Come abbiamo già detto su Ecoblog qualche tempo fa, il virus dell’influenza A/H1N1 non solo colpisce i maiali, ma può colpire anche gli animali domestici, com’è successo ad un gatto nello Iowa.
Dopo il caso del felino contagiato, viene spontaneo da chiedersi come proteggere i nostri animali dal virus dell’influenza e se si può essere contagiati dal virus dell’influenza A dal contatto con gli animali domestici.
Non ci sono casi di cani con l’influenza A e per quanto riguarda i gatti, essi dovrebbero temere molto di più gli umani rispetto a quanto gli umani dovrebbero fare con i gatti: per il momento non si segnalano casi di contagio gatto-umano. Tacchini e uccellini sembra siano già statio contagiati dal virus dell’influenza A/H1N1, ma al momento non si conosce se tra i contagiati si annoverano anche i canarini che alcuni tengono in gabbia.
Ad ogni modo, se da un po’ di giorni il vostro cucciolo vi preoccupa perchè starnutisce in continuazione, tossisce, ha difficoltà a respirare, provate a contattare il veterinario, anche se probabilmente si tratterà di un normal eraffreddore o dell’influenza canina, che ha gli stessi sintomi. None siste vaccino per gli animali e le migliori precauzione restano sempre il buon senso e lavarsi frequentemetne le mani, magari con un detergente igienizzante naturale fai-da-te.
Via | consumerreports
Foto | Flickr
E’ stata pubblicata dall’International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN) l’annuale Lista Rossa sulle specie animali ovvero il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il globo terrestre.
Il rapporto, com’era lecito aspettarsi, non è dei più confortanti. Secondo i dati più di un terzo delle specie di fauna e flora conosciute nel mondo sarebbe minacciata di estinzione. Questi i numeri: 17.291 specie su un totale di 47.677 studiate sarebbe in pericolo; si tratta in sostanza del 36% di tutte quelle monitorate. Nello specifico il 2% (quindi 875 specie) risulta estinto o estinto allo stato selvaggio in natura.
Queste invece le percentuali delle specie che rischiano l’estinzione per le diverse classi vegetali ed animali: il 21% di tutti i mammiferi conosciuti, il 30% di tutti gli anfibi noti, il 12% di tutti gli uccelli, il 28% dei rettili, il 37% dei pesci di acqua dolce, il 35% degli invertebrati, addirittura il 70% delle piante.
Nel Mar Baltico un numero impressionante di uccelli soffre di una malattia che provoca la paralisi e quindi la morte. Il tutto è riconducibile ad una carenza di vitamina B1, la tiamina. La presenza di questa vitamina è riscontrabile in alimenti di origine vegetale ed animale e la carenza provoca dismetabolie fino ad arrivare ad alterazioni del sistema nervoso nelle forme croniche.
Nell’avifauna, uno studio svedese evidenzia che da tale carenza ne risultano compromesse anche le covate (alcune femmine hanno smesso di ovideporre) e tutta una serie di modelli comportamentali che vanno da una minore aggressività a minori grida nel gabbiano reale. Il fenomeno riguarderebbe tutto il Mar Baltico ed in particolare l’Islanda. In realtà il suddetto studio pone un problema più grave.
La tiamina non c’è più da diversi anni infatti studi del 1999 di altri autori confermerebbero questa fenomeno con ripercussioni nella riproduzione dei pesci. Nuovi studi verranno eseguiti per tentare di capire come sia stato possibile una tale riduzione di fonti di tiamina e le cause ad esse associate. Il ciclo della vitamina B1 sembra essersi rotto e bisogna scoprire al più presto in che anello si è verificata una perdita.
Via | Physorg.com
Foto | paolofefe - Photography Is Memory
Mentre il nostro paese viene multato dall’UE per l’utilizzo illegale delle spadare, ci giunge dal Sud Africa la notizia del successo di un progetto di conservazione degli albatros, la cui mortalità a causa della pesca è diminuita, dal 2006, dell’85% circa.
Grazie a questo progetto, lanciato dalla Royal Society for the Protection of Birds e da Birdlife International, è stata infatti creata una task force di istruttori specializzati, che hanno spiegato ai pescatori come evitare di uccidere gli uccelli, che spesso rimangono impigliati negli ami dei lunghi cavi usati per la pesca industriale.
La tecnica principale consiste nell’attaccare alla parte posteriore delle barche degli striscioni colorati per spaventare i volatili. Inoltre, i pescatori sono stati incoraggiati ad uscire durante le ore notturne, quando gli albatros sono meno numerosi. L’obiettivo è quello di salvare 22 specie di rischio di estinzione, circa 3 milioni di esemplari.
Foto | angrysunbird
È un vero e proprio mistero il comportamento dei pellicani bruni californiani, i cui frequenti decessi stanno seriamente preoccupando biologi ed etologi americani. Questi grandi uccelli, infatti, trovano la morte in modo bizzarro, schiantandosi a tutta velocità su auto, strade e barche. Sembra, inoltre, che molti animali vengano trovati a molti chilometri di distanza dalla costa sulla quale sono soliti vivere.
L’ipotesi più accreditata è che i pellicani disorientati possano subire un avvelenamento da agenti chimici. I pellicani, infatti, potrebbero essere stati intossicati dal polibrominato difenile, un ritardante per le fiamme, usato per combattere gli incendi estivi e del quale si è già dimostrata la pericolosità per le specie animali.
