
Il professore Carlo Rando dell’Istituto tecnico Molinari di Milano è stato licenziato a causa del suo comportamento in classe: ai primi di ottobre dello scorso anno, infatti, Rando fece una lezione di biologia con vivisezione ai suoi alunni.
I metodi della lezione, vivisezione a parte, a quanto pare non sarebbero stato molto corretti con gli animali (conigli, nello specifico): Rando, stando alle notizie circolate sulla stampa locale, avrebbe ucciso personalmente gli animali in classe a martellate, davanti gli alunni.
Appena si diffuse la notizia e i dettagli (che oggi Rando nega, affermando di aver vivisezionato animali già morti), la Lav fece un esposto alla magistratura e l’On. Paola Frassinetti del Pdl, vice presidente della VII Commissione Parlamentare (Cultura, Scienza e Istruzione) fece un’interrogazione alla Camera dei Deputati. Rando ha annunciato che farà ricorso al giudice del lavoro per essere reintegrato nel suo incarico.

Le nuove regole per la presentazione di una Proposta di Legge d’iniziativa popolare sulla vivisezione devono ancora essere approvate dal Consiglio di Strasburgo ma intanto sono state già approvate dal Parlamento europeo.
Il nuovo testo era stato indicato dall’ On.le Sonia Alfano in quanto indispensabile per modificare la Direttiva sulla vivisezione approvata l’8 settembre 2010.
Se entrerà in vigore la nuova disposizione ogni Stato membro avrà un anno per raccogliere le firme richieste per far passare la legge d’iniziativa popolare. Per l’Italia il numero minimo di firme previsto è di 54.000. Il numero minimo di Stati dai quali dovranno provenire le firme è di un quarto del totale dei Paesi aderenti all’Unione europea.
I deputati leghisti al Parlamento Europeo voteranno contro ogni tipo di ulteriore deroga al divieto di utilizzare gli animali negli esperimenti dell’industria cosmetica. Lo ha affermato l’onorevole della Lega Nord Oreste Rossi all’agenzia animalista GeaPress, che ne da notizia oggi.
La “dichiarazione di voto” della Lega, in realtà, è abbastanza precoce: l’attuale deroga scade, infatti, a marzo del 2013. Dopo si vedrà, in base ai voti. Oreste Rossi, però, rilascia dichiarazioni che non lasciano prevedere ripensamenti:
Non si può accettare che per questo tipo di prodotti, dei quali se ne può fare decisamente a meno, vengano utilizzati gli animali. L’opposizione al Parlamento Europeo ad ogni ulteriore deroga è di tutti i deputati della Lega Nord
La sperimentazione dei cosmetici sugli animali, in teoria, è vietata in Europa dal 1999 ma per oltre dieci anni si è continuato a permetterla derogando alla normativa. La questione si inserisce nella questione, più generale, della sperimentazione animale e della vivisezione.
Due temi scottanti sui quali, recentemente, l’Unione Europea ha fortemente deluso gli animalisti approvando regole troppo morbide e assai favorevoli all’industria farmaceutica e cosmetica che usano massicciamente varie specie di animali per effettuare i test necessari ad ottenere le autorizzazioni prima della messa in commercio dei loro prodotti.
In seguito all’approvazione di quest’ultimo regolamento europeo si è rafforzato il movimento di opinione contrario alla sperimentazione animale, con alcuni volti noti che hanno sposato la causa. Recente, ad esempio, l’appello di Marisa Laurito.
La Commissione Europea ha pubblicato il sesto rapporto “2008″ sui dati statistici relativi al numero di animali utilizzati a fini sperimentali. Ne sono stati calcolati quasi 12 milioni….
Dodici milioni di cavie da laboratorio… una enorme, intera metropoli rinchiusa in gabbia per subire ogni genere di tortura. Fra questi: 21.000 cani, 330.000 conigli e oltre 9.000 scimmie - il 56% delle quali catturate in giovanissima età allo stato selvatico, spesso alle Mauritius, distruggendo per lo scopo interi nuclei familiari al prezzo di 2.600 sterline -.Orrore allo stato puro, insomma, che fa levare un urlo di vergogna. Eppure il dato è solo parziale: secondo la Direttiva europea 86/609 -nella sua formulazione precedente il testo revisionato l’8 settembre scorso - infatti, solo gli animali vertebrati adulti possono rientrare nel triste computo. Invertebrati e bestiole già soppresse non vengono considerate pertanto utili ai fini della “statistica”..
