La Natura con i suoi cicli e le sue forme potrà essere una preziosa alleata degli inquirenti impegnati a stabilire le circostanze della morte della piccola Yara Gambirasio. Il corpo senza vita della 13enne scomparsa lo scorso 26 novembre, com’è noto, è stato ritrovato sabato 26 febbraio in avanzato stato di decomposizione. Ora accanto al dolore ci sono anche tante domande.
Proveranno a dare una parte delle risposte i medici legali e gli anatomopatologi coordinati da Cristina Cattaneo (nella foto a sinistra), medico legale, antropologa e direttore del Labanof - Laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Università statale di Milano. Obiettivo del pool la ricostruzione della scena del delitto attraverso le circostanze ambientali. Pattern che costituirà la cornice in cui si andrà a collocare il colpevole. Tra i principali alleati degli scienziati, anche Madre Natura: le foglie, le erbe, gli insetti ma anche il substrato del terreno saranno gli elementi da interrogare e che si spera possano svelare i tanti misteri.
La Cattaneo è autrice di molti libri famosi tra cui Crimini e farfalle, scritto con Monica Maldarella naturalista che lavora spesso come consulente al Labanof e che analizza il materiale animale, botanico e entomologico.
Spiega appunto Maldarella sul sito Labanof a proposito dell’importanza di studiare i vegetali cresciuti nei siti in cui si sono consumati delitti o trovati corpi, scienza conosciuta come botanica forense:
I vegetali sono molto legati all’ambiente dato che non potendosi spostare si devono adattare passivamente alle caratteristiche del luogo in cui crescono. Per questo motivo dalle piante, riflesso di precise condizioni ecologiche, è a volte possibile risalire alle caratteristiche del luogo ove sono cresciute. Dai resti vegetali possiamo ricavare anche informazioni cronologiche, infatti ogni anno nei climi che come il nostro, hanno stagioni distinte si forma nel legno un anello annuale di accrescimento che rimane all’interno del fusto, del ramo o della radice; da questi è a volte possibile ricavare l’età di un determinato evento.
Foto | Pioggia d’aprile
La Peta non fa segreto del suo uso di corpi e bellezze femminili per lanciare il suo messaggio in difesa degli animali: lo abbiamo visto con la saga di Christian Serratos di Twilight, con la soave danza di Karina Smirnoff contro le pellicce, con il topless della nipote di Che Guevara in difesa della rivoluzione vegetariana.
Nuovamente, per ribadire i suoi concetti, la Peta si serve del nudo femminile per annunciare che i vegetariani godono di una vita sessuale migliore, come già aveva affermato qualche tempo fa con Anche le lattughe sono sexy.
Veggie Love, la pubblicità che avete appena visto è stata bloccata dall’Autorità per la Comunicazione, non perché affermare che i vegetariani abbiano una vita sessuale migliore sia ingannevole, ma perché tra corpo nudo e vegetali il messaggio erotico è troppo forte. A proposito di Veggie Love, su Ecorazzi ne risollevano la questione ora che è uscita una pubblicità simile per un fast-food: perché Veggie Love di Peta è stata bannata, mentre quella con Kim Kardashian che elogia altrettanto ingannevolmente le virtù del cibo da fast food no?

E se fosse proprio il giorno di Natale il vostro lunedì vegetariano? L’idea di un pranzo di Natale senza carne rappresenta una scelta consapevole, esempio per tutti i commensali presenti al vostro banchetto, educativa per i bambini e di meno impattante.
Da ricette-vegetariane ci hanno segnalato il menù ideale per un Natale vegetariano, da scegliersi sulla base di tante ricette al 100% vegetali, proposte da MeatOut, un libro che propone ricette di Natale in salsa veg. MeatOut può essere anche una bella idea per un regalo di Natale, da inviare via mail agli amici o da scaricare gratuitamente qui in versione e-book.
A Natale si è tutti più buoni, e un pranzo vegetariano può essere un bel gesto per chiudere il 2009, soprattutto per chi consuma carne più di 3 volte a settimana. E voi, avete già scelto se il vostro pranzo di Natale sarà a base di carne, di pesce, vegetariano o vegan?
Come reagiscono uomini e donne di fronte ai cambiamenti climatici? Chi si interessa di più all’ambiente e alle sorti del pianeta? Chi, tra uomini e donne riuscirà ad adattarsi meglio ai cambiamenti climatici?
La risposta a tutte queste domande, fornita dal rapporto delle Nazioni Unite sullo Stato della Popolazione 2009, è la stessa: le donne sono più attente alle questioni ambientali e saranno quelle maggiormente colpite dai cambiamenti climatici, ma riusciranno ad adattarsi meglio alle conseguenze e alle circostanze.
Le donne hanno comportamenti più ecologici: guidano meno degli uomini e prendono l’aereo molto meno, riciclano di più degli uomini e propendono per acquisti eco-sostenibili. Per quanto riguarda i consumi, le donne sono molto attente e hanno una gestione improntata al risparmio energetico. A tavola le donne mangiano più verdure e vegetali e molta meno carne rispetto agli uomini: i consumi delle donne ed il loro regime alimentare sono meno impatttanti rispetto ai consumi degli uomini. E ciò per i paesi industrializzati.
Per quanto riguarda i paesi in via di Sviluppo, le donne saranno le più colpite dai cambiamenti climatici perchè vivono in uno stato di dipendenza economica che non permette loro di adattarsi facilmente ai cambiamenti. In più, a causa dei cambiamenti climatici, sarà più difficile per le donne trovare cibo, acqua e risorse per sè stesse ed i propri figli.
Il rapporto si conclude con la seguente affermazione:
I cambiamenti climatici, non solo metteranno a rischio vite umane e mineranno la disponibilità dei mezzi di sostentamento, ma renderanno più evidente il gap tra ricchi e poveri ed amplificheranno le inequità tra uomini e donne.
via | Treehugger
Foto | Flickr
E’ stata pubblicata dall’International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN) l’annuale Lista Rossa sulle specie animali ovvero il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il globo terrestre.
Il rapporto, com’era lecito aspettarsi, non è dei più confortanti. Secondo i dati più di un terzo delle specie di fauna e flora conosciute nel mondo sarebbe minacciata di estinzione. Questi i numeri: 17.291 specie su un totale di 47.677 studiate sarebbe in pericolo; si tratta in sostanza del 36% di tutte quelle monitorate. Nello specifico il 2% (quindi 875 specie) risulta estinto o estinto allo stato selvaggio in natura.
Queste invece le percentuali delle specie che rischiano l’estinzione per le diverse classi vegetali ed animali: il 21% di tutti i mammiferi conosciuti, il 30% di tutti gli anfibi noti, il 12% di tutti gli uccelli, il 28% dei rettili, il 37% dei pesci di acqua dolce, il 35% degli invertebrati, addirittura il 70% delle piante.

