Una bici elettrica va abbastanza veloce da battere nel traffico cittadino il taxi, l’auto privata, la bici tradizionale e un autobus. In 9 minuti di pedalata assistita, Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania ha battuto Claudio Topo, dei Cicloverdi Napoli che ha impiegato 19 minuti con la bici tradizionale (ottimo tempo comunque!); Tommaso Sodano vicesindaco di Napoli e Assessore all’ambiente in Taxi ha impiegato 23 minuti classificandosi al terzo posto; al quarto posto è giunto Rosario Stornaiuolo, presidente di Federconsumatori in auto e al quinto e ultimo posto Nabil Pulita volontario di Legambiente che ha impiegato 34 minuti a bordo dell’autobus linea R2.

A Napoli non c’è nessuna emergenza rifiuti. Circostanza confermata anche dal ministro Clini lungo la sua passeggiata nella città partenopea l’altro ieri. Dunque piano piano Napoli cerca di scrollarsi di dosso l’immagine di città zozzona mettendo in moto il circolo virtuoso della raccolta differenziata e del riciclo. Anche senza i 6 milioni di euro nelle casse statali e non ancora sbloccati né dal vecchio e né dal nuovo governo. Le promesse attuali riferiscono di fondi Fas da destinare al progetto differenziata.
Ma a essere buoni è in atto una guerra. Spiega Tommaso Sodano vice sindaco e assessore all’Ambiente:
Siamo sotto ricatto delle lobby che vogliono gli inceneritori. Abbiamo risorse per arrivare fino a 500 mila abitanti ma mancano i soldi per arrivare all’intera città questo lo si può fare se si sbloccano i fondi che attualmente sono bloccati in sede nazionale e comunitaria.
Infatti, dopo aver ricevuto Corrado Clini ministro per l’Ambiente con il sindaco de Magistriis è stato aggredito all’uscita di palazzo San Giacomo (il video dopo il salto). E noterete che la forma è più simile a un avvertimento che non a una legittima protesta di cittadini.
Il ricatto a cui è sottoposta la città, va ben oltre quello denunciato da Sodano, ed è quello della camorra che ha tutto l’interesse a tenere in piedi il sistema emergenza rifiuti (sospesa lo scorso 11 novembre proprio da Sodano NdR), grazie alle infiltrazioni nella politica e nelle amministrazioni. Se volete conoscere la geopolitica degli affari della camorra nella munnezza basta leggere La Peste il libro di Sodano. Detto ciò l’Europa ha sospeso con una moratoria di due mesi il deferimento dell’Italia alla Corte di Bruxelles. Janez Potocnik è stato chiaro: non vogliono le magie ma la credibilità. Secondo il ministri Clini in visita a Napoli, servirebbe non l’esercito ma un inceneritore, proposta definita ultima ratio dall’Europa e sopratutto che non piace nè a Sodano e né a de Magistriis.

Domanda: come avere meno rifiuti da conferire e da riciclare? Risposta: producendone di meno e eliminando quel fastidioso fenomeno conosciuto come overpackaging. Ma ovviamente senza mettere in discussione l’approvvigionamento di prodotti necessari quali cibo, detersivi ecc. ecc. Perciò, la soluzione consiste nel ridurre gli imballaggi.
Il progetto parte da Napoli e durerà 1 anno. E’ stato battezzato Sballati e compost-i e promosso con Confcommercio, Federconsumatori, Confesercenti, Legambiente e WWF e entro il 9 dicembre sarà presentata una lista di esercenti del napoletano che vendono prodotti con meno imballaggi.
Come ha modo di spiegare Tommaso Sodano vicesindaco e assessore all’Ecologia:
Il primo punto per combattere la battaglia dei rifiuti, dice l’Europa, è la riduzione, che precede riuso e riciclo. Il progetto vuole individuare almeno 100 prodotti distribuiti nei negozi del Napoletano, monitorando la vendita per capire l’andamento del mercato e ridurre l’inquinamento. Obiettivo finale ridurre del 35% gli imballaggi e del 40% la frazione organica nel totale dei rifiuti, incentivando l’utilizzo di prodotti meno inquinanti come detersivi alla spina, lettiere ecologiche e pannolini lavabili.
