa a Km0! I coltivatori non ci stanno a vedere la loro merce a prezzi triplicati sui banconi dei supermercati; non ci stanno a assistere impotenti alla concorrenza di frutta e verdura proveniente dall’altra parte del mondo: angurie, uva, fagiolini e melanzane dall’Egitto; limoni dall’Argentina; pomodori dall’Olanda. Ecco che in Emilia Romagna sono nate le “ronde gialle” piccoli gruppi di coltivatori federati Coldiretti, che per tutta l’estate e armati di penna e taccuino girano tra i banconi di supermercati e ipermercati per controllare prezzi e provenienza dell’ortofrutta.
Siamo a poche settimane dalla maturazione delle pesche nettarine, vanto e gloria della produzione made in Italy che cresce sotto il sole dell’Emila Romagna. Ebbene, sui banconi della GDO, a prezzi stracciati sono già arrivate in anticipo pesche che italiane non sono. E dunque, per evitare il crollo dei prezzi al produttore gli agricoltori hanno deciso di capire quale merce gira nella Grande distribuzione organizzata che sembra a parole voler preservare i prodotti nostrani e locali ma che nei fatti privilegia produzioni che arrivano anche da lontano per presentarle alla clientela a prezzi al di sotto di quelli di mercato.
Lo svantaggio è duplice: prodotti di qualità dubbia, raccolti mentre devono ancora completare la maturazione, conservati nella migliore delle ipotesi in frigoriferi, che percorrono migliaia di chilometri prima di giungere sulle nostre tavole; prezzi bassi che fanno crollare il mercato nostrano.
Spiega Massimo Pederzoli, Presidente Coldiretti Ravenna:
La prova che bisogna mettere mano ad una profonda revisione delle regole e dei meccanismi della filiera ortofrutticola sta nel fatto che in Regione Emilia Romagna la superficie complessiva dedicata a frutteti negli ultimi 15 anni è diminuita del 17% (passando dagli 89mila Ha del 1995 ai 74mila del 2009) con punte del 21,3% per le pesche e nettarine, del 30% per le mele, del 15,1% per le pere.
Via | Ravenna 24ore
Foto | Romagna Oggi

Il 6 giugno in tutto il mondo si festeggia la giornata della decrescita con un bel picnic. Praticamente in cosa consiste? Ogni invitato porta un po’ di cibo per una o due persone al massimo; piatti, posate e bicchiere e si divide poi il cibo tutti assieme. Si consiglia per evitare sprechi di non eccedere nelle porzioni, di usare meno carne possibile e di scegliere comunque prodotti locali. L’idea nasce sul web e ovviamente c’è un sito di riferimento il Picnic 4 degrowth.
In più agli organizzatori sono forniti una serie di suggerimenti, sia che dispongano o meno di un budget: allestire uno spiazzo per i giochi, prevedere un po’ di animazione sopratutto per bambini e coinvolgere gli invitati chiedendo loro di portare la ricetta della loro preparazione, questo per creare un clima di reciproco interesse.
Ma cos’è la decrescita? E’ un movimento di cittadini che invita a usare in maniera più sobria le risorse e di non incentrare l’indice di ricchezza di un Paese sul suo PIL ma su altri parametri. Propone inoltre un sistema diverso per “far girare l’economia e i mercati” basato sullo scambio solidale e non sul libero mercato.
Via | Marraiafura