Ennesimo fallimento alla Conferenza Cites a Doha. Se dopo l’appoggio a rinoceronti ed elefanti, per un istante, ci era stato possibile sperare che la tutela della biodiversità fosse almeno contemplata nelle agende governative, l’esito fallimentare ci ricorda che sono solo le leggi del mercato a decidere. Nessun controllo rafforzato sulle attività di pesca e sul commercio internazionale degli squali e del corallo, dunque.
La Cites - nata con lo scopo di tutelare le specie animali e vegetali a rischio - ha chiuso il consesso internazionale votando allegramente contro la sensata proposta portata avanti dalle Isole Palau e finalizzata a inserire lo Squalo martello smerlato (Sphyrna lewini), lo squalo martello maggiore (Sphyrna mokarran) lo squalo martello comune (Sphyrna zygaena ), lo squalo longimano (Carcharhinus longimanus) e lo spinarolo (Squalus acanthias ) nell’Annex II, dando una chance a questi pesci in modo da resistere all’assalto delle “buone forchette del mare” che non rinuciano alle loro “zuppe di pinne”, causa prima della terribile pratica del finning. Solo lo smeriglio (Lamna nasus) è riuscito a entrare nell’agognata Appendice II.
Eppure, ogni anno, la strage di questi intensi predatori è immane: tra i 25 e i 73 milioni rimangono uccisi per “errore” nelle reti o perché braccati per il gusto delle loro carni. E l‘Europa non è da meno rispetto al continente asiatico: in Francia come in Gran Bretagna lo smeriglio è “una qualità” pregiata cui corrisponde una richiesta considerevole. Stessa sorte del tonno, quindi, e del corallo, equiparate a merci e non a specie di vita tutelate da specifiche normative…
Via | Sharckalliance
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Salta il bando pianificato dall’Unione europea per lo stop alla vendita per un anno del tonno rosso. Il CITES ieri a Doha alla XV Conferenza delle parti ha rigettato la proposta. I paesi che si sono espressi contrari sono stati 72 su 129; in 43 hanno votato il bando e in 14 si sono astenuti.
A proporre la votazione immediata, senza che fossero fatte le adeguate presentazioni del problema, la Libia. Hanno dichiarato WWF, Greenpeace, Lav, Legambiente e Marevivo:
Le misure di gestione della specie predisposte dall’ICCAT (Commissione internazionale per la conservazione dei tonni dell’Atlantico e del Mediterraneo) hanno ripetutamente fallito. Ora, dopo l’insulsa bocciatura della proposta di inclusione del Tonno Rosso nella Appendice I della CITES, ci si auspica che gli Stati facciano il possibile affinché l’ICCAT faccia il proprio dovere.
Ora l’appello si sposta verso consumatori, commercianti, ristoranti e cuochi perché la smettano di acquistare, vendere o mangiare il tonno rosso. Già alcune delle GDO come Carefour Europa o CoopItalia hanno scelto di non acquistare tonno rosso, mentre il Principato di Monaco è il primo Paese a rinunciare del tutto all’acquisto e alla vendita di questa specie a rischio estinzione. Dicono le Associazioni:
Mangiare è un gesto ecologico e politico. Adesso è più importante che mai che le persone facciano quello in cui i politici hanno fallito, ovvero smettere di consumare tonno rosso per salvare la specie.
Qui la classifica rompiscatole di Greenpeace con le scatolette di tonno da acquistare o da evitare.
Via | Comunicato stampa WWF
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Anche se c’è qualcuno che non crede all’estinzione del tonno rosso, dalla Commissione europea arriva lo stop al commercio internazionale mentre viene messo sotto stretta sorveglianza il corallo. L’accordo raggiunto dai governi dell’Unione, sulla base di una proposta della Commissione europea fatta il mese scorso, sarà formalmente adottato dalla riunione dei ministri dell’energia dell’Unione europea oggi a Bruxelles e probabilmente sarà interrotta per un anno anche la pesca del tonno rosso
L’accordo UE arriva prima della riunione della Conferenza della parti Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie a rischio (CITES), che si svolgerà dal 13 al 25 marzo a Doha e dove saranno esaminate le specie a rischio estinzione tra cui appunto il tonno rosso, elefanti e orsi polari. Secondo gli scienziati le scorte di tonno rosso dell’Atlantico - che può arrivare a costare anche 100.000 dollari sul mercato - sono calate di oltre l’80% negli ultimi 40 anni per un valore di circa 3,2 milioni di euro.
Tra le iniziative per il ripopolamento del tonno rosso un anno di divieto di pesca con una deroga concessa per la pesca diciamo artigianale e per quei pescatori che usano piccole imbarcazioni per rifornire il mercato locale. I governi hanno promesso di sostenere i pescatori di tonno rosso a cui sarà imposto lo stop con sovvenzioni.
A votare contro il divieto di pesca Malta, mentre Svezia e Austria si sono astenute. Per conoscere quale tonno in scatola acquistare consultate la classifica rompiscatole di Greenpeace.

