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Tutti gli articoli con tag stefania prestigiacomo

Emergenza rifiuti a Napoli, il video delle isole ecologiche mobili

pubblicato da Marina

Primi passi verso la normalità. Ecco cosa sta accadendo a Napoli in queste ore in una città sepolta sotto la monnezza di anni di emergenza rifiuti. Nessuna promessa miracolistica, ma piccole azioni che contribuiscono a creare una rete di raccolta differenziata. Si inizia con l’ordinanza del sindaco de Magistris e si prosegue con la prima installazione di isola ecologica mobile (il video in alto) voluta dall’assessore all’Ambiente Sodano nonché vicesindaco. Il Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo, assicura che per incentivare la raccolta differenziata in Campania ci saranno 150milioni di euro e provvedimenti ad hoc che aiutino il trasferimento della monnezza.

Le cronache del mainstream mediatico ci raccontano di tafferugli, sacchetti bruciati, roghi, omettendo di scrivere o di dire che sono atti intimidatori della camorra ai danni dei cittadini napoletani perbene.

I punti del programma di Sodano sono:

  1. Ogni municipalità aprirà la sua isola ecologica in tempi brevi.
  2. Altri siti 3 di trasferenza sono stati individuati nel comune di Napoli piuttosto che altrove perché non è sua intenzione fomentare guerre tra territori.
  3. Mancano appena 60 giorni di tempo perché i cittadini producano un’opposizione legale al disastroso Piano Rifiuti della Regione.
  4. Contatto diretto con la Comunità Europea per ottenere uno stralcio dei fondi destinato al Piano dei Rifiuti della Regione ancora bloccato e farsi assegnare, presentando un Piano dei Rifiuti Comunale adeguato, la quota spettante alla città di Napoli.

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Berlusconi: "Referendum, chiara la volontà degli italiani"

pubblicato da Marina

berlusconi prende atto della volontà degli italiani

Il comunicato emesso dall’ufficio stampa di Palazzo Grazioli dopo la valanga di Si ai referendum (quorum oltre il 57%) è tra il gelido e il lapalissiano e si legge:

L’alta affluenza nei referendum dimostra una volontà di partecipazione dei cittadini alle decisioni sul nostro futuro che non può essere ignorata. Anche a quanti ritengono che il referendum non sia lo strumento più idoneo per affrontare questioni complesse, appare chiaro che la volontà degli italiani è netta su tutti i temi della consultazione. Il Governo e il Parlamento hanno ora il dovere di accogliere pienamente il responso dei quattro referendum.

Insomma ne prende atto e punto. Però nella giornata di oggi oltre all’incontro con Benjamin Netanyahu premier israeliano è passato a comprare collanine nel negozio di bijoutteria accanto Palazzo Grazioli. Intanto anche colei che dovrebbe esultare considerato il dicastero che dirige, ossia il Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo, rilascia un comunicato un po’ così e cosà in cui di fatto difende il suo capo:

Condivido in pieno quanto affermato dal Presidente Berlusconi che stamani ha ribadito, ad urne ancora aperte, e quindi a prescindere dall’esito referendario, il forte impegno dell’Italia per le fonti rinnovabili, che l’abbandono della scelta nucleare rende ulteriormente importanti e strategiche per l’equilibrio energetico del nostro paese.

Nessun riferimento all’acqua.

Foto | Flickr

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Fotovoltaico, Paolo Romani: "Quella matta della Prestigiacomo mi fa incazzare"

pubblicato da Peppe Croce

Sul fotovoltaico, l’energia rinnovabile e il decreto “ammazza rinnovabili” tra i ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo, siamo veramente ai ferri corti. Un video di Repubblica Tv mostra un Romani senza freni nel giudicare, durante una “festa di compleanno” di un mobilificio in Brianza, le richieste della Prestigiacomo.

