La notizia è di ieri, ma oggi ragioniamoci su: Umberto Veronesi con una lettera secca secca inviata al Governo rimette le sue dimissioni da presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Non è un passaggio ovvio. Il fatto che in Italia si sia votato per l’abrogazione del nucleare non significa che non sia necessaria un’Agenzia per la sicurezza nucleare.
Abbiamo ancora scorie nucleari e centrali nucleari in dismissione per cui la Sogin probabilmente non basta a gestirle. Il decomissioning è un complesso sistema che necessita oggi dell’individuazione di un parco tecnologico e deposito di scorie nucleari che richiede proprio un organo di controllo, monitoraggio e supervisione come l’Agenzia per la sicurezza nucleare. Ma a Veronesi il ruolo di controllore o non piace o non basta tant’è che a Il sole24ore dichiara:
Avevo accettato solo perché confidavo in un progetto italiano di grande respiro per lo sviluppo della fisica nucleare e delle sue applicazioni nell’energia, ma non solo. Così non me la sento. Non voglio certo occuparmi, nella migliore delle ipotesi, solo di scorie.
Il progetto, lo abbiamo più volte scritto su Ecoblog però è nato come una scatola vuota e traballante. Quando è stata istituita l’Agenzia lo si è fatto in fretta e furia nel 2009. Era di fatto solo un nome su un decreto e tale è rimasto, nonostante la nomina, controversa, del prof. Umberto Veronesi che non ha potuto contare per i 10 mesi del suo incarico neanche su una sede ufficiale. Poi la tragedia di Fukushima Daiichi con l’incidente nucleare ancora in atto, ha rimescolato le carte. E Veronesi ha mollato.
Con gli emendamenti in discussione in queste ore alla manovra anticrisi viene richiesta la soppressione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare mentre potrebbe essere l’Authority per l’Energia a svolgere i compiti di controllo.
Foto | Frz40

Ieri Carlo Rubbia, Nobel per la fisica e sostenitore di nucleare al torio, ha presentato il progetto Icarus il cacciatore di materia oscura, nei laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Infn.
Ebbene, nell’occasione ha anche rivolto un invito a Umberto Veronesi, presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare (attualmente una scatola vuota) e sostenitore del ritorno delle centrali nucleari in Italia:
Suggerirei a Veronesi di fare una visita in Giappone per vedere di persona cosa sta accadendo. E’ importante che la gente capisca l’importanza di quanto è avvenuto a Fukushima Daiichi. E’ un fenomeno che va capito e penso che il modo migliore sia rendersi conto direttamente dell’accaduto. Le notizie che riceviamo dal Giappone sono incomplete. Stiamo vivendo una situazione di incertezza che avrà conseguenze enormi, con persone allontanate dalle loro case e problemi con il cibo. C’è qualcosa che non ha funzionato e mi sembra che questi problemi debbano avere spiegazioni chiare e precise.
Il prof. Veronesi ha replicato e ha dichiarato:
Il suggerimento di Rubbia mi fa piacere. Era nei miei programmi una visita a Fukushima per un’ispezione accurata delle centrali assieme a un’equipe di altri esperti. E’ fondamentale capire le cause dell’incidente e valutarne con lucidità le conseguenze in termini di salute delle persone e salvaguardia dell’ambiente. L’incertezza non ci aiuta a prendere le decisioni migliori per il futuro.
Umberto Veronesi è nato nel 1925, ha cioè quasi 86 anni. Non so a quale futuro si riferisca.
Via | Il Mattino 30-03-2011, pag.11
Foto | Flickr

Legambiente si supera e porta sotto il Ministero per lo Sviluppo Economico persino Winnie the Pooh. La protesta-blitz dell’associazione ambientalista, che oltre al peluche ha portato anche un letto matrimoniale, deriva dall’infelice frase pronunciata pochi giorni fa dal neoeletto presidente della neo-non-nata Agenzia per la Sicurezza nucleare, professor Umberto Veronesi.
Veronesi aveva detto che le scorie nucleari sono così poche, e così sicure, che se le sarebbe potute tranquillamente potute mettere in camera da letto. Legambiente, che ultimamente è più fantasiosa che mai nei suoi blitz, lo ha preso di parola e ha portato sotto il Ministero una bella camera da letto. Solo che, al posto del pigiama, gli attivisti avevano tuta e maschera antiradazioni.
