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Tutti gli articoli con tag unione europea

UE: Giancarlo Galan contro le proteine animali nell'alimentazione di polli e maiali

pubblicato da alessandra

Questa mattina, a Bruxelles, il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura e della Pesca Ue si è riunito per discutere sulle riforme alla Pac (politica agricola comune), soffermandosi, in particolare, su quelle finalizzate allo sviluppo rurale. Tra i temi di discussione più controversi spicca quello sollevato dalla delegazione polacca che spinge per un’accellerazione del processo legislativo finalizzato a consentire l’uso delle proteine animali trasformate ai fini dell’alimentazione di polli e maiali.

In proposito, è stata immediata la reazione di Giancarlo Galan, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, che, in margine al Consiglio, ha espresso vive perplessità in merito e ha auspicato che qualunque decisione inerente possa essere presa solo previa accurata analisi scientifica

Ritengo utile ribadire la posizione dell’Italia a riguardo: si tratta di un argomento estremamente delicato non solo dal punto di vista politico, ma anche per le ripercussioni sulle produzioni alimentari nell’Unione europea e per il forte impatto che esso ha sull’opinione pubblica. Non dimentichiamo che, inoltre, fu l’uso improprio di proteine derivate dagli animali e poi utilizzate come mangimi la causa principale della diffusione dell’encefalopatia spongiforme bovina, che ha generato enormi danni, compresi quelli di natura economica, per l’intera zootecnia dell’Unione europea.

Foto | Flickr

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Zoo europei: animali sofferenti secondo Born Free Foundation

pubblicato da Barbara Arlati

Zoo sotto inchiesta

Il Rapporto EU Zoo Inquiry 2011, curato dalla Born Free Foundation rivela una generale condizione di grave disagio dei milioni di animali detenuti negli zoo e nei bioparchi europei.

Più di 200 zoo dell’Unione europea sotto indagine. La maggior parte non è a norma con i parametri di benessere e sicurezza stabiliti dalla direttiva UE. Inoltre, si stima che esistano centinaia di strutture non autorizzate, e quindi in grado di sottrarsi ai controlli. L’Associazione europea di Zoo e Acquari (EAZA), infine, non può essere ritenuta rappresentativa della situazione degli zoo nell’Unione perché solo l’8% degli zoo europei è membro dell’associazione.

Via | LAV
Foto | Flickr

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La Ue propone di vietare gli OGM per motivi di ordine pubblico

pubblicato da Marina

L'Europa studia le motivazioni per dire no agli Ogm

Un elenco di motivazioni per sostenere il blocco delle colture Ogm, deciso in seno a ogni Stato membro, sarà discusso dalla Commissione europea il prossimo 11 febbraio a Bruxelles. Nell’elenco, stilato con il contributo degli vari stati europei, figurano anche impedimenti dovuti a motivi di ordine pubblico o per assicurare ai consumatori di poter scegliere prodotti che non contengano materie prime provenienti da organismi geneticamente modificati. Tra le altre motivazioni anche il proteggere aree naturali, pratiche agricole tradizionali o la pianificazione del territorio. La lista, così come strutturata vuole che siano accolte le decisioni dei singoli Stati membri purché:

giustificati, proporzionati e non discriminatori.

Secondo un portavoce della Commissione, la materia sarà poi regolamentata attraverso una legge costruita ad hoc. Infatti, ha aggiunto un esperto giuridico dell’Unione europea che sebbene le ragioni della lista siano state elaborate sulle basi delle normative comunitaria in vigore e sulle sentenze europee, l’unico modo per renderle giuridicamente sicure sarebbe aggiungere un progetto di legge.

Spiega Thijs Etty, professore di diritto comunitario alla VU University di Amsterdam:

Senza di ciò, la validità giuridica di questa lista sarebbe abbastanza discutibile, e non proteggerebbe i paesi dell’Unione europea da azioni legali che potrebbero essere intraprese da parte delle imprese biotech, agricoltori , WTO o partner commerciali.

La Commissione evidentemente spera di attenuare la forte opposizione dei diversi Stati UE alle decisioni che fino a oggi hanno autorizzato gli Ogm.

Via | Euractiv
Foto | Flickr

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La nuova legge sulle etichette: tutto fumo e niente arrosto?

pubblicato da Peppe Croce

La nuova legge sulle etichette: tutto fumo e niente arrosto?