Il video parla da solo, ma i fatti vanno spiegati: tutto sta nella proposta di Romani di far partire gli incentivi statali non appena l’impianto fotovoltaico entra effettivamente in produzione, con l’allacciamento alla rete. La Prestigiacomo, invece, difende la tesi che gli incentivi che debbano partire alla autocertificazione della fine dei lavori dell’impianto.

Si dirà: ha ragione Romani, se io certifico il falso scatta la truffa. In realtà non è così semplice: da quando l’azienda fa richiesta di allacciamento a quando effettivamente viene allacciata passano spesso dei mesi durante i quali l’impianto è pronto ma “spento”, in attesa della burocrazia.

Non produce, quindi non guadagna e non “ruba” alcun incentivo. Allora perché non aspettare? Perché, nel frattempo, arriva Paolo Romani che ti stronca gli incentivi: tu hai il parco fotovoltaico pronto, costruito e tarato con un business plan da decine di milioni di euro che fa riferimento ai vecchi incentivi e non lo puoi mettere in funzione se non quando gli incentivi sono diminuiti.

La Prestigiacomo, per una volta, non ha tutti i torti…

P.S. alla fine del video si vede Romani che si lamenta anche della posizione di Giorgio Guerrini, presidente di Rete Imprese Italia che è appena uscita con una bella critica al decreto rinnovabili.

Via | Repubblica Tv

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Stefania dice no: la centrale elettrica nel Parco del Gran Sasso non si farà

pubblicato da Peppe Croce

Stefania dice no: la centrale elettrica nel Parco del Gran Sasso non si faràLa centrale termoelettrica a ciclo combinato gas naturale e vapore proposta da Sithe Global a due passi dal Parco nazionale del Gran Sasso non si farà: il Ministero dell’Ambiente, retto da Stefania Prestigiacomo, ha dato parere negativo alla Valutazione di impatto ambientale.

A convincere la Prestigiacomo è stata la pioggia di no al progetto: una sfilza di comuni della provincia di Teramo e il Ministero dei Beni Culturali avevano bocciato l’idea di costruire una turbogas da quasi 1.000 MW a due passi dall’area protetta.

Per la precisione l’impianto era da 980 MW e, come spiega il sito abruzzese Prima da Noi, doveva sorgere

in contrada Cortellucci del comune di Teramo, al confine con i comuni di Montorio al Vomano (3km) e Basciano (3km), a 6,7 chilometri a sud del centro abitato del capoluogo teramano e a 10 km dal confine con il Parco Nazionele. L’acqua necessaria per il funzionamento della centrale e per gli usi sanitari verrà prelevata dall’acquedotto locale

Il parco, questa volta, è salvo.

Via | Prima da Noi, Ministero dell’Ambiente - Servizio Via
Foto | Flickr

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Decreto fotovoltaico: le regioni, il sottosegretario Saglia e il ministro Prestigiacomo

pubblicato da Peppe Croce

Decreto fotovoltaico: le regioni, il sottosegretario Saglia e il ministro Prestigiacomo
Rinnovabili, fotovoltaico e quarto Conto energia: si naviga a vista. Dopo la bocciatura rimediata ieri in Conferenza Stato-Regioni dal ministro Paolo Romani per il suo decreto “ammazza rinnovabili” che stronca gli incentivi statali, seriamente non si capisce che fine farà il settore in Italia.

Lo stesso Romani aveva annunciato che il decreto lo firmava lo stesso, infischiandosene del parere dei governatori. A quanto pare ancora non ha avuto il coraggio di farlo. Forse perché, nel frattempo, si è espresso in maniera assai divergente il sottosegretario all’Energia, Stefano Saglia:

Il decreto ministeriale su fotovoltaico e solare si può modificare, oppure farne un altro ex novo

Tradotto: Paolino vacci piano che non decidi da solo. Poi si è espressa anche la governatrice del Lazio, Renata Polverini, che ha ipotizzato nuove “linee guida regionali”:

c’e’ stata una chiusura totale da parte del governo e dunque il parere delle Regioni non poteva che essere negativo. Le Regioni dovranno comunque attrezzarsi con delle linee guida. Credo che le linee guida siano necessarie e il Lazio, d’intesa con le Province, provera’ a definirle

Tradotto: vado avanti io che se aspetto voi facciamo notte. E Stefania Prestigiacomo? Prende tempo, ma non troppo:

Bisogna uscire con un accordo con le Regioni perché il decreto deve essere assolutamente ’sfornato’ entro la settimana. Le questioni di fondo sono state tutte risolte. Ora ci sono dei piccoli aspetti che bisogna approfondire

Tradotto: ho subito sto decreto fino a mo’, che fretta c’è adesso?