Gli scienziati stanno esaminando le carcasse degli uccelli, per accertare le cause della morte e per fermare in tempo questa strage. Il timore è che questa specie, già a rischio di estinzione negli anni 70 a causa del Ddt, scompaia definitivamente.
Foto | dave & rose
Quante volte abbiamo partecipato ad una celebrazione quale un matrimonio, un battesimo o una comunione? Sicuramente tantissime. Altrettanto numerose sono le volte che, in queste occasioni, abbiamo ricevuto una bomboniera in ricordo della giornata. Però quanti di voi ricordano, a distanza di tempo, del tipo di bomboniera ricevuta? Probabilmente pochi. Proprio in contrapposizione a questo consumismo, per certi versi inutile, inizia a diffondersi da qualche tempo la pratica della bomboniera solidale.
In sostanza si tratta di vere e proprie iniziative di raccolta fondi il cui ricavato finisce per finanziare progetti di diversa natura. Nello specifico mi hanno incuriosito alcune iniziative portate avanti da alcune associazioni ambientaliste il cui fine è quello di finanziare progetti di sostenibilità ambientale in tutto il pianeta. Il principio è semplicissimo: il festeggiato rinuncia all’acquisto delle sue bomboniere e dona la medesima quantità di denaro, che altrimenti avrebbe utilizzato per l’acquisto dell’oggetto ricordo, per il finanziamento di iniziative ecologiche.
Secondo uno studio britannico, i cambiamenti climatici starebbero influenzando l’abbandono prematuro delle uova da parte delle più comuni specie di uccelli, che cercano di fare i conti con il riscaldamento della temperatura terrestre.
L’analisi effettuata su 30.000 nidi mostra come pettirossi, fringuelli, rondini e alcune delle più comuni specie di volatili lascino circa con una settimana di anticipo le loro uova rispetto al 1960.
Lo studio mostra inoltre come gli uccelli stiano altresì alterando la nidificazione e le rotte di migrazione viaggiando più a lungo per trovare nutrimento. Il precoce abbandono delle uova potrebbe far sì che i nuovi nati vengano al mondo in primavera, quindi prima che la quantità di cibo loro necessaria sia disponibile.
Via | Guardian.co.uk
Foto | Flickr
“Uccelli da scoprire da soli”, ovvero in olandese originale “Vogels om je heen ontdekken” e’ uno dei più graziosi libri per bambini ispirati alla natura che ho visto alla Fiera del Libro per bambini di Bologna.
Dopo una minima introduzione alla morfologia funzionale di becchi e zampe si passa subito ad illustrare le abitudini di varie specie di uccelli. Ogni pagina ospita cinque o sei specie e per ognuna, oltre ad un disegno ad acquarello che ne illustra il piumaggio, viene mostrata una caratteristica peculiare, sia essa il modo di rompere un guscio, di posarsi sui cavi elettrici o di corteggiare il partner.
Molto utile e’ anche l’indicazione del momento della schiusa delle uova, che nei Paesi Bassi avviene tra maggio e giugno e che attira famiglie intere a fare “pulcino watching” lungo i canali. Libretto utilissimo per aiutare i bambini a dare un nome a quello che hanno sotto gli occhi, affinché crescano capaci di distinguere una gallinella d’acqua da un germano, oltre che un cellulare Nokia da un Samsung.
La copia che ho a casa mi e’ stata donata dalla unieboek, che vorrei segnalare a tutte le case editrici italiane in cerca di diritti di riproduzione di libri per bambini. La mia speranza e’ quella di veder tradotto e distribuito anche in Italia questo libretto.

Brian Klaus aveva smesso di fumare e si era dimenticato di svuotare il cestino con i mozziconi di sigaretta. qualche tempo dopo, uscendo di nuovo in terrazza, si e’ accorto che il cestino delle sigarette era stato usato da un uccello per nidificare.
Il cestino dei mozziconi, dal punto di vista tecnico di un uccello, offre un supporto morbido e stabile, oltre che impedire alle uova e ai pulcini di finire fuori dal nido. Certo, forse l’odore non e’ il massimo… Se non avete riconosciuto il pulcino… provate a indovinare la specie guardando la foto dell’adulto in cova.
Sembra la storia di un condannato a morte che all’ultimo minuto riceve la grazia. I colibrì ospiti presso il Centro per la salvaguardia di Trieste hanno rischiato di morire per il distacco della corrente elettrica a causa delle difficoltà economiche attraversate dal Centro. Alla fine un contributo straordinario di 40 mila euro approvato due giorni fa dal Ministero dell’Ambiente ha evitato la tragedia. Ma i problemi non finiscono qui…
Tutto cominciò nel 2005 quando l’Italia firmò con il Perù un protocollo per la riproduzione dei colibrì, offrendo nel Belpaese l’ospitalità per alcuni esemplari. Il Centro di Trieste, che ha accolto i colibrì, non ha però ricevuto i finanziamenti per sostenere il progetto. Il distacco doveva avvenire oggi, sabato 15, alle 10. La causa? Un problema burocratico raccontato, ripercorso e denunciato da molti. Ne parlarono le Iene lo scorso 25 gennaio che insieme a tanti altri personaggi famosi si unirono all’appello per salvare il Centro.