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Tutti gli articoli con tag terremoti

Terremoto in Turchia: scossa di magnitudo 4.8 nei pressi di Elazig

pubblicato da missunderstanding

terremoto turchia

La Turchia è stata colpita da un sisma di magnitudo 4,8, con epicentro a 80 km dalla città di Elazig, nella parte orientale del paese, a circa 645 km dalla capitale, Ankara.

La scossa, avvertita alle h.4.32 del mattino secondo l’Osservatorio di Kandilli a Istanbul, ha provocato la morte di circa 60 persone, ma nei villaggi di Yukari Kanatli e Okcular si continua a scavare tra le macerie. Per ora sarebbero una settantina anche i feriti. Ad essere stati colpiti dal sisma sono sei piccoli villaggi vicini all’epicentro del terremoto, a Karakocan.

Le scosse di terremoto sono abbastanza frequenti in Turchia, ed il Paese non è nuovo ad episodi tellurici devastanti: tra i terremoti più forti che la Turchia ricordi ci sono quelli del 1999, che tra agosto e novembre causarono quasi 20.000 vittime.

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La tragedia di Haiti si sarebbe potuta evitare?

pubblicato da Simone Muscas

Le zone colpite dal terremoto di Haiti e le faglie coinvolte

Il terremoto di Haiti, avvenuto nella giornata di ieri, sta offrendo al mondo intero uno spettacolo apocalittico con un bollettino delle vittime in costante aumento. Le ultime notizie ci informano che i morti potrebbero arrivare a circa mezzo milione. In alto nella foto della NASA i punti colpiti dal sisma e dalle scosse di assestamento, rappresentati dai cerchietti neri e in rosso le faglie.

La domanda è la seguente: ma un simile scempio di così enormi dimensioni poteva essere evitato? Per capirci, gli esperti possono avvertire di un imminente terremoto nello stesso modo che un meteorologo prevede una tempesta di ore o addirittura di giorni?

Convergono i migliori esperti del mondo nel dire che, con le conoscenze attuali, si è appena in grado di calcolare con buona approssimazione dove la scossa si verificherà nel lungo termine, tuttavia, nonostante i progressi in sismologia, gli effetti rimangono imprevedibili. L’unico modo certo per evitare danni così ingenti è quello di costruire gli edifici in modo sicuro ed evitare lo sviluppo urbano in zone potenzialmente ritenute a rischio.

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Terremoti e Tsunami le paure più grandi degli utenti della rete nel 2009, parola di Google Zeitgeist

pubblicato da missunderstanding

google zeitgeist disastri

Google ha da poco pubblicato Zeitgeist 2009, ovvero la classifica delle parole chiave più cercate in tutto il mondo nel 2009, divise per categorie. In un anno ricco di novità politiche, a partire dall’elezione di Obama, e di preoccupazione per la crisi economica, le preoccupazioni della rete si sono concentrate sulla salute con l’influenza A e sulle conseguenze dei cambiamenti climatici, ovvero sui disastri.

Come si vede dal grafico che rappresenta le parole chiave più cercate nella sezione News, ai primi tre posti della classifica relativa ai disastri ci sono le catastrofi direttamente o indirettamente connesse all’ambiente: terremoti, incendi, tsunami.

Come Google stesso ci ricorda, purtroppo il terremoto che ha fatto impennare le ricerche on-line in tutto il mondo è stato quello de L’Aquila, mentre lo Tsunami che ha preoccupato maggiormente gli utenti americani è stato quello alle Samoa. Triste leggere la classifica dei disastri più cercati, ma in un futuro non troppo lontanto dovremo abituarci a convivere con l’imprevedibilità delle catastrofi ambientali, e non solo on-line, parola (chiave) di Google.

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Scossa di terremoto in Umbria

pubblicato da missunderstanding

terremoto umbriaLa lista delle scosse di terremoto in Italia si allunga di giorno in giorno: prima il Mugello, domenica scorsa le Marche ed oggi arriva l’Umbria.

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 si è verificata dopo mezzanotte in Umbria, tre la province di Terni e Perugia. Le località più vicine all’epicentro sono state Massa Martana, Todi (Pg) e Acquasparta (Tr).

Nessuna segnalazione di danni a persone o cose è giunta ai vigili del fuoco, così come confermato dalla Protezione Civile. La popolazione ha avvertito la scossa ed ha contattato i comandi dei vigili per chiedere informazioni.

