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Fotovoltaico Catania: cosa ci mettono Enel, Sharp e STMicroelectronics

pubblicato da Peppe Croce

Fotovoltaico Catania: cosa ci mettono Enel, Sharp e STMicroelectronicsA dieci giorni dall’ok del Cipe al maxi finanziamento statale per l’impianto di produzione di pannelli fotovoltaici più grande d’Italia, quello che Enel, Sharp e STMicroelectronics faranno nascere a Catania, oggi è stato firmato l’accordo definitivo tra i tre partner per definire ruoli e pesi all’interno della joint venture, che sarà paritetica e avrà il nome di 3Sun.

Oltre ai 49 milioni di euro pubblici ognuno dei tre partner metterà 70 milioni, o in cash o in asset già esistenti (l’impianto avrà sede in un capannone di STM). Sharp porterà la tecnologia: moduli a film sottile che, però, verranno fabbricati non in Italia ma in Giappone, nella fabbrica di Sakai.

Enel, ovviamente, ci mette la forza industriale in Italia e la capacità di project management. In pratica è il big di casa e curerà la politica e i rapporti industriali della futura 3Sun. STM, sostanzialmente, oltre al capannone ci mette la manodopera specializzata: un bel numero di tecnici elettronici che, senza l’accordo, rischiavano seriamente la cassa integrazione. Sono perfettamente in grado di montare i pannelli fotovoltaici, prima facevano cose molto più complesse.

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Fotovoltaico Enel-Sharp-Stm a Catania: finalmente il Cipe finanzia il progetto

pubblicato da Peppe Croce

Fotovoltaico Enel-Sharp-Stm a Catania: finalmente il Cipe finanzia il progetto

A sei mesi dall’accordo internazionale tra Enel, Sharp e Stm per la costruzione di una fabbrica di pannelli fotovoltaici a Catania, finalmente il Comitato interministeriale prezzi (Cipe), guidato dal sottosegretario Gianfranco Miccichè, ha stanziato i finanziamenti per il progetto.

Un maxi finanziamento: su 320 milioni di euro totali per lo start up dell’impianto produttivo il Cipe ne aveva promessi ben 200. Poi, però, non se ne seppe più nulla e iniziò a trapelare, a maggio, la voce che i giapponesi di Sharp erano sul punto di mollare.

Il giorno dopo l’uscita della notizia del possibile disimpegno giapponese il sottosegretario all’Energia Stefano Saglia analizzò le carte, ma non firmò. A metà giugno, poi, ancora il Cipe non dava segnali di vita.

Di oggi, invece, la buona notizia della firma resa nota da Enel, Sharp ed Stm in un comunicato con il quale si dichiarano soddisfatte:

Enel, Stm e Sharp approvano la decisione del Cipe di confermare il sostegno alla realizzazione della prima fase del più grande stabilimento di produzione di pannelli fotovoltaici di scala industriale in Italia ed uno dei più grandi in Europa

L’impianto, quindi, è salvo. Dei famosi 100 mila posti di lavoro nelle rinnovabili previsti dal Cnel al 2020, quindi, qualcuno potrebbe nascere a Catania.

Via | Finanza on line
Foto | Flickr

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Accordo Enel-Sharp-Stm su fotovoltaico a Catania: il Cipe è muto

pubblicato da Marina

Fotovoltaico siciliano: mancano i finanziamenti del cipe Ricordate l’annuncio, mesi fa, della nascita della più grande filiera produttiva del fotovoltaico a Catania? Ricordate che dalla traballante Stm si apprestava a nascere un polo industriale dedicato solo alle energie rinnovabili? Ebbene, l’accordo tra Enel-Sharp e Stm per replicare lo stabilimento di Sakay in terra sicula dove produrre dal 2011 le nuove celle solari a tripla giunzione sviluppate da Sharp, ancora s’adda quagliare: mancano i soldi, statali, che il Cipe dovrebbe foraggiare.

La crisi economica si fa sentire e in questo momento in cui si chiedono sacrifici a tutti è difficile mettere sul piatto i finanziamenti. Almeno questo è quanto sembra voglia dire il silenzio del Cipe, in merito alla mancata messa in agenda della discussione rispetto ai possibili finanziamenti da erogare alla filiera fotovoltaica siciliana. Spiega blogsicilia:

Per il 2010 la somma d’investimento prevista dalla “TreeSun”, la società privata che verrà costituita dai tre soggetti interessati, è di 135 milioni; il 2011 di 150 e per il 2012 di 90. Fanno 375 milioni. Toccherebbe al ministero aggiungerne 47.

Foto | Enel

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Accordo Enel-Sharp-Stm su fotovoltaico a Catania: Saglia ha visto le carte. Ma la firma slitta...

pubblicato da Peppe Croce

Accordo Enel-Sharp-Stm su fotovoltaico a Catania: Saglia ha visto le carte. Ma la firma slitta...

Ogni tanto parlare male della politica italiana porta qualche risultato. Giusto ieri riportavamo l’allarme, veicolato dal Sole 24 Ore, sulla possibilità che Sharp abbandonasse il progetto di una grande fabbrica di pannelli fotovoltaici a Catania, in joint venture con Enel e St Microelectronics.

Il problema, a detta dei giapponesi, era l’immobilismo del Comitato Interministeriale per la Programmazione economica (Cipe), che perdeva tempo nell’esaminare la pratica per l’erogazione dei 200 milioni di incentivi pubblici previsti.

Il sottosegretario allo sviluppo economico, Stefano Saglia, ha reso noto oggi che il Cipe ha esaminato le carte:

È stato esaminato, durante la riunione del CIPE, il Contratto di Programma Stmicroelectronics. L’esame del Contratto di Programma rappresenta un passo in avanti nel sostegno ad alcuni investimenti di grande importanza. Il Governo sostiene convintamente il programma poiché coincide con la politica industriale orientata all’innovazione e alla realizzazione di una fabbrica delle rinnovabili

Strano solo che il sicilianissimo sottosegretario con delega al Cipe, gianfranco Miccichè non abbia proferito parola sulla questione, ma poco importa: l’importante è il risultato, chiunque l’ottenga.

A proposito di risultato, va detto che ancora non è stato ottenuto: il Cipe ha visto le carte, mica le ha firmate:

Il contratto di programma sarà approvato in una prossima riunione del CIPE al termine delle necessarie verifiche di finanza pubblica

Via | Ministero Sviluppo economico
Foto | Flickr

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Malaburocrazia: a rischio l'accordo Enel-Sharp-Stm sul fotovoltaico a Catania?

pubblicato da Peppe Croce

Malaburocrazia: a rischio l'accordo Enel-Sharp-Stm sul fotovoltaico a Catania?

Bruttissime notizie per l’accordo, firmato lo scorso gennaio, tra Sharp, Enel ed St Microelectronics per la costruzione di una grossa fabbrica di pannelli fotovoltaici a Catania.

Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, infatti, i giapponesi di Sharp si sterebbero arrabbiando a causa dei tempi lunghi della burocrazia italiana: il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), infatti, non ha ancora esaminato la pratica per il maxifinanziamento (200 milioni di euro su 320 di investimento totale, nella prima fase) promesso alle tre aziende.

E, come si suol dire, senza soldi non si canta messa. Anche se, sempre secondo il Sole, il problema a Roma non sarebbero i soldi che l’Agenzia delle Entrate avrebbe già messo a disposizione il 21 aprile scorso. I soliti italiani?

Via | Il Sole 24 Ore
Foto | Flickr

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