Sui comodini, realizzati in materiale riciclato (due fusti di scorie radiattive), c’erano sveglia e lampadina. In caso il professore avesse bisogno di leggere qualcosa per prendere sonno. Chi lo sa, magari un manuale di fisica nucleare, capitolo “decadimento radiattivo”…
Via | Comunicato stampa Legambiente
Gli Ecologisti Democratici, in sigla Ecodem, ogni tanto tornano alla riscossa per dire qualcosa di ecologista. Questa volta il bersaglio è la neo-non-nata Agenzia per la sicurezza nucleare diretta da Umberto Veronesi, uno dei cui membri è stato bocciato dal Parlamento. Si tratta di Michele Corradino, il capo di gabinetto del Ministero per l’Ambiente, che faceva parte della lista originale di candidati approvata dal Consiglio dei Ministri.
Corradino, molto probabilmente, sconta la fedeltà politica a Stefania Prestigiacomo, già bastonata qualche mese fa quando tentò di inserirsi nella partita nucleare italiana. Secondo gli Ecodem, invece
la bocciatura in Parlamento della nomina del capo di Gabinetto del Ministro dell’Ambiente a membro dell’Agenzia per la sicurezza del nucleare è l’ennesima conferma dell’improvvisazione con cui il Governo cerca di procedere sulla via del ritorno all’atomo
Ovviamente ce n’è anche per Umberto Veronesi:
molti dubbi suscitano anche le recenti dichiarazioni del Presidente dell’Agenzia Veronesi, secondo il quale le scorie radioattive non sono pericolose perché ‘al momento è una piccola quantità che viene vetrificata, sigillata e quanto rimane vienesotterrato’, arrivando persino ad offrire la sua camera da letto come deposito. Se la sicurezza del progetto nucleare italiano per i prossimi sette anni è nelle mani di un grande oncologo che però non ha alcuna competenza in materia di energia nucleare e secondo il quale le scorie radioattive non sono un problema, il problema vero ce l’hanno tutti gli italiani
In effetti la questione scorie nucleari è un pelino più complessa di come la racconta Veronesi. Ma è giovane, fresco del ruolo, imparerà.
Via | Ecodem
Il Consiglio dei Ministri, alla fine, ha nominato i componenti dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare che, da oggi, esiste. Noto da mesi il nome del presidente: Umberto Veronesi.
Gli altri componenti sono: Maurizio Cumo (professore Impianti Nucleari alla Sapienza di Roma), Marco Enrico Ricotti (ingegnere nucleare e professore al Dipartimento Energia - Divisione Energia Nucleare del Politecnico di Milano), Michele Corradino (capo di gabinetto del Ministero dell’Ambiente e professore di diritto amministrativo), Stefano Dambruoso (ex sostituto procuratore antimafia della Repubblica di Milano).
Un mix di nomine tecniche e politiche, quindi. Sono passati pochi minuti dalla diffusione della notizia che Legambiente ha subito commentato: “ora siamo veramente preoccupati”. Il presidente dell’associazione ambientalista, Vittorio Cogliati Dezza, ha affermato:
Con tutto il rispetto per le persone non capiamo quali garanzie possano dare ai cittadini, interessati alla sicurezza ambientale e tecnologica degli impianti, le nomine di figure quali magistrati o di un eminente medico come Veronesi. Da parte nostra quindi, potremo solo continuare a sostenere le motivazioni di quanti vorranno fare lecita resistenza all’ipotesi di realizzazione di nuove centrali sul territorio
Via | Gli Italiani, Comunicato Stampa Legambiente
Foto | Napoli Punto e a Capo
Nuovo episodio della telenovela nucleare italiana: la nomina di Umberto Veronesi a presidente dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare, prevista per oggi, è rimandata.
Il Consiglio dei Ministri, riunitosi oggi dalle 10:15 alle 10:50 a Palazzo Chigi, avrebbe dovuto discutere dell’Agenzia e nominare i membri. Nomine scontate, visto che di Veronesi si parla da mesi e si sa già che ha sciolto la riserva dando la propria disponibilità.
A metà mattinata, però, succede una cosa strana: si diffonde la notizia che la nomina è avvenuta ma in realtà il Consiglio dei Ministri non aveva neanche trattato l’argomento, come emerge dalla lettura del resoconto della seduta. Alcuni giornali radio arrivano persino a dire che la nomina c’è stata, salvo poi smentire la notizia all’interno dello stesso giornale.
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Veronesi sì, Veronesi no. Alla fine sciolte le riserve, l’oncologo ha deciso di accettare l’incarico e di assumere il ruolo di Presidente dell’Agenzia nazionale per la sicurezza nucleare.
