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Tutti gli articoli con tag stefania prestigiacomo

Governo Monti: Ermete Realacci neo ministro all'Ambiente, si o no?

pubblicato da Marina

ermete realacci

Mentre il sen. Mario Monti muove i primi passi verso la costruzione di un governo tecnico (ma per le analisi politiche leggete Polisblog) iniziano a avanzare le prime ipotesi sui neo ministri. Tra i primi nomi avanza quello di Ermete Realacci, nelle fila del Pd, all’Ambiente.

Ovviamente nel dopo Fukushima e con i referendum contro il nucleare vinti a furor di popolo il dicastero dell’Ambiente non potrà più essere considerato la Cenerentola del governo o alla stregua di un associazione di Dame di carità come fino a oggi ha fatto Stefania Prestigiacomo.
All’ Agricoltura, altro dicastero che pure ci interessa per il ruolo da protagonista che avrà nel 2012-13 con il rinnovo della PAC (Politica agricola comunitaria) si parla di Lorenzo Cesa, segretario Udc mentre quello alle Infrastrutture e Trasporti potrebbe essere diretto da Maurizio Lupi (PdL) .

In ogni caso i Circoli dell’Ambiente, la struttura ambientalista (così si definiscono loro, eh!) del PdL mi ha inviato un comunicato in cui il Presidente Fimiani dichiara:

Realacci rappresenta il vecchio ambientalismo isterilito e volgente al tramonto, non più al passo coi tempi, che ostacola uno sviluppo socio-economico sostenibile e che in Italia, come nel resto del mondo, ha fallito.

Foto | Ermete Realacci su Flickr

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Lettera di Alfonso Pecoraro Scanio a Ecoblog: "Un ministero dell'Ambiente forte dà fastidio"

pubblicato da Marina

alfonso pecoraro scanio

Alfonso Pecoraro Scanio ex ministro dell’Ambiente ci scrive una lettera a commento dell’azzeramento del dicastero che ha diretto dal 2006 al 2008 (con Prodi), di fatto imposto dal DDL Stabilità votato ieri dalla maggioranza.

Lo scorso luglio, quando ci vedemmo per una lunga intervista a Roma, espresse il suo parere in merito al fatto che l’attuale ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo, non fosse sufficientemente ascoltata e che il dicastero perciò non aveva sufficienti fondi. Quasi a preannunciare l’attuale crisi.

Oggi Pecoraro Scanio nella sua lettera lancia un invito nel paragrafo finale, in cui chiede a cittadini e consumatori, a noi tutti insomma, di esercitare pressioni su Tremonti e sul governo per far avanzare la riconversione ecologica della società e dell’economia. Prodromi per una rentrée?

La lettera dopo il salto.

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DDL Stabilità: il Ministero dell'Ambiente accorpato alle Infrastrutture?

pubblicato da Marina

stefania prestigiacomo perde il sostegno economico per il ministero dell'ambiente Il ministero dell’Ambiente accorpato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (e con la TAV?). In fondo, considerata la politica fin qui fatta dal Ministro Prestigiacomo, che ha preferito essere dama bon ton e caritatevole verso l’Ambiente piuttosto che cazzuta sostenitrice dei diritti ambientali, potrebbe essere la logica conclusione. Con la scusa dei conti da far quadrare. Infatti dal Governo, per difendere l’Ambiente arriveranno al ministero per il Bilancio 2012 appena 60milioni di euro. Per intenderci se al Ministero per lo Sviluppo è stata tagliata la banda larga, all’Ambiente sono state tagliate il 90% delle risorse. Si pensi che il ministro Pecoraro Scanio portò nel bilancio 2008 la dotazione economica a 1 miliardo e 649 milioni di euro.

Secondo il WWF a caldo dopo il can can del voto di fiducia (Berlusconi la sfanga ancora, come titolano su PolisBlog):

C’è chi da tempo lavora per un accorpamento del ministero dell’Ambiente con quello delle Infrastrutture e chi invece vorrebbe la sua trasformazione in un dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri che orienti e verifichi le Politiche ambientali dell’intero Governo. Il WWF oggi invece ritiene indispensabile difendere ancora una volta il Ministero dell’Ambiente come autonomo e indipendente da altri, al pari dei ministeri dell’Ambiente di tutti gli Stati avanzati e non solo.

Detto ciò il rosicato budget destinato all’Ambiente, tradotto nella realtà, porta gravi conseguenze. Azzerati i fondi destinati al recupero del dissesto idrogeologico; ridotti a 3 milioni di euro i finanziamenti per il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto; 3 milioni saranno destinati all’efficienza energetica; 2 milioni per l’aria pulita; 3 milioni di euro per i Parchi Marini. Soldi che nella maggior parte dei casi servono solo a pagare gli stipendi.

