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Perchè spariscono le vongole dal Golfo di Trieste?

pubblicato da Marina

vongole I pescatori di vongole del Golfo di Trieste lanciano l’allarme a proposito della scomparsa dei bivalvi dalle loro acque. E anche dopo i mesi di fermo la situazione non è migliorata. Per ora il mancato ripopolamento, dunque, secondo i pescatori è un vero mistero.

Ha detto Fabrizio Regeni Presidente FedercoopescaFvg/Confcooperative Fvg:
I pescatori si sono limitati nella raccolta, hanno gestito le uscite di pesca con azioni di ripopolamento e, dopo numerosi mesi di fermo, hanno ripreso la pesca convinti di raccogliere le vongole moltiplicate ma hanno trovato meno prodotto di quando è stata sospesa la pesca. Il fenomeno potrebbe avere una serie di concause dall’inquinamento del mare alle troppe piogge, ma ancora non ci sono indicazioni precise. Aspettiamo l’esito delle analisi, ma siamo molto preoccupati.

Il fenomeno è sotto osservazione dal 2009 e lo studiano anche all’Università di Trieste. Dopo il salto un servizio su come l’inquinamento di mercurio infici la vita della fauna marina nella laguna di Grado e Marano.

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Lo scandalo italiano del rigassificatore di Trieste denunciato a Lubiana

pubblicato da missunderstanding

porto trieste rigassificatore

Se con l’estate la questione di Lubiana è passata inosservata ai media italiani non è stato lo stesso per quelli di Lubiana, dopo che l’Associazione Alpe Adria Green ha inoltrato un report alla Repubblica di Slovenia, per segnalare scorrettezze e falsificazione di dati nel progetto italiano che prevede la costruzione di un terminale marittimo di rigassificazione nel porto industriale di Trieste, al confine con la Slovenia.

I rigassificatori hanno un devastante impatto chimico sull’acqua del mare e un incidente in materia di sicurezza può compromettere l’area circostante in un raggio da 2 a più di 10 km. In caso di esplosione o fuoriuscita dai serbatoi, l’incidente può avere la portate di un’eruzione vulcanica. Per questi motivi i rigassificatori vengono costruiti su coste deserte o a 15 km al largo, protette da due aree concentriche in cui è vietato l’accesso per misure di sicurezza.

Il rigassificatore di Trieste verrebbe costruito nel Porto, nella già inquinata baia di Muggia, a ridosso della città e dell’oleodotto transalpino, non rispettando le norme richieste in materia di sicurezza civile e militare per la vicinanza a persone e a impianti ad alto rischio.

Perchè il progetto vada in porto, già approvato dall’IOtalia alla spagnola Gas Natural, ci vuole anche il consenso della Slovenia ed il progetto presentato si fonderebbe su dati tecnici falsi, acquisiti dalla Polizia Giudiziaria Italiana su denuncia di Alpe Adria Green, WWF, Legambiente e Italia Nostra, più altri comitati triestini. Mentre a Lubiana si parla di denuncia, per chi volesse leggere l’intero report sul rigassificatore di Trieste, il pdf si puà scaricare sul sito di GreenAction.

Foto | Flickr

Festa ecologica sulla spiaggia delle donne

pubblicato da missunderstanding

ecomaretona

Il Bagno 97 di Riccione, meglio noto come spiaggia delle donne perchè gestito da sole donne fin dal 1946, diventa oggi punto d’incontro tra Ecomaretona ed Ecospiagge per una grande festa ecologica.

Alle 18.30 arriveranno al Bagno 97 Giuseppe Tamburino e gli altri sportivi impegnati nell’ Ecomaretona, la corsa a tappe che attraversa tutta l’Italia per monitorare lo stato delle coste e delle spiagge. Gli sportivi, percorrendo tutto lo stivale da Reggio Calabria a Trieste, dove arriveranno il 30 agosto, fotografano e documentano situazioni di abbandono e di degrado dei litorali italiani.

Dall’altra parte, arrivano alla stessa ora rappresentanti e volontari di Ecospiagge, il progetto voluto dai bagnini dal 2003, che promuove le spiagge ecologiche. Se siete in vacanza sulla riviera fate un salto per l’aperitivo più ecologico dell’estate.

