Un colpo di mano per qualcuno. Un abominio per (quasi) tutti: l’articolo 38 del ddl comunitario sulla caccia che allunga la stagione venatoria ai mesi di febbraio e agosto, è stato approvato al Senato. Con estrema leggerezza e nonostante le vive proteste delle 150 associazioni ambientaliste, purtroppo inascoltate.
Ma sono stati ignorati anche i pareri negativi del Ministero dell’Ambiente - secondo cui l’articolo si configura come peggiorativo rispetto alla situazione di infrazione dell’Italia sulla caccia -; quello dell’ISPRA - l’autorità scientifica nazionale che si occupa della materia - e anche quelli delle Commissioni competenti della Camera e dello stesso Governo.
Ora, spetta alla Camera decidere. Se malaguratamente anche in questo consesso il testo dovesse passare inalterato, la stagione venatoria rimarrà di cinque mesi solo per alcune tipologie di mammiferi mentre alle Regioni verrà concessa libertà di deroga per uccelli migratori e altre specie. Inoltre, i limiti temporali finora vigenti per la caccia all’avifauna saltarebbero del tutto permettendo l’estensione proprio a quei mesi in cui i migratori sono più vulnerabili, per via della riproduzione e quando, in piena estate, la stagione turistica è al massimo. Un danno multiplo, dunque, per la biodiversità e per il turismo ma anche, in fondo, per l’immagine di un’Italia sempre più incapace di far fronte agli impegni presi in sede europea e internazionale.
Per fortuna, fanno sapere le associazion i ambientaliste, Lipu in testa,
La battaglia alla Camera, per cui comincia da subito la mobilitazione, sarà epocale!
La Commissione Agricoltura della Camera ha fortunatamente soppresso l’emendamento alla Legge Comunitaria che permetteva l’allungamento della stagione venatoria, cancellando così il limite fissato dalla legge 157/1992. Se non fosse stato eliminato, questo emendamento avrebbe portato all’apertura della stagione di caccia non solo tra il primo di settembre e il 31 gennaio, ma anche in piena estate, in un momento in cui le campagne e i parchi si riempiono di turisti.
Grande soddisfazione, quindi, delle associazioni animaliste e ambientaliste: “E’ una grande, straordinaria vittoria per la natura – hanno commentato - perché in tal modo si tutelano realmente quei periodi che risultano più delicati per gli uccelli selvatici, che sono la riproduzione in estate e la migrazione nel mese di febbraio e in primavera”.
Il lavoro, però, non è ancora finito e presto di dovrà discutere anche degli altri punti della proposta di legge che prevede, tra le altre cose, la licenza di caccia a 16 anni, la possibilità di cacciare specie non cacciabili, anche nei parchi, e la totale liberalizzazione dei richiami vivi.
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La stagione della caccia si allungherà da agosto a febbraio, potranno essere colpite specie tutelate, e i cacciatori potranno circolare liberamente su tutto il territorio nazionale, mentre prima erano vincolati al territorio di residenza per evitare eccessive pressioni su alcune zone e specie.
E’ questa in sintesi la nuova proposta di legge sulla caccia che cancellerebbe la precedente legge quadro 157 del 1992. Riunisce due disegni di legge: uno del senatore Domenico Benedetti Valentini, e l’altro dei senatori Valerio Carrara, Laura Bianconi e Franco Asciutti.
Secondo il capogruppo del PD in commissione Ambiente del Senato, Roberto Della Seta, la proposta dei senatori dovrebbe accogliere resistenze anche “all’interno del centro destra” dove sarebbero “in molti a considerare una schiocchezza la caccia senza regole”. Se comunque questa proposta dovesse diventare legge, oltre a isolarci ancora una volta dal resto dell’Europa, “si vanificherebbe il lavoro prezioso di dialogo, confronto, spesso di collaborazione tra mondo venatorio, comunità scientifica, ambientalisti, organizzazioni agricole che ha consentito di sottrarre il tema della caccia a una guerra di religione” - le parole sono sempre del senatore del PD.
Speriamo bene.
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