Dopo il salto il video di presentazione del progetto.
Continua a leggere: Sballati e compost-i: a Napoli testano la diminuzione degli imballaggi
Tommaso Sodano vice sindaco di Napoli nonché assessore all’ambiente dal suo blog tira le somme dei primi 100 giorni di governo di Napoli, iniziati nel pieno dell’emergenza rifiuti. Scrive Sodano:
Il primo impegno è stato quello di estendere la raccolta porta a porta a tutta la città. Il primo step di questo impegno si chiuderà a dicembre 2011 quando si passerà dai 140.000 a 325.000 abitanti serviti dal porta a porta. Per il 2012, infine, con l’accordo scritto con il Ministero dell’Ambiente ed il Conai (Consorzio nazionale imballaggi), c’è l’impegno di portare a ben 600.000 gli abitanti serviti dal porta a porta.Il quadro delineato dalla delibera è ben più vasto difatti identifica non solo nel riciclo ma anche nella prevenzione e nella riduzione i punti fondanti su cui investire.
La spazzatura napoletana raccolta in questi 100 giorni sarà portata in Olanda e trattata in impianti a Amsterdam, in alto il video. Ma al di la delle ordinanze che vietano agli esercenti la vendita di bottiglie di plastica e imballaggi vari e le isole ecologiche mobili dove andare a depositare i rifiuti, c’è una parte più complessa da affrontare: ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e far si che i rifiuti non siano considerati solo monnezza ma risorsa. Insomma, il ripristino della normalità e della legalità non è una faccenda facile in Campania, regione strozzata dallo strapotere delle ecomafie. Ci sono complicità, connivenze e lassismo che non giustifico, ma me lo spiego con il video che ho messo dopo il salto.
Comunque, a tenere alta l’attenzione sulle ecomafie, di cui la monnezza per le strade di Napoli non è che un sintomo, c’è l’associazione Terra dei Fuochi che ancora una volta denuncia i continui e sistematici roghi di rifiuti speciali e tossici che si consumano nella provincia di Napoli.
Continua a leggere: Napoli, il bilancio di Tommaso Sodano a 100 giorni di lotta alla monnezza
Presto in Campania potrebbero essere allestiti due centri per il trattamento meccanico dei rifiuti a freddo secondo il sistema Vedelago. La firma al protocollo d’intesa è stata apposta qualche giorno fa dal vicesindaco di Napoli e assessore all’Ambiente Tommaso Sodano e da Carla Poli direttrice della Vedelago Srl.
Il Centro di riciclo probabilmente sarà allestito anche a Casoria grosso comune alle porte di Napoli per volere di Pasquale Carfora il primo cittadino. I protocolli firmati per il momento, fanno riferimento a fasi di studio, fattibilità e preventivo. Per i soldi ci sarà da attendere un pochino, il che fa slittare la realizzazione del progetto perché come ha avuto modo di spiegare Sodano:
Purtroppo i Comuni non hanno accesso diretto ai finanziamenti. Bisogna dunque superare un gap ideologico con la regione Campania. Quest’ultima infatti ha un idea basata sull’inceneritore e quindi eliminare i rifiuti, noi invece parliamo di recupero, di trasformare quelli che sono considerati rifiuti in risorsa. In Campania sono arrivati i fondi fas ma sono ancora bloccati al Ministero del Tesoro, tale risorsa economica potrebbero essere utilizzata per la costruzione di isole ecologiche, siti di riciclaggio capaci di generare addirittura occupazione in una terra dove si ha fame di lavoro.
Grazie a Go-seo per la segnalazione.
Via | JulieNews, CasoriaDue

Tommaso Sodano vicesindaco di Napoli nonché assessore all’Ambiente con il primo cittadino Luigi de Magistris sembra essere riuscito a quadrare il cerchio: della raccolta differenziata e della sua estensione i cui costi saranno coperti dal Ministero dell’Ambiente, Governo e Conai.
Oggi la conferenza stampa di presentazione del piano, a cui hanno preso parte anche il Ministro Prestigiacomo e Roberto De Santis presidente Conai. Conferma Sodano che non c’è l’intenzione di costruire un nuovo termovalorizzatore, volontà per ora messa da parte dal ministro Prestigiacomo. E dopo le fatiche politiche tutti da Gambrinus per un caffè e una sfogliatella.
