
Periodaccio per Bp che, oltre ad essere sotto pressione per il disastro della marea nera nel Golfo del Messico, ora si vede indagata anche in Texas dove, nell’aprile scorso (decisamente un mese da dimenticare per l’azienda), un incidente alla raffineria ha causato l’immissione in atmosfera di oltre 220 tonnellate di veleni.
Ora il Procuratore Generale dello stato del Texas ha aperto un’indagine per capire cosa sia esattamente successo. Bp, inizialmente, aveva redatto e reso pubblico un rapporto di massima sull’accaduto ma un rapporto dettagliato non arrivò prima del 4 giugno.
L’incidente in sé è abbastanza chiaro: un problema all’impianto di ultracracking dell’idrogeno che causa il blocco parziale dell’impianto che per 40 giorni viene fatto funzionare al 55% mentre tonnellate e tonnellate di prodotti petroliferi non trattati vengono deviati alla torcia per essere smaltiti bruciandoli. Una storia identica a mille altre in tutte le raffinerie del mondo, Italia compresa. Solo che negli Stati Uniti indagano…

Decisamente un pessimo periodo per l’industria americana degli idrocarburi, un tempo considerata “rock solid” e modello per il resto del mondo. Oggi, invece, il grande pubblico scopre che è fragile e pericolosa per le persone e l’ambiente. Gli ultimi due avvenimenti, tragici, che hanno minato la fiducia degli americani nella propria industria del petrolio e del gas sono avvenuti in meno di 48 ore.
Il primo l’altro ieri sera: in Texas un gasdotto della Enterprise Products Partners è stato interessato da un incidente causato da una squadra di lavoratori che stava scavando una buca per installare dei cavi elettrici. La ruspa ha semplicemente fatto un buco nel gasdotto che ha preso fuoco innescando un enorme incendio. Tragico il bilancio dell’incidente: un operaio morto e otto feriti.
Ancora più grava l’incidente di ieri pomeriggio: una seconda esplosione, sempre in Texas e sempre in una pipeline di trasporto del gas. I morti sarebbero almeno due. La dinamica, dalle prime informazioni raccolte, sarebbe incredibilmente simile a quella dell’incidente precedente: una squadra di lavoratori che opera nei pressi del gasdotto che, danneggiato, prende a fuoco.
Dalle 15,00 è scattato il piano di evacuazione della città di New Orleans, scenario nelle prossime ore della potenza devastatrice dell’uragano Gustav. Gli altri stati interessati sono il Texas e la Lousiana dove si attendeva Bush per la convention dei Repubblicani, ma che ha annunciato di avervi rinunciato.
Aggiornamento Lunedì 1 settembre 2008 ore 9:00
GustavWiki, streaming Gustav Hurricane, blogsofneworleans
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In questo video della BBC è mostrata una città rasa al suolo da un tornado. Ma è tutto il Midwest che, in queste ore dopo che un sistema di tempeste e tifoni che hanno soffiato a 130km/h, ha subito danni. Gli stati più colpiti sono lo Iowa e il Minnesota e il bilancio conta 8 morti, tra cui un bambino di due anni e 20 dispersi a nord-est di Des Moines. E la marcia non si ferma perché le previsioni meteorologiche danno i tifoni in cammino verso il Texas. Qui vi segnalo il video della ripresa in diretta dei uno dei tornado filmati a Gove County da William Hark.
Chet Culver governatore dello Iowa ha dichiarato lo stato di calamità naturale:
I primi rapporti indicano che queste comunità hanno subito gravi danni e ho in programma di visitare la regione molto presto per offrire il mio sostegno alle vittime.
Ne parlavamo qualche post fa a proposito della ricerca condotta dal NOAA secondo cui a causa dei cambiamenti climatici diminuiscono gli uragani e tifoni ma aumentano la loro intensità.