Fiat abbandona Termini Imerese e pronti arrivano imprenditori indiani capaci di costruire auto elettriche. Il progetto è stato presentato dalla Cape Rev del finanziere siciliano Simone Cimino e dall’indiana Mahindra Reva. Sul piatto 119milioni di euro per rilevare e rilanciare lo stabilimento Fiat di Termini e riconvertirlo alla produzione di auto elettriche e di batterie. Il progetto era già stato presentato lo scroso febbraio, sotto il nome di Sunny Car, dove però mancavano gli indiani.
A voler produrre auto però ci sono anche altri competitor quali la Dr Motor del molisano Massimo Di Risio, il cui progetto è all’esame sebbene presentato a termini scaduti e la De Tomaso di Gian Mario Rossignolo per auto di lusso. Secondo la short list presentata da Invitalia, la società che per Sviluppo Italia sta analizzando le possibili riconversioni industriali ci sarebbero altre possibilità quali le biomasse (ne scrivevamo qui).
Via | Giornale di Sicilia
Foto | Raffaele Lombardo

L’unica fabbrica italiana della Fiat che ha un minimo di certezze per il futuro è quella di Termini Imerese, provincia di Palermo: alla Fiat di Termini, infatti, sanno tutti che tra poco non esisterà la Fiat di Termini. L’azienda è stata chiara, lo stabilimento verrà chiuso. Da quando si sanno i “piani industriali” per Termini, però, è stato tutto un fioccare di proposte, ipotesi e trattative.
Come quella dell’ex ministro Scajola che, prima di scoprire che qualcuno gli aveva quasi regalato una casa, ha proposto una centrale nucleare al posto della Fiat. Per sfregio alla proposta nucleare è arrivata poco dopo quella del fotovoltaico e delle auto elettriche. La famosa proposta “sunny car in a sunny region”. Ora, per restare in tema, arriva quella delle biomasse.
Proviene da Biogen, società di proprietà di Ricciarelli Spa (che fa packaging per prodotti alimentari) e MondoPower (che fa energie rinnovabili). La “proposta Biogen” consiste in un investimento da 160 milioni di euro, 19 dei quali messi dallo stato italiano, per costruire una centrale a biomasse con 70 occupati: oli vegetali per produrre energia elettrica e calore.
Continua a leggere: Le biomasse nel futuro di Termini Imerese?

Dopo la pazza idea di collocare a Termini Imerese una centrale nucleare, si fa strada una nuova ipotesi per il paesone industrializzato siciliano, sede di una delle fabbriche Fiat, almeno fino al 2011. Poiché Sergio Marchionne Ad di Fiat ha dichiarato senza se e senza ma che Termini Imerese sarà chiusa, sono giunte al Governo 14 progetti di riconversione dello stabilimento e tra questi anche il Sunny car in Sunny region. In pratica si parla di produrre auto elettriche e energia da pannelli fotovoltaici.
L’idea è di Simone Cimino, 48 anni siciliano di Porto Empedocle che si occupa di “private equity”, con la Cape, cioè rileva aziende e le rilancia. Spiega LiveSicilia:
L’idea siciliana “sunny car in a sunny region” sarà possibile grazie alla tecnologia indiana: fondamentale, infatti, il recente accordo stretto da Cimino con il gruppo Reva che ha dato vita alla “Cape Reva Azienda Automobilistica”. La grande novità consiste nelle prestazioni delle autovetture: non più microcar da 50km/h, ma veicoli in grado di raggiungere i 130km/h con un’autonomia di 200km. Ecco perché le stazioni di rifornimento elettrico sono fondamentali. Un faraonico progetto, quindi, che riqualificherebbe il polo industriale di Termini Imerese indipendentemente dalle sorti della Fiat.
Cape prevede, se approvato il progetto, di riassorbire gli operai e di creare 2000 nuovi posti di lavoro con la rete di solar station o colonnine di ricarica che saranno installate sull’isola. Infine, capitolo investimenti: il progetto richiede 930 milioni di euro che arriverebbero da Regione Siciliana, Governo e Fiat che ha promesso 350milioni di euro per la chiusura dello stabilimento.
Ha detto Simone Cimino:
Abbiamo 40 aziende con circa 8 mila dipendenti per un giro d’affari di 1.4miliardi, non ho tempo da perdere io. La Sicilia è unica nel suo genere per tre fattori: numero di ore di sole, numero di abitanti e il fatto che sia un’Isola. Ecco perché Cape ha deciso di partire da qui.
Via | Quattroruote, Livesicilia
Foto | Flickr
Industrial Bay non è solo un film ma e anche il racconto di una spiaggia, quella di Termini Imerese, che mostra come le sia stata tolta la sua peculiarità e trasformata in discarica a cielo aperto, circondata da aree industriali. I bagnanti continuano a frequentarla, nonostante il divieto di balneazione, perché non c’è altro da fare. Scrive nella sua intro, Giuseppe Petruzzellis, il regista:
Termini Imerese. Una spiaggia coperta di immondizia, incastonata tra ciminiere industriali, popolata da numerosissimi bagnanti. Uno spettacolo inquietante, simbolo del paradossale rapporto tra l’uomo e l’ambiente.
Il film ha vinto il premio Fai il tuo film al Milano Film festival 2009.