Pochi giorni fa la XII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha dato il via alla nuova legge sull’etichettatura obbligatoria dei prodotti alimentari. Richiesta da anni, se non decenni, sia dai consumatori che da alcune associazioni di produttori agricoli come Coldiretti, la nuova legge è stata presentata come la panacea di tutti i mali. Sofisticazione e contaminazioni alimentari in primis.

Le uova e i polli alla diossina tedeschi sono notizia ancora freschissima, niente di strano che l’etichetta obbligatoria sia la benvenuta. Ma cosa prevede, esattamente la legge? E, soprattutto, è realmente già attiva? Andiamo con ordine, e rispondiamo alla prima domanda con l’aiuto dell’Aduc, che ha fatto un’ottima sintesi delle novità:

Per i prodotti non trasformati e’ previsto l’obbligo di indicare il Paese di produzione e l’eventuale presenza di ogm. Per i prodotti trasformati: luogo di coltivazione/allevamento della materia prima prevalente, luogo in cui e’ avvenuta l’ultima trasformazione sostanziale, origine del cosiddetto ingrediente caratterizzante, la presenza di ogm in qualunque fase della lavorazione

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La Cina apre al commercio di prodotti derivati dall'uccisione di foche

pubblicato da Barbara Arlati

Foche

La Cina ha ceduto alle pressioni del Canada e ha così aperto le porte all’importazione di prodotti derivanti dalla caccia alle foche.

Sime Pavesi, responsabile nazionale LAV settore pellicce dichiara:

La Cina, già sotto accusa per le crudeli condizioni in cui vengono trattati gli animali per la produzione di pellicce, non deve assumersi anche questa grave responsabilità etica nel sostenere il massacro delle foche in Canada. Sappiamo che già più di una quarantina di associazioni animaliste cinesi stanno lavorando per cancellare questo accordo con il governo canadese, e le sosterremo affinché possano seguire l’esempio dell’Unione Europea che ha vietato il commercio di prodotti di foca.

In Europa il commercio di prodotti derivati dalla caccia delle foche è stato bandito con il Regolamento UE N. 1007/2009 (G.U. U.E. L286 del 31/10/2009), frutto di una imponente mobilitazione avviata dalla LAV. In Italia, le sanzioni prevedono l’arresto da tre mesi ad un anno o l’ammenda da 5.000 a 100.000 euro per chi produce, commercializza, esporta o introduce nel territorio nazionale prodotti derivanti dalla foca (Legge 189/04 articolo2).

Via| LAV
Foto| Flick

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Lombardia: si piantumeranno 300.000 alberi

pubblicato da Barbara Arlati

Nuovi alberi in Lombardia

Il progetto è finanziato per il 50% dall’Unione Europea. I 300.000 nuovi alberi andranno a coprire 1030 ettari.

Sulla maggior parte della superficie saranno piantumati pioppi (alberi a crescita veloce) mentre la parte restante sara’ suddivisa tra piante da legno a ciclo medio-lungo (ciliegio, noce, frassino e rovere) e piantumazione di cedui a turno breve da biomassa (salice, robinia e platani).

Via | RegioneLombardia
Foto | Flickr

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Frontiere nucleari: Lituania contro Bielorussia e Russia

pubblicato da Peppe Croce

Frontiere nucleari: Lituania contro Bielorussia e RussiaEcco un classico esempio di ripercussioni sull’ambiente che valicano le frontiere, e che creano attriti internazionali: la Lituania lamenta la scarsezza delle informazioni fornite da Russia e Bielorussia in merito a due centrali nucleari in progetto. In particolare i lituani affermano che le valutazioni di impatto ambientale non valicano facilmente le frontiere, mentre le radiazioni sì.

Con ordine, partiamo dalla Bielorussia che ha ricevuto, il 7 maggio scorso, parere negativo dal ministro per l’Ambiente lituano perché la valutazione di impatto ambientale transfrontaliero sarebbe stata fatta male. La Bielorussia non avrebbe fornito valide alternative alla scelta del sito vicino la frontiera. La Lituania, insomma, chiedeva che la centrale nucleare si facesse un po’ più lontana da casa propria. Il sei dicembre, sempre a detta dei lituani, la Via non era ancora completa e mancavano delle risposte ai quesiti posti ai bielorussi.

