Anche se non siete vegetariani o vegani provate a rinunciare a cibarvi di carne per una settimana. In Francia è già partita la settimana dell’abolizione della carne che si conclude il prossimo 30 settembre. L’iniziativa è molto ampia e viene organizzata tre volte all’anno: alla fine dei mesi di maggio, settembre e gennaio, mentre l’ultimo sabato di gennaio cade la Giornata mondiale per l’abolizione della carne.
Gli eventi di sensibilizzazione sono organizzati su base locale mentre la campagna, nata in Francia è internazionale e tenuta assieme da meat-abolition. In Italia il coordinamento lo trovate qui, mentre qui la lista degli eventi.
Spiegano gli aderenti al movimento:
La nostra società si deve pronunciare sull’ingiustificabile natura del consumo di carne da un punto di vista etico: tale pratica coinvolge il sacrificio degli interessi fondamentali di innumerevoli esseri senzienti, visto che mangiar carne, latte e uova non è necessario. Ciò che vogliamo è rivendicare forte e chiaro che non è solo un dovere di ogni individuo smettere di sostenere lo sfruttamento proveniente dal consumo di carne e sottoprodotti, ma che è un dovere anche della società nella sua totalità dichiararsi a favore dell’abolizione di allevamenti, pesca e caccia.
Tra le cause dell’inquinamento del Pianeta anche gli allevamenti intensivi (qui però la voce di chi difende sia gli allevamenti sia il consumo di carne).
Foto | Aboliamo la carne
Dopo locavoro, vegeratiano e vegano ecco giungere il flexitariano, ossia un vegetariano con qualche trasgressione. Cosa preferisce mangiare dunque un flexitariano? Essendo di fatto un semi-vegetariano mangia legumi, verdure, frutta, uova e prodotti del latte. In più di tanto in tanto, per occasioni speciali, o per pura trasgressione mangia carne e pesce.
I flexitariani sono dunque vegetariani a cui manca la giusta motivazione? Non proprio: sono sensibili al benessere animale e sanno benissimo che la carne è meglio non consumarla e di fatto si impegnano per questo, ma rifiutano le rigidità di incasellarsi in uno stile alimentare specifico.
Di fatto un flexitariano è attento alla qualità dei vegetali e della frutta che acquista, sceglie prodotti locali, di stagione e più spesso bio. E sembra che questo compromesso possa essere accettato maggiormente dalle persone per convincerle a mangiare meno carne, sia per tutelare la propria salute sia l’ambiente.
Via | Consoglobe
Foto | Flickr

In contemporanea con gli USA il fine settimana del 20 marzo sarà momento di menu vegetariani e informazione sull’alimentazione cruelty free.
Sono previsti seminari e dibattiti per riflettere sulla nostra cultura alimentare e sulle sue conseguenze, che coinvolgono la nostra salute ma anche le condizioni di vita degli animali.
La campagna “MeatOut Book” coinvolge librai, bibliotecari e cittadini in una innovativa azione di arricchimento delle biblioteche civiche con libri a favore dei diritti animali.
Il “MeatOut Day in Monferrato”, una “Giornata senza carne”, è organizzato, promosso e prodotto dall’associazione culturale “Monferrato Cult”.
Via | Cambiamenu

