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Tutti gli articoli con tag ue

Nucleare pulito: per la fusione i soldi non bastano, servono altri fondi per il progetto Iter

pubblicato da Peppe Croce

La fusione controllata, ritenuta da molti la risposta definitiva ad ogni problema di approvvigionamento dell’energia senza aumentare le emissioni di CO2, si fa sempre più lontana.

Il progetto Iter, punta di diamante della ricerca nucleare internazionale (vi partecipano Unione europea, Stati Uniti, Cina, Giappone, India, Russia e Corea del sud), continua ad incontrare problemi. Soprattutto economici.

La Commissione europea ha infatti comunicato all’Europarlamento che i soldi stanziati fino ad oggi per il progetto Iter non basteranno: da un’ipotesi iniziale di spesa di 2,7 miliardi di euro si passa a 7,2 miliardi.

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Berlusconi e Sarkozy chiedono il protezionismo contro i killer del clima. L'Europa risponde: regaliamo le quote...

pubblicato da Peppe Croce

Berlusconi e Sarkozy chiedono compensazioni finanziarie per chi non rispetta gli accordi sul climaUn paio di giorni fa Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy hanno preso carta e penna e scritto una lettera al presidente della Commissione europea Juan Manuel Barroso. Oggetto della missiva le politiche economiche da intraprendere nei confronti di quei paesi che non rispettano gli accordi internazionali sul clima.

Nella lettera, pubblicata integralmente dal giornale on line Clandestino Web, si chiede di istituire una “compensazione finanziaria” nei confronti dei prodotti provenienti da paesi che continuano a produrre i propri beni senza curarsi più di tanto delle emissioni di CO2:

Disporre, nel quadro del negoziato internazionale, tra gli altri possibili strumenti, di questo meccanismo, che dovra’ ovviamente essere inclusivo e non protezionistico ci permetterebbe in effetti di prevenire il rischio di fuga di carbonio incoraggiando i Paesi terzi a adottare misure di riduzione delle loro emissioni, per esempio nel quadro dei partenariati settoriali

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Parlamento, brutte notizie per clima e caccia: ok alla mozione anti Kyoto e alla caccia no limits

pubblicato da Peppe Croce

Brutte notizie dal Parlamento per clima e animali

Non è stata una buona giornata, quella di ieri, per l’ambiente e gli animali: in Parlamento, sia alla Camera che al Senato, due votazioni hanno inferto un duro colpo alla lotta al cambiamento climatico e alla tutela degli animali selvatici.

La prima è quella dell’aula del Senato, che ha approvato la famosa mozione dei senatori anti Kyoto, presentata dal senatore D’Alì, che chiedeva al Governo di impegnarsi in favore della riorganizzazione dell’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) e della sostituzione dell’Accordo Europeo sul 20-20-20.

Dall’opposizione, che hanno tacciato la maggioranza di negazionismo climatico, è stato chiesto di adeguare la posizione dell’Italia a quella giustamente preoccupata degli altri grandi Paesi del mondo, rispettando l’Accordo e mettendo in atto politiche nazionali coerenti con i suggerimenti europei. La mozione D’Alì, però, è passata con 137 voti favorevoli, 112 contrari e un astenuto.

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ActionAid contro i biocarburanti: affamano il mondo. Presentata la benzina "Fame"

pubblicato da Peppe Croce

ActionAid contro i biocarburanti: per fare 50 litri si usa il mais che sfama un bimbo per un anno

ActionAid, organizzazione internazionale no profit che si batte contro la fame nel mondo, l’Aids e per le adozioni a distanza, ha presentato ieri in piazza Cadorna a Milano la benzina “Fame”. Con il provocatorio slogan “Il pieno a stomaco vuoto” l’associazione ha sensibilizzato i passanti sul consumo di risorse alimentari dovuto alla produzione di biocarburanti.

Lo sviluppo dei carburanti ecologici, etanolo in primis, metterebbe secondo ActionAid a rischio il diritto al cibo dei popoli più poveri dove la fame è tutt’oggi una realtà quotidiana

Un pieno di carburante rischia di costare un prezzo altissimo, perché i prodotti agricoli destinati a diventare biocarburanti competono con quelli per il consumo alimentare, togliendo letteralmente il cibo alle persone del sud del mondo, che vedono le proprie terre espropriate dalle multinazionali.

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Secondo l'Ue l'Italia dovrà importare energia verde. Secondo Asso Energie Future è "inconcepibile"

pubblicato da Peppe Croce

Per l'Ue l'Italia dovrà importare energia verde

L’Unione europea è convinta che l’Italia non riuscirà a rispettare l’impegno di produrre da fonti rinnovabili almeno il 17% del suo consumo di energia elettrica entro il 2020. Il giudizio sul nostro paese è contenuto previsioni preliminari sul raggiungimento a livello europeo del target del 20%. Di conseguenza l’Italia dovrà importare l’energia verde che non riesce a produrre. In particolare energia da fonte eolica e fotovoltaica.

