
Cosa unisce Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi, Lucio Schembari sindaco di Santa Croce Camerina comune dell’altopiano ragusano, i parchi eolici e il parco fotovoltaico di Santa Croce? Il puzzle è complesso e merita pazienza e tempo per essere raccontato. Partiamo da Vittorio Sgarbi noto alle cronache per essere uno dei personaggi più rissosi della nostra Tv. Ma è anche un uomo colto e impegnato politicamente, tanto che è stato deputato, assessore al Comune di Milano nella Giunta Moratti e recentemente è stato eletto a furor di popolo sindaco del Comune di Salemi nel trapanese. Sgarbi come prima mossa per il suo comune ha iniziato a chiedere lo smantellamento delle turbine eoliche installate perché ha dichiarato:
Violentano il paesaggio.
Di sindaci che si sono schierati contro l’eolico e più spesso off shore ve ne sono tanti, inclusi Rosario Crocetta primo cittadino di Gela e Vincenzo Greco di Termoli, che hanno manifestato con i loro concittadini contro, appunto, le pale eoliche. La motivazione addotta è relativa al fatto che il paesaggio, specie se a vocazione turistica ne risentirebbe. In più si sono aggiunte le recenti azioni dei Carabinieri che dopo l’operazione Eolo,condotta nella zona tra Mazara del Vallo e Trapani, hanno smascherato gli intrecci tra imprenditori, politici e criminalità organizzata nell’affare dell’energia eolica.
Eppure nel caso di Vittorio Sgarbi e di Salemi sembra che l’avversione del primo cittadino verso l’energia eolica sia sostenuta, nella realtà, da motivazioni poco ambientaliste e molto, ma molto, economiche. Dopo il salto le rivelazioni di Giuseppe Croce giornalista siciliano.
La Guardia di finanza ha sequestrato sei impianti eolici tra Carlentini, Siracusa e Palermo e uno a Ploaghe in Sardegna, mentre finiscono sotto inchiesta 12 società con sede a Avellino e in Sicilia che hanno beneficiato dei contributi per la costruzione dei parchi eolici. In tototale sono state fermate 185 pale eoliche per un valore di circa 153 mila euro. Gli impianti sequestrati sono a Carlentini (Sr) con 57 turbine; in provincia di Catania a Militello Val di Catania (Ct) con 18 turbine; a Mineo con 11 turbine e a Vizzini con 30 turbine; a Ploaghe (Ss) con 26 turbine; in provincia di Palermo a Camporeale con 24 turbine e a Partinico e Monreale con 19 turbine.
Tratto in arresto Oreste Vigorito che come scrive TV7 Benevento:
Sessantadue anni, avvocato di origini irpino-napoletane, insieme al fratello Ciro, Oreste Vigorito ha costruito nel corso degli anni un vero e proprio impero. Stimato presidente dell’Enav, l’associazione industriale del settore eolico, proprietario della società di calcio del Benevento, ma soprattutto deus ex machina della Ivpc, il gruppo che gestisce gran parte delle centrali ad energia eolica installate in quasi tutte le regioni italiane. I primi impianti vengono realizzati a Montefalcone, in provincia di Benevento: dodici generatori da seicento chilowatt ciascuno. Successivamente, cresce il numero dei parchi eolici e, con essi, le società che entreranno nel gruppo Ivpc nel quale Vigorito è sempre presente in veste di proprietario, gestore o manutentore degli impianti. Precursore della “green economy”, il gruppo di Vigorito fattura 250 milioni di euro l’anno, con 420 dipendenti e un altro migliaio di posti di lavoro impegnati nell’indotto: un settore di grande redditività economica, quello dell’energia eolica, che in pochi anni ha visto aumentare i ricavi di oltre 43 punti percentuali. Il sogno di Vigorito, al quale stava lavorando alacremente, era il collocamento in Borsa della Italian Vento Power Corporation.
L’energia eolica continua a far parlare, nell’italica penisola, perché sembra che gli impianti fino ad oggi non siano in grado di mantenere le promesse, a discapito di un impatto ambientale ritenuto da alcuni fortemente dannoso. Famose le posizioni dei sindaci siciliani contro gli impianti eolici nel gelese e nel trapanese di Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi e Rosario Crocetta, sindaco di Gela, paladini di campagne contro l’eolico.
Mentre a Scansano, in Toscana si stanno sostituendo 30 pale eoliche l’Associazione Geo Ambiente e Territorio sostiene che quella eolica si è rivelata una scelta insensata in un territorio che non ne ha la vocazione:
In primis per la resa veramente scarsa,con una media delle ore di produzione di solo 1.413, contro le 2.000 ore ed oltre di altri paesi piùvocati dell’Europa, fino alle fantastiche 3.500 della Scozia. E ciò dipende principalmente dallo scarso e variabile regime anemometrico del nostro paese.Questi dati dicono poco se non si considera che, proprio in quei paesi, il contributo al fabbisognoelettrico arriva fino al 20% in Danimarca, mentre da noi siamo ad un ridicolo 1,4%. Francamentenon è giustificabile che si possa puntare su questa tecnologia per raggiungere gli obiettivi di Kyoto.Né è giustificabile realizzare centrali idroelettriche nel Sahara, ovvero, fuor di metafora, impiantieolici in Toscana, dove le mappe eoliche CESI indicano ben poche speranze di vento produttivo.Un caso emblematico è l’impianto eolico Poggi Alti di Scansano (Grosseto), moltochiacchierato anche per il ricorso al TAR e Consiglio di Stato in merito alla realizzazione frontale alcastello medievale di Montepò e senza Valutazione di Impatto Ambientale.
E conclude l’Associazione Geo:
Ma veramente vogliamo spremere sangue da una rapa, quando lungo la costa tirrenica la ventosità è nettamente superiore, garantita, e con gli impianti offshore si possono ottenere risultati superiori? Ne abbiamo proprio bisogno in Toscana con oltre 35% di elettricità da rinnovabili? Stante che con gli impianti attuali in Italia non si supera il rendimento del 16%, perché non percorrere alternative molto più produttive, come il solare termodinamico (circa 30%) o il geotermico di terza generazione (circa 80%)?
Via | Maremma News
Foto | Flickr
Ce lo aveva annunciato Vittorio Sgarbi nell’intervista di qualche post fa, che avrebbe organizzato un grande convegno contro l’eolico il cui testimonial più importante sarebbe stato l’ex-Presidente francese Giscard D’Estaing. Promessa mantenuta: da ieri e fino ad oggi si tiene a Palermo, a Villa Malfitano, il convegno “Il paesaggio sotto attacco. La questione eolica”.
Ed ecco cosa ha dichiarato D’Estaing:
Il problema dell’eolico riguarda tutta l’Europa. Ciò che oggi serve è l’informazione. In Francia un’alta percentuale di cittadini è favorevole all’eolico. Perché è un’energia pulita. In realtà, non crea ricchezza, non crea posti di lavoro, deturpa il paesaggio e lascia sul territorio tanto cemento. Ricordiamoci che è il sole che riscalda il cuore degli uomini. Il nostro futuro è nell’energia solare. Demolire le pale eoliche avrà un costo altissimo, che nessuno ha preventivato e ci vorranno almeno 15 anni. Il problema è che dietro l’eolico c’è una potente lobby finanziaria. Ed è nostro dovere, è un dovere degli uomini liberi smontare questa lobby.
Il convegno è stato organizzato da Italia Nostra in collaborazione con la Presidenza della Regione Siciliana, che ha tra i sui relatori appunto Giscard D’Estaing, Raffaele Lombardo Presidente della Regione Sicilia, Carlo Ripa di Meana, Presidente di Italia Nostra, Carlo Alberto Pinelli, Presidente onorario di Mountain Wilderness Italia, Rosa Filippini, presidente degli Amici della Terra, Jean-luis Butrè, del Windfarm-Epaw, Fabio Granata, parlamentare nazionale del Pdl e vice presidente della commissione Antimafia, Stefano Masini, responsabile delle politiche ambientali Coldiretti.
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Mauro Francesco Minervino è un antropologo che ha pubblicato recentemente il libro La Calabria brucia (Ediesse 190 pp. 10 euro) in cui dedica un capitolo alle installazioni eoliche in Calabria, o meglio, in quello che lui definisce un territorio già martoriato e mortificato dalla speculazione edilizia, abusuvismo, incendi e alluvioni.
Dunque dopo la voce dei sindaci del no agli impianti eolici (tra cui Vittorio Sgarbi, Rosario Crocetta e Vincenzo Greco) sopratutto in Sicilia e Abruzzo-Molise, anche la Calabria si inserisce in un contesto di territorio sfruttato e in cui le soluzioni energetiche adottate, nel caso l’eolico, nulla hanno a che fare con scelte ambientaliste e con una politica lungimirante in materia di approvvigionamento energetico.
Ecco in quattro punti perché, secondo Minervino, la Calabria è stata truffata, per l’ennesima volta dall’affaire eolico.
Non c’è bisogno di altra energia.
Credo che la corsa all’oro dei mulini a vento può distruggere del tutto quel poco che resta di uno tra i paesaggi più belli d’Italia. L’affare è nelle mani di nuovi improvvisati magnati del vento e del solito sottogoverno politico-mafioso che da noi fa il bello e il cattivo tempo. Opporci è un altro dei doveri civici a cui manchiamo. Infatti contro i mulini a vento non ho visto levarsi molte proteste in giro. Non sono stati certo gli “ambientalisti” nostrani a opporsi a questi progetti, anzi. Mi chiedo poi a che serve l’eolico in una regione senza industrie che di energia ne ha già da vendere.