Via | Conferenza Stato-Regioni
Foto | Flickr

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Il ministro Prestigiacomo autorizza le trivellazioni alle Tremiti

pubblicato da Marina

trivellazioni alle isole tremiti

Autorizzate dal Ministero per l’Ambiente le trivellazioni alla ricerca di petrolio a 26 Km dalla Isole Tremiti. Siamo nel pieno del Parco Nazionale del Gargano, cioè in una riserva marina, ma per il Ministero dell’ambiente non sussiste alcun problema, tanto che ne autorizza le perforazioni dei pozzi. A sondare cosa ci sia sotto le acque dell’Adriatico una società irlandese, la Petroceltic Elsa. Per il ministro Stefania Prestigiacomo, di contro, tutta la normativa vigente in ambito della tutela ambientale è stata rispettata e le trivellazioni non arrecheranno danni all’ecosistema marino.

Secondo gli ambientalisti anche se si trovasse greggio, questo sarebbe di scarsa qualità e certamente non copioso, tanto che potrebbe bastare ai consumi italiani per appena un anno. Intanto tutte le associazioni che si sono costituite per contrastare le trivellazioni si sono date appuntamento per il prossimo 7 maggio al Porto di Termoli. Dopo le proteste dei cittadini la Prestigiacomo ha proposto di ampliare di qualche chilometro l’area destinata al parco marino. Ma secondo la Rete di associazioni contro le trivellazioni è solo un futile escamotage.

Via | Foggia Today, Altro Molise
Foto | Vieste

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Petrolio off shore, un nuovo permesso nel Canale di Sicilia

pubblicato da Peppe Croce

Petrolio off shore, un nuovo permesso nel Canale di Sicilia

Nei giorni scorsi la Transunion Petroleum ha comunicato ai comuni delle province di Ragusa e Siracusa che a fine aprile torneranno in azione le trivelle: la società petrolifera sta posizionando la propria flotta nel permesso di ricerca 359 C.R. - T.U. che si estende, in linea d’aria, su tutta la provincia ragusana e sfiora quella limitrofa.

Siamo a circa trenta Km dalla costa e quindi il famoso decreto bluff del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo non basta a bloccare le trivellazioni. Come già ammesso da un’altra compagnia molto esperta di Canale di Sicilia e petrolio off shore, la Northern Petroleum, il decreto non serve proprio a niente.

In rivolta i sindaci dei comuni, specialmente quelli ragusani, che guardano allo specchio di mare interessato dalle trivellazioni. Sono proprio quei comuni che non furono invitati dalla Regione Sicilia per parlare di trivellazioni petrolifere in mare, qualche mese fa. Chi sa se adesso Raffaele Lombardo scoprirà che c’è petrolio in fondo al mare davanti la regione che governa…

Via | Corriere di Ragusa
Foto | Unmig

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Decreto rinnovabili: la proposta del Gifi e quella degli altri

pubblicato da Peppe Croce

Decreto rinnovabili: la proposta del Gifi e quella degli altriVolevate una conferma dello scontro che si sta consumando, causa decreto “ammazza rinnovabili”, tra le associazioni di categoria dell’energia fotovoltaica? Eccola, basta mettere a confronto le proposte sul nuovo Conto Energia, il quarto, fatte dal Gifi-Confindustria e dalle altre associazioni.

