Sono stati attivati i primi 152 MW di quella che sarà la più grande centrale eolica su terraferma in Europa. Il parco eolico portoghese di Ventominho, quasi al confine con la Spagna, sarà dotato di 120 turbine eoliche da 2 MW che forniranno quindi 240 MW a lavori ultimati. L’investimento è stato fatto da EDF Energies Nouvelles, divisione al 50 per della francese EDF.
Non finisce qui. Si parla anche di una “fattoria del vento” che fornirà 112 MW questa volta a Arada, vicino a Porto.
Solo con EDF Energie Nouvelles, il Portogallo avrà la disponibilità di quasi 400 MW ottenuti in modo assolutamente pulito grazie all’energia eolica. Tutto questo mentre da noi si parla molto e si combina pochissimo.
Via | Ambientenergia.info
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Nel mar dei Caraibi il vento è sempre un buon alleato a tal punto che sull’isola Bonaire, un paradiso nelle Antille Olandesi a 80km a nord del Venezuela, grande più o meno come l’isola d’Elba, si vivrà soltanto con lo sfruttamento di energia sostenibile. Un progetto combinato di biodiesel ed eolico permetterà l’abolizione totale dell’uso di combustibili fossili per la produzione di energia: l’impianto di 13 turbine eoliche ed una centrale elettrica a biodiesel coprirà il fabbisogno energetico dell’isola intera.
Una prima turbina eolica già funziona a pieno regime da oltre 5 mesi: con il sistema combinato la riduzione dei costi di produzione sarà possibile anche nel breve periodo. L’investimento è iniziato nel 2004, quando il governo ha deciso di dar vita alla sinergia tra ambiente, investimenti e riconversione di una vecchia centrale. Entro la metà del 2009 il progetto dovrebbe esser portato a termine: 40 milioni di dollari investiti per realizzare l’opera dalla Evelop, azienda del Gruppo Econcern operante nel settore delle energie alternative e del risparmio energetico - partner di Enercon e Man nella joint-venture EcoPower Bonair BV - che ha siglato un accordo con Water and Energy Company of Bonaire.
Dirk BerkHout, membro del cda di Econcern, spiega che parte dell’investimento potrà rientrare attraverso i crediti di CO2, cioè quei pagamenti sostenuti dalle aziende inquinanti a favore dei produttori di energia rinnovabile che fanno parte di un sistema internazionale.
Ogni turbina produrrà mediamente 0,85 MW (con punti di 0,9 per quelle installate sul Nord-Est) quindi in condizioni di vento ottimale basterebbe l’intero parco eolico per soddisfare i bisogni energetici dell’isola. Nel frattempo è in corso la sperimentazione su biodiesel ricavato da alghe e si prevede che l’impianto comincerà ad essere alimentato con combustibile bio due o tre anni dopo la sua messa a regime.
Continua a leggere: Bonaire, l'isola dei caraibi ad energia sostenibile
Abbiamo parlato del Kite Gen (qui ad esempio), ma il nuovo impianto si presenta ancor più rivoluzionario nelle sue dimensioni. Infatti è composto da un anello di 20 Km di dimetro (come il Grande Raccordo Anulare di Roma) da cui partono una serie di leggeri profili alari che volano ad una altezza di 10 Km vincolati alla base attraverso delle funi che hanno il compito di farla girare e produrre così energia.
Questo immenso impianto è stato studiato per essere installato in mezzo al mare ma soprattutto per produrre una quantità di energia elettrica che potrebbe essere sufficiente a coprire il fabbisogno elettrico del nostro paese anche in giornate non particolarmente ventose. Lo scopo di questa tecnologia è proprio quella di sfruttare la fonte energetica eolica altrimenti non sfruttabile con i comuni generatori.
Il cervello del progetto è un software che pilota automaticamente i profili alari ricevendo dati radio dai sensori avionici montati a bordo, in maniera che le traiettorie di volo possano essere controllate e normalmente dirette a massimizzare la produzione di energia. Inoltre il software permette di far girare la base alla velocità desiderata.
Il codice 126 corrisponde alla lunghezza delle pale: 126 metri. L’Enercon E-126 ha una potenza di oltre 7 megawatt e può produrre 20 gigawattora l’anno, quanto basta per i consumi di 5000 famiglie. Oltre al design sofisticato delle pale, smontabili per trasporto e manutenzione e reclinabili in caso di vento eccessivo, l’E-126 ha un’elettronica d’avanguardia per assicurare un ottimo rendimento anche in caso di vento debole, grazie al posizionamento diretto del generatore nel cono della turbina, che garantisce il minimo attrito.
Inoltre, ad una velocità di 12 giri al minuto non dovrebbero esserci grandi problemi per gli uccelli in volo: una pala impiega infatti circa 5 secondi per completare un giro ed è ben visibile! La tecnologia si distingue nettamente dall’eolico da pochi kW, che funziona ad alte velocità.