Di fatto da oggi si apre il ritorno del nucleare in Italia. Spiega Veronesi che il nucleare non fa paura e dice:
Chi ha studiato sa benissimo che il disastro di Chernobyl è stato provocato dalla follia di un direttore che ha voluto fare un esperimento. E per farlo ha tolto almeno 12 livelli di sicurezza. È stata una follia umana che non si ripeterà. Sono sicuro che non c’è alcun rischio.
Ha espresso soddisfazione anche Stefania Prestigiacomo, ministro per l’Ambiente.
Gli unici che hanno alzato una voce contro sono quelli del Pd, ma per una questione puramente formale. Dichiarano:
Non possiamo che augurare buon lavoro a Veronesi e attendere che si dimetta quanto prima da parlamentare, come del resto nei mesi scorsi egli stesso aveva detto di voler fare.
Dopo il salto la lettera scritta da Milena Gabanelli al direttore del Corriere della Sera, lo scorso 26 luglio in cui esprime notevoli perplessità circa la nomina politica e non tecnica del prof. Veronesi.
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La telenovela della nomina di Umberto Veronesi alla carica di presidente della futura Agenzia per la sicurezza nucleare si arricchisce di un nuovo episodio: la Camera dei Deputati, infatti, ha votato oggi due emendamenti al cosiddetto “decreto sblocca reti” (il 3.1, presentato da Ermete Realacci del Pd e il 3.2 presentato da Gabriele Cimadoro di Idv) che chiedevano la soppressione dell’articolo 3 del decreto.
Con questi emendamenti, in estrema sintesi, torna l’incompatibilità tra la carica di presidente dell’Agenzia e una sfilza di cariche dirigenziali ed elettive. Tra queste anche quella di senatore, attualmente ricoperta da Veronesi in quota Pd.
Da molti la votazione dei due emendamenti, praticamente identici e già respinti dieci giorni fa in Senato, è vista come un siluro indirizzato dritto dritto al senatore-professore Veronesi. Non è detto che sia così.
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Umberto Veronesi affida a La Stampa di oggi il suo messaggio a favore del ritorno del nucleare in Italia e motiva il perché un oncologo è deciso a diventare Presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. In sostanza i motivi per cui è deciso a intraprendere alla bella età di 85 anni questa avventura, sono due: crede sul serio che il nucleare sia una buona occasione per l’Italia; crede sul serio che il nucleare non sia pericoloso come si dice.
Ecco cosa scrive nel suo panegirico:
Vorrei ricordare che il nucleare è nato in Italia grazie a Enrico Fermi e quando nel dicembre 1942 lui e la sua squadra festeggiarono con un fiasco di vino Chianti (fiasco che fu firmato da tutti i fisici presenti e che diventò da allora un oggetto di «culto») si aprì una nuova era per la scienza e per l’umanità. Il brindisi era per la scoperta della «pila atomica» che era in grado di produrre enormi quantità di energia con la rottura di un atomo di uranio colpito da un neutrone. Fermi scoprì che per produrre energia non è necessaria la combustione (che consuma ossigeno) né il riscaldamento a carbone, o petrolio, e trovò quindi una soluzione potenziale al crescente fabbisogno energetico nel mondo. La politica poi fece un uso tragicamente improprio della sua scoperta, facendo costruire la bomba che gettò un’ombra indelebile su questo progresso.
Incidenti nucleari? Una bazzecola. Secondo lo scienziato ce ne saranno stati al massimo un paio causati da imperizia:
Ma ciò di cui la gente ha paura sono gli incidenti alle centrali. Va detto che in 40 anni di utilizzo del nucleare nel mondo si sono verificati solo 2 casi: quello di Three Mile Island in Pennsylvania nel 1979, che non provocò nessuna contaminazione e nessuna vittima, e quello di Cernobil nel 1986, che fu un vero disastro. Spesso però si ignora che a Cernobil la causa fu la leggerezza e l’incompetenza del personale.
Che ve ne pare?
Foto | Nogara online

Umberto Veronesi, oncologo e senatore della Repubblica del Pd (inteso come gruppo parlamentare e non come partito visto che non ha mai preso la tessera dei Democratici), dopo aver scritto a Bersani per sollecitarlo ad adottare senza remore l’opzione neonucleare italiana fa un altro passo verso la presidenza della futura Agenzia per la sicurezza nucleare.
Lo fa scrivendo al Corriere della sera e annunciando che non ha ancora accettato la proposta di Berlusconi ma è seriamente interessato a farlo. Ma solo per cinque motivi, che in alcuni casi diventano condizioni.
Ecco di cosa si tratta: