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Carbone, paura al porto di Civitavecchia: una nave cargo ha rischiato di esplodere

pubblicato da Peppe Croce

Carbone, paura al porto di Civitavecchia: una nave cargo ha rischiato di esplodere

Quella di domenica è stata una giornata bruttissima per gli abitanti di Civitavecchia: la nave cargo Garv Prem, battente bandiera di Singapore, che trasportava 70 mila tonnellate di carbone ha rischiato di causare un disastro. Verso mezzogiorno la nave era in sosta nella rada, in attesa di accedere alla banchina di scarico della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord dell’Enel. Ad un certo punto il comandante della nave ha lanciato l’allarme alla Capitaneria di Porto: in una delle sette stive il carbone era arrivato a 55 gradi centigradi di temperatura e, soprattutto, nella stiva si registravano livelli anormali di gas.

Detta in parole povere, se non si riusciva ad abbassare la temperatura e a far sfiatare da qualche parte il gas la nave rischiava di saltare in aria fiondando lapilli infuocati a chilometri di distanza. I militari del mare, a questo punto, hanno deciso di far ormeggiare la Garv Prem nei pressi del terminal container e di fare intervenire il personale del Servizio Chimico del porto e i Vigili del Fuoco.

I tecnici hanno ritenuto opportuno tentare di scaricare parte del carbone, ma ciò è stato possibile solo alle nove della sera quando la temperatura è scesa a livelli accettabili e, soprattutto, parte dei gas presenti nella stiva erano usciti fuori grazie all’apertura delle bocchette di ventilazione.

Le operazioni di scarico del carbone, sorvegliate a vista dai Vigili del Fuoco, sono terminate alle 23:30 senza ulteriori problemi. E’ evidente, però, che il rischio corso domenica è stato realmente elevato e che si è evitato il peggio solo grazie all’attenzione del capitano della nave, che ha avvertito le autorità subito, e al lavoro dei tecnici che sono riusciti, seppur dopo diverse ore, a limitare i rischi.

Via | Civitonline
Foto | Flickr

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Centrale Enel di Torre Valdaliga Nord, la Prestigiacomo: bruciamo rifiuti. Il sindaco: non se ne parla

pubblicato da Peppe Croce

Il ministro Prestigiacomo vorrebbe bruciare cdr nella centrale dove è morto Sergio Capitani, ma il sindaco di Civitavecchia insorge

La centrale elettrica a carbone di Torre Valdaliga Nord, tristemente nota per il recente incidente che ha causato la morte dell’operaio trentatreenne Sergio Capitani, è al centro di un braccio di ferro tra il ministro Stefania Prestigiacomo e il sindaco di Civitavecchia, Gianni Moscherini.

Oggetto dello scontro istituzionale la possibilità, ben vista dalla Prestigiacomo e del tutto esclusa da Moscherini, di bruciare combustibile da rifiuti (Cdr) all’interno della centrale Enel. La notizia è riportata dal quotidiano on line New Tuscia, che cita anche le motivazioni del no espresse dal sindaco di Civitavecchia:

Quella espressa dal Ministro è un’ipotesi irrealizzabile innanzitutto perché la città ha già scelto per il trattamento dei rifiuti suoi e dei Comuni viciniori un sistema senza combustione, di brevetto israeliano, per il quale il Consiglio Comunale mi ha già autorizzato a procedere alla realizzazione. I tecnici di cui si avvale il Ministro peraltro avrebbero dovuto spiegarle la situazione del nostro territorio e l’impossibilità per esso di ospitare altre combustioni, aggravandone la situazione ambientale

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Carbone: bocciata Torre Valdaliga sud, riparte la nord

pubblicato da Peppe Croce

Bocciata la riconversione a carbone di Torrevaldaliga sudIl gruppo inattivo della centrale termoelettrica di Torrevaldaliga sud a Civitavecchia non verrà riattivato e convertito a carbone. Sembrerebbe questo il destino dell’impianto in seguito alla conferenza di servizio di ieri pomeriggio al Ministero dell’Ambiente. Sul tavolo c’era la richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale per il nuovo gruppo a carbone che, molto probabilmente, non arriverà mai.

Lo si deduce da un comunicato stampa diffuso dal Movimento per la Difesa del Cittadino di Civitavecchia in cui si afferma che la Commissione Aia ha accettato le prescrizioni avanzate dal sindaco della città, Gianni Moscherini. Tirreno Power, quindi, difficilmente riuscirà a portare avanti il suo progetto.

Il Movimento per la Difesa del Cittadino, inoltre, riporta le opinioni di un altro sindaco, quello di Tarquinia, in merito alla necessità di coinvolgere anche i comuni limitrofi nelle procedure di Aia:

Spendiamo un’ultima parola per esprimere, come MDC Comprensoriale, il nostro apprezzamento al pensiero del Sindaco di Tarquinia secondo cui il problema delle Centrali non può riguardare solo e soltanto il Comune di Civitavecchia, ma dovrebbero essere chiamati in causa tutti i Comuni del comprensorio sui quali possono ricadere le emissioni

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Sardegna, Greenpeace contro le centrali a carbone nell'isola verde

pubblicato da Marina

Dopo l’azione dimostrativa della settimana scorsa alla centrale a carbone di Torre Valdaliga, ieri una nuova azione, questa volta di sabotaggio,iniziata alle 4 del mattino per evitare blocchi e controlli, organizzata da Greenpeace alla centrale a carbone di Fiume Santo,in Sardegna, di proprietà di E.ON.

Un gruppo di attivisti ha raggiunto con gommoni e piccole lance la centrale a carbone (il servizio del Tg1 delle 20,30) e ha bloccato il nastro trasportatore dell’impianto, impedendone così il rifornimento, come protesta contro i piani di espansione dell’energia ricavata dal carbone della Regione Sardegna.

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