Fare il pescatore, al giorno d’oggi, è un lavoraccio. Il mare è sempre più povero, il gasolio è carissimo, certe reti non si possono più usare e, come se non bastasse, se fai il pescatore nel Canale di Sicilia ogni tanto ti becchi pure qualche raffica di mitra, come è successo qualche giorno fa al “Luna Rossa” di Mazzara del Vallo (Tp).
Ma, ad essere onesti, c’è un mestiere tipico del grande e bello Mar Mediterraneo che ultimamente è anche peggiore. Il mestiere del tonno. Già il tonno, per la precisione il tonno rosso che è quello tipico del nostro mare. Gli scienziati lo chiamano Thunnus Thynnus e lo considerano una piccola meraviglia della natura a causa delle sue splendide qualità organolettiche e nutrizionali: ha un gran sapore ed è una bomba di proteine.
Ho scoperto il Thunnus Thynnus qualche hanno fa grazie ad un amico che lo ha studiato per la sua tesi in medicina veterinaria. Me ne parlava in continuazione e sempre benissimo, avvertendomi contemporaneamente di quanto era scarso, in confronto, quello che mangiamo quotidianamente. Cioè il Thunnus Albacares, che non è una canzone di Vasco Rossi ma un pesce noto ai più come “tonno pinne gialle” e reso famoso da uno spot televisivo ed è buono per l’industria ma non per lo chef. Devo essere onesto, prima che il mio amico iniziasse la tesi credevo che esistesse un solo tonno: il tonno.
Greenpeace difende il tonno rosso dall’estinzione pubblicando una classifica, la Rompiscatole, particolarmente utile, per imparare ad acquistare scatolette di tonno prodotte secondo un criterio di pesca sostenibile. La classifica è disponibile sul sito tonnointrappola, che per ogni marchio fornisce la scheda di rilevazione e qui in pdf.
Spiega Greenpeace:
Abbiamo valutato 14 dei marchi di tonno in scatola più famosi in Italia e ben 11 finiscono “in rosso” perché non sono in grado di garantire la sostenibilità del proprio prodotto. Zero in pagella per MareAperto STAR, Consorcio e Nostromo. Meglio per Coop, ASdoMar e Mare Blu!
Greenpeace ha inviato alle aziende un questionario in cui, appunto, richiedeva informazioni sui metodi di pesca adottati o tollerati e sulle qualità di tonno usate per conoscere l’effettiva sostenibilità del prodotto. Le sorprese, ovviamente non sono mancate e alcune aziende non conoscevano l’origine del tonno che poi inscatolavano.
Continua a leggere: Tonno in scatola: scopri quello sostenibile
Finalmente il Governo italiano ha deciso di schierarsi dalla parte del tonno rosso declamando il proprio sostegno all’inserimento del Thunnus thynnus nell’ambito dell’Appendice I della Cites ( Convenzione per il commercio delle specie in pericolo) in cui vengono elencate le specie per le quali è negata qualsiasi forma di commercializzazione internazionale.
La notizia, comunicata quest’oggi dal sottosegretario al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali Antonio Buonfiglio, è stata accolta con estrema soddisfazione da Greenpeace, Legambiente, WWF e le associazioni ambientaliste tutte.
Un esamplare di questo pesce pelagico può arrivare a costare su una tavola giapponese oltre 125.000 euro. Normalmente, quanto più un “prodotto” è costoso e difficile da reperire sul mercato tanto più il suo valore cresce, così come la domanda da parte di una nicchia “danarosa”. Per quest’ordine di motivi, la riduzione delle quote di cattura per il tonno rosso - vero invito a nozze per il proliferare della pesca illegale -non è perseguibile se si vuole realmente tutelare questa specie. Piuttosto, è necessario impedirne del tutto cattura e commercio.
Continua a leggere: Il Governo italiano dalla parte del tonno rosso
Oggi, è stato inaugurato l’anno internazionale per la tutela delle biodiversità, in Europa. Ed è stato una triste cerimonia di apertura in cui la Commissione Europea, a Bruxelles, ha fatto sapere che l’UE non riuscira’ a realizzare gli obiettivi che si era data negli ultimi 10 anni per la protezione delle specie. I diversi ecosistemi si stanno lentamente sgretolando sotto il peso dell’antropizzazione. E del bracconaggio: il principale pericolo per il lupo, ad esempio, che pure sta rispondendo benissimo ai tentavi di recupero sulla nostra penisola ma è inerme, purtroppo, di fronte alle trappole e ai fucili.
Stavros Dimas, il commissario europeo all’ambiente, pochi giorni dopo aver lanciato l’allarme per la caccia al tonno rosso - la cui popolazione si è ridotta dell’85% rispetto agli anni novanta per lo più a causa della moda scoppiata per il sushi - ha fatto sapere che è necessario improntare nuove strategie e traguardi. Il bilancio degli sforzi fatti dai paesi membri, benché per certi aspetti lodevole, non è sufficiente. Le specie continuano a estinguersi ad una velocità allarmante: stimata tra le 100 e le 1000 volte più alta del normale. Solo il 17% degli habitat presenti nel vecchio continente ha una condizione favorevole di conservazione. A maggior rischio, ovviamente, le zone umide e i litorali.
