
Mentre in Italia giochiamo alla sperimentazione, cincischiamo sulle nuove tecnologie rinnovabili per la produzione di energia elettrica, tanto centrale nucleare ci penserà, in Spagna con il solare termodinamico fanno sul serio e dimostrano che una centrale del genere funziona. E’ stata infatti inaugurata la centrale La Florida da 50 MW di Renovables Samca a Alvarado che consente agli iberici di raggiungere il primato mondiale per potenza installata, portando il totale a 432 MW e superando gli Stati Uniti che ne contano 422 MW.
Leggo sul sito Protermo Solar, l’associazione spagnola per l’industria solare termodinamica:
Questo centro ha sviluppato una nuova tecnologia per SAMCA che ha sistema di stoccaggio termico con sali fusi. E’ una pietra miliare nello sviluppo del settore e grazie alla dimensione del campo solare, di 550.000 m2 di bacino idrografico, diviene la più grande centrale sia in Spagna sia altrove.
Attualmente in Spagna sono attive 10 centrali a concentrazione solare: PS 10 (11 MW), PS 20 (20 MW), Andasol 1 (50 MW), Puertollano (50 MW), Puerto Errado (1,4 MW), La Risca (50 MW), Andasol 2 (50 MW), Solnova 1 (50 MW), Extresol 1 (50 MW), Solnova 3 (50 MW) e La Florida (50 MW).
Via | Chilerenovables, zeroemission.Tv,
Foto | Protermosolar
L’eolico offshore, croce e delizia fra le tecnologie rinnovabili, inizia a svilupparsi negli Stati Uniti. È notizia di questi giorni infatti dell’approvazione da parte dell’amministrazione Obama sulla costruzione di un parco eolico off shore a Cape Code. La notizia è particolarmente interessante per il fatto che mai prima d’ora si sia mai stato programmato di costruire impianti eolici non a terra nel Paese americano.
Al momento, infatti, la quasi totalità di questo tipo di tecnologie si trova in Europa, con il Regno Unito e i Paesi Scandinavi a farla da padrone (dato che le acque del Mar del Nord non sono particolarmente alte e quindi ben si prestano a questi tipi di impianti) con 830 turbine, per un totale di 2.000 MW istallati alla fine del 2009..
Il progetto in questione, almeno negli intenti, dovrebbe essere capace di fornire, con un totale di 420 MW installati, energia sufficiente per soddisfare il fabbisogno energetico di almeno il 75% delle abitazioni di Cape Code e delle isole che la circondano.
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Che la Spagna in quanto a potenza eolica installata sia fra i Paesi migliori al Mondo non lo scopriamo certo oggi, ma ciò che è successo in questo week end merita particolare attenzione. Infatti, fra le 3 e 30 e le 8 e 40 di domenica mattina nello Stato iberico si è registrato un “sorprendente” picco storico nella produzione di energia elettrica generata dal vento.
L’energia prodotta è stata pari al 53% del totale nazionale (doppiato il record precedente) con in funzione 10.170 MW. Secondo gli esperti del settore l’elettricità generata sarebbe pari a quella che avrebbero prodotto dieci centrali nucleari. A favorire questo record (più della metà della produzione dell’elettricità nazionale) è stato il maltempo e (ovviamente) i venti forti degli ultimi giorni.
Il presidente della rete elettrica spagnola (REE), Luis Atienza, fa notare come questo sia un risultato che riempie d’orgoglio l’intero Stato per ciò che sino ad ora è stato capace di fare in materia di energie rinnovabili. Come giudicare questo record? Senza nulla togliere agli spagnoli, ed anzi guardandoli con una certa ammirazione per il forte contributo dato sino ad ora allo sviluppo delle tecnologie rinnovabili, rimane comunque un appunto da fare.
Continua a leggere: Picco storico: in Spagna raggiunto il 53% della produzione elettrica da eolico
La tanto auspicata rivoluzione verde mondiale sta iniziando a muovere i suoi passi nei Paesi economicamente più sviluppati, eppure le difficoltà e le reticenze all’interno dei governi proponenti non sono poche. Solo ieri parlavamo di quelle degli Stati Uniti nell’approvare la legge anti CO2 che ha come obiettivo la riduzione dei gas a effetto serra ed il passaggio dell’economia verso sistemi energeticamente più sostenibili. Ma lo Stato americano non è il solo, tanto che anche un altro importante Paese sta mostrando le stesse difficoltà.
Parliamo dell’Australia, storica alleata degli americani nel non accettare per alcuni anni il Protocollo di Kyoto. Il governo locale si è infatti posto come obiettivo quello di arrivare entro il 2020 al 20% del fabbisogno da fonti rinnovabili. A sottolineare l’importanza del piano vi è inoltre un rapporto del Clean Energy Council che indica come il raggiungimento di tale obiettivo permetterebbe la creazione di circa 28.000 nuovi posti di lavoro.
Il governo australiano per portare avanti il programma sta mettendo a punto un piano strategico che prevederà investimenti pari a circa 12,5 miliardi di euro su tecnologie rinnovabili. Come negli Stati Uniti non mancano però i problemi ad accettare la strategia. Il pomo della discordia sarebbe dovuto non tanto ai contenuti della proposta quanto alla creazione del mercato di emissioni australiano.
Continua a leggere: Rivoluzione verde? Anche in Australia c'è una forte opposizione
Vi immaginate un Paese industrializzato in cui il mix energetico sia composto da energie rinnovabili al 100%? Secondo gli Spagnoli sarebbe possibile, o almeno lo sarà entro il 2050. Questo emergerebbe dal documento messo a punto dall’APPA (un’associazione per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Spagna) e Greenpeace.
Il documento, che è una sorta di progetto preliminare da presentare al governo, ha come scopo quello di recepire la direttiva europea in materia di energie rinnovabili. In sostanza vengono fissate le linee guida per raggiungere l’obiettivo in modo tale da coprire con fonti energetiche pulite i consumi di elettricità nello Stato iberico.
Se venisse applicata una legge come questa, spiega José María González Vélez , presidente della Appa, il Paese sarebbe in grado di creare un forte e serio di sviluppo di autosostentamento energetico. Il raggiungimento di tale modello presupporrebbe un investimento di circa un miliardo di di euro. Gli Spagnoli più avanti noi?
Continua a leggere: Mix energetico al 100% di energie rinnovabili? Secondo gli spagnoli si può
Fra le notizie di questi giorni, ce n’è stata una che mi ha interessato in modo particolare. Si tratta di una nave presentata come nuovo gioiello di tecnologia innovativa ed è la prima da cargo al mondo alimentata ad energia solare. Il suo nome è Auriga Leader ed è stata progettata in Giappone.
La nave è stata progettata dalla Nippon Yusen K.K., la più grande azienda di trasporti marittimi giapponesi, in collaborazione con l’azienda di distribuzione energetica Nippon Oil Corp ed ha salpato qualche giorno fa dal porto di Kobe. Sino a qui la cosa potrebbe sembrare qualcosa di davvero sensazionale, fatto sta che addentrandomi nelle caratteristiche tecniche della nave vengo a scoprire che in realtà la notizia non ha poi così tanto di sensazionale.
Innanzitutto com’era logico attendersi, non si tratta naturalmente di una nave al 100% solare, ma di un modello ibrido capace di ricorrere al sole per effettuare i suoi spostamenti. La maggior delusione per la notizia l’ho tuttavia avuta quando sono venuto a sapere che l’energia elettrica prodotta da energia solare potrà generare appena 40 Kwh, che permetteranno di coprire appena lo 0,3% del consumo di energia dell’intera imbarcazione.
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