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A Trieste il Forum Internazionale sull'energia pulita

pubblicato da missunderstanding

forum internazionale sull'energia pulitaInizia oggi a Trieste il Forum Internazionale dell’energia pulita, che vede riuniti i rappresentanti di 17 paesi del mondo, intenti a promuovere tecnologie a basso consumo e a bassa emissione di CO2, organizzato dal Ministero dell’Ambiente.

Il forum si propone di trovare e fissare vie alternative per produrre energia, e rispondere alla domanda crescente per i prossimi trent’anni, senza aumentare le emissioni di anidride carbonica. Tra le proposte più importanti, quella di investire in tecnologie a basso contenuto di carbonio, attraverso misure di sostegno e definizione di standard globali sia di prezzo che di contenuto di carbonio, al fine di diminuire del 50% le emissioni mondiali in trent’anni. Allo stesso tempo, il forum discuterà della possibilità di incentivare progetti di fonti rinnovabili nei paesi in via di sviluppo.

Il Forum di Trieste, aperto dal 2 al 5 aprile, ospita anche un’area molto interessante per designer e curiosi: domani 2 aprile, alle h.12.00, presso la Ex pescheria di Trieste sarà presentato il libro “Design Italiano per la sostenibilità”, una selezione di prodotti realizzati da aziende italiane che hanno integrato design e rispetto per l’ambiente. La presentazione del volume sarà accompagnata da una mostra di prodotti del Design Italiano per la Sostenibilità, aperta al pubblico dal 2 al 14 aprile.

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La classifica delle province più inquinate

pubblicato da Roberto Bosio

Taranto ed il suo cielo inquinato L’associazione Peacelink ha costruito una classifica delle provincie italiane più inquinate a partire dai dati dell’Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti.

Tra tutte le possibili sostanze inquinanti che finiscono nell’ambiente, e non poteva essere altrimenti, Peacelink ha scelto di considerarne solo alcune. Ovviamente sono stati scelti elementi altamente inquinanti che sfuggono alle rilevazioni “normali” come piombo, arsenico, mercurio, diossine e furani.

L’altro limite della ricerca è che per i dati ci si è accontentati di quanto dichiarato dalle aziende, e questo porta con sé due conseguenze. La prima è che si possono nutrire dubbi sulla veridicità di questi dati. La seconda, più importante, è che tra le province più inquinate non compaiono quelle della Campania perché non sono state considerate le emissioni illegali.

La provincia più inquinata è risultata Taranto, grazie, si fa per dire, al 92% delle emissioni atmosferiche italiane di diossine e furani, oltre a livelli record di mercurio e idrocarburi policiclici aromatici e così via.

Seguono, con grande distacco, Livorno per le emissioni in acqua di arsenico e piombo, Nuoro - a causa dell’industria petrolchimica di Ottana e il cementificio di Siniscola -, e Venezia, “grazie” al polo petrolchimico di Marghera. Dal quinto al decimo posto troviamo infine Caltanissetta, Trieste, Siracusa, Carbonia Iglesias, Sassari e Ravenna.

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Ingresso gratis in acqauri e musei per la settimana della cultura

pubblicato da lumachina

musei aperti gratuitamente per la settimana della culturaIn occasione della settimana della cultura, promossa in tutta Italia dal Ministero della Cultura, si potrà entrare gratuitamente in molti musei, tra cui anche alcuni di nostro interesse.

A a Milano si aprono le porte dell’Acquario Civico di Viale Gadio 2, in cui sono allestite varie mostre didattiche sul tema dell’acqua: “Di quanta acqua son fatto” - “Quanta acqua consumo” “Milano città sull’acqua: navigli scoperti” e “Le forme dell’acqua”. Gli amici del naviglio organizzano anche una visita guidata a questo canale storico.

A Trieste sono in corso i colloqui sull’ambiente, tutti dedicati ai problemi della laguna di Grado (presentazioni di carattere scientifico sulla sedimentazione, la dispersione degli inquinanti, gli indici di qualità ambientale basati sulle macrofite… tanto per dare un’idea).

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