Leggo sull’Ansa del 3 aprile la notizia relativa all’automa contadino in grado di raccogliere frutti selezionandone i più maturi. Peccato che la notizia sia vecchia di almeno tre anni. Infatti la presentazione dello studio risale al settembre del 2005!
Dice testualmente il tek:” Il robot, il cui funzionamento automatizzato non richiede il minimo intervento umano, è formato da una batteria (1,7 per 2,2 metri) di speciali luci ‘Led’ (diodo a emissione luminosa) montata su un carrello che si muove lungo la serra, fermandosi ogni 20 centimetri per scattare un’istantanea dei frutti: il computer interno analizza in tempo reale l’immagine, riconoscendo in base al colore le fragole mature e raccogliendole mediante un braccio meccanico. La macchina preleva solamente le fragole mature almeno all’80%, con una velocità media di 12 secondi per ogni frutto. Dopo una fase sperimentale di tre anni, se i risultati saranno positivi il prototipo sarà lanciato sul mercato.
“Ci sono ancora diversi aspetti da migliorare, tra tutti la velocità - dichiara un responsabile del team di sviluppo - ma siamo fiduciosi che presto possa arrivare il giorno in cui un contadino potrà svegliarsi e trovare il raccolto”.
“The Friends of Earth ” hanno pubblicato il 15 marzo un rapporto “Dal laboratorio alle nostre pietanze : le nanotecnologie nell’alimentazione e nell’agricoltura” dove è denunciata l’esistenza di almeno 104 prodotti agricoli e alimentari contenenti dei nanomateriali – o fabbricati attraverso nanotecnologie. Questi prodotti sono attualmente in vendita nell’Unione europea e sui mercati internazionali.
Il punto è che non esiste alcun studio che dimostri l’assoluta atossicità di questi prodotti. Si evidenzia, difatti nel rapporto, come alcuni prodotti nanometrici non testati possano essere potenzialmente pericolosi per la salute umana. E neanche esiste una legislazione in materia né in Europa né negli Usa che possa definire gli standard di utilizzo.
Le ” Nanotecnologie ” sono tecniche di manipolazione della materia a livello dell’atomo e delle molecole. Sono utilizzate per la fabbricazione di complementi nutritivi, film per plastiche alimentari, imballaggi, recipienti, oggetti per la cucina antibatterici, ma soprattutto per la trasformazione della carne. Si trovano anche in agricoltura, bevande al cioccolate e anche nei prodotti alimentari destinati all’infanzia.
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Non si può dire che il Dr Brady Barr non ami la natura, ma soprattutto che non ami coccodrilli. Per studiarli meglio a distanza più che ravvicinata, si è costruito un’armatura con camuffamento. Speriamo per lui che l’attrezzatura regga in caso di attacco. Certo che a vedere le sue foto, un bel “che vita grama, che grama vita” detto da Sandra Mondaini, ci starebbe bene… Cosa ne dite?
Via | Abroath