Foto | Flickr

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Terremoto nelle Marche, il più forte degli ultimi 10 anni

pubblicato da missunderstanding

terremoto marcheDopo l’Abruzzo, e il Mugello, anche le Marche sono state scosse dal terremoto, il più forte che si sia registrato nella zona negli ultimi 10 anni. Stamattina, all’alba, si è verificato un terremoto di magnitudo 4,6 Richter, con epicentro nella zona di Macerata. Tanta paura tra i cittadini, corsi in strada, ma nessun danno.

Il terremoto si è verificato ad una profondità di circa 38 km, profondità superiore alla media dei terremoti appenninici, che di solito si verificano a 15 km dalla crosta terrestre. La scossa è stata percepita nelle province di Macerata ed Ancona, ed i comuni più vicini all’epicentro sono stati Recanati, Montecassiano, Montefano, Appignano, Osimo, Santa Maria Nuova.

La scossa è stata un evento isolato, perché in seguito non se ne sono verificate altre, né ci sono state scosse di assestamento. Secondo l’Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia, il terremoto, avvenuto a tale profondità, è il più forte degli ultimi 10 anni nelle Marche, ed è dovuto alla flessione della placca adriatica sotto l’appennino.

Foto | Flickr

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I fondali dello Ionio sono troppo pericolosi e troppo preziosi per l'impianto di un gasdotto

pubblicato da missunderstanding

fondale marino IonioSul fondo dello Ionio, tra Puglia e Calabria, ci sono ecosistemi delicati, preziosi per la conservazione della biodiversità e zone a rischio frane e faglie da cui esce gas. Conclusione? Lo Ionio non è il mare più adatto per l’impianto di gasdotti o per l’installazione di altre opere perchè il suo fondale è troppo fragile.

Questo è quello che emerge dallo studio dei fondali marini che mira a mappare le zone a rischio geologico che potrebbero causare terremoti e tsunami, all’interno del progetto di monitoraggio della Protezione Civile “Carta di pericolosità dei fondali marini”. A mappare si è partiti da Puglia e Calabria, precisamente dalle analisi effettuate da Torre Pali fino al Golfo di Taranto sul lato pugliese e sul lato calabro da Scanzano Jonico fino al Golfo di Squillace. Leggo sul Quotidiano che “la Calabria è esposta al rischio di terremoti potenzialmente devastanti a causa di faglie sottomarine di fronte al Golfo di Squillace e di vulcani di fango attivi nei pressi di Crotone”.

Per quanto riguarda il versante pugliese dello Ionio, i fondali sono considerati molto preziosi per la salvaguardia delle specie: “A largo del litorale di Santa Maria di Leuca sono stati identificati banchi carbonatici molto probabilmente costituiti da coralli bianchi già noti, che si pensava non esistessero più. Si tratta di ecosistemi delicati che si sviluppano solo con temperature e nutrienti particolari. Non sono direttamente correlati a condizioni di criticità del fondale, ma piuttosto rappresentano zone da evitare se si ipotizza, per esempio, di posare sul fondale marino pipeline od opere varie. Vanno evitati sia perché si tratta di strutture intrinsecamente fragili, sia perché preziose in termini di biodiversità”.

Foto | Flickr

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Nuove isole nell’Adriatico del futuro

pubblicato da giancarlo

La baia di Vrulija in Dalmazia al punto di contatto tra le placche tettoniche. Foto di Bea KoteckaSecondo uno studio dell’Università dell’Arizona, delle nuove isole si starebbero formando nell’Adriatico, che andrebbero ad aggiungersi alle 1185 già esistenti in Croazia. Il Prof. Richard Bennett insieme ad un’equipe di geologi croati ha creato una rete di rilevatori GPS tra l’Italia e la Croazia per studiare il movimento delle placche tettoniche dell’Adriatico.

Dai risultati emerge che Italia e Croazia si avvicinano ad una velocità di 4 millimetri l’anno. Non è molto e dovremo aspettare circa 60 milioni di anni prima che i due paesi si uniscano e che l’Adriatico divenga un mare chiuso. Il fenomeno è dovuto al fatto che l’Adriatico è, geologicamente, una penisola di placca africana circondata da tre lati da quella eurasiatica. Secondo Bennett, quest’ultima sta chiudendo la microplacca adriatica spingendo verso l’alto le isole della Dalmazia che si trovano proprio sul punto di contatto.

I ricercatori vogliono anche capire se la faglia adriatica stia scivolando dolcemente oppure vi sia un meccanismo di collisione, per dedurre la possibilità (e magnitudine) di eventuali terremoti nella regione in futuro.

Via | Newscientist
Foto | Bea Kotecka

» Eocene to present subduction of southern Adria mantle lithosphere
beneath the Dinarides

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