Il livello di ambizione piu’ elevato e’ quello di aggiungere agli impegni precedenti l’aumento del contributo europeo alla prevenzione a livello mondiale
Così, si è chiusa oggi la cerimonia di apertura europea per l’anno internazionale della biodiversità. Ci auguriamo che nel corso di questi dodici mesi vengano fatte le programmazioni necessarie per un piano efficace di tutela degli ecosistemi e dei loro abitanti e, soprattutto, che vengano attuate pienamente.
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Predicare bene e razzolare male: sembra questa la filosofia dell’Unione europea in merito alla tutela del tonno rosso, specie che si viene a riprodurre nel Mediterraneo ma che a causa di una pesca indiscriminata rischia l’estinzione già dal 2012. L’eurodeputato verde Raül Romeva i Rueda con una interrogazione parlamentare fatta nei giorni scorsi al Commissario per la Pesca, il maltese Joe Borg ha messo in evidenza come la stessa Ue finanzi la pesca al tonno rosso. La cifra finora sborsata, dal 2000 al 2008 è stata di oltre 34,5milioni di euro.
A ricevere i sussidi la Spagna, che si è accaparrata quasi il 50% del totale, la Francia e l’Italia, con Cipro, Malta e Grecia. In pratica la Ue ha finanziato il potenziamento delle flotte di pescherecci dediti anche alla pesca del tonno rosso.
Spiega Tutela Fauna:
La sovra capacità della flotta peschereccia europea è una delle cause che hanno portato all’eccesso di pressione sugli stock di tonno rosso, portando la specie – a detta degli scienziati – alle soglie dell’estinzione economica se non si assumono immediatamente provvedimenti draconiani. La situazione attuale, risultante da questi generosi aiuti europei, è che la capacità di pesca al tonno rosso della flotta europea ammonta al momento a quasi 22.000 tonnellate/anno, contro un tetto al prelievo – ritenuto ancora eccessivo dagli scienziati – di 12.400 tonnellate/anno.
Ora il paradosso è che la Ue ha deciso di finanziare il “depotenziamento” delle flotte. Sempre con i soldi pubblici.
Via | Tutela Fauna
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Più volte abbiamo parlato su Ecoblog della questione relativa al tonno rosso e al fatto che la riduzione del suo stock stesse portando questa specie all’estinzione. Dopo numerosi tira e molla, nei quali anche il nostro Paese non si è certo distinto come leader per raggiungere il fermo della caccia, è finalmente arrivato un accordo importantissimo a livello planetario.
Infatti l’ICCAT, l’organizzazione internazionale che gestisce la pesca del tonno rosso nell’Atlantico e nel Mediterraneo, ha approvato all’unanimità una proposta dell’UE per ridurre già dall’anno prossimo del 40% le catture, passando quindi dalle attuali 22.000 a 13.500. L’assemblea generale ha preso altre misure per la protezione del tonno rosso.
In primo luogo la stagione di pesca sarà ridotta a un solo mese che andrà dal 15 maggio al 15 giugno senza alcuna possibilità di proroghe per il maltempo. Inoltre i Paesi membri dell’ICCAT si sarebbero impegnati a lavorare di comune accordo per la riduzione della capacità delle loro flotte, con l’obiettivo di dimezzarle entro il 2011.
Continua a leggere: Tonno rosso: approvata la riduzione del 40% delle catture
Al largo delle acque di Trapani c’è stato un inseguimento, con mare forza cinque, degno dei migliori pirati: all’arrembaggio gli attivisti di Greenpeace che hanno avvistato un peschereccio sospetto ed hanno indagato le sue attività illegali di pesca, prima di dar inizio all’inseguimento ed avvisare la capitaneria.
Rainbow Warrior, l’ammiraglia di Greenpeace ha avuto dei sospetti sul peschereccio Federica II, abilitato solo per la pesca a strascico, mentre vi era la presenza evidente di altri tipi di reti da pesca. I gommoni di Greenpeace si sono avvicinati, si sono accertati dell’illegalità in cui agiva il peschereccio ed hanno avvisato la Capitaneria di Porto, scortando i rei fino al porto di Pantelleria.
A bordo della Federica II sono stati trovati 10-15 km di rete spadara, illegale e bandita dalla UE, oltre a due ceste di palamiti, attrezzi per cui il peschereccio non aveva la licenza. Nella stiva sono stati trovati 16 pesci spada, di cui 2 di taglia illegale e 14 esemplari di tonno rosso, di cui 8 al di sotto della taglia minima di 30 kg. Si può dire che Greenpeace abbia fatto buona pesca, contro i pirati dell’illegalità.
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