Dei 27 Paesi europei, i peggiori sono, nell’ordine, la Francia, il Regno Unito, la Germania, la Spagna e l’Italia. Inoltre i primi quattro, unitamente all’Austria, hanno utilizzato il 50% di cavie in più rispetto al precedente rapporto pubblicato nel 2005. Riferisce Michela Kuan, la biologa responsabile del settore vivisezione presso la LAV:
L’Unione Europea continua a ritardare l’incentivazione al ricorso a metodi che non facciano uso di animali. Sarà fondamentale che nell’iter di recepimento nazionale della Direttiva, Governo e Parlamento inseriscano disposizioni per favorire lo sviluppo concreto di tali metodi e limitino, nei fatti, il ricorso agli animali, nell’ottica di un futuro basato su una ricerca etica e scientificamente rigorosa libera dal vincolo obsoleto del modello animale
Via| asca, newnotizie
Foto | Flickr
La LAV denuncia per violazione dell’articolo 544 bis del Codice penale (uccisione di animali senza necessità), un insegnate dell’Istituto Tecnico Industriale Statale-Liceo Scientifico Tecnologico “Ettore Molinari” di Milano. Il docente avrebbe ucciso due conigli in classe, per poi sezionarli durante una lezione di anatomia.
Il problema vero, però, è che i conigli erano quattro: due sono arrivati in classe vivi e, a detta delle testimonianze raccolte dalla Lav, sono stati barbaramente uccisi davanti agli alunni
A quel punto il docente avrebbe prima cercato di strangolarli, quindi li avrebbe presi ripetutamente a pugni, ma uno degli animali sarebbe sopravvissuto alla prolungata violenza e l’insegnante lo avrebbe ucciso colpendolo a martellate sulla testa
Dopo la barbarie, la vivisezione. tutto ciò, continua la Lav, in barba anche al protocollo di intesa tra l’associazione e il Ministero dell’Istruzione, siglato allo scopo di “promuovere la diffusione e l’approfondimento dei temi dell’educazione al rispetto di tutti gli esseri viventi nelle scuole di ogni ordine e grado”.
Marisa Laurito “si è data una mossa” in favore degli animali e contro il recente, e assai criticato, regolamento europeo sulla vivisezione. In un video realizzato insieme all’Enpa e a Il Respiro, un progetto ambientalista che vede la partecipazione di diversi vip e che già è arrivato sulla stampa nazionale con l’appello di Giorgia contro la caccia, la Laurito in tre minuti smonta le informazioni-giustificazioni fornite dall’industria del farmaco e dei cosmetici in favore della sperimentazione sugli animali.
Il video, in realtà, non è granchè: la Laurito legge un foglio (neanche troppo complicato, poteva anche impararlo a memoria…) abbastanza efficace e argomentato, seppur sintetico. Tra le ragioni illustrate agli spettatori del video spicca soprattutto l’inutilità della vivisezione: molti esperimenti fatti su cani, gatti, topi, scimmie o altri animali difficilmente si possono ritenere validi, per così dire “copia e incolla”, anche per l’uomo.
E, infatti, la sperimentazione sugli animali di solito è il primo passo e poi quella sull’essere umano arriva sempre. Molto più efficace, seppur di poche parole scritte nere su bianco, è il messaggio finale dell’Enpa: cerca di consumare meno farmaci. Aggiungerei, e sottolineerei, meno cosmetici: se per la salute umana, forse, un minimo di sperimentazione sugli animali può avere anche un senso per rossetti, shampoo e balsamo sinceramente è proprio difficile da difendere…
Via | Il Respiro
Video | YouTube

L’idea di base doveva aiutare a ridurre l’uso (si proprio l’uso) di animali nei test scientifici e di limitare ove necessario quegli esperimenti più dolorosi. La richiesta era stata affidata al Parlamento europeo che ieri si è pronunciato in merito approvando la Direttiva 86/609 che di fatto non apporta i correttivi richiesti.
Commenta a caldo Michela Kuan, biologa, responsabile nazionale LAV settore Vivisezione:
Nel complesso il testo approvato risulta deludente, soprattutto in considerazione dei progressi scientifici, dell’affermarsi dei metodi alternativi all’uso di animali e dell’opinione pubblica espressasi in modo chiaramente contrario alla sperimentazione animale.
Se qualche Paese membro riterrà di dover applicare provvedimenti più restrittivi, ovviamente, sarà libero di farlo. Ma a quel punto a chi converrebbe? Il business, secondo gli animalisti, vede ogni anno usati 12milioni di animali.
Secondo la Lav ci sono 3 punti che davvero rendono intollerabile la Direttiva. Spiega Kuan:
La possibilità di poter ricorrere, anche se in deroga, a gatti e cani randagi (ma in Italia tale pratica è vietata fin
dal 1991);la possibilità di utilizzare specie in via d’estinzione e/o catturate in natura (compresi i Primati e in particolare le grandi scimmie);il ricorso a soppressione per inalazione di anidride carbonica come metodo di uccisione di riferimento, definito dalla legge come “umanitario” ma che in realtà provoca alti e prolungati livelli di sofferenza, fatto riconosciuto scientificamente
-la possibilità di effettuare esperimenti senza anestesia, autorizzazione anche per esperimenti altamente dolorosi.