Leggo la notizia scritta direttamente da Sodano che la pubblica come nota sulla sua pagina su Fb:
Il piano predisposto dall’ASIA per l’estensione della raccolta differenziata integrale previsto per il 2012, che porterà ad oltre 500 mila abitanti serviti dal servizio di porta a porta .I quartieri coinvolti saranno Vomero, Fuorigrotta, Chiaia, San Ferdinando e il Centro Antico. Questo piano va in continuità con quello previsto per il 2011 che coinvolgerà gli abitanti dei quartieri Posillipo, Ponticelli, Barra e Quartieri Spagnoli ed il completamento dei quartieri Scampia, Colli Aminei e Bagnoli. Questo piano ha il doppio scopo di incrementare considerevolmente le percentuali di raccolta differenziata e parallelamente di limitare sempre di più le quantità di rifiuti residui da smaltire in discarica. Già nel 1° semestre 2011 grazie al porta a porta si è evitato lo smaltimento in discarica di 45.500 ton di rifiuti urbani. Un’Amministrazione che si muove e produce concretamente, ottenendo l’appoggio umano ed istituzionale anche del Ministro Prestigiacomo, la quale dichiarando di voler insistere e di voler aiutare Napoli nella “sfida” della raccolta differenziata, ha tenuto a precisare che il porta a porta rappresenta solo il primo ma fondamentale passo verso il ciclo virtuoso dei rifiuti. Il Ministro ritiene, infatti, che la questione vada affrontata al di la delle divisioni politiche ed ideologiche. Uniti nella sfida per una Napoli pulita e, precisa il Ministro, legalizzata, essendo, infatti, la legalità il presupposto di un vero cambiamento. Sottolinea, inoltre, di apprezzare la partecipazione dei napoletani e la volontà che stanno dimostrando nel voler riscattare l’immagine di una delle più belle città del mondo.
Da quel che ho potuto capire quindi, ci sono le premesse economiche anche se praticamente i soldi arriveranno solo nel 2o12. Ma d’altronde cosa potranno essere ancora pochi mesi di attesa davanti a un emergenza rifiuti e ambientale che dura ininterrottamente da 20 anni?
Foto | Flickr

Del metodo Arrow-bio ne scrivevo 3 anni fa a proposito della emergenza rifiuti in Campania, atto primo. Era la soluzione suggerita durante una trasmissione radiofonica all’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Lui si mostrò incredulo e quel primo atto si risolse con il nascondere l’immondizia sotto il tappeto. Il resto è storia, fino alle nuove emergenze (in proposito il racconto della trattativa Stato-camorra per la gestione dei rifiuti), alla chiusura delle discariche (qui la mappa di quelle fino a oggi emerse e gestite dal clan dei Casalesi) non perché i napoletani amano complicarsi la vita ma perché è l’Europa a vietarlo e alle elezioni di de Magistris che ha scelto Tommaso Sodano come vice sindaco e assessore all’ambiente. Ossia, l’unico capace di controbattere la camorra dei rifiuti. Ebbene, in questo giro pazzesco, riecco spuntare via WWF Abruzzo la proposta dell’Arrow-Bio. Che torna a interessare anche i napoletani.
In Abruzzo sembra andare tutto liscio perché trasferiscono in Emilia Romagna l’umido a 220 euro a tonnellata. E per quanto funzionerà uno smaltimento pagato dagli abruzzesi al doppio del suo prezzo? Eh si, perché non è che sia poi così facile aprire nuove discariche e non solo in Campania: ma in Europa (direttiva comunitaria numero 98 del 2008). E dunque a mano a mano che andiamo avanti, quelle regioni che non hanno predisposto un circolo virtuoso della gestione dei rifiuti finiranno come la Campania.