Secondo i dati del sondaggio Eurispes sulla tutela degli animali emerge che:
Animalisti, vegetariani e vegani uniamoci! Si apre tra qualche giorno la settimana mondiale per l’abolizione della carne e fioccano moltissime iniziative su tutto il territorio nazionale (qui il calendario provvisorio degli eventi).
Da nord a sud ci saranno banchetti informativi per la diffusione di notizie relative a un alimentazione che non preveda carne. Ricordo che anche Rajendra Pachauri Presidente Ipcc, invita se non ad abolire quanto meno a ridurre il consumo di carne. Gli allevamenti intensivi sono accusati di essere una delle cause principali di inquinamento del Pianeta.
In genere, proliferano le ricerche scientifiche più o meno “inutili” per le quali, tuttavia, non è quasi possibile non provare curiosità… E’ il caso dello studio condotto presso l’Istituto San Raffaele di Milano dai ricercatori dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo e pubblicato, in questi giorni, sulla rivista PLoS One e che mi ha colpita in quanto vegetariana convinta.. Secondo questa indagine, i vegetariani e i vegan sarebbero più empatici e maggiormente sensibili alla sofferenza altrui - a qualsiasi “altrui”, con questo termine, si voglia fare riferimento - rispetto ad un “normale” onnivoro…
A sessanta persone (20 onnivori, 19 vegetariani e 21 vegani) è stata scandagliata - con l’uso della risonanza magnetica funzionale - l’attività cerebrale durante la (terribile!) visione di immagini di sofferenza animale ed umana in cui i “soggetti” venivano mulitati, minacciati o uccisi…. In questo modo, si è potuto osservare che in tutti gli individui che normalmente hanno abolito dalla propria dieta i cibi di derivazione animale, le aree del cervello del lobo frontale associate allo sviluppo e alla percezione dell’empatia si sono ugualmente “accese” di fronte al dolore di qualunque essere vivente, senza nessuna, sostanziale, differenza tra vegani e vegetariani… Per gli onnivori, invece, l’attività cerebrale d’ “immedesimazione” sarebbe stata solleticata solo, o in via prioritaria, dalla visione di individui maltrattati e appartenenti alla propria stessa specie.
Lo studio, però, non chiarisce se esista una effettiva relazione di causa/effetto tra le variabili “dieta” ed “empatia” e se non siano, semplicemente, le diverse visioni del mondo, della vita e dell’alterità a indurre già alla base diverse sensibilità che si riflettono nelle scelte in campo alimentare…
Emily Deschanel, l’attrice portagonista della serie tv Bones è vegan da 16 anni e da sempre è schierata nella lotta per la tutela del benessere animale.
Qui, intervistata dai microfoni di Night at the Round Table, Emily Deschanel parla del movimento vegan, dei maltrattamenti sugli animali d’allevamento e delle conseguenze che gli allevamenti intensivi hanno anche sulla salute degli esseri umani. In più, l’attrice cita Farm Sanctuary, un’associazione nata per tutelare i diritti degli animali e per educare gli umani a rispettarli. E voi, approvate il movimento Vegan?

La Peta non fa segreto del suo uso strumentale del sesso: usa donne nude, fa spogliare famose rockstar, ammicca all’uso di ortaggi e verdure per amori veg, il tutto per sensibilizzare contro i maltrattamenti sugli animali. E Peta ha ora uno spazio virtuale in più per farlo: l’imprenditore vegetariano Mike Mann ha accettato di donare alla Peta il dominio sex.com.
Se la procedura dovesse essere approvata dall’autorità che vigila sulla cessione del dominio, Peta avrà la possibilità di mostrare a tutti i vistatori del sito le sue campagne promozionali, potrà esporre a milioni di sguardi le sue meraviglie nude contro le pellicce, potrà informare sui benefici di un’alimentazione priva di carne, potrà sensibilizzare milioni di utenti e salvare la vita a molti animali.
Navigare su un sito a contenuto erotico non è mai stato così importante, almeno per chi ha cuore le sorti degli animali.
via | blog.peta

La carne, soprattutto quella proveniente da allevamenti intensivi, che non rispettano il benessere degli animali e li riempiono di ormoni ed antibiotici, è tutt’altro che ecologica, e anche poco salutare.
Se siete vegetariani conoscerete già le virtù e le proprietà del Seitan, se siete carnivori potreste cominciare a conoscerle, per sostituire la carne con qualcosa di altrettanto nutriente, ma più ecologico, almeno un giorno a settimana.
Il Seitan è una buona alternativa alla carne, viene ricavato dal glutine del grano tenero, è saporito e viene consigliato in molte diete. Il Seitan è più ecologico e molto più economico rispetto alla carne: perché non provarlo almeno una volta? Trovate qui due ricette: pezzi di Seitan fritti e Seitan con crema di funghi.
via | good
Dopo aver scambiato i regali, fatto visita ad amici e parenti per gli auguri, aver presenziato cene e pranzi meglio se vegetariani, ora è giunto il momento di pensare al Capodanno, per salutare il 2009. Per celebrare la notte di San Silvestro e trasformarla in un Capodanno ecologico, o almeno meno impattante, ognuno può dare il suo contributo, modificando appena le proprie abitudini.
In qualsiasi luogo ci si debba recare per incontrare amici e parenti, meglio andarci in bici, oppure farlo tutti insieme con i mezzi pubblici o con il minor numero di macchine se proprio non vi è altra soluzione.
All’ora degli stuzzichini da aperitivo si possono sostituire i salatini con le carote, le patatine con il finocchio fresco, le arachidi con le olive. Al posto dei soliti zampone e cotechino, si può preparare o consigliare un menù vegetariano, prendendo spunto dalla ricette di MeatOut. Per i cocktail, scegliete prodotti locali o mix biologici.
Dopo la mezzanotte, quando le bottiglie di spumante saranno state stappate, ricordate di smaltire il vetro negli appositi contenitori. Se avete altri consigli per rendere più ecologica l’ultima notte del 2009, non esistate a condividerli su Ecoblog e, intanto, buon 2010!