La notizia è curiosa ma in Gran Bretagna sta scatenando un mare di polemiche: ci sono voluti 22 vigili del fuoco per salvare un gatto rimasto bloccato sul tetto di una casa di Leiston. Che diavolo sarà mai successo? Lo racconta Metro nell’edizione di oggi: lunedì un gatto gironzolando sui tetti resta bloccato. Arriva, dunque, una richiesta di aiuto ai vigili del fuoco. Sul posto però si presentano 5 squadre per un totale di 22 vigili. L’operazione di salvataggio è durata 13 minuti ed è stata portata a termine dalla squadra di vigili di Leiston giunti per primi, seguiti poi dalle squadre speciali di soccorso provenienti dalle stazioni di Felixstowe a 50 km e Bungay a 32 km.
Secondo il fisco l’intera operazione sarebbe costata ai contribuenti 10mila sterline, il che ha fatto gridare allo spreco di risorse; secondo i vigili del fuoco è costata appena 250 sterline.
Ha detto Andy Vingoe, a capo delle Fire Brigades nel Suffolk:
E’ pazzesco e fuori luogo se siamo costretti a mandare cinque squadre per un incidente come quello. Cosa sarebbe accaduto se si fosse verificato un incidente grave, da qualche altra parte?

Quella di domenica è stata una giornata bruttissima per gli abitanti di Civitavecchia: la nave cargo Garv Prem, battente bandiera di Singapore, che trasportava 70 mila tonnellate di carbone ha rischiato di causare un disastro. Verso mezzogiorno la nave era in sosta nella rada, in attesa di accedere alla banchina di scarico della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord dell’Enel. Ad un certo punto il comandante della nave ha lanciato l’allarme alla Capitaneria di Porto: in una delle sette stive il carbone era arrivato a 55 gradi centigradi di temperatura e, soprattutto, nella stiva si registravano livelli anormali di gas.
Detta in parole povere, se non si riusciva ad abbassare la temperatura e a far sfiatare da qualche parte il gas la nave rischiava di saltare in aria fiondando lapilli infuocati a chilometri di distanza. I militari del mare, a questo punto, hanno deciso di far ormeggiare la Garv Prem nei pressi del terminal container e di fare intervenire il personale del Servizio Chimico del porto e i Vigili del Fuoco.
I tecnici hanno ritenuto opportuno tentare di scaricare parte del carbone, ma ciò è stato possibile solo alle nove della sera quando la temperatura è scesa a livelli accettabili e, soprattutto, parte dei gas presenti nella stiva erano usciti fuori grazie all’apertura delle bocchette di ventilazione.
Le operazioni di scarico del carbone, sorvegliate a vista dai Vigili del Fuoco, sono terminate alle 23:30 senza ulteriori problemi. E’ evidente, però, che il rischio corso domenica è stato realmente elevato e che si è evitato il peggio solo grazie all’attenzione del capitano della nave, che ha avvertito le autorità subito, e al lavoro dei tecnici che sono riusciti, seppur dopo diverse ore, a limitare i rischi.
Via | Civitonline
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Difesa del suolo. Per l’Italia è una parola vuota. La parola difesa in queste ore riecheggia per le bombe sui caccia, case ai Rom e accoglienza immigrati. Vogliamo parlare delle opere pubbliche? Bè certo, per il Governo ci sono la Tav in Val di Susa, il Ponte sullo Stretto (che approda su Messina guarda caso e su un territorio fragile come meringa); le centrali nucleari. Punto.
Ieri, un nuovo nubifragio e altro allarme che scatta a Giampilieri. La situazione è la medesima di un anno fa, quando persero la vita nove persone e nulla è cambiato nel comune della provincia di Messina. Le case non distrutte dal fango sono li e sono abitate nonostante l’allarme lanciato dai geologi.
I vigili del fuoco che parteciparono alle operazioni di soccorso a Giampilieri intanto annunciano sciopero per il 10 novembre prossimo: non hanno ancora ricevuto il pagamento degli straordinari fatti proprio quel 1 ottobre di un anno fa. Sono in 2700: la Regione ha proposto come contentino l’anticipo del 10%. Idea che li ha fatti infuriare ancora di più.