Il sistema dell’agricoltura americana combatte da anni contro i batteri, primo tra tutti l’Escherichia Coli, mentre coloro che vogliono continuare a produrre prodotti biologici combattono contro le leggi per la sicurezza alimentare che, per tutelare raccolto e coltivazioni, prevedono la distruzione degli ecosistemi.
Là dove vi è un raccolto di vegetali, non vi possono essere nè acqua stagnante, nè vegetazione diversa che potrebbe passare batteri, né vita di alcun tipo. Nel caso in cui anche solo uno scoiattolo passi tra l’insalata, il raccolto di quei filari sarà distrutto.
In America, nella baia di Monterey, riserva marina e paradiso biologico senza pari, stanno per essere applicate strategie di distruzione della natura, in nome della sicurezza alimentare e di cibo proveniente da campi antisettici.
Invisibile ad un pubblico che vede soltanto i benefici della sicurezza alimentare, ettari ed ettari di terreno stanno per essere disinfettati chimicamente, gli stagni coperti e la vegetazione spontanea estirpata. Uccelli, rane, topi e qualsiasi altra forma vivente che possa intaccare i raccolti, e la produttività degli stessi, sarà catturata ed eliminata, perché i batteri possono attaccare i raccolti, perché gli ortaggi devono essere sicuri, non importa quanti pesticidi ci avranno spruzzato o quante Monsanto ci mangino sopra.
Foto | Flickr
La scoperta del prof. Paolo Costantino e del suo staff ha permesso di evidenziare la modalità attraverso la quale auxine e citochinine (ormoni vegetali) agiscono sui processi di accrescimento dei tessuti vegetali radicali. Studiando la radice della Arabidopsis thaliana sono riusciti a capirne il meccanismo di azione dei fitormoni.
La coordinatrice dello studio, Sabrina Sabatini, si dice fiduciosa di questa nuova strada per accelerare i processi evolutivi delle specie coltivate. Con questa scoperta sarebbe infatti semplice far crescere maggiormente le radici per farle approfondire fino al raggiungimento della falda o viceversa evitare che raggiungano zone con concentrazioni saline eccessivamente elevate.
Future applicazioni segnerebbero inoltre un punto di svolta nella produzione dei tanto odiati/amati OGM che potrebbero risultare surclassati. Ancora è presto per delineare il futuro della scoperta, forse segnerà il primo passo per capire meglio i diversi meccanismi cellulari sia dei vegetali che animali. Aspetto vostri commenti per sapere come la pensiate in merito: se avete paura di una scienza sempre più “invasiva” o se ne siete rincuorati.
» Repubblica.it
» ANSA.it
Foto | timsnell
L’arsenico, elemento molto tossico presente in diversi tipi di roccia, è un problema che affligge l’intera popolazione mondiale: secondo l’UNESCO i paesi in via di sviluppo (come il Bangladesh, parti dell’India e regioni del Nepal) sono quelli più colpiti in quanto l’arsenico ne inquina l’acqua potabile, il suolo e di conseguenza moltissimi raccolti.
I ricercatori dell’Istituto per la biologia cellulare e molecolare dell’università di Gothenburg in Svezia hanno però scoperto delle proteine, identificate come canali metalloidi delle piante, in grado di far crescere riso sano e sicuro per l’alimentazione in zone precedentemente ritenute troppo tossiche.
Il team del ricercatore Marcus Tamas è il primo a fornire prove certe sul fatto che alcune proteine intrinseche noduline26-simili (NIP) possano trasportare l’arsenito (la forma di arsenico che danneggia le proteine cellulari) attraverso la membrana cellulare.
Continua a leggere: L'arsenico non è più un problema per la coltivazione del riso

“Incontra le signore della lattuga”. Con questa affabile promessa, un sito ad hoc, belle testimonial, e video pepati, gli animalisti della Peta invitano a convertirsi alla cultura vegan. Non solo perché, assicurano, grazie alla dieta vegetariana si diventa belle come le Lady Lattuga, ma anche perché fa bene alla salute. Magari acquistando il kit del vegetariano. E in tema di par condicio le ragazze possono votare il “Broccoli Boy” preferito.
Dal sito, inoltre, si possono sbirciare le attività svolte a dimostrazione che un vegetariano non è triste e non è asessuato, con video del tipo: “Tofu Wrestling” tra due belle ragazze e il formaggio a base di soia; o le performance di un machissimo marine che si nutre solo di ortaggi! Io penso che sia una gran lezione di marketing. Magari da adottare per le prossime campagne sulla dieta mediterranea.
Via| Lattuce Ladies