
Tra le curiosità viste a Tuttunaltracosa vi racconto dell’avorio naturale, ottenuto incidendo il frutto di una palma amazzonica invece che dalle zanne di elefante. La palma in questione e’ la Phytelephas aequatorialis, nota in Ecuador con il nome di Tagua.
In Ecuador la gente mangia la polpa morbida dei frutti immaturi di questa pianta, poi, a maturazione avvenuta, i semi diventano durissimi e possono essere incisi e scolpiti come l’avorio. La raccolta dei semi non distrugge la foresta e pertanto alcune organizzazioni non governative hanno iniziato a promuovere la produzione e la vendita di questi manufatti in un’ottica di sviluppo locale e protezione della natura.
Dai semi di Tagua si possono ottenere soprammobili come quelli della foto, ma anche gioielli come anelli o collane o strumenti per il massaggio. A Milano si trovano presso lo show room - laboratorio Solstizio, in Viale Certosa 14.
Questo fine settimana siamo stati a curiosare tra gli stand di Tuttunaltracosa, la fiera del commercio equo e solidale di Milano. Abbiamo rivisto in buona salute alcuni progetti di cui vi avevamo parlato l’anno scorso, come la produzione di carta e corda dalla cacca degli elefanti, allo scopo di trasformare questi bestioni da problema (devastano i raccolti) a risorsa (producono qualcosa di utile e in quantità notevole… ).
C’erano anche le macchinette da ufficio per il caffè equo e solidale e i giocattoli di latta ottenuti riciclando lattine delle bibite e barattoli di metallo. Ovviamente si poteva bere acqua San Rubinetto. Nei prossimi giorni vi racconteremo alcune delle novità della fiera, dateci il tempo di riordinare gli appunti!
Oggi è la giornata mondiale del commercio equo-solidale e oltre 300 associazioni in più di 70 Paesi hanno lanciato, insieme a tutto il movimento, la propria sfida contro il riscaldamento globale. L’Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale AGICES, socia italiana di IFAT insieme a AltraQualità, Commercio Alternativo, Ctm altromercato, Ctm Agrofair, Chico Mendes, LiberoMondo, Equoland Equomercato, FairWatch, Roba, Cresud e Conges, raccoglie la sfida e la rilancia con i suoi soci, chiedendo alle istituzioni e ai consumatori di premiare e sostenere le organizzazioni nel loro cammino verso la sostenibilità.
L’idea è quella di ripartire dal commercio e dalle merci per ripensare ad un mondo che gestisca al meglio l’impatto ambientale e l’inquinamento che ne deriva. Il cambiamento climatico, lo sappiamo, è solo il sintomo di un pianeta malato. Domani è la festa della mamma è lo slogan coniato è: “Di mamma c’è n’è una sola. Di pianeta Terra anche”, per far comprendere attraverso un claim intelligente che prendersi cura della Terra è necessario e per attuarlo si può partire proprio da un diverso modo di fare la spesa e da un diverso modo di scegliere le merci, anche se arrivano dall’altra parte della Terra.
“E’ vero, molti dei nostri prodotti arrivano da lontano – spiega Grazia Rita Pignatelli presidente di AGICES – ma di anno in anno la loro qualità sociale cresce e il loro impatto ambientale a livello locale si riduce. Gli artigiani equosolidali spesso tessono, intagliano, compongono e trasformano ancora a mano le proprie creazioni, trasformando così in oggetti unici materie prime altamente sostenibili come, ad esempio, bamboo, canapa, carta di riso e rifiuti. Il packaging è ridotto al minimo rispetto ai prodotti delle imprese convenzionali”.
Via | diregiovani
Foto | Ifat
Dicevamo ieri che il commercio equo e solidale non dovrebbe funzionare grazie alla beneficenza. Lo dicono anche i produttori del Sud del Mondo. Lo hanno detto chiaro e tondo i produttori di caffè ai due olandesi che hanno inventato il commercio equo. “Il nostro caffè è buono. E’ proprio di buona qualità, ma la gente lo compra per farci la carità, non per godersi un prodotto di qualità. Siamo stufi di far pena, vorremmo che il nostro lavoro venisse riconosciuto per quel che davvero vale.”
Chi di voi avesse intenzione di farsi un giro a Tuttunaltracosa, la La Fiera nazionale del commercio equo e solidale organizzata dalle Botteghe del Mondo a Milano dal 19 al 21 maggio, ci vada come un degustatore, non come un benefattore, e non pensi a quel che diceva Capra sull’assurdità di far viaggiare il cibo.