Estremamente critica nei confronti di questa previsione si è dichiarata Asso Energie Future, neonata associazione di categoria dei produttori da fonte rinnovabile, che ha definito l’idea di importare energia prodotta da fonti rinnovabili “inconcepibile”. Secondo il presidente di Asso Energie Future, Massimo Sapienza, l’Italia può e deve farcela da sola:

E’ una decisione inconcepibile considerando l’alto grado di sviluppo della filiera italiana. Non ha senso comprare da altri Paesi l’energia che si potrebbe produrre qui, a minor costo, creando oltre 93 mila posti di lavoro ogni anno. E’ inutile impegnare tante risorse per liberarsi dalla dipendenza dall’estero, se poi andiamo a comprare fuori dai confini il minimo indispensabile per rispettare i nostri impegni internazionali. E’ in gioco la sicurezza e l’autonomia energetica del Paese

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Scoiattolo rosso vs scoiattolo grigio: ne resterà soltanto uno

pubblicato da alessandra

La commissione permanente del Consiglio d’Europa sta cercando una soluzione al delicato problema della prevaricazione in Italia dello sciurus carolinensis sullo sciurus vulgaris, altrimenti noti come lo scoiattolo grigio americano e quello rosso europeo. La discussione s’inserisce nell’ambito dell’azione di monitoraggio, effettuata dallo stesso Consiglio d’Europa, sull’applicazione della Convenzione di Berna - finalizzata alla conservazione della flora, della fauna e degli habitat - da parte degli stati firmatari, tra cui anche l’Italia.

Più in dettaglio, l’articolo 22 b della Direttiva dell’Unione Europea (92/43 EC) sulla Conservazione degli Habitat Naturali e della Fauna e Flora Selvatiche richiede agli stati membri di:

assicurare che l’introduzione in natura di ogni specie non indigena del territorio sia regolata in modo da non pregiudicare gli habitat naturali delle specie selvatiche all’interno dei loro areale distributivo o le loro specie stesse, se necessario proibendo tali introduzioni

Nel nostro paese, la lotta per la sopravvivenza tra le due specie “sorelle” riguarda in particolare il Piemonte, la Liguria e la Lombardia. E il problema non è di poco conto se si pensa che lo sciurus vulgaris, una volta diffusissimo in tutta Europa, è dal 2006 conteggiato dalla IUCN (The World Conservation Union) fra le 16.199 specie a rischio. La questione, già estremamente allarmante in Gran Bretagna, rischia di diventare molto seria anche qui da noi. Lo scoiattolo grigio, poi, risulta essere particolarmente pericoloso e virulento per via della pratica dello scortecciamento degli alberi così tanto diffusa tra gli individui di questa specie da porre in pericolo l’esistenza stessa di numerose specie arboree a corteccia morbida assolutamente vitali per lo scoiattolo europeo. Se a questo, poi, si aggiungono le maggiori dimensioni, rapidità di filiazione e resistenza a molte malattie il quadro è quasi del tutto chiaro. Eppure, come risolvere la questione senza incorrere in metodologie violente contro la specie alloctona, peraltro giunta qui da noi agli inizi del secolo scorso suo malgrado? La discussione rimane aperta…

Via | ilsecoloxix.it
Foto | Flickr

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Commissione Europea: inizia la ricerca delle capitali più verdi d'Europa per il biennio 2012 - 2013

pubblicato da alessandra

Dopo la vittoria di Stoccolma e Amburgo quali città più verdi d’Europa, rispettivamente per il 2010 e 2011, la Commissione Europea dà ufficialmente il via alla ricerca, per il biennio successivo, 2012 – 2013, delle nuove candidate. Potranno ambire al prestigioso titolo tutti i centri urbani con non meno di 200.000 abitanti appartenenti ad uno degli Stati membri dell’UE, dei paesi in lizza per l’adesione e quelli dello Spazio Economico Europeo.

La notizia del premio annuale per la città più verde del vecchio continente forse potrebbe sembrare di scarso valore se non venisse intesa anche alla luce dei dibattiti di recente intercorsi tra i vertici politici ed economici europei a proposito dell’importanza del turismo sostenibile e di qualità nell’UE. E’ innegabile, infatti, il peso assunto in questo settore dai criteri di sostenibilità, funzionalità dei trasporti, gestione dei rifiuti – valga per tutti l’esempio di Napoli – qualità dell’aria e dell’acqua: esattamente i criteri alla base della scelta delle città più verdi d’Europa. Del medesimo parere, del resto, è anche il vicepresidente della Commissione Europea, Gunter Verheugen, responsabile per la politica d’impresa e d’industria:

La capacità dell’UE di rispondere alle sfide economiche e ambientali dei prossimi anni dipende anche dalla sua capacità di preservare e rinforzare le proprie risorse attraverso la giusta combinazione di sviluppo sostenibile e innovazione. E’ per questa ragione che nel 2007 la Commissione ha approvato l’agenda per un turismo sostenibile e competitivo.