Rispetto all’uso dei primati, infatti, in una clausola è fatto sì divieto dell’uso di scimpanzé, gorilla, orangutan e bonobo, ma restano oggetto dei test, invece, i macachi e i uistiti.
Noi come consumatori possiamo fare molto e iniziare a scegliere prodotti che non usano animali per i loro test. Dopo il salto i controversi punti della direttiva così come riportati da Blitz Quotidiano.
Continua a leggere: Vivisezione, la Ue approva le nuove regole che deludono gli animalisti
Dopo quasi due anni di attesa, nei giorni scorsi, i 27 Stati aderenti all’UE hanno approvato il disegno di legge per la limitazione dei test sugli animali. Ovviamente, prima di essere definitivamente adottato, il testo dovrà passare, dopo l’estate, all’esame del Parlamento europeo.
Il progetto prevede che i test sugli animali debbano presto essere rimpiazzati da alternative scientifiche valide oppure, se considerati strettamente necessari, debbano almeno limitare il dolore e la sofferenza delle cavie ai minimi termini… I primati, inoltre, secondo il dettato legislativo, devono considerarsi esclusi da qualsiasi tipo di smerimentazione…
Secondo alcuni esponenti europei, però, a fronte di limitazioni troppo severe la delocalizzazione della ricerca potrebbe costituire un rischio concreto con ricadute forti in termini di occupazione e sviluppo, nell’area euro… Tanto più che, specie ad oriente, non mancano gli Stati che, meno interessati al benessere animale, stanno compiendo incredibili passi avanti anche nel settore della chimica farmauceutica… Per questo motivo, dunque, pare che i legislatori abbiano ritenuto doveroso inserire nel documento una sorta di clausola di “salvaguardia” per i Membri -ma non certamente per le cavie - che consentirebbe agli stessi di porre unilateralmente, previa comunicazione alla Commissione Europea, alcune deroghe alle limitazioni imposte laddove, però, si ravvisino ragioni “eccezionali” e pienamente giustificabili sul piano scientifico …
Il disegno di legge, pur non rappresentando una svolta epocale, pare finalizzato, come dichiarato dagli stessi legislatori europei, a raggiungere nel medio - lungo periodo l’obiettivo ultimo della interdizione totale della vivisezione e dei test sugli animali.
La Direzione ambiente della Commissione europea, grazie anche alla pressione dell’opinione pubblica, sollecita la revisione della direttiva del 1986 sul benessere degli animali, considerata non più adeguata, soprattutto per le scimmie. Secondo gli scienziati, infatti, i primati non umani hanno una sensibilità neurofisiologica quasi simile a quella dell’uomo, rendendo quindi necessario un adeguamento della normativa.
Oltre al divieto dei test cosmetici a partire dal 2009, la Commissione Europea, inoltre, intende limitare i test solo agli animali allevati, non permettendo quindi l’uso di randagi e di animali di compagnia, come cani e gatti.
Per le altre specie, infine, è prevista una riduzione del numero degli esperimenti, l’uso di metodi alternativi e il miglioramento della metodologia, in modo da” assicurare agli animali cure adeguate e trattamenti senza crudeltà”.
Via | Corriere.it
Foto | Rob Qld
Nell’ottobre 2006 si spense Pietro Croce, tra i padri fondatori del movimento antivivisezionista. Autore del libro “Vivisezione o scienza” è diventato presidente onorario del Comitato Scientifico Equivita. A lui è dedicato l’omonimo premio, iniziativa dello stesso Equivita insieme ad Animalisti Italiani e al Movimento Ecologico Nazionale.
Il Premio, giunto alla sua seconda edizione, “vuole essere – spiegano i promotori - un incitamento per tutti, anche per quelli che non concorrono, ad agire, ciascuno nella misura in cui è capace, per promuovere e accelerare questo indispensabile rinnovamento culturale, onde evitare di essere conniventi (con il silenzio) di un “errore ed orrore metodologico”.
A concorrere al Premio saranno progetti di ricerca con l’obiettivo di raggiungere “l’abolizione della sperimentazione animale, o la promozione di metodi di ricerca scientificamente validi”. I progetti, che potranno riguardare la sfera scientifica, giuridico-politica, di comunicazione e didattica, dovranno essere inviati entro il 20 giugno 2008 all’indirizzo: Comitato Scientifico Equivita - Via Pietro Antonio Micheli, 62 00197 – Roma oppure all’indirizzo e-mail: equivita@equivita.it.
In palio un finanziamento di 4000 euro grazie al contributo del Movimento Ecologico e della Federazione dei Verdi Italiani. Prevista anche la possibilità di due vincitori “parimenti meritevoli”. In questo caso il premio sarà suddiviso tra due concorrenti.