Dai dati ANEV risulta che nel 2007 in Italia sono stati istallalti 634 MW di potenza eolica (il migliore anno di sempre), con una produzione di energia elettrica pari a 4,3 TWh, equivalente al consumo di oltre 4,5 milioni di persone. In termini ambientali, la produzione eolica ha garantito il risparmio di 4 milioni di tonnellate di CO2 e 17 milioni di barili di petrolio. Negli Stati Uniti, il 2007 ha fatto registrare una crescita dell’energia dal vento del 45%.
Via | Metaefficient
» Statistiche sulle rinnovabili in Italia, US Wind Power Capacity
Diversi sono i progetti in studio legati all’utilizzazione ed imbrigliamento dell’energia eolica: dalle turbine in plastica all’eolico “a risonanza” per il mini-eolico, dalla diga per concentrare il vento al Kite Wind Generator per i grandi impianti. Ora dall’esperienza aerospaziale di FloDesign nascono i Mixer/Ejector Wind Turbine (MEWT).
I punti di forza di questo nuovo progetto sono:
- le dimensioni inferiori al 50% di un mulino tradizionale a 3 pale;
- maggiore produzione di energia pari al 50% grazie alla particolare struttura aerodinamica;
- minori costi di produzione di circa il 25-35%.
Tali risultati sono stati ottenuti a partire da studi aerospaziali che hanno permesso da un lato di incrementare l’efficienza di conversione dell’energia eolica e dall’alto hanno portato ad una serie di vantaggi quali una maggiore robustezza delle pale ed una minore complessità della parte meccanica con conseguente risparmio in termini economici.
Dodici turbine idroelettriche lungo il tratto fiorentino del fiume Arno.
E’ questo il progetto della Provincia di Firenze, che conta così di produrre 47 GW all’anno di energia pulita.
Le turbine saranno piazzate in prossimità delle cosiddette “traverse” o “briglie”, che sono i piccoli dislivelli artificiali creati lungo il corso del fiume - alcuni anche secoli fa - per regimare le acque e per ottenere la forza motrice che serviva ai mulini.
Il progetto nasce dalla necessità di risistemare le 20 briglie fiorentine: un lavoro da €20 milioni di competenza proprio della Provincia. Per reperire i soldi si è quindi pensato di installare delle turbine idroelettriche e vendere la corrente. E’ stato commissionato al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze uno studio sulla fattibilità e la convenienza economica del progetto. I risultati sono stati positivi, ma l’investimento necessario per gli impianti - che verrebbero installati su 12 delle 20 briglie - è di ulteriori €27 milioni, per un totale di €47 milioni.

Le piccole pale di plastica (riciclata e riciclabile) del motorwind iniziano a girare con venti di 2 metri al secondo e si pensa possano essere perfezionate per sfruttare velocità anche minori, fino a 1 m/s.
Misurano 25 cm di diametro, sono leggere e assemblabili in griglie di ogni dimensione. Sono state pensate per essere usate in ambiente urbano, installate sui tetti o addirittura sui balconi. Un gruppo di 20 mini ventole costa, attualmente, circa 25 dollari, ma si pensa che quando saranno prodotte in serie e in grandi numeri, il prezzo scenderà.
Louis Michaud ha passato 40 anni a studiare i tornado e ora e’ convinto di poterli provocare e controllare al fine di estrarre energia dai forti venti.
60 milioni di dollari basterebbero per una centrale in grado di soddisfare le necessita di 200.000 abitazioni.
La sua fonte di calore iniziale e’ quella dissipata (sprecata) da una centrale termoelettrica. Con il calore lui dice di poter generare un tornado, che, controllato e munito di turbine, darà energia elettrica in modo “pulito”. 20 milioni di dollari potrebbero essere risparmiati perché la centrale termoelettrica non avrebbe più bisogno di raffreddare le sue acque calde, trasformate da rifiuto a risorsa.
Grattacieli con piani prefabbricati che si muovono con il vento e sono così in grado di produrre elettricità per le proprie funzioni “vitali” e per altri 10 edifici di dimensioni simili. Secondo voi questo video è frutto di realtà o si tratta “solo” di fantascienza?
Via | Sharkride.com
L’energia eolica è sempre fonte di accesi dibattiti, ed anche Ecoblog non è stato risparmiato. Mentre si continua a discutere dove posizionare un generatore eolico senza deturpare il paesaggio c’è chi punta sull’eolico fai-da-te. Dei mini generatori da piazzare magari sul tetto di casa. Si parte dal modello 913 che costa “solo” 660 euro: il rotore dal diametro di un metro inizia a rendere con una velocità del vento di appena 2,5 metri al secondo (5 nodi). La potenza massima in uscita è di 250W (tensione da 12 o 24V). Ha una protezione automatica in caso di vento troppo forte e necessita di un regolatore di carica.
Per ulteriori informazioni: www.marlec.co.uk
Altri link:
IlProgettosostenibile.it