Nell’attesa che venga conferito il premio alla città più meritevole, i cittadini e l’ambiente possono, forse per una volta e almeno in parte, ringraziare l’economia…

Foto | Flickr

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Stop per vent'anni alla pesca negli oceani

pubblicato da missunderstanding

stop alla pesca negli oceaniCallum Roberts, professore di Conservazione Marina all’Università di York ha incrociato i dati di 100 pubblicazioni scientifiche per calcolare quante aree marine devono essere chiuse alla pesca. La sua proposta è di chiudere alla pesca un terzo degli oceani per vent’anni, in modo da dare la possibilità di riprodursi alle diverse specie.

La proposta arriva sul tavolo delle discussioni della UE che ha fallito in una politica di pesca comune, mentre nelle sue acque si continua a pescare fuori controllo e si superano i limiti biologici di circa il 30%. La proposta della UE si limita a chiedere un generico taglio nelle attività di pesca, a cui il Professor Roberts risponde con la proposta di creare un’Area Marina Protetta (MPA) sull’esempio di quella dell’Islanda che ha dato la possibilità alle diverse specie di riprodursi significativamente.

Altri esempi positivi di aree marine protette sono quella del New England, che in soli 10 anni di chiusura alla pesca “ha avuto una ripresa spettacolare” e quella di Off Lundy Island, una zona delle acque britanniche totalmente chiusa alla pesca in cui la popolazione di aragoste è 8 volte superiore al resto.

Oggi esistono 4000 MPA che coprono circa lo 0,8% delle acque degli oceani. Secondo voi è auspicabile l’dentificazione di una MPA in Europa o pensate sia necessario distinguere tra aree dedicate alla riproduzione biologica delle specie e zone riservate alla pesca senza che la prima tolga mercato alla seconda?

via | Guardian

Foto | Flickr

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Emergenza cani randagi, evacuata Scicli. La LAV diffida la Procura

pubblicato da Marina

LAV Sembrano non terminare le aggressioni dei randagi di Scicli: stamattina una turista tedesca 24enne è stata aggredita sulla spiaggia da una decina di cani mentre il Sindaco Giovanni Venticinque in compagnia di alcuni funzionari era li per un sopralluogo. Proprio il sindaco è intervenuto per aiutarla, anche se ora è in fin di vita all’Ospedale Cannizzaro di Catania.

Intanto il Sindaco ha chiesto l’evacuazione della contrada Pisciotto, tra Marina di Modica e Sampieri, per procedere alla bonifica, mentre la LAV ha presentato una diffida, come si legge nel comunicato contro:

Prefettura, Procura della Repubblica e Asl di Modica (Ragusa) dal sopprimere i randagi, ritenendo gravissima una eventuale decisione in tal senso. Per evitare un’insensata carneficina, illegale e pericolosa per la sicurezza pubblica, la LAV sollecita l’intervento dei Ministri dell’Interno e della Giustizia, e del Sottosegretario della Salute Francesca Martini.

Le forze dell’ordine, comunque presidiano la villetta di Virgilio Gigli, l’uomo a cui la Procura di Modica aveva affidato i cani, nell’attesa che possano fare ritorno e per catturarli. Dopo il salto le proposte di LAV.

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Cresce il mercato delle quote di CO2: notizia positiva?

pubblicato da Simone Muscas

Anidride carbonicaSecondo un rapporto sull’anno appena concluso condotto da New Carbon Finance cresce il mercato delle quote di CO2. Nel 2008 infatti sono stati scambiati permessi di emissione per un valore complessivo di 118 miliardi di dollari per un volume di 4 miliardi di tonnellate. Tale quantità ha determinato un aumento del 42% in volume e dell’84% in valore.

Secondo alcune stime nel 2009 il valore complessivo dovrebbe toccare i 150 miliardi di dollari. Quelli più venduti sono ancora i cosiddetti titoli EUA (European Unit Allowances) creati nell’Unione Europea per consentire lo scambio di quote. Da soli rappresenterebbero il 70% del mercato in volume e l’80% in valore.

A crescere sono pure i titoli CER (Certified Emission Reductions) che sono delle riduzioni delle emissioni certificate, ognuna delle quali rappresenta una tonnellata metrica di equivalente di anidride carbonica (CO2e) emesse dal registro del Clean Development Mechanism (CDM).

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