Ecco 5 tra le celebrità che nel 2010 hanno fatto qualcosa per rendere il nostro pianeta un posto migliore dove vivere.
Madonna
Si è unita con uno studio di New York per costruire una scuola femminile alimentata da energia solare in Malawi, Africa.
Pamela Anderson
Si è unita No Tanks Coalition e ha filmato un messaggio per la causa.
Leonardo DiCaprio
L’attore americano noto per le sue donazioni ”verdi” quest’anno ha donato al WWF un milione di dollari per salvare le tigri dall’estinzione.
Betty White
Questa popolare attrice ha recentemente coronato il suo sogno di diventare un ranger. E’ diventata un U.S. Forest Service onorario e spera di poter proteggere i preziosi alberi e la natura.
Jenny McCarthy
L’attrice americana ha lanciato la sua linea ”verde” chiamata ”Too Good” in cui usa materiali non tossici, 100% riciclabili e senza PVC.
Via | GreenDiary

Woody Allen una volta ha detto: “Quando ero piccolo i miei genitori mi volevano talmente bene che misero nella culla un orsacchiotto vivo”. La storia di questa ragazza non si allontana poi molto. La diciassettenne Felicia vive in Florida e tutte le sere divide il suo letto con Will. Will non è il fidanzato o il cane, Will è un cucciolo di tigre del Bengala. La cosa sembra non turbare particolarmente Felicia che ha intenzione di condividere il suo letto, con le lenzuola leopardate, con Will almeno fino a che lui non avrà un anno, dopo di che, più che per una questione di sicurezza, sarà una questione di dimensioni.
L’incontro tra Will e Felicia è avvenuto grazie alla professione dei genitori e ad un loro progetto educativo. Felicia ha sempre vissuto a contantto con animali come elefanti, cavalli e, appunto, tigri. Will, oltretutto, non è nemmeno il primo felino a salire sul letto di Felicia. Darumba, il papà di Will, è stato il precursore di questa strana abitudine sino al compimento del primo anno di età. Felicia è molto contenta di questa “convivenza” Will ama farle le coccole e lei ricambia, nonostante abbia il letto invaso dai peli del tigrotto. E pensare che c’è chi non fa salire sul letto nemmeno il cane.
Via|Facebook
Nei primi anni del 1900 gli esemplari di tigre presenti sul nostro pianeta erano circa 100.000, contro i 3.200 di oggi. Fra questi, molti sono quelli che vivono in cattività. Un sistematico sterminio dettato dalle leggi della medicina cinese (che ancora oggi vede nelle ossa e negli organi della Pantera tigris una risorsa indispensabile contro l’infertilità), dalle mode e dalla distruzione degli habitat è stato, quindi, posto in essere nel tempo. E a nulla valgono le poche azioni volte a contrastare la crescita di un commercio illegale, severamente proibito dalla Cites, che appare più fiorente che mai. Occorrono misure rapide e ugualmente serie ed efficaci in tutti i Paesi in cui questo felino, principe indiscusso dell’immaginario collettivo, è ancora presente in libertà. A questo scopo, i rappresentanti dell’ambiente per il Bangladesh, il Bhoutan, la Birmania, la Cambogia, la Cina, l’India, l’Indonesia, il Laos, la Malaisia, il Nepal, la Russia, la Thaïlandia e il Vietnam si sono riuniti in questi giorni a Bali per elaborare un programma di conservazione condiviso e concreto che possa salvare la tigre dall’estinzione.
Questo incontro, che si chiuderà mercoledì a Nusa Dua, mira a definire i punti di discussione e a individuare una strategia coerente per assicurare la continuità della specie in attesa del più decisivo summit internazionale della tigre previsto dal 15 al 18 settembre a San Pietroburgo. Intanto, il più bello dei felini deve fare i conti con la sparizione di almeno 3 delle 9 specie presenti un centinaio di anni fa. Ad oggi, secondo le ultime proiezioni datate 2007 ed effettuate dal WWF International, di Panthera tigris in Asia non sarebbero rimasti più di 7.000 esemplari. Quella siberiana, poi, la più imponente fra le tigri, dovrebbe essere ridotta ad appena 200 individui.
Intanto, l’Indonesia ha già fatto sapere che entro la fine di quest’anno - proprio l’anno della tigre, secondo il calendario cinese - cercherà di ottenere un finaziamento internazionale di 175 milioni di dollari finalizzati a raddoppiare la popolazione di tigri di Sumatra (tra i 500 e i 400 esemplari) attualmente presente sul suo territorio…

