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Tutti gli articoli con tag unilever

Test su animali, PETA UK contro Lipton, Lyons e PG Tips

pubblicato da Marina

PETA UK accusa famosi marchi di tè di fare tes sugli animali I tè con marchio PG tips, Lipton e Lyons che hanno il label Rainforest Alliance in quanto tè sostenibile (qui, qui e qui gli accordi con RA) sono oggetto delle accuse di PETA Uk: testerebbero il loro tè su animali.

PETA UK ha messo online una petizione contro la Unilever proprietaria dei marchi. Secondo gli animalisti inglesi il tè sarebbe testato su animali al fine di conoscere le reazioni in diversi contesti: ad esempio se sono malati di gastroenterite. Scrive PETA UK.

I ratti sono stati forzati a mangiare una dieta ricca di fruttosio, danneggiando loro il cervello. Ad altri sono stati forzatamente somministrati nel tè ingredienti radiomarcati (ossia con aggiunta di sostanze radioattive usate come “marcatori” per tracciare la sostanza nell’organismo) tramite un tubo nel loro stomaco. I maialini sono stati esposti a tossine dell’ E.coli che causano diarrea. In questo test, i ricercatori aprivano l’intestino ai maiali mentre erano ancora vivi. I maiali sono poi stati uccisi.

Via | Bunnies, PETA UK
Foto | Flickr

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Guida per un Natale senza OGM (con qualche sorpresa italiana)

pubblicato da Marina

La guida agli alimenti OGM freeI francesi hanno un’altra mentalità, c’è poco da fare:Greenpeace France regala via web la guida ai prodotti privi di OGM.

Da noi c’è la guida di Greenpeace Italia che però non mi sembra molto aggiornata ma che usa gli stessi criteri di distinzione: gli alimenti in rosso indicano che l’azienda non certifica che i prodotti animali o i prodotti utilizzati sono OGM-free; gli alimenti in arancione indicano che l’azienda ha avviato le procedure per eliminare prodotti e sottoprodotti contenenti OGM ma che non da altre garanzie di assenza; gli alimenti in verde indicano che l’azienda garantisce di non utilizzare prodotti animali o da animali nutriti con OGM.

Il fatto è questo, e più volte lo abbiamo ribadito qui, anche se da noi non è ancora concesso coltivare prodotti OGM questo non significa che non siano presenti negli alimenti che consumiamo.

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Se il detersivo ti insegna a sprecare acqua

pubblicato da Marina

L’ho rivista per caso e mi si è ghiacciato il sangue. L’ho cercata su youtube e l’ho trovata. Vista e rivista decine di volte per dirmi che sì ho capito bene, proprio bene: il detersivo in questione, prodotto dalla Unilever, insegna a sprecare acqua e acclara una cattiva abitudine di chi lava i piatti a mano. Vi ricordo che Unilever è già nota alle cronache ambientaliste per la vicenda sull’olio di palma e olio di squalo nei saponi.

Fateci caso: il tipo bagna la spugnetta per lavare i piatti con il gel, poi attacca il lavaggio a acqua corrente, magari calda, caldissima così sgrassa meglio.

Non c’è la vecchia bacinella in plastica o la stessa vaschetta del costoso lavello in acciaio inox ad essere riempita d’acqua con cui insaponare prima le stoviglie. No. Direttamene sotto la fontana che sgorga allegramente la nostra risorsa più preziosa.

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Olio di palma: Greanpeace batte Dove

pubblicato da Marina

Attivisti di Greenpaeace manifestano a Roma Ricordate il post di Viviana sulla protesta di Greenpaeace contro la Dove per il taglio della foresta pluviale indonesiana al fine di ottenere l’olio di palma? Bene, gli attivisti di Greenpaeace portano a casa una bella vittoria: Unilever fa dietrofront.

Patrick Cescau, amministratore delegato di Unilever, in un discorso pronunciato a Londra ha accolto la richiesta di Greenpeace per fermare in maniera definitiva la distruzione delle foreste pluviali indonesiane e l’impianto delle palme da olio richiedendo una moratoria. Cescau ha anche promesso che tutto l’olio di palma utilizzato da Unilever deriverà da produzione sostenibile entro il 2015.

La distruzione delle foreste indonesiane, secondo quanto afferma Greenpeace, contribuisce per il 4 per cento alle emissioni globali di gas serra. L’associazione si batte ora, affinché anche le altre grandi multinazionali che utilizzano olio di palma e i membri della RSPO (Tavola Rotonda per l’Olio di Palma Sostenibile), tra cui Procter & Gamble, Kraft, Nestle e Ferrero, uniscano le forze insieme a Unilever per chiedere ai propri fornitori di olio di palma di sostenere la moratoria per bloccare la distruzione in corso. ”L’impegno di Unilever per un olio di palma sostenibile - dichiara la responsabile campagna Foreste di Greenpeace Chiara Campione - non avrà senso se i suoi fornitori non smettono di distruggere le foreste pluviali indonesiane. E’ per questo che la moratoria è così importante, e anche le altre aziende che utilizzano olio di palma - conclude - dovranno sostenerla”.

Via | Ansa
Foto | Flickr

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Greenpeace protesta contro la Dove per il taglio della foresta pluviale

pubblicato da viviana


Greenpeace protesta contro la Dove, nota marca di cosmesi di proprietà della Unilever, colpevole di contribuire massicciamente alla distruzione della foresta pluviale dell’Indonesia per ricavare il prezioso olio di palma. Cosa che mette a serio rischio la sopravvivenza degli oranghi, oltre a contribuire negativamente ai cambiamenti climatici.
La protesta è stata lanciata oggi con un blitz contemporaneo a Roma, Amsterdam e Londra, con attivisti vestiti da oranghi che srotolano uno striscione che dice “Dove distrugge la foresta per l’olio di palma”. La protesta continua con una campagna di pressione contro la Unilever, sul sito di Greenpeace trovate la lettera da inviare.

»Unilever targeted in orang-utan protest (The Guardian)
»Galleria fotografica del blitz su Repubblica.it

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Basta olio di squalo nelle creme di bellezza Dove

pubblicato da lumachina

olio di fegato di sqaulo nelle creme di bellezza. Foto Jeff KubinaPer far assorbire dalla pelle gli elementi delle creme si usa squalene, ovvero olio di fegato di squalo. Lo squalene non lascia la pelle unta e si mischia bene con gli altri ingredienti. Sono in particolare gli squali che vivono in profondità ad accumulare grandi quantità di questo olio e, conseguentemente, ad essere oggetto di pesca.

Esistono delle alternative di origine vegetale allo squalene: oli estratti dall’amaranto, dal germe di grano e dalle olive e tali alternative saranno d’ora in poi impiegate nei prodotti Dove. La Unilever (multinazionale chimico-alimentare) ha deciso di eliminare lo squalene e di rimpiazzarlo con altri oli. Oltre al rispetto per gli squali (alcune specie sono state incluse nella lista rossa dell’IUCN), la Unilever tende al risparmio, visto che lo squalene da olive costa meno e ha le stesse proprietà di quello estratto dagli squali.

I nuovi prodotti senza squalene di origine animale saranno in commercio a partire dal prossimo marzo. Buone notizie vengono anche dal gruppo L’Oreal, che sta dismettendo la produzione a base di olio di fegato di squalo. Qualche tempo fa L’Oreal ha comprato The Body Shop, creato da Anita Roddick per offrire cosmetici non testati su animali e non contenenti sofferenze animali.

Via | Oceana
Foto | Jeff Kubina

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