Ma mentre dalle opposizioni chiedono che il Ministro per salvare l’Ambiente si dimetta, lei, la Prestigiacomo non batte ciglio e assicura dal sito del Ministero che tutto va bene e che il Sistri continua nei suoi test.

Foto | Fai Comunicazione

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Sistri, rimosso il segreto amministrativo

pubblicato da Marina

sistri si o no Il ministro Stefania Prestigiacomo crede fermamente nel progetto Sistri, ossia nel sistema di controllo del tracciamento dei rifiuti e oggi attraverso un comunicato stampa annuncia:

E’ stato rimosso il segreto amministrativo che era stato posto sul Sistri e che tante polemiche, nella maggior parte dei casi strumentali, aveva innescato.

Salta dunque uno di quei vincoli che aveva scatenato polemiche e proteste sia degli imprenditori sia di chi è impegnato a combattere le ecomafie. Insomma ai più era solo sembrato un aggravio burocratico piuttosto che un efficace sistema di controllo.

Ha detto ancora il Ministro Prestigiacomo:

Nei mesi scorsi avevo chiesto pubblicamente la rimozione del segreto e del resto i documenti sul sistema erano sempre stati consegnati a tutte le autorità che ce li avevano richiesti: dalla Corte dei Conti al Tar, dalla Commissione Pecorella alla magistratura ordinaria. La trasparenza è per noi un requisito essenziale dell’azione amministrativa, a maggior ragione nella fase di avvio di un sistema che ha come obiettivo principale quello di aiutare a far prevalere la legalità in un settore come quello dei rifiuti, oggetto delle attenzioni della criminalità organizzata.

Evidentemente molto hanno fatto le dichiarazioni di Catello Maresca magistrato impegnato nell’inchiesta Sistri-Finmeccanica e ascoltato poco meno di un mese fa dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti presieduta da Gaetano Pecorella. Il sistema sarà operativo dal prossimo 9 febbraio 2012 mentre il click day, ossia le prove generali sono state fissate al 15 dicembre di quest’anno sempre se non finisce in un crack di sistema così come avvenuto lo scorso maggio durante il precedente click day.

Via | Ministero dell’Ambiente
Foto | Punto Estetico

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SISTRI, inutile contro le ecomafie: la relazione parlamentare del Pm Maresca

pubblicato da Marina

La commissione ecomafie Rosaria Capacchione riferisce stamane su Il Mattino (pag. 43) dell’audizione di Catello Maresca Pm alla Commissione sulle Ecomafie presieduta da Gaetano Pecorella, in merito al SISTRI. Del fatto che il Sistema di controllo del tracciamento dei rifiuti contenesse nella sua struttura una o più falle lo avevamo già scritto. Maresca viene ascoltato dopo l’audizione del ministro Stefania Prestigiacomo avvenuta un paio di giorni fa.

Maresca è uno dei magistrati che indagano su Sistri-Finmeccanica e ha reso alla Commissione anche dichiarazioni secretate in merito alle indagini ancora in corso sul ruolo di alcuni manager di Selex Management del Gruppo Finmeccanica, la società che gestisce il servizio, sia sulle procedure dello stesso. La Commissione sentirà la prossima settimana anche Giovanni Conzo, altro magistrato e titolare dell’inchiesta sulla discarica di veleni scoperta a Casal di Principe dopo la segnalazione del collaboratore di giustizia. Di fatto con questa relazione il Governo viene formalmente informato delle anomalie del Servizio. Ricordo che vige il segreto di Stato richiesto dal Ministero dell’Ambiente sulla nomina della Selex Management. Spiega Il Mattino:

Segreto ha detto il magistrato, utilizzato per aggirare la norma sugli appalti. L’articolo 17 del codice degli appalti, prevede, infatti che in questa circostanza ci si avvalga di procedure semplificate, arrivando perfino all’affidamento diretto nonostante l’entità della commessa (che nel caso del Sistri è di 70milioni di euro l’anno per complessivi 250milioni).

Ma le anomalie non terminano qui. Infatti nota il Pm Maresca come non regga il sistema di installazione delle black box (la scatola di registrazione dei viaggi degli autotrasportatori) che viene installata sulle motrici e non sui rimorchi, favorendo così i trasportatori disonesti; oppure di come le società straniere non siano soggette a obbligo di registrazione.

Scrive Capacchione:

Il magistrato ha sottolineato, dunque, che è sufficiente operare attraverso una società straniera (per meglio dire con sede in uno stato straniero) per aggirare il sistema di controllo.

Foto | Corriere Irpinia

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Torna il SISTRI dal febbraio 2012: stritolato tra burocrazia e pochi controlli

pubblicato da Marina

Il ministro Prestigiacomo presenta il SISTRI Stefania Prestigiacomo, ministro per l’Ambiente tira un respiro di sollievo: il SISTRI, Sistema di controllo del tracciamento dei rifiuti, è salvo e sarà operativo dal 9 febbraio 2012. Il sistema di tracciabilità, era sparito tra i tagli della manovra di Ferragosto. Il comunicato stampa dal sito del MinAmbiente recita:

Un plauso particolare va rivolto al sen. Salvo Fleres, autore dell’emendamento, che con intelligenza e tenacia ha lavorato con successo ad una soluzione positiva, un plauso che va esteso a tutti i componenti della Commissione e tutte le forze politiche per la sensibilità, l’attenzione ed il senso di responsabilità dimostrato in questo delicato passaggio. Sono convinta che, con l’opportuno rodaggio previsto e con gli interventi che si renderanno necessari per andare incontro agli operatori, il Sistri partirà al meglio e si rivelerà un utilissimo strumento per le aziende e per la protezione del territorio.

Tutto bene? Mica tanto a leggere un po’ quel che pensano le aziende coinvolte che avranno tempo fino al febbraio 2012 per adeguarsi alle novità richieste. Che non saranno applicate ai trasportatori dall’estero e l’onere resta solo alla rete italiana. E questa decisione disturba non poco gli operatori. Altra fonte di dissenso è il modo in cui il SISTRI è stato concepito.

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Per il carbone a Porto Tolle gli operai hanno raccolto undicimila firme

pubblicato da Peppe Croce

Una rappresentanza di lavoratori della centrale termoelettrica di Porto Tolle a Roma per protestare contro lo stop della riconversione a carbone. Portano fiori alla PrestigiacomoI lavoratori di Porto Tolle non si arrendono: vogliono lavorare, anche a costo di piegarsi alla logica dell’economia del carbone. Il progetto di riconversione della centrale termoelettrica dell’Enel, da ben 2,5 miliardi di euro, secondo i lavoratori (e i sindacati) si deve fare e prima possibile perché il carbone costa poco e può garantire il futuro economico di migliaia di famiglie.

Il problema, però, è che il progetto è stato bloccato più volte perché il carbone inquina decisamente troppo per trovare spazio nel Parco del Delta del Po. Recentemente, però, il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha trovato l’escamotage con il decreto “ad centralem” proprio per Porto Tolle e, di conseguenza, l’Enel ha chiesto nuovamente che venga riesaminata tutta la procedura di valutazione ambientale. Che ovviamente ora passerà, con la legge fatta a posta.

I lavoratori di Porto Tolle, però, chiedono che si faccia in fretta e hanno portato le 11 mila firme raccolte pro-conversione e persino un mazzo di fiori a Stefania Prestigiacomo: sono stati coltivati nell’azienda florovivaistica che riceve il calore del teleriscaldamento della centrale elettrica. Carbone a Porto Tolle? Se son rose fioriranno, il seme è stato già ben piantato da Romani, Prestigiacomo e dall’Enel.

Via | Tgcom

Napoli, sfogliatelle e caffè dopo l'accordo sull'estensione della raccolta differenziata

pubblicato da Marina

sfogliatella e caffè dopo l'accordo sull'estensione della differenziata

Tommaso Sodano vicesindaco di Napoli nonché assessore all’Ambiente con il primo cittadino Luigi de Magistris sembra essere riuscito a quadrare il cerchio: della raccolta differenziata e della sua estensione i cui costi saranno coperti dal Ministero dell’Ambiente, Governo e Conai.

Oggi la conferenza stampa di presentazione del piano, a cui hanno preso parte anche il Ministro Prestigiacomo e Roberto De Santis presidente Conai. Conferma Sodano che non c’è l’intenzione di costruire un nuovo termovalorizzatore, volontà per ora messa da parte dal ministro Prestigiacomo. E dopo le fatiche politiche tutti da Gambrinus per un caffè e una sfogliatella.

Leggo la notizia scritta direttamente da Sodano che la pubblica come nota sulla sua pagina su Fb:

Il piano predisposto dall’ASIA per l’estensione della raccolta differenziata integrale previsto per il 2012, che porterà ad oltre 500 mila abitanti serviti dal servizio di porta a porta .I quartieri coinvolti saranno Vomero, Fuorigrotta, Chiaia, San Ferdinando e il Centro Antico. Questo piano va in continuità con quello previsto per il 2011 che coinvolgerà gli abitanti dei quartieri Posillipo, Ponticelli, Barra e Quartieri Spagnoli ed il completamento dei quartieri Scampia, Colli Aminei e Bagnoli. Questo piano ha il doppio scopo di incrementare considerevolmente le percentuali di raccolta differenziata e parallelamente di limitare sempre di più le quantità di rifiuti residui da smaltire in discarica. Già nel 1° semestre 2011 grazie al porta a porta si è evitato lo smaltimento in discarica di 45.500 ton di rifiuti urbani. Un’Amministrazione che si muove e produce concretamente, ottenendo l’appoggio umano ed istituzionale anche del Ministro Prestigiacomo, la quale dichiarando di voler insistere e di voler aiutare Napoli nella “sfida” della raccolta differenziata, ha tenuto a precisare che il porta a porta rappresenta solo il primo ma fondamentale passo verso il ciclo virtuoso dei rifiuti. Il Ministro ritiene, infatti, che la questione vada affrontata al di la delle divisioni politiche ed ideologiche. Uniti nella sfida per una Napoli pulita e, precisa il Ministro, legalizzata, essendo, infatti, la legalità il presupposto di un vero cambiamento. Sottolinea, inoltre, di apprezzare la partecipazione dei napoletani e la volontà che stanno dimostrando nel voler riscattare l’immagine di una delle più belle città del mondo.

Da quel che ho potuto capire quindi, ci sono le premesse economiche anche se praticamente i soldi arriveranno solo nel 2o12. Ma d’altronde cosa potranno essere ancora pochi mesi di attesa davanti a un emergenza rifiuti e ambientale che dura ininterrottamente da 20 anni?

Foto | Flickr

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Emergenza rifiuti a Napoli, il video delle isole ecologiche mobili

pubblicato da Marina

Primi passi verso la normalità. Ecco cosa sta accadendo a Napoli in queste ore in una città sepolta sotto la monnezza di anni di emergenza rifiuti. Nessuna promessa miracolistica, ma piccole azioni che contribuiscono a creare una rete di raccolta differenziata. Si inizia con l’ordinanza del sindaco de Magistris e si prosegue con la prima installazione di isola ecologica mobile (il video in alto) voluta dall’assessore all’Ambiente Sodano nonché vicesindaco. Il Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo, assicura che per incentivare la raccolta differenziata in Campania ci saranno 150milioni di euro e provvedimenti ad hoc che aiutino il trasferimento della monnezza.

Le cronache del mainstream mediatico ci raccontano di tafferugli, sacchetti bruciati, roghi, omettendo di scrivere o di dire che sono atti intimidatori della camorra ai danni dei cittadini napoletani perbene.

I punti del programma di Sodano sono:

  1. Ogni municipalità aprirà la sua isola ecologica in tempi brevi.
  2. Altri siti 3 di trasferenza sono stati individuati nel comune di Napoli piuttosto che altrove perché non è sua intenzione fomentare guerre tra territori.
  3. Mancano appena 60 giorni di tempo perché i cittadini producano un’opposizione legale al disastroso Piano Rifiuti della Regione.
  4. Contatto diretto con la Comunità Europea per ottenere uno stralcio dei fondi destinato al Piano dei Rifiuti della Regione ancora bloccato e farsi assegnare, presentando un Piano dei Rifiuti Comunale adeguato, la quota spettante alla città di Napoli.

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Berlusconi: "Referendum, chiara la volontà degli italiani"

pubblicato da Marina

berlusconi prende atto della volontà degli italiani

Il comunicato emesso dall’ufficio stampa di Palazzo Grazioli dopo la valanga di Si ai referendum (quorum oltre il 57%) è tra il gelido e il lapalissiano e si legge:

L’alta affluenza nei referendum dimostra una volontà di partecipazione dei cittadini alle decisioni sul nostro futuro che non può essere ignorata. Anche a quanti ritengono che il referendum non sia lo strumento più idoneo per affrontare questioni complesse, appare chiaro che la volontà degli italiani è netta su tutti i temi della consultazione. Il Governo e il Parlamento hanno ora il dovere di accogliere pienamente il responso dei quattro referendum.

Insomma ne prende atto e punto. Però nella giornata di oggi oltre all’incontro con Benjamin Netanyahu premier israeliano è passato a comprare collanine nel negozio di bijoutteria accanto Palazzo Grazioli. Intanto anche colei che dovrebbe esultare considerato il dicastero che dirige, ossia il Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo, rilascia un comunicato un po’ così e cosà in cui di fatto difende il suo capo:

Condivido in pieno quanto affermato dal Presidente Berlusconi che stamani ha ribadito, ad urne ancora aperte, e quindi a prescindere dall’esito referendario, il forte impegno dell’Italia per le fonti rinnovabili, che l’abbandono della scelta nucleare rende ulteriormente importanti e strategiche per l’equilibrio energetico del nostro paese.

Nessun riferimento all’acqua.

Foto | Flickr

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