Nel sud dell’Anatolia, in Turchia, sorge il sito archologico di Hasankeyf, che sta per scomparire, destinato ad essere affogato dalla diga di Ilisu per volere di Ankara. A nulla, fino ad ora, sono valse le proteste di intellettuali, storici, ambientalisti di tutta Europa: la memoria e la testimonianza di 10.000 anni di storia scompariranno sotto la forza dell’acqua.
La diga di Ilisu fa parte del Grande Piano Anatolico, che prevede di incanalare in grandi infrastruttre - grazie all’appoggio di banche ed istituti di credito internazionali - le acque del Tigri, in una zona vicina ai confini caldi con la Siria e l’Iraq. Il governo turco continua, impassibile, il suo cammino, spalleggiato da Svizzera, Austria e Germania che sembrano intenzionate a prendere parte al progetto.
In difesa del sito archeologico di Hasakeyf si sono sollevate le più grandi personalità della cultura turca: il premio Nobel Orhan Pamuk, lo scrittore Yashar Kemal, il cantante Tarkan, perchè la memoria di Hasakeyf non può essere sommersa dalle acque. Il sito è un museo a cielo aperto, conserva la memoria di 10.000 anni di storia e di tutti i popoli che lo hanno attraversato e vi si sono insediati: Assiri, Parti, Romani, Bizantini, Arabi, Ottomani. Nella zona sorgono moschee e palazzi sospesi sulle acque del Tigri, ci sono grotte abitate scavate nella roccia, ci sono antichi cimiteri e resiste ancora un ponte sul Tigri costruito dagli Assiri. Come si può distruggere tutto questo per una diga?
Oltre ad Hasakeyf, la diga distruggerà ben 289 siti archeologici, patrimonio culturale di tutta la Mesopotamia, senza che né la protesta d’élite, né l’accordo delle reti dell’acqua durante il Forum mondiale sull’acqua a Istanbul, siano riuscite a fermare il dannoso progetto. Gli osservatori più acuti sospettano che la costruzione della diga sia un modo per ottenere il controllo sul territorio, là dove la questione dell’acqua si interseca con quella curda. Per saperne di più e per fermare la costruzione della diga in Turchia e salvare Hasankeyf, gli altri siti archeologici e gli abitanti della zona, Stop Ilisu!
I tre splendidi esemplari di Pantera tigris o tigre del Bengala sequestrati al Circo Barcellona in tournèe in Lombardia sono alla ricerca di una casa che le possa ospitare degnamente. E’ ovvio che non parliamo di privati ma di enti che le possano accogliere e gestire. Il sequestro, avvenuto già da qualche mese, è dovuto alla mancanza di un documento che ne accertasse la provenienza, come mi riferisce al telefono il Tenente Mauro Maronese, comandante dei Carabinieri di Cesano Maderno in provincia di Milano.
Ma di fatto, anche se sotto sequestro, le tigri sono ancora al circo sotto custodia giudiziale. Il punto è che le tigri comunque si ritrovano a lavorare lo stesso negli spettacoli. Per questo urge trovare un nuovo alloggio. Chi ci aiuta?
Per ogni segnalazione di disponibilità si può contattare il Tenente Maronese presso i Carabinieri: Via Nazionale dei Giovi n. 66 - Tel. 0362 501177 - Fax 0362 540917 Cesano Maderno (Mi) o la Procura di Monza chiedendo della Dott.ssa Macchia che è il PM che segue il sequestro al tel.: 039-23721.
Continua a leggere: Tre tigri sotto sequestro al Circo Barcellona cercano casa
L’ultimo avvistamento era avvenuto nel lontano 1964. Non ero ancora nato! Sto parlando della tigre cinese (Panthera tigris amoyensis), avvistata in una regione meridionale della Cina, dove si credeva ormai estinta. La notizia proviene proviene dalla Bbc dove si legge che un contadino, della regione dello Shaanxi, ha scorto l’esemplare. Inoltre sono state ritrovate sia le impronte che le feci dell’animale.
Zhou Zhenglong ha scattato pure una settantina di foto della giovane tigre che strisciava, elusiva, tra l’erba. Gli esperti, viste le foto, hanno confermato sorpresi, la sottospecie alla quale il felino appartiene.
“Non c’erano dati di tigri sopravvissute allo stato selvatico da più di trent’anni, e grazie ad una stima, si credeva che gli esemplari fossero rimasti una ventina” ha riferito Lu Xirong, a capo del team di ricerca sulla tigre cinese, avviato nel 2006.
L’habitat dove la tigre viveva fino agli anni cinquanta aveva lasciato lo spazio alle campagne coltivate, e così il numero era paurosamente diminuito fino a pensare all’estinzione. Ora il Dipartimento Forestale della provincia sta pensando di istituire un’area protetta speciale per il felino.
Per ora non ci sono foto disponibili online. Se avete qualche informazione a riguardo, contattateci!

Tre cuccioli di tigre, rifiutati dalla madre, sono stati accolti da un cane che li sta allattando assieme ai suoi cuccioli. Huani, questo il nome del cane, ha già allattato cuccioli di altre razze, al Jinan Paomaling Wild Animal World della provincia cinese di Shandong.
One, Two e Three, i tre gemellini tigrotti, staranno con Huani fino al mese di vita, quando le loro necessità di nutrimento cambieranno.
Via | Arbroath.blogspot.com
Uno dei felini più affascinanti, più volte protagonista di romanzi, film, fumetti e cartoni animati. Malgrado le misure di tutela, tutte le sottospecie della tigre sono oggi in pericolo di estinzione. Vi proponiamo una serie di immagini in dimensione wallpaper (1280). Tutte le miniature cliccando su “continua”.
E’ davvero difficile non rimanere affascinati nel vedere il filmato di questa tigrotta, nata il 12 Dicembre 2006 al Woodland Park Zoo a Seattle. Ha solo tre settimane, ma ha già capito che le orecchie delle zebre… slurp slurp!

Questa storia mi ha ricordato un vecchio film Disney: Red & Toby nemici amici. Due cuccioli di tigre di Sumatra e due piccoli orango, infatti, abbandonati dalle loro madri dopo la nascita, sono diventati inseparabili amici vivendo assieme per un mese in cattività, in una clinica veterinaria indonesiana. I cuccioli giocano, si coccolano, e sono grandi amici, con tanta voglia di giocare insieme.