Prima di vederle nel dettaglio ricordiamo che il Gifi, cioè il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane, appartiene a Confindustria. Associazione che, a sua volta, sta trattando con il ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, sul ritorno al nucleare in Italia.

Le altre associazioni, invece, sono: Aper, Assosolare, Asso Energie Future, e Grid Parity che hanno stilato una proposta congiunta. Se le male lingue avessero ragione a pensare che Confindustria sta cedendo sull’energia fotovoltaica pur di non perdere l’affare nucleare, allora dovrebbe emergere abbastanza chiaramente che la proposta Gifi è molto più vicina di quella congiunta al concetto di “ammazza rinnovabili”. E’ maledettamente vero, dopo il salto vediamo perché…

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BiciDay, seconda Giornata Nazionale della Bicicletta l'8 maggio 2011

pubblicato da Marina

bicity L’idea arriva dal ministero per l’Ambiente: dedicare una giornata alla bicicletta, ossia il BiciDay. Nel giorno della Festa della mamma, giusto per non farsi mancare nulla.

Il Ddl sulla mobilità sostenibile che è attualmente al vaglio del parlamento prevede che siano adibite, in tutti gli edifici pubblici, aree riservate al parcheggio delle biciclette; che sui tram si possano trasportare bici pieghevoli; che siano previsti parcheggi a ridosso di stazioni treno e metrò per favorire l’interscambio. Nell’attesa che la camera si pronunci è stato stralciato il Biciday istituito per legge ogni seconda domenica di maggio, che ha appunto vita autonoma rispetto alle altre iniziative legate alla diffusione della cultura della bicicletta.

Spiega in un comunicato stampa il ministro Stefania Prestigiacomo:

Sarà una grande festa della mobilità sostenibile. L’iniziativa nasce con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e la Federazione Ciclistica Italiana, per dimostrare, ancora una volta, che la bicicletta può essere sempre di più un mezzo di locomozione sicuro e pulito, in grado di rendere le nostre città più vivibili e meno inquinate. Il “Biciday” che è il cuore del provvedimento varato dal Consiglio dei Ministri spero diventi la giornata nazionale della mobilità sana e sostenibile. Il grande successo di pubblico della scorsa edizione, con centinaia di migliaia di persone, famiglie, gruppi organizzati in piazza sulle due ruote, è la dimostrazione di quanto sia avvertita l’esigenza di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini anche attraverso l’incentivazione di politiche rivolte alla mobilità eco-sostenibile

Lo scorso anno la risposta del pubblico fu interessante. Per quest’anno è possibile consultare il calendario degli eventi dal sito del Ministero per l’Ambiente.

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Eni dopo il condono tombale vuole lo sconto sui danni ambientali

pubblicato da Marina

Stefania Prestigiacomo ministro per l'Ambiente Eni rilancia e dopo aver ottenuto un condono tombale che chiuda per sempre il contenzioso con il MATT e gli italiani ora chiede che ci sia anche un maxi sconto. Un anno fa la conferma della condanna a Eni e la richiesta di risarcimento per l’inquinamento e danno ambientale dei siti di Mantova, Cengio (Sv), Pieve Vergonte (Vb), Avenza (Ms), Napoli Orientale, Brindisi, Crotone, Gela, Priolo Gargallo e Porto Torres.

Ne scrive Il Fatto quotidiano (17 marzo 2011, pag. 16) che racconta dell’offerta fatta da Eni al MATT: un maxi sconto per chiudere il contenzioso. Sul piatto Eni mette 450milioni di euro. Ma recentemente è stata condannata a pagare dal tribunale di Torino 1.833.475.405,49 (un miliardo ottocentotrentatremilioni quattrocentosettantacinquemila quattrocentocinque quarantanove) per il solo disastro ambientale nel lago Maggiore causato dagli stabilimenti ENI di Pieve Vergonte.

Scrive Eni nel suo comunicato stampa:

La proposta è volta a favorire gli interventi ambientali e la chiusura del contenzioso attualmente pendente in materia di bonifica e di danno ambientale.

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