Passiamo in Russia, per la precisione nella exclave di Kaliningrad che è praticamente inglobata tra la Lituania e la Polonia. In questo caso la centrale nucleare proposta è a due passi da alcune aree protette dal sistema Natura 2000 e i lituani nutrono forti dubbi sulle ripercussioni delle radiazioni sulla salute pubblica. Sia in caso di incidente nucleare, sia per la normale attività dell’impianto. Anche in questo caso la Russia non ha fornito molte risposte, nonostante le iniziali aperture al dialogo.

La Lituania, a questo punto, ha deciso di rivolgersi all’Unione Europea per far rispettare, per entrambe le centrali in costruzione, gli accordi della Convenzione delle Nazioni Unite sugli Impatti ambientali transfrontalieri. La cosiddetta Espoo. Come mai proprio l’Europa? Semplice: perché è a due passi dagli impianti nucleari progettati da Russia e Bielorussia.

Via | Parlamento Europeo
Foto | Wikipedia

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Vivisezione, una speranza da Strasburgo

pubblicato da Barbara Arlati

Parlamento europeo

Le nuove regole per la presentazione di una Proposta di Legge d’iniziativa popolare sulla vivisezione devono ancora essere approvate dal Consiglio di Strasburgo ma intanto sono state già approvate dal Parlamento europeo.

Il nuovo testo era stato indicato dall’ On.le Sonia Alfano in quanto indispensabile per modificare la Direttiva sulla vivisezione approvata l’8 settembre 2010.

Se entrerà in vigore la nuova disposizione ogni Stato membro avrà un anno per raccogliere le firme richieste per far passare la legge d’iniziativa popolare. Per l’Italia il numero minimo di firme previsto è di 54.000. Il numero minimo di Stati dai quali dovranno provenire le firme è di un quarto del totale dei Paesi aderenti all’Unione europea.

Via | Geapress
Foto | Flikr

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L'Unione Europea tra soli dieci anni potrebbe essere a trazione elettrica

pubblicato da Peppe Croce

L'Unione Europea tra soli dieci anni potrebbe essere a trazione elettricaEntro dieci anni si potrebe centrare l’obbiettivo storico di dire addio al petrolio per la mobilità personale. Ne è convinto Shai Agassi, Ceo di Better Place, l’azienda che ha inventato il sistema di cambio al volo delle batterie al litio delle auto elettriche che impiega poco più di un minuto per sostituire l’accumulatore.

Agassi ha fatto questa dichiarazione durante la nona annual lecture dell’European Parliament’s Science and Technology Options Assessment (STOA), che si è tenuta ieri. Il tema dell’incontro era chiarissimo: “Options for an oil-free future”, le scelte da fare per un futuro libero dal petrolio.

Il vice presidente dello Stoa, Silvana Koch-Mehrin, ha aperto il convegno ponendo un deciso accento sui potenziali benefici di un cambiamento: dai motori a combustione interna a quelli completamente elettrici.

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Nuove regole Ue: elettrodomestici e gadget elettronici più sicuri e senza veleni

pubblicato da Peppe Croce

Nuova direttiva Ue: elettrodomestici e gadget elettronici più sicuri e senza veleni

La Ue stringe su computer, dvd, elettrodomestici e gadget elettronici vari: troppe sostanze pericolose, troppi metalli pesanti si annidano tra chip e condensatori. Per questo il Parlamento Europeo ha varato nuove regole impedendo, ad esempio, l’utilizzo del piombo o del mercurio che erano già stati vietati solo per alcuni prodotti.

Quello dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Raee) è un problema molto importante e difficile da risolvere che diventa ancor più grave quando tali rifiuti non vengono smaltiti correttamente: in discarica, col tempo, rilasciano sostanze pericolose nel terreno e nelle falde acquifere mentre se finiscono nell’inceneritore sprigionano veleni nell’aria.

Anche per questo è in vigore, da alcuni mesi, l’obbligo del cambio uno contro uno tra un rifiuto elettronico e un nuovo elettrodomestico acquistato. Ma prevenire è sempre meglio che curare e, quindi, l’Europa pensa al futuro: ci sarà un periodo di transizione per permettere all’industria di adattarsi alle novità, poi le sostanze pericolose saranno proibite in tutte le apparecchiature elettroniche o elettriche.

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