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Dopo le denunce di Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi a proposito di infiltrazioni mafiose nella installazione e gestione di impianti eolici in Sicilia, anche Salvatore Moncada, del Gruppo Moncada Energy di Agrigento, è intenzionato a presentare un esposto alla Procura della Repubblica circa anomalie di gestione in impianti eolici.
Insomma, un imprenditore del settore conferma, dopo l’operazione Eolo condotta dalla DDA di Palermo, che l’affare eolico in Sicilia fa gola alle associazioni mafiose.
E per sostenere maggiormente la propria posizione il gruppo pubblicherà una lettera aperta, a pagamento, sui principali quotidiani, intitolata: “Non inquinate la nostra energia” che segue le:
forti reazioni emotive provocate dalle ultime vicende di cronaca che, sommate al grave immobilismo del sistema legato agli iter autorizzativi, rischiano di vanificare il lavoro di chi, come noi, con grandi sforzi ha prodotto negli ultimi anni nuove occasioni di sviluppo per il territorio, creando centinaia di posti di lavoro ed invertendo, almeno in parte, la drammatica tendenza che vede noi siciliani vittime di un destino segnato da altri.
Ho cercato Vittorio Sgarbi al telefono per chiedergli direttamente che cosa provasse dopo che l’operazione “Eolo” condotta dalla DDA di Palermo, pochi giorni fa, ha mostrato l’intreccio di interessi tra imprenditori, polifici e mafia, nel mazarese a proposito della installazione di impianti eolici.
Sgarbi, cortesissimo e diponibile mi ha telefonato una mezz’ora dopo che avevo chiesto al suo segretario, appunto, l’intervista.
Dopo il salto il resoconto della chiacchierata con il Sindaco di Salemi:
E’ il giorno della riscossa per Vittorio Sgarbi, all’indomani degli otto arresti risultato dell’operazione Eolo condotta congiuntamente da polizia e carabinieri nel trapanese, che ha portato alla luce le connessioni tra politica, imprenditori e mafia a proposito delle energie rinnovabili e dello sfruttamento del territorio con l’installazione di impianti eolici.
E’ trionfante il Sindaco di Salemi, perché proprio pochi giorni prima, dell’opeazione “Eolo” aveva presentato un esposto alla Procura di Marsala contenente una denuncia relativa alla mafia dell’energia pulita, così come l’ha battezzata lui.
Dice Sgarbi a I Love Sicilia:
Sì, lo avevo detto e tutti mi hanno attaccato. A cominciare dall’antimafia che preferisce le parole e la retorica. Mentre i fatti sono esattamente per come li ho descritti io. Io che, forse, non sono un professionista dell’antimafia, ma un dilettante. E me ne vanto.
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L’operazione, condotta a Trapani da polizia e carabinieri si chiama “Eolo” e ha fatto finire in manette otto persone, tra cui un imprenditore di Trento, dopo una serie di indagini relative alla realizzazione di alcuni impianti eolici.
In pratica politici e imprenditori per la realizzazione di alcuni impianti, avrebbero stretto accordi con la mafia a cui avrebbero affidato parte dei lavori di costruzione: scavi, movimento terra, fornitura di cemento e di inerti. Gli appalti avrebbero portato a Cosa nostra centinaia di milioni di euro a cui si vanno ad aggiungere i finanziamenti regionali.
L’indagine ha inoltre ricostruito parte delle connessioni politiche e imprenditoriali che hanno spinto l’Amministrazione comunale di Mazara del Vallo (ma sembra siano coinvolti anche altri enti comunali) a realizzare sul loro territorio impianti eolici.
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Ieri mattina Vittorio Sgarbi, si sarebbe presentato al Procuratore della Repubblica di Marsala, il magistrato Alberto Di Pisa per consegnare un esposto, riferisce Marsala.it:
per denunciare una serie di anomalie sui parchi eolici.
La guerra di Sgarbi (da settembre sindaco del Comune di Salemi) ai parchi eolici (condotta assieme al Sindaco di Gela Rosario Crocetta) nel trapanese, l’abbiamo puntualmente raccontata su ecoblog.
Il Sindaco di Salemi va giù ancora più duro, d’altronde è nel suo personaggio e denuncia, come riferisce Osservatorio-sicilia:
Le estorsioni provengono da criminali e le forze dell’ordine le possono reprimere, ma nel settore dell’energia eolica esisterebbe un intreccio politico ed affaristico. Sono i politici che prendono il pizzo.E’ quindi della mafia dell’energia pulita che bisogna avere paura, perché oltre a distruggere il paesaggio, sottrae alla Sicilia specifici valori che sono attrattive per i turisti.
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