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Tutti gli articoli con tag virus h1n1

Influenza A H1N1, confermato il contagio di un gatto domestico negli Usa (Iowa)

pubblicato da Marina

Influenza A H1N1, confermato il contagio di un gatto domestico negli Usa (Iowa) L’influenza A H1N1, o come la chiamano gli americani swine flu, fa il salto di specie e dall’uomo passa agli animali, non solo degli allevamenti ma anche domestici. La notizia, confermata anche dal IDPH - Iowa department of public health- è data dall’AVMA, American Veterinary Medical Association, che scrive nel suo comunicato stampa:

Un gatto in Iowa è risultato positivo al virus H1N1 dell’influenza, i funzionari di Stato lo hanno confermato questa mattina, segnalando che è la prima volta che in un gatto è stata diagnosticata una influenza causata da questo ceppo. Il gatto, che ha recuperato, si crede possa averla contratta da qualche abitante della casa, che si è ammalato di H1N1. Non ci sono prove che il gatto possa aver trasmesso il visrus a altri animali o persone. Prima di questa diagnosi, il virus H1N1 è stato trovato oltre che negli esseri umani, anche nei maiali, uccelli e furetti. L’American Veterinary Medical Association (AVMA) e l’American Association of Feline (AAFP) ai proprietari di animali da compagnia ricordano che alcuni virus possono passare tra le persone e gli animali, quindi questo non è stato un evento del tutto inatteso. I proprietari di animali domestici dovrebbero monitorare la salute dei propri amici, molto attentamente e farlo visitare immediatamente da un veterinario se ravvisano anomalie. L’ AVMA è attivo nel monitoraggio di tutti i contagi da H1N1 negli animali e pubblica aggiornamenti su AVMA.

Foto | Flickr

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Influenza A H1N1 a Speciale TG1: c'è un nesso tra gli allevamenti intensivi di suini e la pandemia?

pubblicato da Marina

Nella bella puntata di ieri sera di Speciale TG1, Monica Maggioni ha affrontato l’evolversi della pandemia influenzale causato dal virus A H1N1. Mentre era inviata del TG1, la Maggioni è stata nel villaggio messicano di Perote dove si è sviluppato il caso numero zero dell’influenza a carico di un bimbo di cinque anni che l’ha superata benissimo. Secondo la Fao, le condizioni di allevamento intensivo potrebbero essere alla base dello sviluppo di forme influenzali capaci di passare dagli animali all’uomo.

Monica Maggioni, accanto ai suoi servizi ne presenta uno per le Inchieste del Tg1, che apre uno squarcio su come a livello mondiale le multinazionali dell’allevamento tra cui la Smithfield Corporation, trattino gli animali e di come proprio in Messico, vicino Perote vi sia uno di questi lager per suini, da dove, si sospetta sia potuto venir fuori il virus dell’influenza A H1N1. Tra l’altro la Smithfield Corporation ha impiantato proprio in Romania uno stabilimento per l’allevamento di suini, capace di produrre ogni anno 2 milioni di capi da destinare all’industria alimentare, dove nel 2007, si sviluppò un focolaio di peste suina e da allora, dopo una serie di controlli delle autorità sanitarie, diverse multe e un cambio dell’amministratore delegato, sembra essersi messa in regola rispetto agli smaltimenti di liquami. Non sembra, siano però migliorate di molto le condizioni in cui sono allevati i maiali.

Dice Monica Maggioni:

Come mai prima la chiamavamo influenza suina e poi l’abbiamo chiamata influenza A? La pressione delle multinazionali dell’allevamento si è fatta forte tanto da costringere l’Unione europea a cambiare la denominazione al virus.

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Perché l'Onu paventa l'unione tra Virus A/H1N1 e aviaria?

pubblicato da Marina

david nabarro A che gioco sta giocando l’Onu? Perché paventa una possibile unione tra due virus, quali A/H1N1 e aviaria? Perché mai dovrebbe accadere e secondo quali meccanismi? E perché allora non paventare l’unione tra aviaria e ebola, epatite C e così via?

Ecco cosa ha dichiarato David Nabarro (a sinistra nella foto) coordinatore Onu per l’influenza durante l’assemblea annuale del Fondo Monetario e della Banca Mondiale a Istanbul:

La nostra preoccupazione è che i due virus si uniscano per dar vita a qualcosa di molto spiacevole. Non si sa se questo sia probabile oppure no, ma la possibilità c’é e dobbiamo lavorare per essere certi di essere preparati a questa eventualità.C’é bisogno di svariati milioni di dosi di antivirali, circa 78 milioni ma finora possiamo contare solo su 13 milioni di dosi.

Dunque, manovra di allerta mediatico su un virus, l’ A/H1N1, che sta causando una normale influenza con casi di decesso nella norma, o cos’altro?

Foto | Swisster

Napoli, a causa dell'influenza H1n1 meglio non baciare la teca di San Gennaro

pubblicato da Marina

Miracolo di San Gennaro: meglio non baciare la teca per evitare la diffusuione del virus h1n1 Spero, miei cari lettori, mi concederete questo piccolo OT rispetto alle argomentazioni trattate su ecoblog. Diciamo che con questa notizia mi trovo al confine tra lo scientifico e l’informativo a cui aggiungerei un sorriso. A Napoli, dopo la morte del povero Gaetano 51 anni, causata dalle molte patologie di cui soffriva e non dall’aver contratto il virus dell’influenza H1N1, si è scatenata una irrazionale quanto ingiustificata psicosi da virus. Tanto che le autorità sanitarie, più per controllare l’ordine pubblico che per ragioni precauzionali sono state costrette a disinfestarne la casa.

Ecco che in quello che è il quadro di paura che si sta profilando a Napoli, più per scarsità di informazioni che per reale pericolo, viene divulgato un consiglio da adottare specialmente in occasione del 19 settembre giornata di San Gennaro, patrono della città: non baciate la teca con il sangue disciolto. Ne parla Maria Triassi, docente e direttore del dipartimento di igiene dell’Università Federico II che dichiara a Il Mattino:

Comprendo il desiderio dei fedeli di manifestare la loro devozione verso San Gennaro. Tuttavia, per motivi di igiene, sarebbe sempre opportuno evitare ogni contatto con le vie respiratorie.

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Virus H1N1: prevenire l'influenza A lavandosi le mani

pubblicato da Marina

Sembra un gesto banale, eppure lavarsi bene le mani serve a tenere lontano il pericolo di contagio non solo dal virus H1N1 portatore dell’influenza A, ma in genere da tutte le malattie infettive. Ovviamente sono necessari acqua, sapone e delle salviette per asciugarsi, possibilmente di carta.

Ricordiamo che l’influenza A quando comparve qualche mese fa si credeva erroneamente passata dai suini all’uomo. Oggi, si è compreso che sebbene sia un infezione virulenta è anche meno pericolosa di quel che sembrava alle prime osservazioni. I sintomi sono più o meno quelli delle classiche influenze e i metodi di prevenzione, ovviamente, si basano sull’igiene.

Il video su, prodotto e diffuso dal Ministero per la Salute francese, mostra come lavarsi davvero le mani per eliminare ogni traccia di possibile agente di contagio. Si parte dall’insaponarle con cura e dallo sfregare le unghie sui palmi, fino a pulire gli interstizi tre le dita. Se non si possiede sapone è possibile lavarle con altre soluzioni a base di alcool almeno al 60%.

Dopo il salto i 4 consigli del Ministero della salute italiano e un video sempre in francese che insegna come far lavare correttamente le mani anche ai più piccoli.

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