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Tutti gli articoli con tag vivere di ecologia

Valentina Pisani e l'arte di riciclare: niente si distrugge, tutto si trasforma

pubblicato da Matteo Razzanelli

arte riciclo
Per la serie vivere di ecologia, vi segnaliamo un’intervista di Pinkblog a Valentina Pisani, un’artista che la pinkie Missunderstanding ci presenta con parole bellissime:

[…] un talento che dona agli oggetti una seconda vita; un’artista che scova l’anima impolverata delle cose in disuso e la fa rivivere in creazioni originali; un’ecologista che riusa, ricicla e ricrea. Valentina è un architetto, ma dal 2000 si occupa di eco-arte: l’atto creativo si ispira ed utilizza l’oggetto-rifiuto delle discariche, ormai giunto alla fine della sua vita, e gli offre un’altra funzione, un futuro diverso, l’opportunità di ricominciare una nuova vita… Le sue opere nascono, quindi, come idea di trasformazioni, sono oggetti in trasformazione, o trasformati.

Insomma, questa artista parte dall’idea che dovrebbe avere ognuno di noi prima di gettare alcunché: gli oggetti “inutili”, non sono rifiuti, ma materia che deve trovare una nuova collocazione, una seconda vita. Tutto ciò che è rifiuto è un male per l’ambiente, ma può tramutarsi in risorsa. Valentina Pisani cerca dunque negli oggetti buttati questo potenziale misconosciuto.
Un lavoro interessante, che per Valentina è la quotidianità: lo si capisce bene da quello che dice.

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Capoguardia in un parco: burocrazia e natura

pubblicato da lumachina

Lavorare come guardiaparco.Danilo Vassura coordina il lavoro dei guardiaparco dei Parchi del Lago Maggiore, dove ho lavorato anche io. L’ho intervistato per fargli raccontare che cosa fanno le persone come lui, che hanno deciso di vivere al servizio dell’ambiente in un Ente Parco.

Danilo, ci puoi spiegare che lavoro fai?
Io sono un guardiaparco della Regione Piemonte e lavoro in un ente strumentale della Regione che gestisce quattro aree protette, piuttosto piccole, lungo la sponda del Lago Maggiore. Sono guardiaparco da quasi 17 anni e da 6 sono responsabile del settore di vigilanza del mio ente, dove dovrebbero esserci altre 5 guardie, che attualmente sono 3, più 1 al 50%, più 1 al 50% per un anno.

Traduco per i lettori: siete sotto organico e cercate di fare in pochi tutto ciò che andrebbe fatto in più persone. Ma che cosa fa un guardiaparco, in pratica?
Il guardiaparco è una figura eterogenea: non solo diversa tra stato e stato, ma anche tra regione e regione (per esempio in Toscana sono inquadrati come “Polizia locale”, da noi no), all’interno della stessa regione (al Fenera c’è un guardiaparco con patente di inanellatore cui non è consentito di inanellare in servizio, da noi Daniele inanella per quasi il 50% del suo tempo su base annua) e oserei dire all’interno dello stesso parco!

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Diventare redattore per un giornale di parchi

pubblicato da lumachina

Intervista a Emanuela Celona, caporedattore di Piemonte Parchi

Questa settimana ho intervistato Emanuela Celona, caporedattore di Piemonte Parchi, per sapere come si vive occupandosi a tempo pieno di comunicazione ambientale presso un ente pubblico.

Ciao Emanuela, puoi raccontarci in che cosa consiste il tuo lavoro?
Difficile sintetizzare. In sostanza mi occupo della “cucina” del giornale: redazionare i testi, scegliere le foto per un articolo, affidare un articolo a un collaboratore particolarmente “indicato” per un argomento (stesso discorso per i fotografi), vedere le bozze del giornale prima che vada in stampa, chiudere il numero in tipografia… e cose di questo genere. Purtroppo però, il tempo per fare il lavoro che preferisco, quello del giornalista che “scrive” e soprattutto racconta ciò che ha visto, è sempre più rosicchiato dalle altre incombenze… Intendiamoci, mi piace leggere gli articoli degli altri… però, a volte, vorrei riuscire a scrivere un po’ di più… (!)

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Aprire un Bed&Breakfast biologico

pubblicato da lumachina

Progetto di impresa biologico: un B&B

Per la serie “vivere di ecologia” questa settimana ho intervistato Barbara e Michele Fenati, che hanno aperto il primo B&B biologico di Roma.

Che cosa ha di diverso il vostro da un normale B&B?
Noi siamo a Roma ma in una zona residenziale verde e molto tranquilla, quando abbiamo pensato di aprire un B&B abbiamo ristrutturato la casa utilizzando le vernici naturali della Solas e abbiamo arredato le camere e alcuni bagni utilizzando materiali naturali come sassi e legni portati dal mare sulla spiaggia. Inoltre tutti i detergenti che utilizziamo per lavare la casa, le lenzuola e gli asciugamani sono ecologici.

Ma la cosa che ci caratterizza di più e probabilmente il fatto che le nostre “abbondanti” colazioni sono preparate con prodotti 100% Bio, inoltre facciamo colazioni ad hoc per i nostri ospiti che soffrono di particolari intolleranze alimentari (celiachia, intolleranze al latte, lieviti, zucchero, pesticidi, conservanti, etc…).

Come è nata l’idea di aprire una attività ecologica?
L’idea è nata dalla nostra sensibilità verso i temi ecologici, siamo vegetariani e abbiamo un negozio Bio da 12 anni e quindi è stata una “naturale conseguenza” dare questa impostazione al B&B.

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Vivere di gioielli riciclati

pubblicato da lumachina

carpe diem bijioux - i gioielli di Sara

Questa settimana, per la serie “vivere di ecologia, vi presentiamo il caso di Sara, una ragazza che vorrebbe trasformare il suo artigianato artistico in una fonte di reddito, oltre che nel veicolo di idee ecologiche come il dare nuova vita ai rifiuti.

Sara, che cosa vendi?
Vendo bijoux (orecchini, collane, ciondoli, anelli e bracciali, spille e fermagli per capelli).

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Negozi sostenibili: a volte si chiude

pubblicato da lumachina

cuscini fatti da scarti di tessuto

Non tutti i negozi di vestiti ecologici hanno successo. Gemma e’ una ragazza britannica che ha provato ad aprirne uno a Milano, ma la capitale della moda non lo ha apprezzato. Continuiamo le interviste di ecoblog a persone che hanno deciso di vivere di ecologia cercando anche di capire quali difficoltà hanno incontrato e come sperano di superarle.

Gemma, raccontaci qualcosa del tuo negozio.
Il negozio si chiamava The Dodo and The Dinosaur e ci vendevo vestiti per adulti e bambini fatti con cotone bio, o realizzati riciclando gli scarti di sartoria. Avevo scarpe vegane (fatte senza cuoio o altri derivati animali) e gioielli fatti con materiali naturali. Tutti i miei prodotti erano realizzati senza sfruttamento del lavoro e con procedimenti a basso impatto ambientale.

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Aprire un Centro di Educazione Ambientale

pubblicato da lumachina

Centro di Educazione Ambientale Energetica

Al convegno su ecologia e spiritualità dell’ecoistituto del Veneto ho conosciuto Gaetano e Rosita, che hanno aperto un centro di Educazione Ambientale in provincia di Pavia. Offrono laboratori sull’energia, sul riciclo, sul turismo lento e sostenibile e momenti di riflessione su sogni e bisogni.

Come e’ fatto il vostro CEA?
Praticamente abbiamo riadattato casa nostra, allestendo una sala proiezioni in mansarda e chiudendo dei portici per ospitare i laboratori. Di solito vengono due classi alla volta (per ottimizzare il trasporto in pullman) quindi dobbiamo poter ospitare una cinquantina di bambini o adulti per volta.
Oltre ai locali di cui sopra, si possono vedere i nostri impianti che sfruttano fonti di energia rinnovabili: fotovoltaico, solare termico, eolico e abbiamo in progetto anche un sistema di fitodepurazione.

Prima di aprire il CEA, che cosa facevate?
Vivevamo nell’hinterland milanese. Rosita insegnava italiano agli stranieri e Gaetano era responsabile per il sud Europa di una multinazionale informatica. Non ci piacevano molto i ritmi di vita a cui eravamo costretti.

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Lavori eco: Vestiti usati a Brescia

pubblicato da lumachina

Poesia di Brecht sugli abiti riciclati

Iniziamo con questa settimana una serie di interviste a persone che hanno deciso di “vivere di ecologia” ovvero che hanno aperto negozi, iniziato attività o che lavorano in vari settori ambientali. Iniziamo con Maria, che abbiamo conosciuto perché era alla ricerca di borse di carta riciclata da dare ai clienti del suo negozio a Orzinuovi, in provincia di Brescia (La Crisalide, in Via S. Martino, 5).

Maria, che cosa vendete?
Io vendo vestiti usati e tengo pure il vintage. Però ho puntato molto sul riciclo al di là della moda. Sono figlia (ho 44 anni) di piccoli coltivatori diretti e mia madre che c’è ancora mi ha sempre fatto portare i vestiti smessi o comunque usati o da parenti o da fratelli ed alla fine, ma proprio alla fine, il vestito veniva tagliato e usato come straccio.
Poi credo nei vestiti usati nel riciclo perché paragono il tutto alla terra, alla natura che coltivata, poi arata e poi seminata da’ sempre frutti. Se usata bene non muore mai.
Considero il riciclo alla poesia che va oltre il tempo e le paranoie dell’uomo moderno e vive sempre e comunque e la grande poesia non muore mai … che meraviglia.

Come è nata l’idea di aprire un negozio ecologico?
Per portare sensibilità nel cuore della gente, ed ho puntato sui vestiti. Ho trovato molti magazzini pieni e mi sono stupita di come la moda ci tolga la spontaneità della personalità portandoci senza nemmeno accorgerci nel mondo dei mass-media e della totale privazione del nostro dentro.

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