Vi segnalo la discussione fatta in seno alla Commissione Europea il 18 gennaio scorso, presente anche Luigi de Magistris a pochi mesi dalla sua elezione a primo cittadino di Napoli. Leggete gli interventi dei deputati europei e quelli degli italiani e poi ne riparliamo…
Foto | Flickr
Scrive Vincenzo De Luca sindaco di Salerno sulla sua pagina Fb:
Hanno approvato un decreto legge sui rifiuti che è acqua fresca: non cambia nulla, semplicemente consente accordi diretti delle regioni. Ma Caldoro continua ad avere un approccio al problema come se non lo riguardasse…
La critica al governatore della Regione Campania la dice lunga sullo stallo che si vive nelle amministrazioni rispetto a un problema che richiede termini più rapidi e coordinamento per essere risolto. Tradotto: bastoni tra le ruote alla neo amministrazione di de Magistris. Ma il sindaco non fa un plissé (in alto il video della visita all’autoparco dell’Asìa) e tira dritto per la sua strada. Fa sapere via Fb che ha contattato già 10-15 comuni che però devono attendere il nulla osta delle rispettive amministrazioni regionali. Ma avanza una proposta:
che venga introdotta una modifica: che, quando c’è un accordo tra Comuni al di sopra di 400-500mila abitanti, ci possa essere l’accordo diretto senza passare per il nulla osta regionale. Modifica che snellirebbe il processo e farebbe finire i veti, aprendo a una bella stagione delle municipalità.
E così, se ci fosse questa possibilità Giuliano Pisapia sindaco di Milano che vorrebbe aiutare i napoletani, sarebbe libero di farlo contro il no espresso dalla Regione Lombardia e dalla Lega che pure si è battuta all’ultimo consiglio ei ministri affinché non arrivassero al Nord i rifiuti dei napoletani. Tommaso Sodano, assessore all’ambiente e vicesindaco di Napoli, ha chiarito che l’aiuto chiesto sarebbe solo momentaneo e che Napoli e la Campania si stanno attrezzando per raccolta differenziata (l’obiettivo è arrivare al 70%) porta a porta e compostaggio.

Sotto il solleone partenopeo, in queste ore, non prolifera solo la monnezza, ma anche la volontà dei napoletani di venire fuori dall’emergenza rifiuti. Si ripuliscono le strade cittadine e anche il mitico Mappatella Beach assieme agli interventi messi a punto dal sindaco de Magistris e dal vicesindaco Tommaso Sodano nonché assessore all’Ambiente. Sono solo i primi timidi passi verso una normalizzazione ancora tutta da definire.
Il diritto di cronaca in questo Paese oramai è diventato un optional per cui difficilmente leggeremo o vedremo sui tg o media del mainstream queste buone notizie. Dunque in alto nella foto la ripulitura di Mappatella Beach, la spiaggia di Mergellina, per mano dei “Precari Bros”.
Via | Café do Friariell
Per il WWF è necessario andare a votare lo stesso ai referendum del prossimo 12 e 13 giugno. Dovrebbe restare in piedi quello sul nucleare mentre certamente resteranno quelli sull’acqua pubblica e sul legittimo impedimento.
In una nota stampa fa sapere Stefano Leoni presidente del WWF Italia:
Ad una lettura piu’ approfondita l’emendamento di sospensione sine die del programma nucleare presentato al Senato ha le conseguenze di un’abrogazione delle disposizioni sottoposte a quesito referendario ma non del complesso di norme che hanno rilanciato il nucleare in Italia. Questo significa che in realta’ si dovrebbe andare in ogni caso alle urne. Il WWF chiede che il Governo abroghi senza se e senza ma le norme sul nucleare.
Più incisivo è Tommaso Sodano ex senatore di Rifondazione e attualmente penna per Il Fatto quotidiano, che nel suo editoriale scrive:
Tuttavia va detto che, al momento, il Governo ha presentato un emendamento a un decreto legge che, per diventare legge dello Stato, deve essere definitivamente convertito prima dal Senato e poi dalla Camera senza modifiche, e quindi deve essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale: tutto questo non avverrà prima del 20 o 25 maggio. Quindi una prima considerazione è che bisogna mantenere elevata l’attenzione sul referendum fino a quando non ci sarà la certezza della effettiva cancellazione e per evitare sorprese all’ultimo minuto.
Dunque il Governo, come rilevano i sondaggi, avrebbe subito con il referendum il voto di circa il 54% degli italiani, che si sarebbero espressi contro il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento. Di fatto la campagna resta in piedi e le opposizioni si stanno coordinando per questo.
Foto | Flickr